Oltre l’Arcobaleno – Conservatori Liberali prende posizione sulle dichiarazioni del generale Roberto Vannacci e sul secondo estratto del programma di Futuro Nazionale: «Non possiamo permettere che vengano messi in discussione diritti conquistati dopo anni di battaglie, sacrifici e sofferenze».
Rientrato
in Italia dopo un periodo trascorso
all’estero, Morris Battistini ( nella foto), a nome di Oltre l’Arcobaleno – Conservatori
Liberali, interviene nel dibattito suscitato dal secondo estratto del programma
di Futuro Nazionale e dalle parole del generale Roberto Vannacci,
sottolineando come la questione abbia superato anche i confini nazionali.
«Come
Oltre l’Arcobaleno – Conservatori Liberali, non possiamo e non vogliamo restare
in silenzio», afferma Battistini. «Non possiamo permettere che vengano messi in
discussione diritti conquistati da uomini e donne dopo anni di battaglie,
sacrifici e sofferenze».
Per
il movimento, quei diritti «non sono privilegi, corsie preferenziali o
concessioni», ma «conquiste di libertà e dignità». Da qui la necessità, secondo
Battistini, di guardare anche al futuro, individuando le disuguaglianze ancora
esistenti e intervenendo, laddove necessario, per garantire a tutti gli stessi
diritti: «Non di più. Non di meno».
Battistini
interpreta inoltre le parole di Vannacci come una possibile provocazione
politica volta a mettere in discussione gli equilibri esistenti: «Forse la
provocazione voleva far saltare la scacchiera politica, mettere in discussione
gli equilibri, far cadere re e regine».
Ma,
osserva, «quando sulla scacchiera ci sono milioni di persone, famiglie e
cittadini, la dignità non può diventare una pedina». Nessuna strategia,
aggiunge, «politica, partitica o personale» può giustificare il rischio di
comprometterla.
Da
qui l’appello diretto al generale Vannacci: «Chiediamo di rivedere quanto prima
quanto scritto e di trasformare la sua dichiarata apertura al dialogo in un
confronto concreto».
Oltre
l’Arcobaleno si dichiara disponibile a partecipare al confronto, rivendicando
il proprio ruolo all’interno dell’area di centrodestra: «Se davvero c’è
apertura al dialogo con tutti, noi ci siamo. Come movimento LGBT di
centrodestra siamo pronti a sederci a un tavolo di lavoro, confrontarci nel
merito e mettere a disposizione la nostra esperienza».
Un
confronto che, nelle intenzioni del movimento, dovrebbe servire anche a evitare
«scivoloni o errori» che, auspicano, possano essere stati commessi
involontariamente.
La
posizione di Oltre l’Arcobaleno viene sintetizzata in tre concetti: «Non
chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto. Non chiediamo corsie preferenziali.
Chiediamo uguaglianza. Non chiediamo di tornare indietro. Chiediamo di
continuare a costruire».
E
conclude con una rivendicazione politica precisa: «Si può essere conservatori
senza essere oscurantisti. Si può essere di centrodestra senza essere contro i
diritti. Si può essere liberali mettendo al centro, prima di tutto, la
persona».
Nessun commento:
Posta un commento