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giovedì 16 ottobre 2014

La trasparenza della pubblica amministrazione è un diritto del cittadino.



  
E’ stato segnalato il comunicato dell’Autorità Nazionale  Anticorruzione ( ANAC ) e richiesta la pubblicazione:


L’istituto dell’accesso civico consente a chiunque il diritto di richiedere, gratuitamente e senza necessità di motivazione, documenti, informazioni o dati di cui le pubbliche amministrazioni hanno omesso la pubblicazione prevista dalla normativa vigente. Per l’esercizio dell’accesso civico la richiesta deve essere presentata al Responsabile della trasparenza e, in caso di ritardo o di mancata risposta, al titolare del potere sostitutivo (cfr. art.5 del d.lgs. 33/2013).
L’accesso civico va tenuto distinto dal diritto di accesso ai documenti amministrativi, la cui disciplina è contenuta nella l. 241/1990, ed è differente rispetto all’accesso civico (cfr. capo V  della l. 241/1990  e FAQ n. 2.6 e n. 2.7 pubblicate sul sito dell’Autorità in materia di trasparenza). Eventuali segnalazioni in ordine a disfunzioni del procedimento di accesso agli atti, dunque, non devono essere trasmesse all’ANAC, che non ha competenze in materia, ma ai soggetti specificamente indicati nella legge n.241/1990, art. 25.
La Delibera ANAC n. 50/2013 prevede che nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità siano indicate anche le “misure per assicurare l’efficacia dell’istituto dell’accesso civico”.
Il Piano Nazionale Anticorruzione considera l’accesso civico uno degli strumenti di perseguimento degli obiettivi di trasparenza amministrativa ai fini della prevenzione della corruzione e per l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa.
1.     2.      La responsabilità delle pubbliche amministrazioni

Le pubbliche amministrazioni e, più in generale tutti i soggetti indicati nell’art. 11 del d.lgs.33/2013, hanno la responsabilità di organizzare, al proprio interno, sistemi che forniscano risposte tempestive alle richieste di accesso civico da parte dei cittadini e delle imprese, e di pubblicare, sul sito istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”:
1)       il nominativo del responsabile della trasparenza a cui presentare la richiesta di accesso civico, nonché il nominativo del titolare del potere sostitutivo con l’indicazione dei relativi recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale;
2)       le modalità per l’esercizio di tale diritto, avendo cura di assicurare un’adeguata evidenza alla comprensibilità delle informazioni fornite e mettendo eventualmente a disposizione  modelli per le richieste di accesso civico.
E’ compito del Responsabile della trasparenza, individuato all’interno di ciascuna pubblica amministrazione, controllare e assicurare la regolare attuazione dell’istituto dell’accesso civico (cfr. comma 4 dell’art. 43 del d.lgs. 33/2013).



1.     3.      L’accesso civico: opportunità per la vigilanza partecipativa della società civile

Chiunque – cittadini, imprese, associazioni, etc. – rilevi, nei siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti indicati nell’art. 11 del d.lgs. n. 33/2013, l’omessa pubblicazione di documenti, informazioni e dati previsti dalla normativa vigente in materia di trasparenza, utilizzando l’istituto dell’accesso civico può, dunque, segnalare l’inosservanza direttamente all’amministrazione inadempiente per ottenere rapidamente soddisfazione alla richiesta di dati e informazioni.

1.     4.      Segnalazioni all’ANAC solo dopo aver fatto richiesta di accesso civico alle amministrazioni

Solo in caso di mancata presenza nei siti istituzionali delle amministrazioni delle necessarie indicazioni relative all’istituto dell’accesso civico ovvero in ipotesi di mancata risposta anche del titolare del potere sostitutivo, entro i termini previsti, da parte delle pubbliche amministrazioni cui è stata inoltrata la richiesta di accesso civico, sarà possibile inoltrare segnalazioni all’ANAC. sull’omessa pubblicazione di dati ai sensi della normativa vigente
Per le segnalazioni all’ANAC, si ribadisce, dovrà essere utilizzata esclusivamente l’apposita procedura on line “Comunica con l’Autorità”  (cfr. decisione dell’Autorità del 15 maggio 2014) disponibile sul sito www.anticorruzione.it, avendo cura di indicare gli estremi (data di invio) della richiesta di accesso civico inoltrata all’amministrazione, in assenza dei quali la segnalazione non verrà trattata. In caso di risposta ricevuta dall’amministrazione si richiede di chiarire, nel campo “note aggiuntive” del modulo, le ragioni per cui la stessa sia ritenuta incompleta o insoddisfacente.

1.     5.      La vigilanza dell’Autorità  

L’Autorità, nella sua attività istituzionale di vigilanza sul rispetto delle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dalla normativa vigente, verifica sui siti delle pubbliche amministrazioni la effettiva messa a disposizione, per chiunque ne abbia interesse, delle informazioni necessarie per poter esercitare il diritto di accesso civico.

15 ottobre 2014
Inizio modulo

martedì 16 settembre 2014

A Castiglione dei Pepoli si fa 'trasparenza'.



Bel tentativo di trasparenza quello attuato dagli amministratori di Castiglione dei Pepoli che hanno pubblicato tramite La Voce di Castiglione dei Pepoli l’ammontare dei loro emolumenti mensili. Mentre altrove chi è solito indagare nei siti dei comuni a volte lamenta la difficoltà  a ‘decifrare’ per esempio l’impegno di spesa derivante da una delibera comunale o la mancanza di piena informazione, Castiglione dà questa ‘lezione’ di trasparenza.

A Sasso Marconi, per esempio, nello scorso mandato una componente consigliare ha proposto la pubblicazione sul sito del Comune delle dichiarazioni dei redditi  di tutti i consiglieri e dei componenti della giunta. Alla fine i soli proponenti hanno posto sul sito le loro denunce.

L’ex Presidente del Consiglio Monti si vantò di aver introdotto con il decreto sulla spending review l’obbligo agli enti pubblici di informare, tramite pubblicazione on line, dei singoli pagamenti effettuati in ogni giornata dall’ente stesso. Questa informazione dettagliata era stata voluta per consentire a chiunque di sapere a chi e in che modo venissero dati i denari del Comune. Ma ad ascoltare le critiche dei  ‘navigatori curiosi sul web’, tutto è defluito nel grande bacino delle buone intenzioni. 
E ciò è molto opprimente.




mercoledì 10 settembre 2014

On line l’archivio delle sentenze della Corte di Cassazione.





Un lettore segnala.

Le pronunce della Corte di Cassazione  degli ultimi cinque anni sono liberamente accessibili a chiunque interessato. Per ora la consultazione è limitata alle sole sentenze civili ma a breve dovrebbe essere estesa anche a quelle penali.

Il nuovo servizio di consultazione on line delle sentenze della Cassazione è stato attivato contestualmente al restyling del sito della Corte.

“L’apertura degli archivi delle sentenze civili e penali della Cassazione alla libera consultazione da parte del cittadino – si legge nella schermata che lo introduce – è coerente con l’obiettivo di rendere più trasparente e fruibile il servizio giustizia, perseguito nella realizzazione del nuovo sito; risponde inoltre ad una esigenza più volte segnalata dai cittadini ed in particolare dagli avvocati”.
La ricerca delle sentenze può avvenire inserendo una o più parole chiave, o il numero e l’anno delle stesse. In alternativa si può interrogare il motore a partire dai riferimenti normativi delle sentenze. I risultati possono essere ordinati per data o per rilevanza, e selezionati applicando diverse tipologie di filtri, relativi alla materia (civile o penale), la tipologia di sentenza, la sezione di riferimento e l’anno di decisione.
Sempre on line, la Corte di Cassazione informa che in futuro adotterà lo standard internazionale XML Akoma Ntoso, per migliorare la rappresentazione dei materiali contenuti nella banca dati e accrescere così la trasparenza del servizio.

domenica 11 maggio 2014

DEFRANCESCHI: HO OPERATO SEMPRE CON TRASPARENZA E ONESTA’, ANCHE OGGI.



Andrea Defranceschi, consigliere regionale Regione Emilia-Romagna, scrive:  

 Sono nel Movimento 5 Stelle dal 2009, e ho contribuito a crearlo e costruirlo a cui ho dedicato questi anni della mia vita, con lacrime e sangue.
Proprio per rispettare il Movimento e le centinaia di ragazzi che stanno affrontando la sfida delle candidature europee e amministrative, confermo la mia sospensione a tutela del Movimento stesso.
Così come confermo la certezza di aver utilizzato i soldi pubblici a tutela del lavoro del Gruppo consiliare e dei posti di lavoro, nel pieno rispetto non solo dell’etica ma anche delle norme vigenti, come testimoniano tutti i documenti da me prontamente consegnati alla magistratura.

Rispetto le istituzioni, ed è per questo che ricorro al Tar: un’istituzione appositamente creata per verificare la corretta applicazione delle dinamiche burocratiche anche da parte di enti giudicanti.
Rispetto le istituzioni a tal punto, che ho sempre seguito tutto ciò che il regolamento dell’assemblea consiliare stabilisce.
Rispetto il lavoro, e infatti lo retribuisco secondo la normativa e le dinamiche a me concesse.
E soprattutto rispetto il Movimento, che ha come principio base la responsabilità personale e il corretto impiego del denaro pubblico. E di fatto, ogni centesimo è stato usato per l’attività istituzionale che sono chiamato a svolgere in nome dei cittadini e per la quale non mi risparmio. Ma risparmio i soldi pubblici. Di cui rispondo e risponderò personalmente, come di ogni mio gesto.

Risparmio talmente tanto che in Viale Aldo Moro, non essendo abituati a tale evento, non sapevano cosa io potessi farci: restituirli? Boh. Usarli? Non si sa. Risparmiarli? Chissà.
I mesi passano, io lavoro, i soldi si accumulano,
Arriviamo al 2012, entra in vigore la spending review, e io chiedo per l’ennesima volta cosa posso fare di questo tesoretto, che nel frattempo è lievitato a quasi 200 mila euro. Un fondo residuale dedicato al funzionamento del gruppo, che mi sarebbe piaciuto per l’appunto usare per farlo funzionare o altrimenti restituire.
Né l’Ufficio di Presidenza, né i revisori dei conti, ripetutamente sollecitati e contattati,  mi hanno saputo garantire le modalità di restituzione o di utilizzo.
Ho aspettato fino a pochi giorni prima di Natale, ovvero l’ultimo momento disponibile, per saldare le fatture a persone che stavano lavorando per me da anni e avrebbero continuato a farlo, come documentato. A conferma di questo, le fatture sono state pagate nel corso del periodo di lavoro svolto. Semplicemente anticipando in un’unica fattura, quelle che sarebbero seguite, per semplice esigenza di budget annuale.
Ora mi viene contestato di aver pagato due fatture a due persone a partita iva che lavorano per me da anni: Marco Affronte e Alessandro Marchi, persone degne, impegnate nel Movimento e note per la loro attività sul territorio. Insomma persone competenti in quello che facevano.
Se qualche cavillo burocratico mi vuole spiegare che avrei dovuto pagarli il 3 gennaio 2013 anziché il 23 dicembre 2012, io sono lieto di apprenderlo, visto che è quello che chiedo da mesi. Ed è questo il motivo per cui ricorro al Tar: se ho commesso una irregolarità burocratica, sono il primo a voler sapere quale. Nessun attacco alla magistratura.
La Corte dei Conti mi chiese, riguardo alle spese relative a consulenze professionali che fosse “fornita la dimostrazione del prodotto realizzato”. Cosa che ho fatto. Decine e decine di mail, interrogazioni, atti e quant’altro sia inerente all’attività dei collaboratori, che non ho avuto problema a fornire. Nonostante i faldoni trasmessi, la Corte dei Conti mi ha scritto però che “trattasi effettivamente di pagamento anticipato per prestazione da effettuare nei mesi successivi; manca documentazione del servizio reso”. Ovvero? E’ questo che vorrei, io per primo, che mi spiegassero.
Detto questo, continuo a fare il mio lavoro, ieri come oggi. E ieri come oggi, so esattamente da che parte stare: quella dei cittadini e del Movimento 5 stelle che continuerò a difendere.




giovedì 13 marzo 2014

MONITORATA LA TRASPARENZA WEB DEI COMUNI. OGNI CITTADINO LA PUO' VERIFICARE



Un attento lettore segnala questa bella  novità  finalizzata a una adeguata trasparenza sull’operato dei comuni,  unioni, province, regioni e enti pubblici territoriali in genere,  utile a chi vuole essere informato in modo preciso  e che forse, precisa il lettore, “ pochi conoscono e penso potrebbe interessare”.


 
Forse pochi sanno che dal 2012 esiste un sito web, curato dalla Presidenza del  Consiglio dei Ministri, dedicato alla trasparenza delle pubbliche  amministrazioni italiane (regioni, province, comuni, unioni di comuni e molto  altro): ‘La Bussola della trasparenza dei siti web’.

L'obiettivo e' verificare se comuni, unioni ecc. si attengono ai precisi  obblighi di legge sulla trasparenza, che impongono alle pubbliche  amministrazioni di mettere online la propria organizzazione interna e tutti i
propri provvedimenti politici e amministrativi (insieme a molti altri dati  utili ai cittadini).

Si tratta di un'ottima iniziativa, che anche il singolo cittadino può  utilizzare: “Puoi verificare il sito del tuo comune, capire quanto è  trasparente sul web, effettuare statistiche in tempo reale, vedere le  classifiche.”

E' d'obbligo precisare: "La bussola della trasparenza" verifica in automatico  la strutturazione corretta del sito del comune/provincia/regione, ma la  verifica sulla *effettiva presenza* dei contenuti è fatta da
persone, a  campione, ed è la più affidabile.

Vuol dire che un comune può risultare trasparente in automatico quando non lo  è, ma è più difficile che un comune risultato non trasparente in automatico,  invece lo sia.

Per la media e alta valle del Reno, risultano adempienti sulla pubblicazione  online dei provvedimenti di giunte e consigli, solo 5 comuni.

“La bussola della trasparenza” a http://www.magellanopa.it/bussola/ : vale  certamente una visita.