venerdì 7 agosto 2026

Acqua, scatta l'ordinanza anti-sprechi: dal 8 agosto al 15 settembre stop agli usi non essenziali

di Dubbio 

Per far fronte all'aumento dei consumi idrici causato dalle elevate temperature e dalla scarsità di precipitazioni, il sindaco di Gaggio Montano ha firmato un'ordinanza che introduce limitazioni temporanee all'utilizzo dell'acqua potabile su tutto il territorio comunale.

Il provvedimento, in vigore dall'8 agosto al 15 settembre 2026, punta a salvaguardare la disponibilità della risorsa idrica e a garantire la continuità dell'approvvigionamento per gli usi prioritari, in linea con le indicazioni del Gestore del Servizio Idrico Integrato e con la normativa nazionale e regionale in materia di tutela delle risorse idriche.

L'acqua potabile dovrà essere destinata prioritariamente agli usi domestici, igienico-sanitari e alle altre necessità essenziali. Per questo motivo, per l'intero periodo di validità dell'ordinanza e nell'arco delle 24 ore, è vietato il prelievo di acqua dalla rete acquedottistica per usi extra-domestici non essenziali, in particolare per:

·         l'irrigazione di orti e giardini;

·         il lavaggio di automezzi.

Restano invece consentiti i prelievi destinati ai normali usi domestici, zootecnici e industriali, nonché a tutte le attività regolarmente autorizzate che richiedono l'utilizzo di acqua potabile.

Sono esclusi dalle limitazioni anche i servizi pubblici di igiene urbana.

Per quanto riguarda le piscine, pubbliche e private, il riempimento e il rinnovo, anche parziale, dell'acqua sono consentiti salvo diversa disposizione del Gestore del Servizio Idrico Integrato. L'utilizzo dovrà comunque essere limitato al solo ricambio giornaliero previsto dalla normativa vigente.

L'Amministrazione comunale invita inoltre tutta la cittadinanza ad adottare comportamenti responsabili e improntati al risparmio idrico, evitando ogni forma di spreco anche negli utilizzi consentiti dall'ordinanza.

Il mancato rispetto delle disposizioni comporterà, salvo che il fatto costituisca reato, l'applicazione di una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, ai sensi dell'articolo 7-bis del Decreto Legislativo 267/2000.


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