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venerdì 6 ottobre 2017

Approvata la riorganizzazione della assistenza territoriale ed ospedaliera nel distretto di San Lazzaro. Case della Salute Principali a San Lazzaro e a Loiano

Il Distretto invia


Ospedale di Loiano
E’ stata approvata dal Comitato di Distretto di San Lazzaro, la proposta di riassetto dei servizi territoriali ed ospedalieri del Distretto di San Lazzaro di Savena, presentata dall'Azienda USL di Bologna.

Il riassetto, pone come obiettivo prioritario lo sviluppo delle Cure Intermedie, per dare una risposta efficace ai bisogni rilevati della popolazione del distretto, che è una popolazione che invecchia e in cui le patologie croniche sono in continuo aumento. In concreto saranno costituite due Case della Salute Principali a San Lazzaro e Loiano, con relative sedi periferiche e verrà sviluppato l’Ospedale di Loiano che acquisirà altre competenze, come quelle delle cure intermedie, mantenendo le attuali funzioni.

Nel dettaglio, l’Ospedale di Loiano, unico presidio presente nel territorio distrettuale, oltre a mantenere gli attuali 32 posti letto, senza rinunciare all’attuale vocazione per le patologie acute e per le lungodegenze, ne svilupperà una verso le cure intermedie a cui saranno dedicati specificamente letti con un responsabile clinico dedicato. Le cure intermedie all’interno dell’ospedale di Loiano, situato in un territorio montano distante dai centri sanitari più grandi, sono state pensate per quelle persone, con problemi sanitari non complessi che potranno trovare una risposta adeguata in una struttura ospedaliera vicino al proprio domicilio.

Per fornire risposte sempre più puntuali ai bisogni di salute della popolazione in costante evoluzione, si sta puntando sulla creazione di una comunità professionale di professionisti che lavorano in modo integrato, come ad esempio il Percorso Gastropack che sarà introdotto inizialmente nel territorio di Loiano e che si basa sulla stretta collaborazione tra MMG, specialista gastroenterologo, professionisti sanitari, senza che il cittadino debba preoccuparsi di prenotare le prestazioni necessarie, fino alla diagnosi e all’eventuale intervento terapeutico.
Inoltre verranno sviluppati nuovi servizi come l’ambulatorio di fisioterapia a Loiano, sul territorio in generale: gli ambulatori per le cure palliative precoci, l’ambulatorio per le cronicità e la dietologia, oltre all’implementazione della figura dello Psicologo, verrà anche consolidata la presenza dell’assistente sociale figura strategica nell’ambito dei percorsi di presa in carico integrata.

Un risultato importante e molto positivo - ha dichiarato il Sindaco di Loiano Patrizia Carpani . L’ospedale di Loiano, infatti, non solo manterrà intatta la sua dotazione di posti letto ma verrà potenziato con l’attivazione di nuovi di servizi che rispondono ai bisogni di salute specifici del territorio, individuati attraverso una profonda analisi del profilo di salute della popolazione.
Tutto il distretto, compresa l’area montana che è per definizione la più disagiata, godranno delle sinergie che l’organizzazione delle due Case della Salute e lo sviluppo delle cure intermedie consentiranno. In questo modo sarà garantita a tutti i cittadini del distretto una sempre maggiore equità di accesso ai servizi sanitari e sociali.
Un risultato due volte positivo perché per niente scontato. Il punto di partenza è stato, infatti, la legge nazionale che prevedeva tra l’altro un forte ridimensionamento degli ospedali periferici come è quello di Loiano. L’impegno e la fruttuosa collaborazione portata avanti dalle istituzioni, sindaci, CTSS e Regione da una parte e tecnici, Azienda USL di Bologna dall’altra, hanno invece consentito di presentare un piano di riordino espansivo”.


mercoledì 18 gennaio 2017

L'Asl ha presentato la proposta di riorganizzazione del Distretto socio-sanitario dell'Appennino bolognese: più assistenza territoriale e più qualificazione nell’assistenza ospedaliera.




Il numero di residenti nel Distretto sanitario dell'Appennino Bolognese con più di 65 anni dal 2000 al 2015 è aumentato dell'1% all'anno (+ 2,5 punti % all’anno gli ultra ottantenni) mentre contestualmente è in calo la popolazione giovanile e adulta, con il risultato che ogni 100 minori sotto i 15 anni ci sono 208 anziani. Il distretto è quello con i più alti indici di dipendenza da strutture territoriali, cioè con minore necessità di ricorso a strutture cittadine.
Si registra quindi un invecchiamento della popolazione dell'Appennino bolognese piuttosto preoccupante. Dal 2004 l'aumento della popolazione residente è stato legato all'incremento della popolazione straniera, che però ha subito un rallentamento dopo il 2011 e dal 2015 è in calo.

Questi sono i dati che hanno orientato le proposte dell'Asl all'incontro che si è tenuto il 13 gennaio scorso a Vado di Monzuno , richiesto dai sindaci dell'Appennino bolognese, con la direzione generale dell’Ausl di Bologna. L'incontro ha evidenziato la linea operativa che entro l'estate dovrebbe portare ad un progetto condiviso con una nuova definizione dei servizi sanitari e un aggiornamento del ruolo e delle funzioni degli ospedali dell'Appennino bolognese

Una proposta complessiva che porterà alla riorganizzazione dei servizi ospedalieri del Distretto e ad un rafforzamento e una più efficiente rete di Case della Salute.

Il piano che l'azienda sanitaria ha cominciato a delineare rappresenta l'avvio di percorso di discussione del documento sulla Programmazione dell'assistenza territoriale e della rete ospedaliera nell'area metropolitana di Bologna, per l’attuazione sul territorio metropolitano del cosiddetto 'Decreto Balduzzi' del 2012. Il decreto prevede un forte impegno nella cosiddetta de-ospedalizzazione: più assistenza integrata sul territorio con un migliore coordinamento tra i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, gli infermieri e i fisioterapisti, la trasformazione dei generici poliambulatori in case della salute, cioè centri territoriali vicini al cittadino in grado di conoscerlo e seguirlo anche e soprattutto in ottica preventiva, oltre che curativa, deputati principalmente alle cure primarie e intermedie, lasciando agli ospedali le funzioni specializzate dedicate alle fasi acute delle patologie.

Non solo, il decreto Ministeriale n. 70/2015 prima e il D.G.R. n.2040/2015 poi prevedono la rimodulazione di 225 posti letto ospedalieri pubblici per le quattro aziende sanitarie dell’Area Metropolitana e il passaggio da regime di ricovero a regime ambulatoriale per alcune prestazioni.
In questa logica l'AUSL propone un sistema integrato e diffuso su tutto il territorio con baricentro per le cure acute che richiedono un ricovero ospedaliero specializzato a Porretta, mentre il baricentro per la cura e l’assistenza ai pazienti con patologie croniche o stabilizzate e della rete delle cure territoriali verteranno sull’Ospedale di Comunità e sulla Casa della Salute di Vergato. Oltre a quella principale di Vergato è già esistente la Casa della Salute di Castiglione e saranno attive nei prossimi anni le case della salute collegate con sede a Marzabotto, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Alto Reno Terme. La rete delle case della salute in questa proposta ha anche il compito di evitare l’invio al pronto soccorso dei pazienti in modo improprio.