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sabato 4 aprile 2020

Sasso Marconi. Tentano di impossessarsi della cassa del Discount cercando di strapparla dalla sede utilizzando un cavo d'acciaio. Arrivano i Carabinieri e finisce a colpi di pistola

dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

Questa notte, i Carabinieri di Sasso Marconi, durante un servizio di vigilanza ai supermercati, che di recente sono diventati obiettivi sensibili nel mirino dei criminali (vedi comunicato del 28 marzo), si sono imbattuti in una banda di malfattori che stavano tentando di sradicare, con un cavo di acciaio collegato a un’auto, la cassaforte del Discount ECU di via dell’Orologio. 
Alla vista dei militari, i malviventi si sono dati alla fuga a bordo di una BMW di grossa cilindrata, tentando di investire uno dei militari che nel frattempo era sceso dall’autoradio per fermare l’evento delittuoso. Senza farsi intimorire da un bolide lanciato a tutta velocità, il militare ha estratto la pistola d’ordinanza e ha aperto il fuoco contro i malviventi, ma non è riuscito a centrarli perché si è dovuto buttare a terra per evitare di essere investito.



CASALECCHIO DI RENO E ZOLA PREDOSA ( 28 marzo)
Durante la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna, oltre ad arginare il flusso di persone che continuano a violare la normativa in vigore sul territorio nazionale, hanno intensificato la vigilanza ai supermercati, diventati obiettivi sensibili nel mirino dei criminali, come accaduto di recente a due punti vendita della società “Dpiù”, quello di via Giovanni Cimabue a Casalecchio di Reno (BO) e di via Risorgimento a Zola Predosa (BO). A Casalecchio di Reno (BO), i ladri sono fuggiti a piedi subito dopo l’effrazione e hanno abbandonato una Fiat Punto utilizzata come ariete per sfondare la porta d’ingresso. L’auto, oggetto di furto, è stata restituita dai Carabinieri della Stazione di Casalecchio di Reno (BO) alla legittima proprietaria, una signora bolognese. A Zola Predosa (BO), invece, è stata una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Borgo Panigale a mettere in fuga i ladri che stavano tentando di sfondare l’ingresso.


martedì 5 luglio 2016

Spara a due promoter di contratti porta a porta con una scacciacani e li mette in fuga.


Foto dei Carabinieri di Pianoro.
Chissà se si era alzato 'con la luna di traverso' o aveva esaurito la sua capacità di auto controllo. Fatto sta che, infastidito dal suono del campanello di casa, ha ricevuto pistola in pugno due venditori 'porta a porta' e ne ha però ricavato una denuncia per minaccia aggravata e detenzione illegale di munizionamento.

Ieri mattina, intorno alle 11, il 112 è stato informato che due promoter di contratti porta a porta, dipendenti di una società di energia elettrica, erano stati messi in fuga da un cittadino di Pianoro armato di pistola. L'uomo non aveva gradito la loro visita a casa. I Carabinieri che si sono recati sul posto hanno scoperto che l’uomo, un 48enne italiano, aveva allontanato i due promoter, “sparandogli” con una pistola scacciacani. La pistola è stato sequestrata unitamente a 149 proiettili veri, di vario calibro, illegalmente detenuti.
Nella circostanza, gli inquirenti hanno ritirato, a scopo cautelativo, anche tre fucili, una pistola e una carabina, veri che lo sparatore, incensurato, deteneva legalmente.
 
Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna



martedì 12 febbraio 2013

Far West alla Barca. Arrestato il pistolero.





Sergio
Scena da film western quella cui hanno dovuto assistere gli avventori di un bar della Barca alla periferia di Bologna.
Come un vero pistolero, un uomo, sentitosi offeso dallo sguardo di un altro cliente, ha estratto la pistola e, dopo averlo minacciato più volte, ha cominciato a sparare prendendo di mira i piedi e colpendo il pavimento. Di rimbalzo i proiettili hanno vagato nel locale finendo contro un frigo, ma fortunatamente risparmiando la vittima e gli altri avventori che terrorizzati se la sono data a gambe. Tutta la scena è stata filmata dalle telecamere per la videosorveglianza.
Il pistolero si è poi rivolto con fare truce contro il barista intimandogli di distruggere  le bobine registrate. Cosa che non è stata possibile poiché ciò avrebbe richiesto l’intervento di un tecnico.
Tutto è cominciato la sera di sabato scorso 9 febbraio, quando un 34enne pakistano, L. K. A., che si trovava in un bar, è stato avvicinato da un tale, da lui conosciuto con il nome di ‘Sergio’, che lo ha afferrato per il mento e con tono minaccioso gli ha ordinato di abbassare la testa ogni qualvolta lo avesse incontrato. All’assenza di reazione, Sergio si è ancor più arrabbiato, lo ha afferrato per la gola dicendogli che gliel’avrebbe tagliata e gettata nel fiume.
Poco dopo i due sono passati dalle parole alle vie di fatto, fino a quando una terza persona è intervenuta per dividerli.
Sergio allora avvisava che sarebbe andato a casa a prendere la pistola per sparargli in testa ed in bocca.
Effettivamente, poco dopo, mentre L. K. A. si trovava ancora nel bar, ha visto sopraggiungere il suo aggressore con in mano una pistola con la quale lo ha ancora minacciato dicendogli che gli avrebbe sparato e intimandogli di uscire dal bar, cosa che L. K. A. ha  rifiutato di fare.
Sergio, allora, sempre più infuriato ha scarrellato l’arma per mettere il colpo in canna, dicendo che gli avrebbe sparato in bocca ed in testa. Subito dopo ha puntato l’arma verso i piedi del pakistano, esplodendo un colpo che ha scalfito una mattonella e, di rimbalzo, è  finita contro il frigo dei gelati poco distante.
Fortunatamente, le schegge derivate dallo sparo non hanno colpito alcuno dei presenti all’interno del bar, i quali hanno assistito esterrefatti alla scena e subito sono fuggiti terrorizzati.
L. K. A. ha sporto denuncia solo il giorno dopo ai Carabinieri che nelle verifiche hanno accertato la veridicità delle dichiarazioni del pakistano, peraltro confermate dai filmati del sistema di video-sorveglianza di cui è dotato il locale pubblico, e ribadite dal gestore e titolare del bar, il quale ha dichiarato di aver sentito l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco ed aver visto alcuni avventori fuggire fuori dal locale. Non solo, ha aggiunto che  Sergio lo aveva invitato, con tono intimidatorio, a cancellare la sequenza appena registrata.

Gli investigatori sono poi giunti alla piena identificazione del ‘Sergio’, all’anagrafe Sergio BOSA, noto pregiudicato nato a Taranto nel 1959, residente nel quartiere Barca. Si sono precipitati presso la sua abitazione, poco distante dal bar, dove lo hanno trovato. Stretto dalle evidenze delle prove , l’uomo non ha potuto far altro che ammettere tutti gli addebiti e confessare anche la detenzione dell’arma utilizzata.
Il ‘ferro’ era stato dal BOSA messo in un pacchetto in modo da non consentire di comprendere cosa contenesse e consegnato momentaneamente ad una sua ignara vicina di casa, peraltro anch’essa pregiudicata.
L’arma, una BERETTA Mod. 34 cal.7.65, matricolata, con un colpo in canna e due nel caricatore è stata ritirata e posta sotto sequestro. E’ poi risultata rubata da una abitazione di Mirandola il 30 novembre 2009.  All’atto del furto l’arma era dotata di 4  cartucce, tre delle quali sequestrate ed una, verosimilmente proprio quella esplosa all’interno del bar.
Nel corso della perquisizione veniva inoltre sequestrata la felpa di colore bianco e nero con raffigurata un’aquila nera sul retro, indossata dal BOSA e ripresa dalle telecamere.

Il BOSA, tratto in arresto poiché ritenuto responsabile di minacce aggravate, porto abusivo e detenzione  d’armi comuni da sparo, ricettazione, ha motivato il suo folle comportamento come dovuto a una serie di ‘sguardi’ da lui ritenuti poco ‘rispettosi’ da parte del pakistano e alla sua voglia di porre rimedio allo ‘sgarbo’ subito con un gesto eclatante, che lo accreditasse nell’ambiente.
 E’ stato  associato presso la locale Casa Circondariale, a disposizione della Procura della Repubblica (PM Dr. Simone Purgato).

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

mercoledì 31 agosto 2011

Sparatoria a Sasso Marconi ?


Allarme per una presunta 'sparatoria alla Coop'. I invece erano forse solo 'martaretti' sparati da bambini oppure neppure quelli, chissà?

Il fatto è successo questa mattina a Sasso Marconi intorno alle 11.30. E' arrivata la segnalazione di uno scambio di colpi da arma da fuoco nei pressi della Coop. I Carabinieri si sono subito portati sul luogo attrezzati alla bisogna. Con loro sorpresa però il parcheggio e l'interno dell'area espositiva erano assolutamente tranquilli e il tutto procedeva con il consueto ordine. Hanno chiesto informazioni e hanno avuto risposte più che tranquillizzanti. Lì colpi di arma da fuoco non erano stati esplosi.
Credendo quindi di aver sbagliato supermercato si sono recati a gran velocità a Borgonuovo dove la cooperativa detiene un secondo centro di vendita. Ma anche qui di cow boy pronti alla sfida al riparo dei muri dell'Ok Corral neppure l'ombra. Rilassati perchè l'allrme si stava dimostrando infondato, i Carabinieri non hanno nascosto la loro irritazione. Nella vicenda si poteva intravvedere il reato di 'procurato allarme'.
Il burlone o chi ha frainteso alcuni scoppi potrebbe trovarsi, se scoperto, a doverne rispondere.