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domenica 2 maggio 2021

Il virus è nell'aria . La ventilazione è un importante fattore di prevenzione

di Letizia Rostagno


Con una Question Time il consigliere regionale Marco Mastacchi ( nella foto) pone l´attenzione sul problema dell´aria quale veicolo principale della diffusione del virus COVID19, come ormai largamente riconosciuto da diverse ricerche scientifiche e interroga la Giunta sull´opportunità di investimenti in apparecchiature per la ventilazione dell´aria in ambienti chiusi, 

soprattutto pubblici (dagli uffici, ai mezzi di trasporto, dalle scuole alle palestre, e via dicendo) sia per ridurre i contagi oggi, che per prepararsi all´autunno, evitando di perdere tempo prezioso come successo l´anno scorso.  

Il ruolo nella diffusione del Covid19 dell'aerosol è stato sottovalutato ad inizio pandemia, e lo è purtroppo ancora oggi mentre è ormai assodato che gli aerosol rappresentano una delle principali vie di trasmissione del Covid19. Mascherine, distanziamento e vaccini aiutano ma dopo un anno e più di pandemia ci si accorge che l ’aria rappresenta il maggior veicolo di trasmissione del virus, e che le particelle infette rimangono nell'aria per un certo tempo. Il Covid si diffonde sì nell'aria, ma soprattutto negli spazi non arieggiati e chiusi. Non è un caso che la attuale parziale riapertura disposta dal Governo sia rivolta prevalentemente a locali all'aperto. Gli ambienti chiusi sono considerati i più pericolosi. Motivo questo che ha indotto le continue e deleterie chiusure delle attività che si svolgono al chiuso da un anno e mezzo a questa parte, dalle scuole alle palestre, dagli uffici ai locali di ogni tipo.   

La ventilazione naturale o forzata è fattore importantissimo per la riduzione del rischio di contagio negli ambienti chiusi dove le sole mascherine non sarebbero sufficienti.   

La data del 26 aprile è solo l'inizio della road map delle riaperture, che avrà diverse tappe in calendario fino a luglio, per una ripresa progressiva delle attività (negozi, uffici, scuole, etc.) e della circolazione delle persone con mezzi pubblici e/o privati.  Sarà necessario preparare gli ambienti con idonei programmi di sanificazione per proteggere i cittadini da contagi involontari.   

Si trovano in commercio apparecchiature specifiche per la ventilazione forzata e la contemporanea purificazione dell'aria, che viene sanificata riducendo fino al 99% la presenza di virus e batteri. Test effettuati presso l’Università di Bologna, Modena e Reggio Emilia hanno dimostrato l’efficacia di tali dispositivi nella rimozione e riduzione del virus nell’aria, nel rispetto dell’ambiente con emissioni ZERO, e l’assenza di effetti collaterali dannosi per persone, animali e cose, potendo utilizzare tali dispositivi anche in presenza di personale.   

Nel poster dell'ISS Istituto Superiore di Sanità dedicato ai consigli per gli ambienti chiusi, alla voce «Impianti di ventilazione» tra le disposizioni si legge: «Negli uffici e nei luoghi pubblici gli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) devono essere tenuti accesi e in buono stato di funzionamento. Tenere sotto controllo i parametri microclimatici (es. temperatura, umidità relativa, CO 2). Negli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) eliminare totalmente il ricircolo dell’aria.»  

In caso di ricambio naturale d'aria, raccomanda inoltre: .«... Durante il ricambio naturale dell’aria è opportuno evitare la creazione di condizioni di disagio/discomfort (correnti d’aria o freddo/caldo eccessivo) per il personale nell’ambiente di lavoro.»  

Mastacchi interroga la Giunta regionale per sapere se è stato previsto e con quali modalità e tempi un piano di sanificazione dell’aria per le attività primarie come scuole, ambulatori, ospedali, ambulanze, mezzi e uffici pubblici, e se non ritenga opportuno procedere a sanificare questi ambienti con l’utilizzo dei dispositivi innovativi già presenti in commercio utilizzati per sanificare efficacemente l’aria negli ambienti di vita.   

Nel rispondere l'Assessore Donini ( nella foto)  assicura che questo tema sta a cuore alla Giunta che sta valutando come muoversi per quanto riguarda la legittimità dei fondi da mettere a disposizione per l'acquisto degli apparecchi di sanificazione dell'aria una volta che saranno acquisite le relazioni scientifiche e i pareri del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale così come delle Università citate. Donini assicura inoltre che si adopererà perché da qui all'autunno tali pareri vengano espressi per consentire che i mesi estivi vengano proficuamente impiegati per lo stanziamento dei fondi per l’acquisto dei sanificatori dell'aria per assicurare una ripresa in sicurezza.  

«Importante la posizione precisa e netta presa dalla Regione nella persona dell'Assessore Donini» commenta Mastacchi.  

 

mercoledì 3 marzo 2021

Covid, dal 4 marzo Città metropolitana di Bologna e provincia di Modena in zona rossa: nidi e materne fermi dal 6

Provincia di Reggio Emilia in arancione scuro. Fino al 21 marzo. Decisione insieme ai sindaci, ascoltata la sanità regionale. Testo ordinanza

Presentazione zona rosa Bologna, Bonaccini e Donini in conferenza stampaE' stata firmata l’ordinanza con cui la Regione, d’intesa con i sindaci e sulla base dei dati forniti dalle Aziende sanitarie, stabilisce l’ingresso in fascia rossa, a partire da domani, 4 marzo, e fino al 21 marzo, di tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna e della provincia di Modena e la zona arancione scuro per quelli della provincia di Reggio Emilia.

Il punto sul provvedimento, deciso per fronteggiare la crescente e veloce diffusione dei contagi a causa delle nuove varianti, anche tra i più giovani, e proteggere la rete ospedaliera, è stato fatto questa mattina in videoconferenza stampa dalla sede della Regione, a Bologna, con il presidente Stefano Bonaccini, l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini,il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi, la direttrice generale Cura della Persona, Salute e Welfare, Kyriakoula Petropulacos.

Confermate tutte le misure restrittive annunciate per contenere la curva epidemiologica, con un chiarimento resosi necessario dopo l’approvazione ieri del nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo. L’ordinanza regionale farà partire la sospensione di nidi e materne (sia statali che comunali) dal 6 marzo, così come la chiusura delle attività di servizi alla persona come parrucchieri e barbieri, lo stesso che prevede il nuovo Dpcm per le zone rosse in tutto il Paese. Si tratta infatti di attività che, sempre nelle zone rosse, l’attuale Dpcm, valido fino al 5 marzo, prevedeva dovessero rimanere aperte. Di fatto, quindi, nei comuni della Città metropolitana di Bologna e in quelli della provincia di Modena, parrucchierie barbieri saranno chiusi da sabato 6, nidi e materne da lunedì 8 marzo.

Regione e sindaci hanno così ritenuto di dover essere coerenti con la nuova disposizione nazionale.

“Se la crescita dei contagi avvenuta negli ultimi quindici giorni non trova una accelerazione nella risposta, rischiamo di esserne travolti- ha sottolineato il presidente Bonaccini commentando i dati forniti dalle Aziende sanitarie-. La variante inglese è diventata maggioritaria sul piano nazionale, Emilia-Romagna compresa, colpisce con una velocità molto superiore e, rispetto a prima, anche giovani e giovanissimi. È assolutamente necessario contrastare e circoscrivere il contagio con misure restrittive e tempestive, in assenza delle quali la curva epidemica continuerebbe a crescere anche in zona arancione. Nelle due province che con l’ordinanza faremo diventare rosse, l’Rt è già sopra l’1,25, e le strutture ospedaliere, dove peraltro già dalla scorsa estate abbiamo triplicato le terapie intensive e fortemente potenziato i reparti Covid, sono in sofferenza. D’intesa con i sindaci, che abbiamo incontrato tutti, insieme, e che ringrazio per la grande collaborazione fornita, e sulla base dei dati della nostra sanità regionale, abbiamo deciso di agire subito: tra due giorni- ha aggiunto- arriverà l’analisi della Cabina di regia nazionale, che potrebbe portare l’Emilia-Romagna dal lunedì successivo in zona rossa, ma non potevamo aspettare oltre”.

Il presidente si è poi soffermato sulla decisione di sospendere l’attività scolastica in presenza: “E’ la scelta più difficile. E’ dura chiedere agli studenti di rinunciare alla presenza in aula e comprendiamo molto bene i grandi disagi per genitori e famiglie. Ma le stesse misure del nuovo Dpcm nazionale e il parere del Cts indicano come sia indispensabile intervenire anche nelle scuole: il nuovo Decreto firmato dal presidente Draghi prevede infatti la sospensione di tutte le attività scolastiche in presenza non solo in zona rossa, ma anche nelle zone arancioni se il numero di contagi supera i 250 su 100.000 abitanti, e comunque là dove la tendenza sia in forte crescita. Una stretta adottata per la prima volta, quando le intenzioni del presidente Draghi e del ministro Bianchi erano inizialmente quelle di arrivare a una maggiore didattica in presenza, come giustamente dovrebbe essere e come tutti vorremmo. Ma quanto sta accadendo con le nuove varianti impone di fare diversamente. E noi, alla luce dei dati del nostro territorio, più aggiornati rispetto a quelli del Ministero, dobbiamo agire adesso”.

Bonaccini ha poi ribadito la necessità di un aumento delle forniture vaccinali, dopo i mesi di febbraio e marzo trascorsi a ritmo di tagli: “Bene che il Governo abbia messo in cima alle priorità il reperimento di nuovi vaccini. Abbiamo chiesto di fare ogni sforzo possibile per l’aumento delle forniture, perché i vaccini devono essere un bene pubblico: la ricerca è stata portata avanti grazie a risorse pubbliche, adesso le aziende produttrici devono restituire alla comunità. Di fronte a una pandemia mondiale non c’è brevetto che tenga. In Emilia-Romagna entro aprile supereremo il mezzo milione di persone vaccinate, ma è frustrante sapere che si potrebbero vaccinare tante più persone di quello che stiamo facendo, se solo ci fossero le dosi necessarie. Vogliamo cambiare ritmo, e farlo al più presto. Qui e nel Paese”.

Il lavoro insieme al nuovo Governo procede. Il presidente ha ricordato le richieste fatte dalle Regioni, a partire dal rifinanziamento dei congedi parentali e dei voucher baby sitter, ovunque sia prevista la didattica a distanza e la sospensione dei servizi d’infanzia, anche a seguito di ordinanze regionali, e con effetto retroattivo, a copertura quindi anche di questi giorni: “La risposta- ha sottolineato- sembra essere positiva”. Poi l’estensione dei ristori economici per le categorie e attività economiche colpite, con la richiesta che vengano agganciati non più ai Codici Ateco ma al fatturato reale, prevedendoli anche in caso di ordinanze regionali, e quindi per categorie prima escluse. Poi, sempre dalle Regioni, la richiesta di lavorare a creare le condizioni per maggiori aperture di attività economiche, luoghi della cultura, sport – rafforzando i protocolli di sicurezza, i controlli e il contingentamento - lì dove il contagio scenda al di sotto delle soglie di rischio, e quindi nelle zone gialle, non certo in quelle arancioni e rosse.

“Sono giorni difficili- ha concluso Bonaccini- in cui l’incubo sembra tornare e non finire. Lo ripeto: è difficile chiedere a studenti, famiglie e alle attività economiche ulteriori restrizioni, sono sacrifici enormi. Ma sento tutta la responsabilità di intervenire, è un dovere morale mettere al primo posto la salute delle persone. La decisione è difficile e sofferta, e me ne assumo tutta la responsabilità: la politica e le istituzioni hanno il compito di dire la verità e decidere. Vogliamo stringere oggi per non farlo più dopo. Dobbiamo resistere adesso, certi che queste restrizioni, così come l’aumento delle persone vaccinate e l’arrivo della bella stagione, ci possano fare riaprire, per non chiudere mai più in futuro”.

Il quadro epidemiologico

Il quadro illustrato dall’assessore Donini evidenzia come la mutazione genetica del virus, soprattutto la cosiddetta variante inglese, abbia assunto una consistenza molto elevata su tutto il territorio regionale, in particolare nelle tre province interessate dal nuovo provvedimento, traducendosi in una maggiore diffusività e contagiosità.

Negli ultimi 15 giorni in Emilia-Romagna si sono registrati 423 decessi e 24.878 nuovi casi, con l’incidenza (cioè numero di contagi su 100mila abitanti) passata da 255 nella settimana dal 15 al 21 febbraio a 341 in quella successiva, con un forte impatto sui ricoveri, sia nei reparti Covid che nelle terapie intensive. I primi hanno raggiunto il livello di guardia del 40%, mentre le terapie intensive lo hanno addirittura superato (sarebbe del 30%), posizionandosi al 32%. 

Per le province di Bologna e Modena, in particolare, dal 22 al 28 febbraio i casi su 100mila abitanti sono stati rispettivamente 425 e 377. Situazione ricoveri: I posti letto occupati nei reparti Covid sono passati a Modena da 272 a 358 nell’ultima settimana e a Bologna da 477 a 641; situazione vicinissima al livello di saturazione anche per le terapie intensive Covid in entrambe le reti ospedaliere: a Modena sono 47 i pazienti ricoverati su 52 posti disponibili, e a Bologna 80 su 85.

La situazione è di particolare diffusività anche per ciò che riguarda la popolazione scolastica, con un numero di contagi tra studenti, altro personale e docenti che ha registrato una vera e propria impennata, in particolare a Bologna e a Modena, rispettivamente 957 e 502 casi nelle ultime due settimane. Scuola che ha visto la Regione attenta: oltre a continuare a testare con i test rapidi gratuiti in farmacia, è stata condotta una forte azione di contact tracing, con 226.978 tamponi molecolari e 65.372 test sierologici effettuati finora in ambito scolastico.

“Dopo tre settimane in zona gialla- ha sottolineato Donini- l’Emilia-Romagna è entrata il 21 febbraio in zona arancione, e ci siamo subito accorti come questa assegnazione non fosse adeguata, vista l’inedita situazione epidemiologica, trainata dal diffondersi della variante inglese. Abbiamo condiviso da subito con Aziende sanitarie, Enti locali e Prefetture la necessità di adottare ulteriori misure per porre un freno alla progressione pandemica, e sono quindi arrivate tutte le successive restrizioni a partire da quelle dell’Imolese”.

La campagna vaccinale

Come hanno sottolineato presidente e assessore, si sta cercando divaccinare più persone possibili e nei tempi più rapidi possibili, compatibilmente con le dosi disponibili; per marzo ne sono attese complessivamente 513.950.

Ad oggi l’Emilia-Romagna ha ricevuto 559.350 dosi di vaccino e ne ha somministrate 409.940, il 73%. 142.018 sono le persone che hanno già completato il ciclo di immunizzazione, circa il 10% di coloro che lo hanno completato a livello nazionale.

Delle 77mila dosi di AstraZeneca, 50 mila sono state consegnate ai medici di base per la vaccinazione del personale scolastico.  Nel frattempo, le Ausl hanno iniziato a somministrare il vaccino AstraZeneca nei Centri diurni per persone con disabilità e forze dell’ordine. Seguiranno le altre categorie, come popolazione universitaria e persone con patologie lievi. 8.459 le somministrazioni a oggi con AstraZeneca, suddivise tra quelle al personale scolastico, forze dell’ordine e disabili.

Come da indicazioni del Governo e della struttura commissariale, che ritengono fondamentale conservare una quota dei vaccini come riserva per assicurare la seconda dose in caso di ritardo delle forniture, la Regione mantiene una scorta di 72.000 vaccini, circa il 15% di quelli consegnati, vale a dire la quota minima di riserva consigliata dal Governo. Di fatto, quindi, in Emilia-Romagna si stanno facendo tutti i vaccini possibili sulla base delle dosi fornite al momento.

La zona rossa nel Bolognese e Modenese

Le principali restrizioni che verranno introdotte in zona rossa (quindi per l’area metropolitana di Bologna e per la provincia di Modena), in aggiunta a quelle previste in arancione scuro, riguardano la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole, dalle elementari e l’Università (nel Bolognese già prevista da ieri) e lo stop alle attività commerciali ad eccezione di quelle essenziali come farmacie, parafarmacie, negozi di vendita di alimentari, edicole e altre specifiche categorie. Sempre per le zone rosse, come stabilisce il nuovo Dpcm del Governo, è prevista la chiusura dei servizi per l’infanzia. La sospensione dell’attività in presenza per quanto riguarda nidi e materne (sia statali che comunali) decorre dal 6 marzo.Stessa cosa per la chiusura delle attività di servizi alla persona (parrucchieri e barbieri).

La zona arancione scuro nel Reggiano

Per quanto riguarda la zona arancione scuro in cui viene collocata anche la provincia di Reggio Emilia, dopo i comuni della Ausl Romagna a eccezione del distretto di Forlì, e quindi quelli delle province di Rimini, Ravenna e del Cesenate, le limitazioni principali riguardano: lo stop agli spostamenti - se non per motivi di salute, lavoro e comprovate necessità - anche all’interno del proprio comune, e il divieto di recarsi da parenti, amici e nelle seconde case; la chiusura delle attività ricreative e una stretta alle attività sportive, oltre alla didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado e le Università. In presenza servizi educativi 0-3 anni e scuole dell’infanzia. In questa area rimangono invece consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.


> Testo dell'atto (formato .pdf)


Segnalato da Dubbio

 

martedì 30 giugno 2020

Non poteva mancare la 'truffa targata Covid 19'

Offrono 'Tamponi gratis', ma si propongono solamente di entrare in casa della vittima prescelta e fare razzie.

Le vittime prescelte sono ovviamente le persone più fragili, gli anziani e a loro si presentano con tesserini e divise di Croce rossa, Protezione civile, aziende sanitarie, impiegati del comune, offrendosi di eseguire, gratuitamente, il tampone per l’accertamento della positività al Covid-19. In realtà si tratta di truffatori che cercano di introdursi in casa per rubare denaro e preziosi. 

L'invito è quindi di preparare anziani e giovanissimi a non aprire ad estranei che si propongono appunto il servizio 'gratuito' di controllo Covid. I controlli di tale genere non vengono effettuati a domicilio, ma in strutture attrezzate a tale scopo.

lunedì 29 giugno 2020

Coronavirus, 16 nuovi casi in regione

Restano 12 i ricoverati in terapia intensiva

 © ANSA 
 
da ANSA BOLOGNA  News
Sono 16 i nuovi casi di Coronavirus in Emilia-Romagna, di cui 7 a Bologna dove nei giorni scorsi si è registrato un focolaio. Dei nuovi positivi, informa la Regione, 11 sono asintomatici, individuati attraverso l'attività di screening. I nuovi tamponi sono 2.721, e raggiungono così quota 489.451, a cui si aggiungono altri 1.095 test sierologici. Le nuove guarigioni sono 24, per un totale di 23.185. Scendono i casi attivi, 1.032 (-10), restano 12 i ricoverati in terapia intensiva e aumentano lievemente i ricoverati negli altri reparti Covid, 111 (+3). Si registrano 2 nuovi morti: due donne residenti in provincia di Modena e Ravenna.

giovedì 4 giugno 2020

Il consuntivo Covid dell'Arma



Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:

La Festa dell’Arma è da sempre l’occasione per un tracciare un consuntivo annuale delle attività svolte dai reparti sul territorio. 
L’inizio di quest’anno è stato segnato da un evento tragicamente impattante come la pandemia da Covid-19, che ha modificato pressoché ogni ambito della vita dei cittadini e, conseguentemente, quello dello Stato e delle sue Istituzioni.

Gen. Domizi C C Bologna
Nelle lunghe settimane di “lock down” nazionale, i militari dell’Arma sono stati chiamati a garantire non solo i consueti servizi di prevenzione e contrasto della criminalità, ma anche quelli finalizzati all’applicazione degli stringenti provvedimenti emanati dal Governo, il cui rispetto è stato imprescindibile per contenere il diffondersi oltre modo dell’epidemia ma, anche a sostenere le comunità per tutte le esigenze derivate dall’emergenza ancora in atto.

L’Emilia Romagna è stata la terza Regione più colpita dal virus con i suoi oltre 27.000 contagiati e 4.000 deceduti e anche l’Arma dei Carabinieri è stata fortemente coinvolta, senza venire meno ai suoi impegni e doveri nei confronti della cittadinanza.

Sono stati un centinaio i militari che hanno contratto il virus, più di 20 quelli che hanno subito un ricovero per polmonite. Uno di questi, l’App.Sc. Q.S. Fabio Cucinelli, purtroppo, ha perso la vita. L’Arma lo ricorderà sempre.

La pandemia ha determinato un netto calo della delittuosità, soprattutto di quella “comune”. Nei due mesi di completo “lock down”, in particolare, i reati in Emilia Romagna sono complessivamente scesi di quasi il 70% (molto più che a livello nazionale, dove è stato pari al 58,8%) e questo ha ovviamente influito in modo massiccio sulla delittuosità degli ultimi 12 mesi (-13,6%).

Pur in questo quadro, i risultati dell’attività di contrasto dell’Arma si sono attestati su 4120 arresti e 36472 denunce a piede libero.

Per favorire ciò, è stato fatto ogni possibile sforzo per destinare le principali energie, in termini di uomini e mezzi, alla polizia di prossimità, volta anche ad accrescere “maggiore percezione della sicurezza”.

In tale contesto, sono state favorire numerose iniziative sviluppate di concerto con le altre Istituzioni, per sostenere soprattutto le fasce deboli e giovanili, con le conferenze nelle scuole, le campagne antitruffa a danno agli anziani e un’attiva campagna informativa e di sensibilizzazione in difesa delle donne e dei minori vittima di violenza.

L’impegno dell’Arma si proietta sull’intero territorio regionale con l’attività incessante dei 9 Comandi Provinciali, delle 42 tra Compagnie e Tenenze e delle 340  Stazioni, con il raccordo dei reparti investigativi e radiomobili.

Il quadro di situazione della criminalità insistente in Emilia Romagna, al netto del lockdown, segna un calo generale di delittuosità, in linea con l’andamento degli anni precedenti

Nel corso dell’anno sono stati svolti 266.000 servizi preventivi, nel corso dei quali sono state identificate 755.076 persone e controllati 546.703 veicoli.

Scoperti gli autori di 4.790 furti e 757 rapine.

Come sempre centrale l’attività di contrasto alle tossicodipendenze. In merito al contrasto al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, in Regione l’Arma ha deferito complessivamente 2.752 soggetti, di cui 1.447 in stato di arresto, procedendo al sequestro di oltre 830 kg di sostanze tra cocaina, eroina, hashish, marjuana e droghe sintetiche.

Uno sforzo particolarmente intenso è stato posto in essere da tutti i reparti dipendenti per contenere anche l’abuso di alcool tra i giovani, sensibilizzando le giovani generazioni sia con specifici servizi sulla strada sia attraverso gli incontri volti a rafforzare la diffusione della cultura della legalità presso gli Istituti scolastici della Regione.

Non di secondo piano gli sforzi ed i risultati ottenuti dalla componente Forestale dell’Arma dei Carabinieri e dai Reparti Speciali quali i NAS (Nucleo Antisofisticazione), il NOE (Nucleo Operativo Ecologico), il NAC (Nucleo Antifrodi), i Nuclei CC Ispettorato del Lavoro, i Carabinieri della Tutela del Patrimonio Culturale: uno straordinario insieme di professionalità altamente specializzate che sono ormai un consolidato strumento a disposizione dell’Arma e della Nazione soprattutto per la tutela degli interessi collettivi.

Ma il servizio principale, difficilmente misurabile in numeri, è quello svolto dalle Stazioni: prossimità, accoglienza, rassicurazione, soccorso ai cittadini, tentativi di conciliazione, controlli sulle strade, incontri con le comunità.

Nella ricorrenza del 206° Anniversario della nostra Fondazione, in tutta Italia i Carabinieri rinnovano il patto con le rispettive comunità di fedeltà alla Costituzione e alle libere istituzioni, al servizio e vicini alla gente e con l’impegno quotidiano di essere sempre all’altezza delle nuove sfide che il futuro ci riserva.


SINTESI  DELLE  PRINCIPALI  OPERAZIONI  DI  SERVIZIO

  *   28 settembre 2018, il Nucleo Investigativo di Parma eseguiva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti, tutti sudamericani, residenti nell’hinterland milanese. Il sodalizio era stato identificato quale responsabile di un furto da 120.000 euro presso la filiale parmigiana di un’importante gruppo bancario. Le successive indagini consentivano ai carabinieri di ascrivere alla banda ulteriori due furti per svariate migliaia di euro presso un altro istituto bancario in Piemonte ed un’azienda parmigiana.


  *   23 ottobre 2018, a seguito di indagini che avevano documentato una sistematica gestione della cosa pubblica ad interessi privati, la Compagnia di Fidenza arrestava il Sindaco di Polesine Zibello, notificando l’interdizione dai pubblici uffici anche ad altri 3 dirigenti di quel Comune.


  *   5 novembre 2018,  i carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia hanno arrestato per sequestro di persona il pregiudicato calabrese Francesco AMATO che, asserragliatosi all’interno di un ufficio postale di Reggio Emilia, teneva in ostaggio per otto ore 5 dipendenti. All’uomo veniva anche notificata l’esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso, nelle ore antecedenti, dopo la condanna a 19 anni e un mese per associazione mafiosa nell’ambito del processo “Aemilia”, a cui si era sottratto rendendosi irreperibile dopo la condanna. L’arresto è stato possibile anche grazie all’intermediazione del militare specializzato “negoziatore” del Comando Provinciale di Reggio Emilia che, dopo ore di trattative, riusciva a far desistere il pregiudicato consentendo la liberazione degli ostaggi e la sua cattura.


  *   28 febbraio 2019, il Nucleo Investigativo di Parma eseguiva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per attività di spaccio nelle province di Modena e Reggio Emilia, nei confronti di un sodalizio criminale composto da 8 marocchini. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati circa 200 kg di hashish.


  *   28 maggio 2019, i militari del Nucleo Investigativo di Bologna, coadiuvati dal 6° Btg CC “Toscana” e dal 13° Nucleo Elicotteri CC di Forlì, eseguivano provvedimento di Fermo nei confronti di otto persone responsabili, tra gennaio e maggio 2019, di almeno 10 assalti consumati o tentati ai danni di sportelli bancomat di istituti di credito con l’utilizzo di esplosivo, nelle province di Milano, Torino, Rimini e Bologna, Nel corso dell’operazione venivano denunciate in s.l. ulteriori 3 soggetti, sequestrate 2 autovetture, varie scatole esplosive definite “marmotte”, 3 pistole, una radio ricetrasmittente, diversi cellulari e altro materiale;
  *   06 giugno 2019, la Compagnia di San Giovanni in Persiceto traeva in arresto quattro persone, fermate pochissimi istanti prima che ponessero in essere una rapina ai danni di un addetto al ritiro degli incassi di slot machine di esercizi pubblici ubicati tra la zona di San Giorgio di Piano ed Argelato. Gli stessi erano ritenuti responsabili della rapina a mano armata di una pistola, del maggio 2019, compiuta in San Giorgio di Piano presso il Supermercato CONAD sito in Via Pasti. Alcuni di essi, oltre ad altri correi poi identificati, risultavano successivamente responsabili altre 10 rapine tra le province di Modena e Bologna, una presso l’ufficio postale del capoluogo metropolitano di Bologne e le altre presso altrettanti supermercati, con l’emissione di ulteriri 4 provvedimenti di custodia cautelare.


  *   06 giugno 2019, la Compagnia di San Giovanni in Persiceto congiuntamente al Nucleo CC Ispettorato del Lavoro, a seguito di indagini scaturite dalle proteste promosse da un sindacato e dagli operai di una società di Castello d’Argile, davano esecuzione a 3 misure cautelari personali e patrimoniali, con un sequestro preventivo pari a circa 850.000 euro. Dalle indagini emergeva che la maggior parte degli operai era sprovvista da un regolare contratto di lavoro, che non era messa in condizione di lavorare in sicurezza e che, dopo aver percepito lo stipendio, erano costretti a restituirne circa una metà al datore di lavoro e ad un suo “caporale”.


  *   15 giugno 2019, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di una operatrice sanitaria straniera, ritenuta responsabile del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi. Il provvedimento scaturiva a seguito di ipotizzati abusi e maltrattamenti nei confronti dei degenti di una casa famiglia per anziani del capoluogo. Il successivo 24 giugno, i medesimi militari, a conclusione degli accertamenti, hanno eseguito altre due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla stessa Autorità Giudiziaria a carico del titolare della struttura e di altra straniera operatrice sanitaria, ritenuti parimenti responsabili, in concorso, dei richiamati reati in danno degli anziani ospiti.


  *   27 giugno 2019, nelle province di Reggio Emilia, Torino, Salerno e Parma, i militari del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia, coadiuvati dai Comandi territorialmente competenti, unitamente al Reparto Operativo di Napoli e al Gruppo CC Forestale di Reggio Emilia, eseguivano una Ordinanza di Custodia Cautelare e un Decreto di Perquisizione locale emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia nei confronti di professionisti, politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una nota Onlus di Torino per affidamenti illeciti di minori,  accusati di aver redatto false relazioni per allontanare i bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti. Eseguite a carico di altri otto soggetti le misure cautelari di natura interdittiva, il divieto temporaneo di esercitare attività professionali a dirigenti comunali, operatori socio-sanitari, educatori. Infine, altre due misure coercitive del divieto di avvicinamento ad un minore sono state eseguite a carico di una coppia affidataria accusata di maltrattamenti. Tra i reati contestati frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d’uso;


  *   20 luglio 2019, in Ravenna e provincia, i militari della Stazione Carabinieri del Capoluogo eseguivano a due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due persone (padre e figlio) ritenute responsabili, in concorso con altra deferita in stato di libertà, dei reati di furto in abitazione e indebito utilizzo di carte abilitate al prelievo di denaro contante, con l’aggravante di aver agito a discapito di anziani. I due arrestati, con artifizi, raggiri e furti, avevano privato di tre anziani del luogo dei rispettivi documenti di credito, per poi utilizzarli per indebiti prelievi e acquisiti. Le perquisizioni effettuate presso le abitazioni degli indagati consentivano di recuperare gran parte della refurtiva.


  *   28 luglio 2019, la Compagnia di Salsomaggiore Terme eseguiva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di uno straniero, da anni residente nella provincia di Parma, per il tentato omicidio della moglie connazionale e della figlia ventenne. Riparato in Spagna con l’intendo di fuggire in Marocco – Paese d’origine – l’uomo veniva fermato dalla polizia catalana grazie alla localizzazione operata dai Carabinieri ed estradato in Italia;


  *   agosto 2019, in Genova, Voghera e Bologna, i militari del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia, unitamente a quelli del paritetico di Piacenza, eseguivano una Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Tribunale di Bologna, su richiesta della D.D.A. felsinea, nei confronti di 3 fratelli calabresi responsabili di aver utilizzato metodi mafiosi per compiere estorsioni ai danni di pizzerie e ristoranti del reggiano;


  *   7 settembre 2019, in Sariano di Gropparello (PC), al termine di articolate e prolungate indagini e ricerche, condotte anche con l’ausilio di unità del centro cinofili di Firenze e dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori di Sardegna”, il Nucleo Investigativo di Piacenza ha proceduto d’iniziativa al fermo di indiziato di delitto di di 45enne di Carpaneto Piacentino, resosi responsabile dell’omicidio di una 28enne piacentina e dell’occultamento del suo cadavere, occorso il 25 agosto precedente a Carpaneto. L’omicidio è avvenuto in seguito ad un verosimile rifiuto da parte della ragazza di intraprendere una relazione sentimentale con l’uomo.


  *   24 settembre 2019, i carabinieri del Comando Provinciale di Modena, attraverso lunga e difficile mediazione curata dal militare specializzato “negoziatore” di quel reparto, procedevano all’arresto di una cittadina nigeriana che si era asserragliata in casa per impedire ai servizi sociali di procedere all’allontanamento della figlia minore. Nelle fasi precedenti alla negoziazione e resa della cittadina straniera, questa aveva anche ferito  un militare con un grosso coltello.


  *   9 ottobre 2019, in Mantova, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cervia - Milano Marittima traevano in arresto un pregiudicato tunisino, autore di un tentato omicidio in danno di un connazionale, avvenuto il giorno precedente in Cervia (RA). L’aggressore, fuggito la notte stessa dalla provincia romagnola per tentare di riparare in Germania, veniva intercettato in Lombardia dopo una febbrile attività investigativa.


  *   11 ottobre 2019, in Rimini, Napoli, Marcianise (CE), Latina e Prato, i militari del Nucleo Investigativo di Rimini, a conclusione di un anno di complessa attività d’indagine, davano esecuzione all’ordinanza applicativa di 10 misure cautelari personali e reali, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Bologna, su richiesta di quella Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti dei componenti di un pericoloso sodalizio criminale di tipo camorristico operante nella provincia di Rimini e responsabile di estorsione, sequestro di persona, rapina, lesioni personali gravi, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni e impiego di denaro di provenienza illecita. Nel medesimo contesto venivano preventivamente sequestrate, per la successiva applicazione della confisca, due società riconducibili al sodalizio criminoso, per un valore complessivo stimato in 500.000,00 euro circa.


  *   16 ottobre 2019, nelle province di Bologna, Modena e Ferrara, i militari della Compagnia   Bologna Borgo Panigale, a conclusione di complessa indagine, davano esecuzione a una Ordinanza Applicativa della Misura Cautelare della Custodia in Carcere emessa dal Tribunale di Bologna a carico di 16 soggetti per “associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni personali e furto”. L’indagine consentiva, altresì, di trarre già in arresto in flagranza 14 soggetti di nazionalità albanese, marocchina e italiana, sottoporre a sequestro 100 kg di marijuana, 30 kg di hashish, mezzo chilo di cocaina, 2 pistole e munizionamento;


  *   31 ottobre 2019, in territorio greco, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Riccione, coadiuvati nelle operazioni esecutive dal personale Interpol e della Polizia Ellenica, davano esecuzione a un mandato di arresto europeo emesso dal GIP del Tribunale di Rimini nei confronti di un cittadino pakistano, successivamente estradato in Italia, riconosciuto responsabile dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e soppressione del cadavere di un connazionale, rinvenuto il 07 settembre 2018 nel Comune di San Giovanni in Marignano (RN). L’attività investigativa consentiva l’identificazione della vittima, un clandestino giunto in Italia unitamente ad altri extracomunitari  viaggiando nascosto all'interno di van adibiti al trasporto dei cavalli partecipanti alle competizioni ippiche internazionali tenutesi nella Provincia di Rimini.


  *   05 novembre 2019, in località Porto Garibaldi (FE), i carabinieri di Comacchio intervenivano durante una rapina presso la “Cassa di Risparmio di Ravenna” arrestando in flagranza di reato 3 pregiudicati di origine campagna che tentavano vanamente di dileguarsi col bottino. Poche ore più tardi veniva identificato ed arrestato un quarto complice, che aveva agito come basista.


  *   12 novembre 2019, nelle province di Piacenza, Bergamo e Lodi, la Stazione Carabinieri di Rivergaro (PC), coadiuvata dai reparti territorialmente competenti, eseguiva provvedimenti cautelari nei confronti di 24 persone (13 custodie cautelari in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 7 obblighi di presentazione alla p.g.) ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro oltre 2 kg. di hashish.


  *   19 novembre 2019, in collaborazione con il ROS, il Nucleo Investigativo di Modena ha eseguito il decreto di sequestro preventivo per 9 milioni di euro emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Bologna a carico di 6 componenti di una famiglia cutrese, da anni residente a Gualtieri (RE), e legata alla cosca “GRANDE   ARACRI” di Cutro (KR).


  *   20 novembre 2019, in Ferrara, i carabinieri traevano in arresto in flagranza un giovane responsabile dell’omicidio della nonna convivente, ripetutamente colpita con violenza mentre era alla guida di un’automobile. L’aggressione veniva interrotta da un carabiniere libero dal servizio che, dalla strada, si avvedeva della violenza in atto e si poneva all’inseguimento dell’auto per poi fermarla ed intervenire. La donna decedeva durante il trasporto d’urgenza presso il nosocomio di Cona (FE).


  *   26 novembre 2019, nelle province di Bologna, Parma, Roma, Varese, Sondrio, Milano e Napoli, il Nucleo Investigativo di Parma dava esecuzione  ad un provvedimento cautelare nei confronti di n.16 soggetti ritenuti responsabili del reato di “concorso in detenzione e cessione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana”. L’indagine, convenzionalmente denominata “New Front”, iniziata nel mese di novembre 2018 e proseguita fino al gennaio 2020, ha cristallizzato la filiera dell’attività di spaccio in alcune aree del centro cittadino di Parma portando all’arresto complessivo di 25 spacciatori, deferirne in stato di libertà ulteriori 12 e di sequestrare complessivamente oltre 35 kg di sostanze stupefacenti.


  *   14 gennaio 2020, in Ravenna, i militari del locale Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto un cittadino albanese di anni 35 per detenzione ai fini di spaccio. Il medesimo veniva controllato alla guida della propria autovettura al cui interno erano ben occultati circa 6 chilogrammi di cocaina, rinvenuti anche grazie alla collaborazione dell’unità cinofila del locale Comando provinciale della Guardia di Finanza. L’uomo era anche in possesso della somma di contanti 6.450,00 euro, sottoposta a sequestro unitamente all’autovettura e allo stupefacente.


  *   29 gennaio 2020, in Bologna, militari del Comando Provinciale di Bologna (con la collaborazione  dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna e della Direzione Provinciale dell’INPS), al termine di indagini iniziate nel 2018 su iniziativa della Stazione di Anzola Emilia con la collaborazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e del Nucleo Ispettorato del Lavoro Carabinieri, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica, nei confronti di 5 soggetti italiani ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, induzione alla falsità ideologica commessa dal P.U. in atti pubblici, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato. L’indagine consentiva di accertare l’esistenza di una stabile organizzazione che, avvalendosi di due società fantasma, instauravano rapporti di lavoro fittizi nei confronti di extracomunitari di varie nazionalità che così ottenevano il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno ed indebite erogazioni di indennità da parte dell’INPS nonché di detenuti che ottenevano il beneficio di misure alternative alla detenzione. Veniva altresì accertate 200 false assunzioni con la conseguente truffaldina erogazione di indennità di disoccupazione e maternità, con un danno stimato per l’INPS di 500.000 € circa.


  *   11 febbraio 2020 militari della Compagnia di Bologna Centro hanno dato  esecuzione ad ordinanza di applicazione di misure cautelari personali (due custodie in carcere e un obbligo di dimora) a carico di tre soggetti di origine campana per estorsione e usura. L’indagine è stata instaurata a seguito di denuncia presentata da una donna bolognese presso la Stazione CC di Bologna Indipendenza. La vittima, a fronte di un prestito di 20.000 euro ricevuto dai soggetti destinatari della misura cautelare, è stata costretta a versare mensilmente, come interessi, la cifra di 1.000 euro per quasi 5 anni per un totale di 60.000 euro, con minacce dirette ed esplicite all’incolumità fisica della donna e dei suoi familiari.


  *   14 febbraio 2020, a conclusione di ininterrotta attività investigativa a seguito di rapina in abitazione perpetrata il precedente 10 gennaio, in Civitella di Romagna, in danno di imprenditore del luogo, il Nucleo Investigativo di Forlì-Cesena e  il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola eseguivano 3 fermi nei confronti altrettanti cittadini albanesi, tutti incensurati. Due dei soggetti venivano fermati a Lignano       Sabbiadoro (UD), ove avevano appena perpetrato altra rapina in danno di imprenditore friulano.


  *   29 febbraio 2020, i militari della Compagnia CC di Sassuolo traevano in arresto 10 anarchici per resistenza a Pubblico Ufficiale e per aver occupato, dal giorno precedente, un’abitazione privata in Guiglia (MO), asserragliandosi all’interno all’arrivo dei Carabinieri. Ulteriori 5 anarchici, che si erano rifugiati sul tetto permanendovi fino a sera, venivano denunciati a piede libero dopo aver volontariamente posto fine all’occupazione.


  *   11 marzo 2020, a conclusione di articolata indagine,  i militari della Sezione Operativa della Compagnia di Forlì traevano in arresto un 68enne residente a Tavullia (PU) per tentato omicidio. L’attività investigativa, inizialmente avviata a seguito di sinistro stradale ed omissione di soccorso avvenuto tre mesi prima in Forlì, portava invece a far emergere gravi indizi colpevolezza nei confronti dell’arrestato in ordine ad un tentativo di omicidio in danno di un 75 enne, commerciante del luogo, maturato per motivi economici.


  *   6 aprile 2020, in Ravenna e Reggio Emilia, a conclusione di una serrata attività info-investigativa relativa ad una rapina in abitazione perpetrata 6 settimane prima in Predappio, i carabinieri della Compagnia di Meldola eseguivano 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti altrettanti cittadini italiani, tutti pregiudicati, ritenuti responsabili di rapina, estorsione, lesioni aggravate e porto abusivo di strumenti atti ad offendere.


  *   15 maggio 2020, il Nucleo Investigativo di Modena ha eseguito,  nelle provincie di Modena e Brescia, una misura custodiale in carcere e agli arresti domiciliari  nei confronti di 7 cittadini italiani, ritenuti responsabili di 323 furti aggravati e continuati in concorso e di 2 rapine.  L’indagine, condotta da giugno 2019 a febbraio 2020, ha consentito di documentare l’operatività nella provincia di un gruppo di persone di origine nomade, residenti in due campi della provincia, dediti ai furti in Centri di Raccolta del Comune di Modena. In  almeno due anni. gli indagati avevano asportato numerose tonnellate di materiale ferroso e centinaia di elettrodomestici, finendo per agire, con spavalderia ed intimidazioni, anche in orari di apertura al pubblico, minacciando gli operatori dei centri di raccolta. Nell’operazione è stato eseguito anche il sequestro preventivo di tre autocarri utilizzati dagli indagati nel trasporto del materiale sottratto.




domenica 24 maggio 2020

Giusto per chiarezza, quante sono state e come sono usate le donazioni?

Il consigliere Tagliaferri (Fdi) chiede informazioni sui fondi raccolti dalla Regione e da altre realtà pubbliche

A quanto ammontano le donazioni dei cittadini per l’emergenza Coronavirus? Come sono state utilizzate dalla Regione Emilia-Romagna e dagli altri beneficiari? A chiedere di fare il punto sulla solidarietà antiCovid-19 è Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come per la raccolta delle donazioni a favore della Regione Emilia-Romagna sia stato aperto, presso il proprio tesoriere, un conto corrente dedicato a sostenere lo sforzo del personale sanitario impegnato in prima linea contro l’emergenza coronavirus e anche altri istituti quali ATS, ASST e IRCSS siano stati beneficiari di donazioni versate direttamente sui singoli conti correnti dedicati. Tali donazioni – spiega il consigliere – dovrebbero essere utilizzate per acquisti straordinari di materiali di consumo, quali mascherine, tute protettive, disinfettanti e strumentazioni necessarie alle strutture sanitarie, ai medici, agli infermieri e al personale per curare al meglio i malati e limitare le occasioni di contagio.
Da qui l’interrogazione per sapere dall’esecutivo regionale “quali e quante risorse derivanti dalle donazioni per il contrasto all’emergenza COVID-19 siano già state investite; quali materiali e strumentazioni siano stati acquistati, quali interventi infrastrutturali siano stati realizzati con le risorse raccolte sul conto corrente regionale, quale sia stata la loro destinazione (per struttura e per provincia) e quali programmi di acquisto e distribuzione di materiali e strumentazioni siano previsti per le prossime settimane con le risorse residue derivanti da donazioni liberali, per quali importi e con quale destinazione”.

(Luca Molinari)  

martedì 5 maggio 2020

Report Covid-19 del 5 maggio

Ancora una giornata che segna un andamento tutto sommato incoraggiante: 35 guarigioni e 7 decessi in provincia di Bologna.









lunedì 4 maggio 2020

Fase 2, si ricomincia






Anche i bar hanno ripreso l'attività nel rispetto delle precauzioni richieste dalle ordinanze: mascherine, guanti, salvaguardia della distanza, caffè e paste da asporto. A Sasso Marconi, Robby Cafè è già operativo da una settimana e gli altri bar del centro si stanno attivando.

Il clima è già più sereno, si sorride anche se solo gli occhi lo manifestano. C'è una gran voglia di riprendere i rapporti sospesi per ben due mesi, ma c'è anche la volontà di essere ubbidienti e cauti, per la paura di dover ritornare alla segregazione domiciliare.







L'attesa fuori dal bar

lunedì 27 aprile 2020

Carabinieri in piena attività a Bologna e provincia per il rispetto delle prescrizioni anti Covid

Foto dei Carabinieri di San Lazzaro di Savena
Proseguono i controlli dei Carabinieri per il contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Nel fine settimana scorso, i militari del Nucleo Radiomobile Carabinieri di Bologna e delle Compagnie Carabinieri di Imola, San Lazzaro di Savena, Molinella , San Giovanni in Persiceto, Borgo Panigale, Bologna Centro e Vergato hanno identificato quasi 2.000 persone. 
Tra queste, oltre un centinaio sono state sanzionate per aver violato la normativa legata all’emergenza epidemiologica. In particolare, a Bologna, sette ragazzi, maggiorenni e disoccupati, sono stati sanzionati ieri notte, all' 1.30 circa, perché stavano facendo una festa all’interno di un appartamento situato nei pressi dei Giardini Margherita. Non riuscendo a prendere sonno per il fracasso, un’anziana ha telefonato al 112. All’arrivo dei Carabinieri, la festa è stata interrotta e i sette partecipanti sono stati sanzionati (tranne il padrone di casa) e invitati a tornare nelle rispettive abitazioni. 
Oltre alle sanzioni previste dalla normativa, alcune persone sono state anche denunciate. E’ successo in via Giacomo Puccini a Imola , dove una 45enne italiana, con precedenti di polizia, è stata denunciata perché si è rifiutata di fornire le proprie generalità. Un fatto analogo è accaduto anche al Parco di Villa Cicogna di San Lazzaro di Savena, dove una 28enne brasiliana, con precedenti di polizia, è stata denunciata per oltraggio e resistenza a un pubblico ufficiale dai Carabinieri che stavano monitorando i parchi pubblici della zona. 
Anche a Casalecchio di Reno un 49enne italiano, incensurato, che stava facendo jogging è stato denunciato perché alla vista dei Carabinieri) che si stavano avvicinando per un controllo, è andato su tutte le furie rifiutandosi di fornire le proprie generalità.

Inoltre, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha disposto l’intensificazione dei controlli alle attività produttive autorizzate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020: Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. I controlli alle aziende saranno effettuati 24 ore su 24 con l’ausilio dei Carabinieri dell’Organizzazione mobile e speciale, in particolare i Carabinieri del NAS e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Bologna.
L’Organizzazione mobile e speciale comprende i reparti dedicati all’espletamento di compiti particolari o di elevata specializzazione, a integrazione, a sostegno o con il supporto dell’Organizzazione Territoriale.

venerdì 17 aprile 2020

I sindaco di Castiglione dei Pepoli aggiorna su Villa Nobili


Il sindaco Maurizio Fabbri scrive:


Vi aggiorno sulla questione Villa Nobili: come sapete Villa Nobili è un ospedale privato accreditato. E’ quindi inserito nel sistema pubblico e in questa fase di emergenza sanitaria, come tutte le strutture private, si è messo (giustamente e correttamente) a disposizione dell’Azienda Sanitaria.

Fino ad oggi la disponibilità era quella di ‘alleggerire’ il carico degli ospedali bolognesi che si trasformavano in covid. Ma in questo periodo l’accesso ad ospedali e pronto soccorso è drasticamente diminuito e non ci sono state particolari richieste di aiuto.

In questo momento l’emergenza principale, come avrete tutti già visto, è la gestione delle Case di Riposo per anziani. La situazione è molto difficile e necessitano molti posti letto per dividere gli ospiti delle Case di Riposo in difficoltà.

Ecco allora che l’ASL di Bologna ha chiesto a Villa Nobili (e ad altre strutture simili nel bolognese) di poter attivarsi per ospitare circa una trentina di pazienti delle case di riposo in difficoltà a causa della trasmissione del virus fra ospiti e operatori.
Si tratta di persone che escono dalla fase acuta della malattia e sono quindi in via di guarigione, ma non possono rientrare nelle case di riposo (che nel frattempo devono essere sanificate) perché ancora positivi al covid19 (anche se a bassa trasmissività) e perché molti operatori delle case di riposo, essendo positivi al covid19, non possono ovviamente lavorare.
Contrariamente a quanto scritto oggi sul Carlino, le persone non sono già state trasferite.

La direzione della Casa di Cura (e noi con loro) ha chiesto precise garanzie di sicurezza per i lavoratori e per il territorio.

E’ in corso la valutazione dell’idoneità della struttura (questa mattina c’è stato specifico sopralluogo e formazione del personale); serve infatti la garanzia della sicurezza per gli operatori sanitari e la dislocazione esatta degli spazi per evitare i rischi di contagio.

Da una prima valutazione l’idoneità è stata valutata positivamente.

E’ invece in corso in queste ore l’interlocuzione delle istituzioni del territorio con l’Azienda Sanitaria: nello specifico io (in qualità di Sindaco di Castiglione), Alessandro Santoni (in qualità di Presidente del Distretto) e Sandra Mondini (in qualità di Direttrice del Distretto) stiamo chiedendo garanzie per i servizi territoriali: i servizi ambulatoriali che Villa Nobili assicura ai cittadini e il Punto di Primo Intervento.
Chiediamo che questi servizi possano in parte o del tutto rimanere.

Se è assolutamente giusto e doveroso aiutare le persone più fragili in questo momento tragico, è altrettanto importante garantire i servizi ai nostri cittadini.
Ovviamente vi terrò informati sugli sviluppi della situazione.

Una breve riflessione: sento già paure e perplessità su tale situazione. Tutto ciò è assolutamente comprensibile, anche perché viviamo tutti in una condizione fragilità e di informazioni terribili e contrastanti.
 
Voglio però cercare di rassicurare in quanto si tratta di una gestione sanitaria fatta da professionisti del settore.
E Castiglione (come
Vergato e altri ospedali della provincia che sono già stati interessati, nei quali le cosa funzionano bene senza nessun problema) non è un’isola, fa parte di un territorio interconnesso.

Vorrei citare Papa Francesco:
“pensavamo di rimanere sani in un mondo malato”

Da questa situazione o ne usciamo tutti insieme o non ne usciamo. Il sistema degli ospedali, con le dovute garanzie che ho sopra riportato, deve fare rete e dare risposte veloci e forti a chi ha bisogno.

martedì 7 aprile 2020

Coronavirus, in Emilia Romagna continuano a salire le guarigioni, in calo i ricoverati

Diminuisce anche il numero dei pazienti nelle terapie intensiva: 366, -6 rispetto a ieri. I decessi sono 2.180, 72 in più. Riconvertiti per altre patologie alcuni posti letto Covid-19, calati di 52. 573 i posti disponibili per la terapia intensiva
Sono 17.825 i casi di positività al coronavirus in Emilia-Romagna: 269 in più rispetto a ieri. Un aumento decisamente contenuto - viene evidenziato dalla Regione- se paragonato a quello dei giorni scorsi. Quanto ai test effettuati salgono a quota 75.191, 3.028 in più. A livello complessivo sono 7.861 le persone in isolamento a casa, 66 in più rispetto a ieri, mentre sono 366 le persone ricoverate in terapia intensiva: 6 in meno rispetto a ieri. In calo anche i ricoverati negli altri reparti Covid: 54 in meno a quota 3.750 rispetto ai 3.804 di ieri. Dal rilevamento di ieri si registrano 72 nuovi decessi: 34 uomini e 38 donne.
    Le guarigioni, si attestano a 2.597 - 200 in più rispetto a ieri - delle quali 1.545 riguardano persone clinicamente guarite, e 1.052 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. (ANSA)