martedì 20 dicembre 2011

Savena Setta Sambro ha fatto '41'.


L’uscita del nuovo numero della rivista ‘Savena Setta Sambro’ ha coinciso con la chiusura dell’anno di celebrazioni per il ventennale della fondazione del Gruppo di Studi omonimo.

Il presidente dell’associazione Daniele Ravaglia (nella foto con Anna Maria Pericolini animatrice del gruppo di balli tradizionali La Violina) ha ricordato nell’occasione i tanti traguardi raggiunti nel campo della conservazione e divulgazione del patrimonio culturale della zona dell’Appennino che fa capo alle tre valli dei fiumi Setta, Savena e Sambro e ha elencato tutte le tante iniziative che hanno segnato questo importante anno di presenza del Gruppo di Studi. Prima tra queste, l’apertura della biblioteca, nei locali attigui alla sala Ivo Teglia di Monzuno, che raccoglie, oltre a tutte le pubblicazioni edite dal Gruppo di Studio, anche molti degli scritti che raccontano la storia, le tradizioni e l’ambiente dell’Appennino.

“Spesso si parla di ricchezze nascoste”, ha detto Ravaglia, “ quasi immaginando tesori architettonici e naturali di chissà quale rilievo, ma è nostra opinione che tali ricchezze si trovino spesso sotto gli occhi di tutti e sono costituite da quanto le età passate e i nostri avi ci hanno lasciato, affinchè noi lo rispettassimo e lo apprezzassimo come loro hanno fatto. Proprio questa sensibilità a ritrovare nel quotidiano elementi di eccezionalità è la scintilla che fa nascere l’amore per l’ambiente …. Far nascere quella scintilla in un numero sempre maggiore di persone è l’ambizioso traguardo che il nostro Gruppo di Studi si prefigge”.

In questo spirito si inserisce l’iniziativa di una biblioteca che raccolga documentazioni e testimonianze importanti e la periodica pubblicazione della rivista cui i tanti appassionati cultori delle tradizioni contribuiscono in modo del tutto volontario producendo scritti di grande valore storico e ambientale. Anche nell’ultimo numero 41 tanti sono gli interessanti contributi sulla storia, i personaggi e l’arte, sulla natura, sulle tradizioni, sui ricordi riguardanti questa parte di Appennino. La rivista contiene inoltre un accorato ricordo del socio fondatore Angelo Naldi, scritto con grande partecipazione e affetto da Adriano Simoncini in occasione della sua improvvisa scomparsa.

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