sabato 2 novembre 2013

In Teatro, 'La casa degli uomini zoppi'.




La giovane attrice Alessandra  Nardella ha inviato:

Torna al Teatro San Salvatore di Bologna per 4 serate, i giovedì 7, 14, 21 e 28 novembre, l'ultimo lavoro di laboratorio teatro (in)stabile ispirato all'Edipo Re di Sofocle. Una rilettura irriverente e coraggiosa. Uno spettacolo che è tanti spettacoli quanti sono gli spettatori. Un'esperienza in cui immergersi, da vivere e da abitare con il corpo, con la mente e con l'anima.


Visita al Parco della Chiusa di Casalecchio.



Di Claudio Corticelli
Presidente  del Circolo SettaSamoggiaReno di Legambiente

E’ possibile iscriversi alla visita guidata al Parco della Chiusa di Casalecchio di Reno di domenica prossima, 10 novembre, con partenza alle 9 e rientro alle 12.

Lo scopo dell’uscita  e di far conoscere gli animali e gli insetti che popolano il parco, riconoscere i fiori, gli arbusti, gli alberi del parco,
apprendere la storia della magnifica e preziosa oasi ambientale e della famiglia Sampieri-Talon.

Al termine, visita all'impianto idraulico della chiusa, patrimonio dell’Unesco.

E’ un importante appuntamento che  conclude un anno di grandi attività per il circolo.

Nell’ allegato, tutti i riferimenti organizzativi.

Chi parteciperà dovrà indossare indumenti adatti per la visita all’aperto, borraccia,  panino e anche la giacca a vento.


Vespri 'd'organo' in San Martino.



Matteo Bonfiglioli informa che domani, domenica 3 novembre alle 17.45, nella Basilica di San Martino Maggiore a Bologna, è in programma il consueto e atteso  concerto della ‘prima domenica del mese’.

Ingresso gratuito.

venerdì 1 novembre 2013

Prove di 'unione' in Comune a Sasso Marconi.



L’Unione dei comuni della Bassa Valle del Reno  è già un nodo al pettine.
Sasso Marconi  ‘farà squadra’  con Casalecchio di Reno, Zola Predosa, Monte San Pietro e il nuovo Comune della Val Samoggia dove si sono ‘fusi’ , formandone uno unico,  gli ex comuni di Monteveglio, Castello di Serravalle,  Savigno,  Bazzano e Crespellano.
Il Consiglio comunale di Sasso Marconi ha già affrontato il tema con una prima informazione cui è seguita la votazione dello statuto, non risolutiva poiché non è stata raggiunta nella votazione il consenso di una maggioranza qualificata dei due terzi come richiesto. La minoranza compatta si è  pronunciata per il NO mentre la maggioranza, altrettanto compatta nel votare a favore, non aveva  i numeri per raggiungere il quorum richiesto dei due terzi di consensi.  
I contrari hanno motivato il loro diniego. Il gruppo di Sasso Libera  con la proposta territoriale dell’unione: il capogruppo  Veronesi, come già chiarito in passato, ha ritenuto più omogenea per collocazione geografica e uniformità storico-culturale l’unione con un comuni delle basse valli del Reno e del Setta. Il gruppo misto e il PDL hanno invece giudicato troppo precipitosa la scelta poiché non si conoscono ancora gli estremi della Città metropolitana di Bologna che dovrebbe comprendere quantomeno Casalecchio e Sasso . Il nuovo ente potrebbe quindi essere in contrasto con l’unione. 
C’è comunque l’intenzione della maggioranza di procedere ugualmente nella proposta  e si dovrà quindi attendere un nuovo voto, quando basterà la maggioranza semplice. Allora basteranno i voti della maggioranza  (un po’ come per l’elezione del Presidente del la Repubblica).  
Fra gli assenti al voto  il consigliere di minoranza Eugenio Salamone, ricoverato in ospedale ad  Ancona per un intervento di sistemazione dell’arto inferiore rimasto fortemente danneggiato nell’incidente sulla Porrettana di cui è rimasto vittima circa un anno fa: al consigliere sono state applicate due protesi e l’intervento è fortunatamente ben riuscito. Salamone conta di essere di nuovo a Sasso Marconi entro una quindicina di giorni.

Abbiamo incontrato il sindaco Stefano Mazzetti (nella foto)   per capirci di più e il primo cittadino di Sasso Marconi  ha voluto sottolineare come chi oggi amministra  debba affrontare il tema ‘fusione’ nella logica dei benefici in  prospettiva e ‘lavorare’  quindi per agevolare i futuri  amministratori. “La soluzione futuribile non può essere chiusa da una sterile visione localistica,” ha detto.  “Stiamo vivendo un momento storico per cui o governiamo il cambiamento o lo subiamo”.

Gli abbiamo chiesto innanzitutto che differenza c’è fra fusione e unione dei Comuni ?
“La fusione crea un nuova municipalità e cancella quelle fuse. L’unione lascia le municipalità preesistenti  e mette in comune solo alcune funzioni ora seguite dai singoli comuni. L’Asc ne è un esempio con la gestione sovra comunale dei servizi sociali”.

A Sasso Marconi cosa succederà ora ?
“In ottemperanza alla legge regionale è già stato votato l’ambito territoriale che è quindi un dato acquisito. E’ ora stato votato lo statuto che non è ancora stato approvato, ma che lo sarà a breve quando basterà la maggioranza assoluta . Allora l’unione  sarà una realtà”

Quali sono queste funzioni gestite in modo sovra comunale ?
“Oltre a quelle di legge: polizia municipale, servizi sociali, urbanistica e protezione civile, ce se ne saranno altri al momento non decisi poiché, essendo noi in finale di mandato, abbiamo preferito lasciare la scelta a chi verrà . Certamente considereranno opportuno gestire in forma associata personale e politica ambientale. Comunque ai ‘posteri’ la scelta”.

Sembra comunque che ci sia poca sostanza.  
“La gestione in sinergia garantirà certamente riduzione dei costi e una migliore efficienza e organizzazione del lavoro. Ci sono già numerose esperienze che testimoniano quanto ho affermato. Inoltre Sasso Marconi è da tempo impegnato su questa linea. Già in tutta la provincia si sono formate da tempo unioni dei comuni”,

Con la forte presenza di Casalecchio nell’unione dei comuni della Bassa Valle del Reno, Sasso Marconi non rischia di perderci ?
“Tema superato nei fatti: il Distretto sanitario, che comprende anche questi due comuni,  ne è una prova evidente. Lo statuto prevede un consiglio formato da 21 componenti e i 5 sindaci. Si vota a maggioranza. Per i temi ‘macro’ non basta la maggioranza numerica ma quella territoriale (3 comuni su cinque)”.