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domenica 8 agosto 2021

FINESTRE SULLA FILOSOFIA

Marco Leoni, che curava questa seguita rubrica di cultura filosofica, ci ha purtroppo lasciati il 21 luglio scorso. Si è comunque deciso, in accordo con la famiglia, di pubblicare gli ultimi pezzi che aveva preparato e mandato nei giorni in cui, sentendo che le forze lo abbandonavano, ancora lo spingeva la volontà di condividere con altri le meraviglie di questa disciplina che tanto lo affascinava.

Si è pensato che sicuramente lui apprezzerà il fatto che vogliamo onorare il suo lavoro e che, anche se non è più qui con noi fisicamente, la sua passione e il desiderio di approfondire sempre nuove vie di conoscenza ce lo possono far sentire ancora vicino.



Di Marco Leoni

AGOSTINO

e il tempo come estensione dell'anima


( lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )



Agostino e il problema del tempo .


Agostino vi ho detto essere il difensore della cristianità rispetto
agli attacchi che la comunità comunque porta ai cristiani. Il mondo romano , un mondo tardo greco che ha continuato a produrre pensatori ed elaborare teorie, a quel tempo muove attacchi durissimi alla dottrina cristiana o meglio alla narrazione cristiana perché Dottrina non è ancora. Tra le critiche viene individuato il problema del tempo di Dio e della creazione. L’attacco che veniva mosso ai cristiani è ad esempio: ma Dio crea il mondo , ma cosa faceva Dio prima di creare il mondo ? Se Dio crea il mondo, vuol dire che il mondo prima non c’era.

La creazione cioè implica un momento in cui si passa da un’assenza a una presenza del creato. Cosa faceva il falegname prima di fare la sedia? , faceva un comodino ?, cosa faceva il pasticcere prima di fare la torta? , faceva delle raviole?, cosa faceva Dio prima di creare il mondo?

Poi, il mondo lo crea dal Nulla? , Dio prima non faceva nulla? Dio era nel nulla?

Emerge il problema del nulla: il Nulla non è, il Nulla è Non Essere. Il mondo è stato creato e prima non c’era, c’era il Nulla quindi Dio era nel Nulla e cosa faceva nel Nulla? Come interagiva nel Nulla?

E qui Agostino elabora la sua celebre Teoria sul tempo , teoria che ha dato veramente il via a una serie di riflessioni di tipo filosofico esistenziali, a una serie di riflessioni grandissime dal punto di vista della capacità di leggere l’uomo nel mondo, l’uomo che vive l’esperienza della Esistenza. Una teoria che di fatto ha dato vita poi alla dottrina ufficiale della Chiesa per quanto concerne il rapporto Dio-mondo, Dio-creazione, Dio-tempo .


La risposta di Agostino è la seguente :

Dio crea la vita , Dio crea il mondo e chiedersi che cosa facesse

prima e cosa farà dopo non ha alcun senso perché il prima e il

dopo sono da legare al creato, il prima e il dopo non sono in Dio ,

Dio è eterno e il prima e il dopo in Dio non hanno senso perché Dio è eternamente quello che è, che è stato e quel che sarà. L’eternità non prevede una distinzione temporale del prima e del dopo perché l’eternità è una temporalità infinita, non divisibile in successioni, non divisibile in sequenze. Dunque per Dio il problema del tempo, del prima, del presente e del dopo non si pone perché Dio è al di là del tempo.

Il Tempo si ha quando ?

Quando si ha la creazione, quando si ha il mondo e dunque quando si ha il divenire.

Tu , (Agostino si rivolge a Dio nelle confessioni cap.XI), Tu sei sempre il medesimo e i tuoi anni non finiscono mai, i tuoi anni non vanno nè vengono, finchè tutti possano avvenire; i tuoi anni sono tutti insieme perché sono stabili, i tuoi anni sono un giorno solo e il tuo giorno non è ogni giorno ma OGGI perché il tuo oggi non cede al domani, come non è successo allo ieri. Il tuo oggi è L’ETERNITA’, Dio è un’eternità presente, è l’Eterno sempre presente. Non c’è oggi, ieri e domani. Oggi, ieri e domani in Dio coincidono: è un unico oggi e un unico anno, è un unico secolo, è un unico tempo di Dio.

Il prima e il dopo c’è per il falegname che prima non aveva fatto il comodino e poi lo ha fatto, per una coppia che prima non aveva un figlio e poi ha un figlio, c’è per una civiltà che prima era nomade poi è stanziale, c’è per l’umanità che prima era in pace poi in guerra e poi è tornata in pace.

C’è il tempo dove c’è il divenire del creato, dunque il tempo è creato da Dio. Dio è al di là del tempo nel senso che è eterno , Dio con il mondo crea il tempo. BELLISSIMO .

Il tempo è una creazione divina, il tempo è un parto divino: Dio creando il mondo crea con esso il tempo perché nel mondo le cose divengono: voi siete nati, crescerete e un giorno lontanissimo morirete e ci saranno altri uomini, magari i vostri figli o i vostri nipoti . Ecco dove c’è il tempo, c’è nel mondo che diviene.

Il divenire teorizzato da Eraclito qua ritorna: tutto diviene, nel panta rei c’è il prima e il dopo e chiedersi cosa ci fosse prima del panta rei non è possibile. Ma qual’è il problema, è che per Eraclito tutto diviene dall’eternità, nell’eternità, per l’eternità. Ma i cristiani non hanno una visione di mondo cosmo che è eterno: c’è il nulla e Dio crea dal nulla e nel nulla il mondo , dunque un Dio forte, onnipotente, un Dio per certi aspetti anche tracotante, crea dal nulla. Cioè l’essere divino c’è ma l’essere delle cose non c’è e viene creato.


Per il mondo greco romano l’essere della materia c’è e anche Platone, nel mito del demiurgo, teorizza che il demiurgo plasma la materia ma la materia c’è già. Invece Agostino deve affrontare il problema della materia che non c’è, del mondo che non c’è e viene creato dal nulla e essendo creato, questo crea anche il tempo.

Il tempo allora che cos’è ?

Andiamo alla sua celebre definizione : è una distensione dell’anima che si protende dalla memoria del passato all’attenzione del presente all’attesa del futuro. IMMENSO .

Dunque la nostra anima nel tempo del capitalismo consumistico, nel presente, non è l’anima del contadino medioevale, non è l’anima di un abitante della città di Parigi di fine 700 , è cambiata.

Protende nel passato, è attenta al presente e poi all’attesa del futuro.

L’attesa. Noi cosa facciamo rispetto al futuro ?

Produciamo attese , attese di varia natura : attese di gioia, di Bellezza , attese di paura (speriamo che non accada). Ma ogni volta che voi pensate al futuro, che sia la festa di compleanno o quella di andare a ballare sabato, o dell’appuntamento col vostro fidanzato, è un’attesa. Che poi potrà essere un’attesa del tipo ‘non vedo l’ora’, un’attesa problematica ‘non vedo l’ora ma rivedo lui rivedo lei’, oppure ‘non vedo l’ora non voglio che arrivi’ cioè ‘non vedo l’ora non voglio che mai arrivi perché sarà un futuro’. Io penso e proietto la mia anima nel futuro fatto di tensioni, di stress, di angoscia, perché ? Perché ad esempio in quel luogo di lavoro ci saranno nuove difficoltà, perché affronterò degli avversari più forti e probabilmente perderemo 3 a 0, perché rivedo lui dopo che ci siamo lasciati e preferirei non rivederlo, perché incontrerò mio padre dopo chissà quanto tempo che non abbiamo passato insieme.

I motivi per cui noi attendiamo il futuro, possono produrre un’attesa negativa o un’attesa positiva o anche attese neutre le attese indifferenti e tutto ha a che fare con la nostra anima.


L
’anima dunque è fluida , IMMAGINE BELLISSIMA, l’anima è questa fluidità rispetto al passato, rispetto al presente e rispetto al futuro e noi uomini abbiamo un rapporto fondamentale con l’anima perché è nell’anima che si realizzano le nostre emozioni, i nostri sentimenti, che si realizza la nostra eternità, l’eternità chiusa nel Tempo che non è eterna però è la nostra vita che noi consideriamo il tutto, la nostra totalità è nel tempo.

Però non è più un tempo circolare, non è più un tempo ciclico come sosteneva appunto il mondo greco ma diventa un mondo lineare. Questo ci dà una visione di tempo che è perfettamente compatibile con la visione cristiana del mondo: Dio crea il mondo e nel mondo c’è un presente, c’è un passato e ci sarà un futuro e in questa linea del tempo, che è appunto lineare, c’è stato il momento in cui gli ebrei hanno abbandonato la cattività dell’Egitto e fondato nella Terra Promessa, il loro regno, e c’è stato il momento in cui è arrivato Dio come carne , Gesù .

Nella linea temporale avvengono degli avvenimenti rispetto a cui storicamente ci sarà un prima, un’attesa per il futuro e un dopo.

La visione dell’anima di Agostino ci porta una visione del Tempo storicamente utile anche per avere una visione politico-storica della storia, cioè c’è l’elemento di storicismo in Agostino: le cose avvengono nel tempo e ci fu un Impero romano pagano e ora c’è l’impero romano cristiano , ci fu la Grecia della monarchia, ci fu la Grecia delle polis, ci fu la Grecia dei macedoni e poi c’è stato l’arrivo di Gesù e ci sarà un’epoca nuova di cristianità.

Capite che dalla visione del Tempo come visione dell’anima passiamo a una visione del Tempo più complessiva che è di tipo lineare cronologico rispetto al prima e al dopo.

Chiudo tornando sul tema del Tempo e ve lo connetto alla Libertà e alla Predestinazione.

Alla fine, nel tempo noi siamo liberi: la nostra libertà di compiere delle azioni avviene nel tempo perché nel tempo rispetto al passato e in attesa del futuro noi abbiamo un presente in cui dobbiamo compiere delle azioni e le azioni che noi compiamo sono connesse alla distensione dell’anima nel tempo.


Faccio un esempio: noi compiamo determinate azioni in base a delle attese
(non studio in vista del compito in classe perché mi sto preparando alla gara di hip pop della prossima settimana e ho molte attese per questa gara, dunque scelgo di non preparare il compito o prepararlo meno bene perché le mie attese dell’anima le riverso soprattutto sulla gara di hip pop). Dunque le scelte avvengono nel tempo e nel tempo produciamo ricordi passati analisi del presente e attese future (mi ricordo che in passato quella gara non l’ho fatta bene e nel presente produco un’attesa e nel presente faccio delle scelte di vita), ma la bellezza degli uomini è che hanno un’anima nel tempo, la bellezza della vita dell’uomo è la possibilità di poter scegliere nel tempo come agire, detto che tra tutte le scelte che abbiamo a disposizione ci sono anche quelle del male.

Come rendere tutto compatibile con la presenza di Dio?

Dio prevede ma non predetermina, se Dio predeterminasse la nostra vita saremmo dei robot programmati. Ma Dio non ci ha programmati, Dio ci ha creati con la libertà con il libero arbitrio.

Il tempo e la libertà sono due opportunità due dimensioni che

vivono solo esclusivamente gli uomini .



I pezzi di filosofia di Marco non sono finiti. Ne saranno pubblicati altri nelle prossime settimane.

Grazie Marco.

domenica 18 luglio 2021

FINESTRE SULLA FILOSOFIA



di Marco Leoni



S. AGOSTINO : e il problema del male

( lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )





Seconda parte

Nella prima parte abbiamo introdotto il concetto di Male come assenza di bene, secondo Agostino, e dicemmo che egli distingue tre tipi di mali:

Primo MALE METAFISICO, secondo MALE FISICO, terzo

MALE MORALE.

Il primo, il MALE METAFISICO è il male di cui tutti noi soffriamo: non deve essere una scusa per arrivare impreparati a scuola (scusi non ho studiato ma ho un male metafisico), non è solo una battuta da giocarsi nei casi di impreparazione all’interrogazione , in realtà è il male da cui derivano tutti gli altri mali , cioè è l’assenza da cui derivano tutte le altre assenze .

Cosa intende Agostino per male metafisico ?

E’ la carenza originaria : Dio è l’essere che è , è l’essere pienezza,è l’essere di abbondanza di essere. Richiamo all’uno di Plotino , che crea , crea il mondo e crea l’uomo. L’uomo però non possiede la stessa ‘presenza di essere’ di Dio , dunque è una sostanza carente di essere. Dio è l’essere perfetto e dunque è abbondanza di essere , pienezza di essere. L’uomo è creatura, non è creatore. Dunque la creatura possiede meno essere del creatore , cioè della sostanza che lo ha creato. La sostanza Dio è la sostanza perfetta, e qua recuperiamo Aristotele , cioè la sostanza prima. E’ la sostanza prima che crea delle sostanze derivate che non possiedono la stessa essenza di Essere del creatore, pertanto noi siamo strutturalmente, geneticamente sostanze buone con la carenza di bene e la possibilità del male: il male è una possibilità , BELLISSIMO .

Ma se il male è una possibilità vuol dire che noi abbiamo la possibilità del bene e la possibilità del male e dunque quando facciamo il male non dobbiamo cercare in altri la responsabilità perché il male era nelle nostre possibilità e l’abbiamo fatto, il bene era nelle nostre possibilità e non l’abbiamo fatto. Così invece quando facciamo il bene perchè era nelle nostre possibilità , perché Dio ci crea come possibilità di bene e possibilità anche di male. E qua recuperate Platone, l’ultimo Platone del partito dei generi sommi: l’essere è possibilità , l’essere è differenza , è unità.

L’essere dunque come possibilità e noi esseri derivati abbiamo la possibilità.

Chi non ha la possibilità ? Dio, perché in Lui libertà e necessità coincidono, perché Dio fa sempre ciò che è bene , Dio non ha di fronte a sé il bivio o possibilità esistenziali; in Dio, di fronte a Dio si apre un’unica via che è la via del bene, dunque Dio fa il bene perché non potrebbe che non fare il bene .

Dio è avvantaggiato , Dio rispetto a noi è in una posizione di forza: Dio tutto quello che fa lo fa bene perché non ha la possibilità del male perché è perfezione e sovrabbondanza di Essere , Dio è quasi il robot perfetto cioè Dio è programmato per fare il bene, si è autoprogrammato per fare il bene , Dio non può fare il male. Dunque il male è una possibilità che abbiamo noi uomini in quanto non perfetti.

E lo sapete in cosa consiste la non perfezione ?

Qui Agostino è IMMENSO: è la LIBERTA’, è la libertà l’imperfezione. Noi essendo liberi siamo imperfetti perché la libertà è responsabilità , perché la libertà è POSSIBILTA’ DI FARE DELLE SCELTE e tutte le scelte non sono uguali: il governo che fa la guerra, il governo che stipula la pace, la persona che decide di compiere un omicidio non è una persona che decide invece di stare nella convivenza e nella legalità. Le scelte che facciamo sono figlie della libertà che abbiamo e la Libertà che abbiamo è tipica dell’uomo ed è il MALE METAFISICO che produce tutto ciò .

Poi ci sono altri due mali che sono figli di questo. Il primo male è il MALE FISICO : noi non siamo essenza pura eterna , noi siamo uomini, sostanza dentro un corpo, con un corpo , siamo uomini perché siamo corpo e anima, per Agostino, e l’anima per lui e per la filosofia cristiana è immortale, non come per Democrito che sosteneva che l’anima muore con il corpo. Noi siamo uomini e abbiamo un’anima e se l’uomo è anima più corpo, questo corpo è soggetto a dolori, subisce infortuni. Se noi fossimo Essenza perfetta non proveremmo dolori fisici, non avremmo la polmonite , l’influenza , la bronchite non ci romperemmo i tendini o le ginocchia , ma è la nostra corporeità a dare la possibilità del dolore fisico. Il male fisico deriva dal male Metafisico cioè da una carenza di essere , noi non siamo Essere Perfetto ma siamo un essere derivato carente di essere , siamo una carenza , una deficienza che può dunque avere il male fisico.

Terzo e ultimo male è ovviamente il male che ci riguarda e che più interessa Agostino e la filosofia cristiana che è IL MALE MORALE.

Da dove nasce il male morale ?



Deriva dal peccato originario, Agostino difenderà il peccato originario di Adamo, altri diranno ‘ è Adamo che ha peccato, perché con Adamo ha dovuto peccare tutta l’umanità?’

E Agostino difende il traducianesimo, cioè dal peccato di Adamo si è giunti al peccato di altri uomini, noi abbiamo ereditato il peccato di Adamo. Dunque difenderà in maniera forte questa teoria. Però, detto questo che il peccato deriva da Adamo, in cosa consiste questo peccato che da Adamo giunge a noi ?

Consiste nella LIBERTA’ CHE NOI ABBIAMO , è la libertà che Adamo ha consumato scegliendo di mangiare dall’ ALBERO DELLA SAPIENZA. L’uomo deve sapere ciò che è meglio che non sappia (perché prende la mela dall’albero della sapienza , sotto la tentazione della donna , di Eva) e questo ci porta che l’elemento centrale, quello che ci importa, è che Adamo è la LIBERTA’ di compiere una scelta o di compierne un’altra, avendo la libertà in quanto carente di essere. Se non fosse carente di essere, lui la mela non l’avrebbe mai mangiata perché avrebbe sempre saputo cosa era perfetto fare in quanto dai perfetti non possono che nascere azioni perfette .

Da ciò che è completo non può che derivare completezza , ma noi essendo imperfetti , incompleti, possiamo sempre commettere l’errore , lo sbaglio che sta dietro le scelte. Solo chi non sceglie non sbaglia: uno mi dice ho sbagliato scuola eh bè può succedere di sbagliare scuola non siete perfetti; ho sbagliato facoltà, può accadere , solo chi non sceglie non sbaglia.

Ma noi facciamo scelte perché siamo liberi. Dunque Dio ci ha donato la vita ma questa vita è fragile perché siamo imperfetti , fragili, perché siamo liberi. Noi siamo liberi e fragili .

NELLA FRAGILITA’ DELL’UOMO, NELLA LIBERTA’ DELL’UOMO

VI E’ LA BELLEZZA DELLA VITA.

Qui c’è un recupero forte di Platone nel Simposio : solo gli uomini possono commettere errori. Anche in amore. Gli Dei amano nessun altro se non sé stessi perché sono perfetti ma gli uomini nella loro imperfezione sono completi.

Dio era completo ma talmente completo che ha donato la vita , ma chi ha donato la vita non l’ha donata completa e perfetta ma carente di essere .

NELLA CARENZA DI ESSERE VI E’ LA NATURA DEL MALE ,

IL MALE ALTRO NON E’ CHE CARENZA E ASSENZA DI

ESSERE .

domenica 4 luglio 2021

FINESTRE SULLA FILOSOFIA

 



di Marco Leoni


S. AGOSTINO

         e il problema del male

( lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )



Prima parte


Agostino da Ippona , S. Agostino per la chiesa cattolica , è il
Padre della filosofia cristiana e il massimo esponente della Patristica orientale.

La patristica è la filosofia cristiana delle origini che si divide in patristica occidentale e in patristica orientale. La patristica occidentale ha una vita più breve, con Tertulliano affronta, disquisisce il problema del rapporto tra ragione e fede , sostenendo che alla base della fede vi è l’adesione alla religione come parte del mistero di Dio: “ CREDO QUI ABSURDUM EST “ credere perché è assurdo, misterioso, credere nella parola di Dio e dunque il rapporto tra ragione e fede vede un prevalere, alla fine, dell’adesione quasi mistica alla fede rispetto a una ricerca razionale intorno al tema della cristianità, al tema della Creazione, al tema del male , al tema della libertà , al tema del Tempo .

La patristica orientale invece produce una serie di grandi autori, tra cui spicca la figura di Agostino. Agostino nasce a Tagaste (Algeria) nel 354 e morirà a Ippona nel 430 d.c.

Il suo punto di partenza filosofico è l’adesione al manicheismo, è manicheo da ragazzo e dal manicheismo prenderà le distanze proprio intorno al problema del male, che è l’argomento di questa lezione .

Dunque, ha una formazione manichea e a partire da questa formazione si interroga sul problema del male ponendosi la domanda: da dove derivi il male .

Poi passerà all’adesione, quando giunge in Italia, al neo platonismo e dunque conosce soprattutto la filosofia di Plotino e da Plotino deriva la sua teoria dell’uno .

Sant'Agostino e sant'Ambrogio

 
La teoria dei ‘gradi dell’emanazione’, deriverà  poi dalla sua concezione di male come assenza di essere e poi si convertirà al Cristianesimo a Milano, quando viene a contatto con Ambrogio, e diventerà il massimo difensore della cristianità .

Agostino svolgerà questo compito rispetto a quello che sarà l’attacco di Pelagio, l’attacco di Donato, e cercherà di difendere la Cristianità dagli attacchi di altri cristiani o del mondo tardo greco che mette in discussione e mette in crisi la religione cristiana, proprio perché essa, fino ad Agostino , è debole dal punto di vista filosofico .

La razionalità non ha ancora incontrato la cristianità che si fonda soprattutto sulla vita di Gesù, sul suo insegnamento, sulle parabole, dunque Agostino è colui che dà un aspetto filosofico teoretico al cristianesimo. Nasce pertanto con Agostino la vera filosofia cristiana e ancora oggi Agostino con Tommaso d’Aquino è uno dei due pilastri su cui poggia la teologia cristiana, la Filosofia cristiana , uno dei massimi esponenti filosofici della Cristianità .


Vediamo diversi aspetti che tratta e sviluppa Agostino. Gli aspetti tendenzialmente sono quattro.

Il primo problema è che cos’è il male, argomento di questa lezione, poi affronteremo il tema del rapporto tra ragione e fede,

dove questo rapporto si vive e si consuma, terzo tema che cos’è il tempo, il rapporto Dio-creazione tempo, quarto e ultimo problema che affronteremo è il rapporto tra l’uomo e la libertà, l’uomo è libero ? Come fare coesistere l’onnipotenza e l’onniscienza di Dio con la libertà umana , perché se l’uomo è libero come può coesistere questa libertà con il fatto che Dio onnipotente onnisciente conosce tutto quello che accade, è accaduto e accadrà?

Partiamo dal tema del male .

Il tema del male Agostino ce l’ha nelle corde, ce l’ha nella sua formazione in quanto nella sua giovinezza, come ho detto, aderisce al Manicheismo .

I manichei credono che esistano due forze nel mondo, la forza del bene e la forza del male e questa conflittualità regola il mondo , il mondo è attraversato da queste due forze che assumono le caratteristiche di divinità , dunque il manicheismo rimanda a una sorta di quasi dualismo religioso. E infatti per la religione cristiana il manicheismo è una religione pagana, bisogna affrontare il manicheismo e combatterlo .

Sapete che le religioni monoteiste nel loro affermarsi storico devono combattere le religioni pagane e questo vale per il cristianesimo nel passaggio dall’essere la religione dei perseguitati alla religione dell’impero romano, poi dovrà affrontare il tema di combattere il persistere del paganesimo, così come farà l’islamismo nella sua diffusione nel mondo arabo e con il problema di combattere , estirpare quelle che erano religioni considerate pagane e dunque religioni sbagliate, errate. E il manicheismo è una di queste filosofie religiose da combattere, da contrastare.

Qual’ è il problema ? Il problema è quello del male.

Guardate che questo è il problema del ragazzo Agostino, Agostino è un ragazzo che ha una crisi adolescenziale molto forte e, leggendo le Confessioni, questa crisi la si può leggere in maniera nitida. Le Confessioni sono la prima opera ‘diaristica’, un diario, un capolavoro anche della letteratura oltre ad essere un capolavoro della filosofia .


C’è il racconto del giovane Agostino, dei suoi dolori, delle sue inquietudini di ragazzo, della sua conversione al cristianesimo, del suo abbracciare Dio, del passare dall’amore mondano all’amore religioso .

In quest’opera emerge il problema del male perché sin da ragazzo Agostino è terrorizzato dal male, problema che avrà poi in futuro anche Martin Lutero .

Il male da dove deriva, perché c’è il male ?

Il passaggio importante che compirà Agostino è appunto il seguente : dopo aver letto i neo platonici, dopo aver letto Plotino, egli capisce che la vera domanda non consiste nel chiedersi da dove deriva il male , ma consiste nell’interrogarsi sulla natura del male: CHE COS’E’ IL MALE ?

Il male è per Agostino privazione di essere, è carenza di essere, assenza di essere, ecco fatta propria la lezione di Plotino .

Secondo Plotino, attraverso la teoria dell’emanazione: dall’uno (unità dell’essenza), per emanazione si passa all’intelletto, al logos universale, all’anima del mondo e alla materia .

La materia è lontana dall’uno, dunque è carente di essere. Questa teoria, presa dalle Eneadi da Plotino in cui c’è la ‘teoria della emanazione’, dall’uno alla materia che, come dal centro di un fiore che profuma si passa alla periferia dove il profumo è meno intenso, così ci dice che dal centro dell’essere alla periferia c’è una diminuzione dell’essere sino alla sparizione di esso .

Che cos’è il male per Agostino da Ippona?

Il male è assenza di essere, non è dunque il male una presenza ma è un’assenza. Il male dunque non esiste, il male non esiste come essere e qui Agostino riecheggia Socrate, infatti lui è socratico, è platonico cioè del primo Platone, quello che di fatto abbraccia e aderisce in toto a Socrate .

Che cos’era il male per Socrate ? E’ ignoranza del bene e ciò vuol dire che il male non esiste, il male esiste soltanto in quanto ignoranza del bene .

Che cos’è il male per Agostino? E’ assenza di essere, pertanto il Male è un’assenza, dunque la teoria del male di Agostino parte da questo presupposto, il male come assenza.

Indaghiamo allora che cos’è il male come assenza, assenza di essere, dunque non esiste come una realtà positiva, non esiste come una realtà che è ma come realtà che non è, cioè il male è assenza di bene, assenza di essere .

Leggiamo un passo delle Confessioni : “Il male di cui cercavo l’origine non è una sostanza, non è un quid, perché se fosse una sostanza sarebbe un bene sarebbe invero una sostanza incorruttibile e perciò senz’altro un bene grande, o una sostanza corruttibile e perciò un bene che può corrompersi e che altrimenti non potrebbe andar soggetto a corruzione perciò vidi chiaramente come Tu (Tu sta per Dio) facesti buone tutte le cose”.


Tutto esce buono dalle mani di Dio perché nascono le cose incorruttibili che sono bene perché non si possono mai corrompere, le anime angeliche, ed escono anche le altre cose che sono bene in quanto possono corrompersi. La possibilità della corruzione ci dà la veridicità del nostro essere buoni e dell’essere bene perchè cos’è che può corrompersi ? Ciò che è Bene, perché posso dire a lui che ha sbagliato, a lei che ha fatto male, perché loro sono delle sostanze che hanno prioritariamente la possibilità del bene, perché se così non fosse non potrei mai dire loro ‘hai fatto male, hai fatto male perché hai corrotto la tua possibilità di fare il bene’ .

Dunque il bene è presenza , sostanza, un quid, il male è assenza, lontananza, distacco, carenza di bene. Teoria magnifica di Agostino .

Poi si parla di tre mali, sempre intesi come assenza di bene:

Primo MALE METAFISICO, secondo MALE FISICO, terzo

MALE MORALE.

Lo vedremo nella seconda parte.

FINE PRIMA PARTE

domenica 3 giugno 2012

Lo slancio dei giovani da Sasso Marconi a Sant'Agostino, colpita dal terremoto.



Con tre auto piene di generi di prima necessità, alcuni giovani, tra cui il consigliere comunale Eugenio Salamone, sono partiti oggi da Sasso Marconi diretti a Sant’Agostino, comune vicino a Finale Emilia, per portare direttamente al campo profughi gli aiuti richiesti.
Tramite contatti con amici che prestano servizio volontario nelle zone terremotate hanno saputo che al campo di Sant’Agostino c’era necessità di alcuni  generi alimentari, giochi per distrarre i bambini e crema antizanzare.
I ragazzi si sono subito attivati e mediante un punto di raccolta improvvisato nei pressi del parco dei caduti di Sasso Marconi hanno potuto racimolare una buona quantità di generi richiesti.
Intorno alle 13, quando ormai le loro tre auto erano piene, sono partiti per raggiungere il campo e consegnare ai volontari il frutto della loro raccolta.

sabato 2 giugno 2012

Con la solerzia e la generosità dei giovani, domani da Sasso Marconi parte un concreto aiuto ai terremotati di Sant’Agostino. Dalla 9 alle 11 raccolta dei generi richiesti.

Il municipio di Sant'Agostino.


“Tonno, pomodori pelati in scatola grande,  caffè in polvere, spezie (pepe e sale grosso), penne rigate (solo quel tipo di pasta), qualsiasi cosa che possa far divertire i bambini e crema antizanzare,” sono i generi  necessari e utili a ottimizzare il lavoro dei volontari nel campo della protezione civile di Sant’Agostino, il paese vicino a Finale Emilia che ha pagato, con sei morti, forse il tributo più alto al terremoto. La richiesta è arrivata a Sasso Marconi grazie alla conoscenza di alcuni giovani del luogo con quelli sassesi e subito i ragazzi, fra cui il consigliere comunale del PDL Eugenio Salamone, si sono mobilitati. Hanno messo a disposizione le loro auto, fra cui un furgoncino e domani , dalle 9 alle 11, saranno nei pressi dell’edicola centro di Sasso Marconi per raccogliere i generi che chi vorrà potrà consegnare loro da aggiungere a quelli già donati. Naturalmente le cose offerte dovranno corrispondere a quelle in elenco. Poi i ragazzi, alla guida dei mezzi, partiranno immediatamente per consegnare quanto trovato e utile ad alleviare, se possibile, le pene degli ospiti del campo di Sant’Agostino.
Salamone ha poi voluto aggiungere: “Se qualcuno dovesse leggere l’avviso in ritardo, può comunque far pervenire il suo contributo al fondo pro-terremotati istituito dal Comune di Sasso Marconi. Potrà in questo modo dare il suo aiuto per la ricostruzione”.