La capogruppo chiede alla Giunta di farsi promotrice di un albo unico nazionale delle botteghe storiche
di Luca Govoni
La crisi del commercio di
vicinato e delle botteghe storiche dell’Emilia-Romagna sono al centro di
un'interrogazione presentata da Marta
Evangelisti (Fratelli d'Italia), che sollecita l'intervento della
Regione.
Costi
insostenibili, burocrazia asfissiante e una totale assenza di ricambio
generazionale - si legge nell'atto ispettivo - stanno facendo scomparire negozi
di vicinato e botteghe storiche. I dati sono esemplificativi: negli ultimi
dieci anni si è registrato un saldo negativo del -44,8% di aperture di nuovi
negozi rispetto al 2014. "Di fronte a questa desertificazione commerciale,
le risposte della Regione si stanno rivelando del tutto insufficienti e
parcellizzate”, scrive la capogruppo di FdI.
"Colpisce
- evidenzia Evangelisti - la crisi degli 800 negozi storici censiti nella
nostra regione fra cui figurano eccellenze uniche come la ferrarese Osteria 'Al
Brindisi' (la più antica d’Italia, attiva dal 1435) o l’Osteria del Sole a
Bologna (dal 1465). Così come destano preoccupazione le chiusure che colpiscono
la quotidianità delle nostre città, come quella dello storico negozio 'Centro
Casa Casalinghi' di Modena, che ha abbassato le serrande dopo ben 58 anni di
attività".
Le attività
di prossimità - sottolinea la consigliera - non sono solo un pilastro economico
e turistico, ma rappresentano vere e proprie sentinelle del territorio, presidi
insostituibili di legalità, decoro e sicurezza urbana contro il degrado.
Eppure, gli esercenti vengono lasciati soli di fronte ad affitti alle stelle,
tassazione locale e costi fissi fuori controllo.
Da qui la
richiesta alla Giunta di azioni urgenti e strutturali, a partire da un tavolo
di coordinamento con gli enti locali e le associazioni di categoria, per
definire un pacchetto straordinario di sgravi fiscali su Tari e occupazione del
suolo pubblico per le attività certificate. “I fondi stanziati dalla Regione
per i cosiddetti hub urbani si configurano nei fatti come uno spot politico -
critica la capogruppo -. Per salvare il commercio di vicinato non basta certo
finanziare il rifacimento di una vetrina o il posizionamento di due panchine di
arredo urbano. servono interventi continui che sostengano l'esistenza fisica
della bottega, accompagnando i giovani nel ricambio generazionale e supportando
economicamente la complessa transizione digitale e multicanale”.
Infine, Marta Evangelisti sollecita l'esecutivo regionale "a chiarire quali misure intenda adottare per potenziare la sicurezza attorno ai locali storici e se intenda farsi promotrice presso il Governo e la Conferenza Stato-Regioni dell’istituzione di un albo unico nazionale delle botteghe storiche, volto a garantire una tutela legislativa omogenea e semplificata a livello nazionale".
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