Due giornate dedicate alla cultura, alla memoria e alle tradizioni
dell’Appennino, con un filo conduttore che unisce parole, musica, ricerca e
valorizzazione del territorio. È questo il senso di “Appennino terra di
sapori e parole”, iniziativa in programma a Porretta Terme, in piazza della
Libertà, con due appuntamenti dedicati rispettivamente al mondo dei cantastorie
e ai temi dell’agricoltura e della sovranità alimentare in montagna.
Si parte sabato
5 settembre alle 17.30 con il Festival dei Cantastorie, dedicato al
tema “Memoria e ricerca si incontrano: i racconti dei cantastorie”. A
condurre l’incontro sarà Gian Paolo Borghi, etnografo bolognese e
responsabile dei Servizi di Documentazione Storica e del Centro Etnografico del
Comune di Ferrara.
Al convegno
interverranno Manuela Geri, etnomusicologa toscana, già responsabile
dell’Ufficio Cultura della Provincia di Pistoia; Claudio Piccoli,
ricercatore milanese da anni impegnato nello studio del mondo dei cantastorie; Tiziana
Oppizzi, ricercatrice, cantastorie e chitarrista, autrice di ricerche sul
canto e sulle tradizioni popolari; e Gianni Molinari, artista modenese e
rappresentante della terza generazione di cantastorie della propria famiglia.
Nel corso dell’incontro sarà approfondita anche l’attività artistica della
famiglia Molinari, con particolare riferimento a Francesco Guccini e
alla rivista Il Cantastorie.
Il secondo
appuntamento è in programma domenica 6 settembre alle 11.30, con il
convegno “I sapori dell’Appennino”, dedicato a “Sovranità alimentare
e agricoltura di montagna: una sfida per il territorio”.
A coordinare
i lavori sarà il professor Dario Mingarelli, presidente
dell’associazione Mela Rosa Romana. Tra i partecipanti figurano la
dottoressa Fiorella Belpoggi, emerita direttrice scientifica dell’Istituto
Ramazzini di Bologna, esperta nello studio degli agenti che possono determinare
tumori e altre patologie ambientali; il dottor Duccio Caccioni,
direttore generale del Mercato Ortofrutticolo di Bologna, agronomo ed esperto
di agroalimentare; il dottor Stefano Cavedagna, europarlamentare,
laureato in Relazioni Internazionali e dottore di ricerca in Diritto Europeo; e
il dottor Nicolò De Trezio, responsabile di Slow Food Medico.
L’iniziativa
mette così a confronto memoria, identità culturale, tradizioni popolari,
agricoltura e tutela del territorio, proponendo una riflessione sul
patrimonio materiale e immateriale dell’Appennino e sulle prospettive delle
comunità montane.
L’evento è promosso con il coinvolgimento di realtà culturali, associative e istituzionali del territorio, tra cui Nuèter, Associazione Culturale Il Cantastorie Online, Confcommercio Città Metropolitana di Bologna, DE.CO. Bologna, Mela Rosa Romana e Slow Food Bologna, con il patrocinio del gruppo di studi e ricerche Nuèter.
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