mercoledì 11 febbraio 2026

Bretella Reno-Setta, Confesercenti ci spera

 Nuova porta d’accesso al turismo dell’Appennino bolognese


di Nicodemo Mele


Confesercenti Bologna plaude all’iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Anas di dare seguito alle attività progettuali per la realizzazione della Bretella di collegamento tra la Valle del Reno e la Valle del Setta.

«Con la realizzazione della Bretella Reno-Setta – sottolineano dalla sede provinciale di Confesercenti Bologna, in via del Commercio Associato 30 – si aprirebbero nuovi itinerari per il turismo sull’Appennino bolognese. Un’infrastruttura indispensabile per migliorare la mobilità della popolazione montana e per incentivare l’economia dei paesi e dei borghi della provincia di Bologna».

L’associazione si schiera al fianco delle imprese del commercio, dei pubblici esercizi e dell’accoglienza attive al Corno alle Scale, a Vidiciatico e nelle località interessate dai Cammini che attraversano l’Appennino bolognese.

«Dopo anni di discussioni – sottolinea Loreno Rossi, direttore di Confesercenti Bologna – si avvia finalmente un percorso che auspichiamo possa concretizzarsi nel più breve tempo possibile. È necessaria una risposta concreta agli operatori economici della montagna, che hanno bisogno di infrastrutture adeguate per rilanciare il turismo sull’Appennino bolognese».

Viabilità in valle del Reno, progetti in ordine sparso e poche certezze



Capirci non è semplice. Dalla successione di annunci e dichiarazioni si ricava l’impressione che sulla viabilità della valle del Reno regni una grande confusione. Se ne parla molto, probabilmente per dimostrare che il tema è all’attenzione delle istituzioni — e la sua soluzione è di importanza fondamentale per il futuro economico e amministrativo del territorio — ma sull’effettiva operatività degli interventi è lecito nutrire più di uno scetticismo.

La vallata attende da anni opere considerate decisive: l’adeguamento della Porrettana nel tratto Vergato–Sasso Marconi, la Bretella Reno-Setta, il raddoppio della ferrovia tra Casalecchio e Sasso Marconi e persino la Bretella Sasso Marconi–Pianoro.

Nei giorni scorsi, come riportato da Il Resto del Carlino, il capogruppo parlamentare di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami — profondo conoscitore delle criticità della zona — ha sostenuto la necessità di armonizzare in un’unica proposta operativa l’intervento sulla Porrettana Vergato–Sasso Marconi e la Bretella Reno-Setta. Una posizione che qualcuno, maliziosamente, potrebbe leggere come un tentativo di favorire un’intesa politica: la Bretella Reno-Setta, particolarmente cara al centrodestra, e l’adeguamento della Porrettana, progetto già presentato e più vicino alle posizioni del centrosinistra. In sostanza, per ciascuno un compromesso da accettare e un risultato da rivendicare.

L’affermazione del ministro Salvini, riportata oggi sempre dal Carlino, prende però in esame soltanto la Bretella Reno-Setta e sembra bypassare la proposta di un intervento coordinato avanzata da Bignami. Nel frattempo, non è ancora arrivato un pronunciamento chiaro da parte della sinistra locale — Regione, Comuni e Città metropolitana.

Il timore, dunque, è che si continui a parlare senza che seguano atti concreti. E che, ancora una volta, gli annunci restino tali.

Ma ecco cosa arriva dal Ministro Salvini (nella foto):

 Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha notificato ad Anas il nulla osta per proseguire l’iter tecnico della Bretella Reno-Setta, l’infrastruttura strategica che collegherà la valle del Reno (SS64 Porrettana) con la valle del Setta (A1 Autostrada del Sole). Si tratta di un primo via libera formale che consente di andare avanti con la progettazione dell’opera, dal costo stimato di circa 500 milioni di euro.

L’autorizzazione arriva dopo la trasmissione del quadro esigenziale, il documento preliminare che definisce obiettivi, caratteristiche e funzioni dell’infrastruttura. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova arteria stradale di circa 9 chilometri, con corsie larghe 3,75 metri e banchine da 1,50 metri, progettata per velocità comprese tra 60 e 100 chilometri orari.

La bretella è considerata strategica per migliorare l’accessibilità autostradale di numerosi Comuni dell’Appennino bolognese. Secondo le stime, consentirebbe di ridurre di circa 15 minuti i tempi di percorrenza rispetto agli attuali accessi di Sasso Marconi e Pian del Voglio, contribuendo anche ad alleggerire il traffico sulla statale 64 Porrettana.

Tra le finalità dell’opera figurano anche il rafforzamento dei collegamenti tra i centri abitati e le principali reti di trasporto, una maggiore fluidità della mobilità locale e regionale e la riduzione dell’isolamento delle zone montane. La nuova infrastruttura punta infine a sostenere lo sviluppo economico e turistico dell’area, migliorando l’accessibilità per residenti, imprese e visitatori e valorizzando il patrimonio rurale e paesaggistico dell’Appennino bolognese.

Con il nulla osta del Mit, il progetto compie dunque un passo decisivo verso le successive fasi di approfondimento e definizione tecnica.

Ad alimentare ulteriormente la confusione informativa c’è anche la presentazione, avvenuta pochi mesi fa, da parte di Anas, di tre ipotesi progettuali per la Bretella Reno-Setta, opera sostenuta da Galeazzo Bignami. Sulle diverse soluzioni, Regione, Città metropolitana e Comuni interessati erano chiamati a esprimere una valutazione, indicando l’ipotesi ritenuta più condivisibile ed eventuali modifiche da apportare.

Di quell’iter, però, non si è saputo più nulla. Un silenzio che non contribuisce certo a diradare la nebbia che continua ad avvolgere il futuro della viabilità della valle del Reno.

Nascondeva un ordigno esplosivo sotto il letto: minorenne arrestato dai Carabinieri

 

Foto d’archivio


Un minorenne di origini egiziane, domiciliato nel territorio bolognese, è stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Casalecchio di Reno con l’accusa di detenzione illegale di esplosivi.

L’arresto è scaturito da una perquisizione domiciliare delegata dall’Autorità giudiziaria nell’ambito di un’attività investigativa avviata in seguito a una rapina e al porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Durante le operazioni, i militari hanno rinvenuto nell’abitazione del giovane un ordigno artigianale composto da 26 candelotti legati tra loro con nastro adesivo. L’esplosivo era nascosto all’interno di una valigia collocata sotto il letto della camera da letto.

Considerata l’elevata potenzialità offensiva del materiale, è stato richiesto l’intervento degli artificieri per le operazioni di messa in sicurezza. L’ordigno è stato quindi sequestrato.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, il ragazzo è stato accompagnato in una struttura della giustizia minorile, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare della custodia in un Istituto penale per i minorenni (IPM).

Emil Banca migliora il Rating Sociale e Ambientale: passa ad AA

 

di Filippo Benni


Emil Banca rafforza il proprio impegno su responsabilità sociale e sostenibilità ottenendo un miglioramento del Rating Sociale e Ambientale, che passa da A+ ad AA, avvicinandosi al livello di eccellenza massimo previsto dalla scala di valutazione.

Il giudizio è stato assegnato a dicembre da Microfinanza Rating, che ha riconosciuto all’istituto «un’eccellente responsabilità sociale verso le comunità di riferimento, obiettivi di sostenibilità chiari e integrati nelle strategie, prodotti adeguati alla clientela e pratiche di recupero crediti rispettose».

«Questo risultato dimostra come la crescita dell’ultimo decennio non abbia intaccato la natura di banca locale, mutualistica e responsabile», ha commentato il direttore generale Matteo Passini (nella foto), sottolineando il modello di una «banca realmente differente».

Fondata come banca di territorio, Emil Banca conta oggi 97 filiali, oltre 700 dipendenti, più di 56 mila soci e oltre 180 mila clienti, con un’operatività che si estende da Bologna a Piacenza.

Soddisfazione anche da parte del presidente Gian Luca Galletti (nella foto): «Il giudizio conferma la validità delle scelte strategiche del Cda, a partire dalla decisione di mantenere le filiali anche nelle aree meno remunerative, per non lasciare indietro nessuno».

Il Rating Sociale e Ambientale valuta l’impatto sociale, la sostenibilità e il rapporto con le comunità, oltre alla capacità di coniugare obiettivi finanziari e responsabilità sociale.

Sasso Marconi. Elena Bucci apre la stagione teatrale "Ridere è una cosa seria" con un intenso monologo ispirato alla figura della cantante e attrice Laura Betti

 



Il Comune informa:


Si alza il sipario sulla stagione teatrale di prosa del 'Comunale' di Sasso Marconi.

Dopo l'annullamento dello spettacolo di Vito "L'altezza delle lasagne", previsto per il 29 gennaio e rinviato al 9 aprile a causa dell'indisposizione dell'artista, ad aprire il cartellone "Ridere è una cosa seria" sarà Elena Bucci con "Bimba. Inseguendo Laura Betti", in programma giovedì 12 febbraio, h 21, al Teatro comunale (Piazza dei Martiri 5).
Un monologo in cui Elena Bucci riporta idealmente sul palcoscenico Laura Betti, accompagnando il pubblico in un suggestivo viaggio nel tempo attraverso i ricordi personali, gli incontri, le avventure e gli amori di una donna coraggiosa e ribelle. Un'interpretazione accorata, che restituisce agli spettatori la figura di Laura Betti in tutta la sua intensità e ironia.

Info e prenotazioni biglietti: 051 6758409 - info@infosasso.it 


La rassegna "Ridere è una cosa seria" prosegue poi fino a maggio con altri cinque appuntamenti a teatro. Il cartellone propone spettacoli che esplorano le contraddizioni della società contemporanea, altri che affrontano temi universali come la solitudine e la fragilità dell'essere umano. Ma nella rassegna c'è spazio anche per la comicità più classica come quella di Vito e per progetti di teatro sociale come "Rivoluzione", spettacolo sui temi della diversità che il 28 maggio chiuderà la stagione 2026.

Maggiori info sugli spettacoli sulla pagina dedicata del sito internet del Comune di Sasso Marconi.

Sasso Marconi diventa la Fabbrica di Cioccolato

Sabato 14 febbraio il Carnevale a tema Willy Wonka trasforma il centro cittadino in un mondo di fantasia, tra sfilate, giochi, dolci e i rarissimi Biglietti d’Oro per i più piccoli

 


Sabato prossimo, 14 febbraio,  il centro di Sasso Marconi si trasformerà in un luogo da fiaba, entrando nel magico universo di Willy Wonka per un’edizione speciale del Carnevale a tema “Fabbrica di Cioccolato”.

L’appuntamento è fissato per le ore 14:00 in Piazza dei Martiri, punto di ritrovo per la grande sfilata in maschera che animerà le vie del centro tra musica, colori e atmosfere golose. Bambini, famiglie e visitatori saranno protagonisti di un pomeriggio all’insegna della fantasia, accompagnati da scenografie e personaggi ispirati al celebre mondo della Fabbrica di Cioccolato.

La festa proseguirà con giochi a tema, sfide golose e spettacoli pensati per coinvolgere grandi e piccoli, mentre gli stand gastronomici offriranno un’ampia selezione di dolci e specialità irresistibili.

C’è poi un’attenzione speciale riservata ai più giovani: nei giorni che precedono il Carnevale, le bambine e i bambini delle scuole di Sasso Marconi e Borgonuovo riceveranno dei biglietti speciali. Tra questi si nascondono anche 10 rarissimi Biglietti d’Oro, che consentiranno ai fortunati vincitori di accedere gratuitamente a giochi e attrazioni, proprio come nella storia di Willy Wonka.

Un evento pensato per tutta la comunità, capace di unire divertimento, creatività e un pizzico di dolce magia nel cuore della città

martedì 10 febbraio 2026

Mobilità intermodale in Appennino: affidato il servizio di supporto specialistico

 


Nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), l’Amministrazione ha proceduto all’affidamento del servizio tramite trattativa diretta sulla piattaforma MePA, in coerenza con gli strumenti previsti per l’attuazione dei progetti finanziati.

Le Linee di mandato 2021–2026 della Città metropolitana di Bologna individuano il progetto BIS – Bologna Innovation Square tra le iniziative strategiche per rafforzare lo sviluppo e l’attrattività del territorio. All’interno della linea progettuale «Piani Integrati – M5C2 – Investimento 2.2», le Città metropolitane hanno definito i progetti finanziabili nell’ambito dei Piani Urbani Integrati.

Con un apposito atto del Sindaco metropolitano sono state selezionate le quattro proposte progettuali che hanno ottenuto il punteggio più elevato, ritenute idonee a comporre il Piano e destinatarie delle risorse assegnate.

In questo contesto, con riferimento agli interventi “Centro ricerche ENEA Brasimone e Centro di mobilità San Benedetto”, “Parco dell’Innovazione Osservanza” e “Riqualificazione ex cartiera Burgo”, è emersa la necessità di avviare un sistema di servizi per l’innovazione rivolto a talenti, aspiranti imprenditori e imprese, a supporto dei processi di rigenerazione e riqualificazione territoriale.

Bologna Innovation Square si configura come un punto di contatto unico per i servizi di innovazione della Grande Bologna, articolato in una rete di poli territoriali e fondato su quattro ambiti strategici: impatto del tecnopolo e digitalizzazione, innovazione per la transizione ecologica, attrazione di talenti e nuova imprenditoria.

Nel contesto operativo di BIS Appennino, e in particolare delle attività dello Sportello Imprenditoria, è emersa l’opportunità di progettare un servizio di mobilità integrata basato sull’utilizzo di navette di proprietà pubblica. Il servizio è concepito come progetto pilota, potenzialmente replicabile in altri territori, e coinvolge attualmente le progettualità AppenninOpenAir, Da Campolo – l’Arte fa Scola e l’area di Monte Sole.

L’obiettivo è studiare e modellizzare un sistema di mobilità intermodale, valutandone la sostenibilità economica, ambientale e gestionale, anche in relazione ai bisogni di residenti, imprese e flussi turistici. Per dare attuazione alla strategia, è stata quindi prevista un’unica indagine di comunità, finalizzata all’individuazione di tragitti condivisi e funzionali e alla definizione di una blueprint replicabile in altri contesti territoriali.

Il 32enne che ha perso la vita in un incidente a Marzabotto era Leonardo Fjora

L’auto si è scontrata  con un camion dei rifiuti e ha preso fuoco. Inutili i soccorsi

Foto da Istagram 


Si chiamava Leonardo Fjora ( nella foto) il 32enne che ha perso la vita nella notte tra l’8 e il 9 febbraio in un grave incidente stradale sulla Porrettana, nel tratto prospiciente Lama di Reno di Marzabotto. L’uomo viaggiava a bordo della sua Volkswagen Lupo, che ha preso fuoco dopo lo schianto con un camion della raccolta rifiuti.

Fjora, residente a Marzabotto, stava percorrendo la strada intorno all’una di notte, diretto verso Lama di Reno. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il 32enne avrebbe tentato un sorpasso azzardato per superare alcuni veicoli che lo precedevano. La manovra si è conclusa tragicamente con l’impatto frontale contro un mezzo pesante di Hera che procedeva in senso opposto.

A seguito dello schianto, l’auto è finita fuori strada e si è incendiata. Fjora è rimasto intrappolato tra le fiamme, senza possibilità di mettersi in salvo. Nell’incidente è rimasto coinvolto anche il camion dei rifiuti: il conducente ha riportato ferite lievi.

Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco, supportate da un’autobotte, che hanno domato l’incendio e messo in sicurezza l’area. Presenti anche i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 32enne.

144° Carnevale Storico Vergatese: grande partecipazione per la prima domenica di festa

Appuntamento per la prossima, 15 febbraio, per la seconda giornata di festa.

 


di Roberto Giusti: 

 

Vergato ha ritrovato colori, musica e allegria nella prima domenica della 144ª edizione del Carnevale Storico Vergatese, che si è chiusa con una grande partecipazione di pubblico e un clima di festa diffuso in tutto il centro cittadino. Carri allegorici, maschere e spettacoli per tutte le età hanno animato vie e piazze del capoluogo fin dal primo pomeriggio, trasformandole in un grande spazio di incontro e divertimento, in particolare per i più piccoli.


Bambini e famiglie hanno riempito il centro tra coriandoli, costumi e sorrisi, confermando ancora una volta il forte legame della comunità con una delle tradizioni più sentite e identitarie del territorio. Un appuntamento capace di unire generazioni diverse e di offrire un momento condiviso di gioia e socialità.

Ricco e coinvolgente il programma della 144ª edizione, frutto del lavoro costante e appassionato della Pro Loco di Vergato, affiancata dalla collaborazione delle associazioni di volontariato, dei volontari e degli operatori locali, del Comune, delle società carnevalesche e delle Forze dell’Ordine. Un percorso organizzativo avviato da tempo, che ha portato in paese bambini, giovani, adulti, anziani, genitori e nonni, dando vita a una festa capace di coinvolgere l’intera comunità.

Attraverso i propri canali social, l’Amministrazione comunale di Vergato ha espresso soddisfazione per l’ottima riuscita dell’evento, ringraziando la Pro Loco Vergato per l’impegno organizzativo, le società carnevalesche, le associazioni di volontariato, gli artisti e i numerosi volontari presenti lungo il percorso. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ad AVIS Vergato per la collaborazione e a tutte le realtà che hanno garantito sicurezza e assistenza durante la manifestazione: Polizia Locale di Vergato, Associazione Nazionale Carabinieri, Croce Rossa, Protezione Civile e macchina esterna comunale.

Il Carnevale Storico Vergatese tornerà con il secondo appuntamento domenica 15 febbraio, quando la Pro Loco e le società carnevalesche saranno nuovamente pronte a rinnovare quello spirito di festa e partecipazione che da oltre un secolo rende questo evento uno dei momenti più attesi della tradizione locale. 

Tutte le foto della giornata  

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Giorno del Ricordo, Casalecchio di Reno celebra le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

 



Oggi si celebra il Giorno del Ricordo, istituito per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo forzato dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, nonché della complessa vicenda storica del confine orientale.

A Casalecchio di Reno, la commemorazione si terrà oggi, martedì 10 febbraio, alle ore 14, davanti al cippo commemorativo situato presso la rotatoria Piave/Ugo Bassi, lato cimitero. La cerimonia rappresenta un momento di raccoglimento e riflessione collettiva su una pagina dolorosa della storia nazionale.

Interverranno il sindaco di Casalecchio di Reno, Matteo Ruggeri, l’assessore alla Memoria Andrea Gurioli e Chiara Sirk, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Sezione di Bologna (ANVGD). Saranno inoltre presenti assessori e consiglieri comunali, autorità civili e rappresentanti delle forze dell’ordine. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Il Treno del Ricordo

Anche quest’anno, in occasione del Giorno del Ricordo, il Comitato di coordinamento per le celebrazioni, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per lo Sport e i Giovani, promuove l’iniziativa “Il Treno del Ricordo. L’esodo giuliano-dalmata. Da Trieste a Taranto”, che nelle precedenti edizioni ha già coinvolto circa 20 mila visitatori, tra cui 3 mila studenti.

Il treno storico, allestito con una mostra multimediale dedicata all’esodo e alle vicende del confine orientale, farà tappa alla stazione di Bologna (binario 6 ovest) venerdì 14 febbraio alle ore 13. La mostra sarà visitabile fino alle 18.30 e, nell’occasione, è previsto un momento istituzionale.

L’esposizione resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito anche sabato 15 febbraio, dalle 9 alle 18.30, offrendo un’ulteriore opportunità di approfondimento e memoria, in particolare per le giovani generazioni.

Vergato lancia “Under 30 Lab”: quattro incontri gratuiti per orientare i giovani al lavoro

 



Un percorso pratico e gratuito per aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro e a costruire una strategia efficace per il proprio futuro professionale. È questo l’obiettivo di Under 30 Lab, il nuovo progetto promosso dal Comune di Vergato in collaborazione con Insieme per il Lavoro, Namo APS e BIS – Bologna Innovation Square.

L’iniziativa è rivolta a ragazze e ragazzi tra i 19 e i 29 anni e si articolerà in quattro incontri, in programma tra febbraio e marzo 2026, che si svolgeranno presso la Sala Consiliare del Municipio di Vergato. La partecipazione è gratuita.

Il laboratorio offrirà strumenti concreti per l’orientamento professionale, l’analisi delle competenze e la ricerca attiva di opportunità occupazionali. Gli incontri saranno strutturati come momenti di confronto guidato, esercitazioni pratiche e accompagnamento personalizzato, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza delle proprie capacità e migliorare l’efficacia delle candidature.

Questo il calendario degli appuntamenti, tutti dalle 16.00 alle 18.00:

·         23 febbraio 2026 – Progetti e obiettivi di inserimento professionale;

·         3 marzo 2026 – La valorizzazione delle competenze;

·         10 marzo 2026 – La definizione di una strategia di ricerca;

·         17 marzo 2026 – La ricerca attiva del lavoro.

Il progetto punta inoltre a rafforzare la rete tra enti pubblici, servizi per l’impiego e realtà locali, contribuendo a creare un sistema di supporto più integrato per l’occupazione giovanile nel territorio dell’Appennino.

Per informazioni è possibile contattare i numeri 051 2197106 e 331 4903853.

lunedì 9 febbraio 2026

Cgil Bologna, 'manca il personale per i nuovi servizi sanitari'

 'No a scelte che gravano sui dipendenti, servono nuove assunzioni'



A fronte dell'apertura e l'estensione di nuovi servizi, tra cui gli Ospedali di comunità (Osco), le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le Case della comunità (Cdc), la Fp Cgil di Bologna esprime preoccupazione, chiedendosi "con quale personale e con quali ricadute organizzative" verranno gestite queste attività.
    "Contrasteremo - fa sapere il sindacato - scelte che gravino ancora sul personale presente, già pesantemente provato o che determinino la chiusura di altri reparti".

L'avvertimento arriva a pochi giorni dal nuovo accordo regionale per la medicina generale, siglato tra Regione e sindacati dei medici di base, che però si sono divisi, e mette al centro proprio il potenziamento di queste strutture.
    Secondo Marco Pasquini e Gaetano Alessi, rispettivamente segretario generale e responsabile sanità del sindacato, nel territorio bolognese si registra un "blocco sostanziale delle assunzioni" con graduatorie già scadute per infermieri e autisti, mentre quelle per Oss (operatori socio-sanitari) e riabilitatori scadranno a breve.

La Fp Cgil chiede quindi alla politica e alle direzioni sanitarie di "rideterminare condizioni di attrattività" per i professionisti, sottolineando che senza nuove assunzioni e una programmazione condivisa sia "difficile parlare di ampliamento dell'offerta". (ANSA)

Legambiente: migliora la qualità dell’aria in Emilia-Romagna, ma Modena resta la più critica

 Dati in calo quasi ovunque, ma la regione è ancora lontana dagli obiettivi europei del 2030


La qualità dell’aria in Emilia-Romagna mostra segnali di miglioramento, ma il territorio rischia di non rispettare i nuovi limiti europei che entreranno in vigore nel 2030. È quanto emerge dal rapporto “Mal’Aria di Città 2026” di Legambiente.

Secondo lo studio, attualmente 31 stazioni di monitoraggio su 43 superano il futuro limite previsto per il PM10, mentre solo due su 24 risultano già in regola con i valori fissati per il PM2.5. Nel 2025 appena concluso, Modena è stata l’unica città a sforare i limiti attualmente in vigore, con 40 giorni oltre la soglia giornaliera delle polveri sottili, a fronte dei 35 consentiti.

Proprio Modena registra la situazione più critica: per rientrare nei parametri del 2030 dovrà ridurre le concentrazioni di PM10 del 29% e quelle di PM2.5 del 43%. Seguono Parma, che necessita di una riduzione del 26% per il PM10 e del 41% per il PM2.5, Piacenza (23% e 35%) e Reggio Emilia (22% e 36%).

Diversa la situazione di Bologna che, pur partendo da una concentrazione media di 21 microgrammi per metro cubo di PM10, potrebbe centrare l’obiettivo: le proiezioni al 2030 la attestano a 18 microgrammi, sotto il limite dei 20. Anche Ravenna si colloca sul filo, con 21 microgrammi attuali e una previsione di 20.

Sul fronte del biossido di azoto, dieci stazioni di traffico urbano superano già oggi i 25 microgrammi per metro cubo che diventeranno il nuovo limite obbligatorio nel 2030. La situazione peggiore si registra ancora a Modena, con 24 microgrammi, seguita da Rimini (22) e Reggio Emilia (21).

Il rapporto evidenzia tuttavia un trend positivo rispetto al quinquennio 2018-2022: le concentrazioni medie di PM10 sono diminuite del 13%, quelle di PM2.5 del 15% e il biossido di azoto del 19%. In forte calo anche i superamenti dei limiti giornalieri di PM10, ridotti del 60%.

«In Emilia-Romagna — evidenzia Legambiente — le concentrazioni degli inquinanti sono diminuite in modo significativo negli ultimi anni, ma la nuova direttiva europea pone il territorio regionale di fronte a obiettivi ambiziosi, che richiederanno un impegno ancora maggiore».

Incidente mortale sulla Porrettana a Marzabotto: auto contro camion dei rifiuti, un morto

 



Tragico incidente stradale nella notte a Marzabotto, lungo la statale 64 Porrettana, in località Lama di Reno. Poco prima dell’una di domenica 9 febbraio, un’autovettura si è scontrata frontalmente con un camion adibito alla raccolta dei rifiuti di Hera. Nell’impatto ha perso la vita l’automobilista.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo alla guida dell’auto, che procedeva in direzione Lama di Reno, avrebbe tentato un sorpasso azzardato, superando i veicoli che lo precedevano e invadendo la corsia opposta. A quel punto la vettura si è schiantata contro il camion che viaggiava in senso contrario. Dopo l’urto, l’auto è finita fuori strada e ha preso fuoco.

Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco con il supporto di un’autobotte, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l’area. Presenti anche i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del conducente dell’auto, e i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Nello scontro è rimasto coinvolto anche l’autista del camion della raccolta rifiuti, un uomo di 61 anni, che ha riportato solo lievi ferite. Le operazioni di soccorso si sono concluse dopo la bonifica dei mezzi e della carreggiata.

A causa dell’incidente, il tratto della Porrettana interessato è stato chiuso al traffico durante la notte, con inevitabili rallentamenti e disagi alla circolazione. Anas ha comunicato che la circolazione è stata ripristinata regolarmente in entrambe le direzioni di marcia nella mattinata, nei pressi del km 71,600.

Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause dell’incidente e stabilire con precisione le responsabilità dello scontro tra l’auto e il mezzo pesante.



Formentera Lady in “TeatRock: i racconti della Pianura”

 Venerdì 13 febbraio 2026, ore 21 – Teatro Comunale di Marzabotto



Venerdì 13 febbraio 2026, alle ore 21, il Teatro Comunale di Marzabotto ospiterà Formentera Lady con lo spettacolo “TeatRock: i racconti della Pianura”, un progetto originale che unisce musica e narrazione in un racconto scenico dedicato ai luoghi, ai miti e alle tradizioni della pianura emiliana.

TeatRock è un viaggio di esplorazione tra le sorgenti della tradizione e l’identità di un territorio di terra e di acqua, raccontato attraverso testi e musiche originali. Lo spettacolo rappresenta una testimonianza artistica della possibilità di fusione e contaminazione tra linguaggi diversi – musica, letteratura e teatro – intrecciati con la storia, il costume e le eccellenze della pianura bolognese.

La performance propone una vera e propria “descrizione cosmologica” della Pianura Padana, in cui memoria, mito e attualità si incontrano. Accanto ai brani che richiamano la tradizione, TeatRock affronta anche temi contemporanei, con nuovi pezzi inediti come Nel mondo di fuori, Cronaca nera e Il Re di Eldorado, quest’ultimo dedicato alla figura di Donald Trump, in una chiave critica e narrativa.

I Formentera Lady sono: Maurizio Ferlini (voce e chitarra), Andrea “Guanda” Guandalini (basso), Stefano Clò (chitarra solista), Marco Tamarri (percussioni, colori e suoni fantasma) e Roberto Morelli (batteria).

Lo spettacolo si terrà al Teatro Comunale di Marzabotto, in via Matteotti 1. L’ingresso è fissato a 5 euro.

Per ulteriori informazioni sul progetto artistico della band: www.formenteralady.it
È disponibile online anche il video promo ufficiale del gruppo.

Benvenuti alla Casa della Comunità di Sasso Marconi

Il 12 febbraio alle 11 il taglio del nastro per il completamento dei lavori finanziati dal PNRR



AUSL Bologna informa:

 

Giovedì 12 febbraio 2026, alle ore 11, in via Bertacchi 11, sarà inaugurata la Casa della Comunità di Sasso Marconi, nuovo punto di riferimento per i bisogni di salute dei cittadini e per le necessità sociosanitarie del territorio.

La struttura si presenta rinnovata grazie a un intervento di ampliamento e riqualificazione che ha interessato in particolare l’area di accoglienza e la riorganizzazione dei servizi, rendendo gli spazi più funzionali e accessibili. I lavori, recentemente conclusi, hanno riguardato l’ingresso della Casa della Comunità e sono stati finanziati con un investimento complessivo di 317.000 euro, di cui 250.000 provenienti da fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Alla cerimonia inaugurale interverranno:

·         Anna Maria Petrini, Direttrice generale dell’Azienda USL di Bologna

·         Roberto Parmeggiani, Sindaco di Sasso Marconi

·         Silvia Cestarollo, Direttrice del Distretto Reno Lavino Samoggia

·         Stefano Cassanelli, Presidente del Comitato Consultivo Misto Socio-Sanitario Distrettuale

Un appuntamento che segna un passaggio significativo nel rafforzamento dei servizi sanitari e sociosanitari di prossimità per la comunità locale.

A Rioveggio degustazione gratuita di tisane dell’Appennino e cosmetici naturali



Un appuntamento dedicato al benessere naturale e alle eccellenze del territorio. Sabato 14 febbraio, dalle ore 10 alle 12, negli spazi della Melarosa, in via Provinciale 11 a Rioveggio, si terrà una degustazione gratuita di tisane dell’Appennino accompagnata da una prova di cosmetici naturali.

L’iniziativa è promossa in collaborazione con Spontanea Erboristeria Artigianale, realtà specializzata nella produzione di rimedi naturali e cosmetici realizzati con ingredienti selezionati e lavorazioni artigianali, nel rispetto dell’ambiente e della tradizione erboristica.

Durante la mattinata i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere e assaggiare diverse tisane a base di erbe appenniniche, scoprendone proprietà, benefici e modalità di utilizzo, oltre a testare prodotti cosmetici naturali pensati per la cura del corpo in modo sostenibile e consapevole.

L’evento, aperto a tutti, si concluderà con un brindisi vegetale, occasione conviviale per incontrarsi, condividere esperienze e approfondire il valore delle produzioni locali legate al mondo naturale.

Un’iniziativa che unisce gusto, salute e attenzione al territorio, pensata per chi desidera avvicinarsi a uno stile di vita più naturale e informato.

domenica 8 febbraio 2026

Area ex Sapaba, Legambiente: “Difendere il suolo naturale lungo il Reno significa tutelare sicurezza e qualità della vita”

 



I circoli di Legambiente di Bologna, Imola, Medicina, Pianura Nord e Setta Samoggia Reno esprimono una profonda e rinnovata preoccupazione per l’intenzione di proseguire con il progetto edificatorio che prevede la realizzazione di circa 250 appartamenti nell’area ex Sapaba di Casalecchio di Reno, sulla riva sinistra del fiume Reno.

Si tratta di un’area che, per le sue caratteristiche naturali, storiche e ambientali, dovrebbe essere tutelata e preservata, non trasformata in un nuovo comparto residenziale. Il suolo naturale – sottolineano i circoli – non è una risorsa infinita né sacrificabile in nome di presunti diritti edificatori acquisiti: è un bene comune e una vera e propria infrastruttura ecologica, fondamentale per l’assorbimento delle acque, la mitigazione delle piene, la riduzione del rischio idraulico e la sicurezza dei cittadini.

Edificare in prossimità dei corsi d’acqua significa ignorare le evidenze scientifiche e gli insegnamenti lasciati dai recenti eventi alluvionali che hanno colpito l’Emilia-Romagna. Alluvioni che non possono essere considerate eventi imprevedibili o eccezionali, ma alle quali hanno contribuito in modo significativo decenni di impermeabilizzazione del suolo, restringimento degli alvei ed edificazioni in aree fragili.

Secondo Legambiente è grave che si continuino ad avallare progetti potenzialmente dannosi per la collettività, paventando il rischio di contenziosi legali che, alla luce del mutato contesto climatico, normativo e dei pareri tecnici qualificati, potrebbero essere facilmente respinti. La tutela dell’interesse pubblico – ribadiscono – deve prevalere su quella degli interessi privati, soprattutto quando sono in gioco l’incolumità delle persone, la sicurezza del territorio e la qualità della vita.

I circoli ricordano inoltre che anche la Soprintendenza aveva già espresso pareri negativi sul progetto. Valutazioni che non possono essere archiviate come meri ostacoli burocratici, ma che rappresentano un chiaro segnale di allarme, che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e rispettare.

Da qui l’appello alla Città Metropolitana di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna affinché esprimano un parere negativo chiaro e netto, adottando uno sguardo sovracomunale e coerente con quanto accaduto negli ultimi anni sul territorio regionale. La pianificazione – conclude Legambiente – non può più essere frammentata né subordinata a singoli interessi: è necessaria una visione lungimirante, fondata sulla reale riduzione del consumo di suolo, sulla riqualificazione dell’esistente e sulla salvaguardia delle aree prossime ai fiumi.

Una scelta che rappresenterebbe un tassello importante per la tutela del futuro collettivo.

Disinnescato a Pianoro un ordigno della Seconda guerra mondiale

Per le operazioni disposto anche lo stop dei treni con Bologna




È stato disinnescato, alle 12, un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale a Rastignano, comune di Pianoro nel Bolognese.

Le operazioni sono state completate dai genieri dell'Esercito del reggimento del Genio Ferrovieri di Castel Maggiore.

L'ordigno, del peso complessivo di circa 45 chili, di cui 26 di tritolo, era stato trovato in pessime condizioni di conservazione. Le operazioni di bonifica sono state coordinate dalla prefettura di Bologna e dal Comando territoriale Nord dell'esercito di Padova con il supporto delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco, della Croce rossa italiana, dell'Asl, della Protezione Civile e del comune di Pianoro.
    Per garantire sicurezza durante le operazioni di rimozione del sistema di innesco è stato necessario interdire il traffico di alcune strade adiacenti alla zona di ritrovamento dell'ordigno ed evacuare tutti cittadini che risiedevano nell'area di evacuazione. È stato anche disposto lo stop dei treni tra Bologna Centrale e Pianoro. (ANSA)

Criminalità organizzata transnazionale, la Guardia di Finanza in prima linea nella lotta alla contraffazione in ambito europeo

 



La Guardia di Finanza rafforza il proprio ruolo di primo piano nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale e alla contraffazione in ambito europeo. Il 2 e 3 febbraio scorsi, all’Aja, nei Paesi Bassi, si è svolta una due giorni operativa che ha visto riuniti rappresentanti di trenta Paesi, dell’Unione europea ed extra UE, insieme alle Agenzie EUROPOL, FRONTEX, CEPOL ed EUIPO.

L’incontro ha segnato l’avvio delle azioni di contrasto ai crimini in danno della proprietà intellettuale e alla contraffazione di beni e valuta previste dal nuovo programma europeo EMPACT 2026-2029 (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats).

Il kick-off meeting è stato organizzato e diretto dal Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, che ha recentemente assunto, per l’intera Europa e per i prossimi quattro anni, il ruolo di Driver del piano investigativo sulla priorità “Intellectual Property Crime, Counterfeiting of Goods and Currencies”. Un incarico strategico finalizzato a garantire il massimo livello di cooperazione e coordinamento tra gli Stati membri nella lotta congiunta a fenomeni criminali sempre più globalizzati e privi di confini.

Sono decine le azioni operative, già in fase di avvio, che verranno condotte per intensificare la presenza investigativa nei settori economici maggiormente colpiti dalla contraffazione, a tutela della salute dei consumatori e delle imprese virtuose che immettono sul mercato prodotti originali, sicuri e di qualità.

Sotto i riflettori, in particolare, i prodotti agroalimentari, quelli per la cura della persona, i farmaci, i giocattoli, gli apparati tecnologici e il comparto dell’abbigliamento.

Le attività saranno supportate da specifici percorsi formativi modulari rivolti agli operatori di polizia impegnati sul campo, con l’obiettivo di garantire, in modo omogeneo nei diversi contesti operativi, interventi mirati ed efficaci, basati sulla valorizzazione delle best practices e su standard ispettivi adeguati a scenari in continua evoluzione.

Anche in questo settore la Guardia di Finanza continuerà a svolgere il proprio ruolo primario di polizia economico-finanziaria nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale, operando con il coordinamento dello S.C.I.P. – Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e in stretta collaborazione con le altre Forze dell’Ordine.

Casalecchio di Reno, Pier Ferdinando Casini presenta il libro “Al centro dell’Aula”

 



Sarà Pier Ferdinando Casini il protagonista dell’incontro in programma lunedì 9 febbraio alle ore 18 alla Casa dei Popoli di Casalecchio di Reno, in via Cimarosa 107, per la presentazione del suo libro “Al centro dell’Aula. Dalla Prima alla Seconda Repubblica”.

L’iniziativa, promossa dal Partito Democratico di Casalecchio di Reno, offrirà l’occasione per ripercorrere alcune delle principali fasi della storia politica e parlamentare italiana attraverso il racconto di uno dei suoi protagonisti più longevi. Nel volume, Casini intreccia memoria personale e analisi politica, riflettendo sulle trasformazioni istituzionali e sul ruolo del Parlamento nel passaggio tra Prima e Seconda Repubblica.

A dialogare con l’autore sarà Andrea De Maria, in un confronto aperto sui temi della rappresentanza, del centro politico e dell’evoluzione del sistema democratico italiano. L’incontro è aperto al pubblico e si inserisce nel calendario delle iniziative politiche e culturali promosse sul territorio.

Grandi dighe dell’Emilia-Romagna, completati e approvati i Piani di emergenza (Ped) su 23 infrastrutture di sbarramento.

Rafforzata la prevenzione e la sicurezza in caso di scenari di rischio 


Elaborati in stretto raccordo con le Prefetture competenti, i Piani costituiscono uno degli strumenti cardine per la gestione coordinata delle emergenze di Protezione civile per le grandi dighe. Ovvero, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, tutte le opere di sbarramento che superano i 15 metri di altezza o che presentano un volume d’invaso superiore al milione di metri cubi d’acqua.

In presenza di situazioni di criticità, i Piani consentono di gestire in maniera coordinata e strutturata i potenziali scenari di rischio, dalla propagazione di un’onda di piena a valle, legata alle manovre degli organi di scarico, fino all’eventualità – estrema – di un collasso della struttura.

Con 25 grandi dighe presenti sul territorio, l’Emilia-Romagna si colloca al settimo posto a livello nazionale per numero di infrastrutture. Tra queste opere rientrano anche le quattro casse di laminazione “in linea” di Parma, Crostolo, Secchia e Panaro, che, pur non essendo dighe in senso stretto, superano i 15 metri di altezza. L’approvazione del Ped da parte della Giunta regionale rappresenta la fase conclusiva di un processo complesso e articolato che coinvolge direttamente e in più fasi tecnici dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile e i diversi soggetti interessati.

La diga con il maggiore volume d’invaso è quella di Suviana, nel Bolognese, con un volume di circa 44 milioni di metri cubi, seguita da Ridracoli (nel Forlivese), con un invaso pari a 33 milioni di metri cubi strategico per l’approvvigionamento idropotabile della Romagna e che, con i suoi 101 metri, è lo sbarramento più alto della regione. La più piccola, invece, è la diga di Mondaino, nel Riminese, con un invaso di ‘soli’ 48mila metri cubi.

L’età media delle dighe regionali è di circa 68 anni, leggermente superiore a quella nazionale che si attesta sui 60. In Emilia-Romagna queste strutture sono state tutte costruite nei primi anni del ‘900 tranne le 4 casse di laminazione (Parma, Crostolo, Secchia e Panaro) e le dighe di Ridracoli, Conca, Mondaino, Isola Serafini, che invece risalgono agli anni ‘60-‘80 del secolo scorso.

Di particolare rilevanza, per le sue caratteristiche strutturali, è la diga del Molato, nel Piacentino, e la traversa di Isola Serafini per la posizione sul fiume Po a monte di Piacenza.
Da segnalare, nel Bolognese, anche le 4 dighe sul bacino del Reno (Pavana, Suviana, Scalere, Santa Maria) interconnesse tra di loro attraverso condotte e sistemi di sollevamento delle acque, per l’ottimizzazione dell’utilizzo della risorsa idrica ai fini della produzione di energia elettrica.

All’interno dei Ped, oltre all’inquadramento territoriale, sono mappate le aree inondabili, individuando così gli elementi esposti a rischio. In particolare, viene definito il modello di intervento, stabilendo ruoli e responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. Tra questi figurano i gestori delle dighe, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Arpae, Prefetture, Comuni, Province, Consorzi di bonifica, AiPo, Vigili del fuoco, gestori dei servizi essenziali e associazioni di volontariato di protezione civile.

Il Ped viene elaborato a partire dai Documenti di Protezione civile della diga (Dpc) predisposti dagli uffici tecnici competenti e costituisce parte integrante della pianificazione provinciale e regionale. I Comuni potenzialmente interessati da onde di piena devono recepire nei propri Piani di emergenza comunali specifiche misure organizzative coerenti con quanto previsto nei Piani di emergenza. 

Fonte: Protezione Civile