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mercoledì 21 giugno 2023

Si falsificano anche le ‘carte carburante’

11 persone denunciate dai Carabinieri per indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento. Si erano riforniti in numerosi distributori in Emilia Romagna

 

I Carabinieri hanno denunciato undici persone, età compresa tra i 25 e i 53 anni, italiani e stranieri, per concorso in indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento.

A seguito della segnalazione  ai Carabinieri  dell’indebito utilizzo di cinque carte di carburante da parte di soggetti che avevano fatto numerosi rifornimenti di benzina e gasolio per un totale di 32.000 euro, i militari hanno avviato un indagine presso l’azienda titolare delle ‘carte carburante’. Questa , non essendo a conoscenza di come le tessere di carburante fossero finite nelle mani sbagliate, ha denunciato  l’accaduto. A quel punto, i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bologna, hanno iniziato le indagini scoprendo che i rifornimenti illeciti erano stati fatti, in circostanze diverse, presso vari distributori dell’Emilia Romagna. Grazie alla visione delle videocamere di sorveglianza installate nelle aree di servizio coinvolte nella vicenda e all’analisi delle celle telefoniche agganciate durante i rifornimenti, sono stati identificati due autotrasportatori, un 45enne rumeno residente a Calderara di Reno e un 30enne moldavo residente a Bologna. In seguito, gli ulteriori accertamenti hanno portato all’identificazione di cinque italiani di 25, 26, 29, 30 e 42 anni, due rumeni di 39 e 53 anni, un moldavo di 27 anni e un ucraino di 33 anni, quasi tutti residenti tra Bologna e zone limitrofe.

 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna 

lunedì 3 aprile 2023

Sequestro per 8 milioni di euro a una società bolognese che opera nel commercio di carburante.

 L’importo  è stato parametrato all’ammontare complessivo delle accise evase. Implicate  112 persone.

 

La Guardia di Finanza ha scoperto la frode messa in atto da  una società protagonista  di un’articolata attività dolosa  architettata da un sodalizio criminoso con la complicità di diverse imprese con sede sul  territorio nazionale.

Ciò ha previsto la confisca obbligatoria, anche “per equivalente”, dei beni che costituiscono il profitto o il prezzo dei delitti in materia di accise commessi a partire dal mese di ottobre del 2019.

L’adozione della misura cautelare è l’esito di un’accurata indagine condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica - Dott. Marco IMPERATO e culminata nella denuncia di 112 persone, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di accise e tributari, nonché di riciclaggio, auto riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti.

Dalle complesse indagini, durate più di 3 anni, è emerso che la società bolognese, formalmente gestita da un soggetto privo di competenze nel settore dei prodotti petroliferi e apparentemente domiciliata presso la sede di un business center, ha sistematicamente sfruttato la licenza di esercizio di un distributore di gasolio situato nella provincia di Barletta-Andria-Trani, tanto da diventare il vero e proprio cardine dello strutturato disegno illecito. L’impresa, infatti, nella veste di “destinatario registrato” - figura, prevista e disciplinata dalla normativa di settore, che identifica gli operatori autorizzati a ricevere prodotti in “regime di sospensione”, vale a dire per i quali l’imposta non è ancora stata versata - ha acquistato 15 milioni di litri di gasolio dai depositi di prodotti petroliferi coinvolti nella frode, per un controvalore di 8 milioni di euro, da destinare “cartolarmente” a uso motopesca, comparto per il quale vige un regime fiscale di esenzione da imposte, evadendo, nel complessivo arco temporale oggetto di indagini, oltre 9 milioni di euro di accise, di cui 8 milioni, evasi a partire dal mese di ottobre del 2019, sottoponibili a confisca alla luce del richiamato D.L. n. 124 del 2019. È stato infatti appurato che, anziché raggiungere l’impianto di distribuzione pugliese per il rifornimento dei pescherecci (di fatto inattivo), l’enorme quantitativo di carburanti è stato ceduto in contrabbando, a prezzi decisamente più appetibili rispetto a quelli di mercato (1 euro in meno circa al litro, rispetto al valore dei prezzi praticati negli ultimi 3 anni e mezzo), a molteplici soggetti, ai quali è stato ascritto il reato di ricettazione per averlo impiegato per usi diversi da quelli beneficiari dell’esenzione fiscale.

mercoledì 15 luglio 2015

COLDIRETTI: È BOOM DI FURTI NELLA CAMPAGNE BOLOGNESI. AZIENDE DERUBATE DI CARBURANTE, MEZZI E ATTREZZI AGRICOLI. CHI TENTA UNA PREVENZIONE TROVA LE ATTREZZATURE DANNEGGIATE.



 Grido d’allarme della Coldiretti. Gli agricoltori hanno un razziatore in più. E un ‘animale a due gambe’,  da cui non riescono a difendersi.

L’associazione agricola scrive infatti:

È boom di furti nelle campagne bolognesi, in particolare nel circondario di Imola, dove decine di aziende sono state derubate di carburante, mezzi e attrezzi agricoli. Ciò ha messo in difficoltà la raccolta dei prodotti che proprio nel periodo estivo vive il momento più intenso. Il fenomeno probabilmente è frutto della crisi, ma anche di una aumentata presenza di bande di malviventi che battono ormai sistematicamente le campagne puntando a rubare ciò che è facilmente commercializzabile.
“Gli imprenditori agricoli sono ormai costantemente sotto attacco e qualcuno è stato derubato più volte,” dice il presidente di Coldiretti Bologna, l’imolese Antonio Ferro. “I furti avvengono prevalentemente di notte, con i ladri che scardinano lucchetti, serrature e porte, provocando anche ingenti danni collaterali. Qualcuno che ha provato ad attuare un minimo di prevenzione, ma si è ritrovato attrezzi come gli irrigatori, fondamentali in questo periodo di caldo, danneggiati anche per cattiveria. Purtroppo con il ripetersi di questi fenomeni malavitosi senza che ci sia stata la possibilità di individuare i responsabili, molti imprenditori si stanno scoraggiando e non denunciano più i furti”.
Considerata la gravità del fenomeno, Coldiretti Bologna ha intenzione di chiedere alle autorità competenti interventi di prevenzione e maggiori pattugliamenti nelle zone rurali con una più massiccia presenza delle forze dell’ordine nelle campagne.