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domenica 30 maggio 2021

Una vita da protagonista quella di Giorgio Quadri, sia quale barbiere, sia nel volontariato


di Jessica Celati e Roberto Brusori

 

Giorgio Quadri (nella foto) ha appeso definitivamente il camice al chiodo. Il barbiere storico di Vado ha deciso di ritirarsi dalla attività esercitata ininterrottamente per 71 anni, prima come garzone apprendista, poi, quando il suo titolare si è ritirato, come titolare. La sua presenza è stata talmente apprezzata e legata al paese da farlo divenire una icona di Vado. Fra i suoi grandi meriti quello di essere stato fra i fondatori della Pubblica Assistenza di Vado e quale volontario di non essersi mai negato ad ogni richiesta di intervento. Succedeva persino che arrivava la chiamata quando era intento a servire un cliente e Giorgio lasciava tutto per accorrere e salire in autoambulanza. Il cliente rimaneva così, con la barba mezza fatta e mezza no, o con la sfumatura dei capelli incompleta. Ma nessuno si è mai lamentato. Nessuno lo avrebbe mai rimproverato. Tutti sapevano la ragione dell'abbandono del lavoro a metà e spesso aspettavano pazientemente il suo rientro dal servizio di soccorso.



I suoi colleghi hanno scritto:



Chiude l'attività di barbiere il nostro volontario GiorgioQuadri

Correva l'anno 1950 quando nel mese di giugno iniziò quale apprendista l'impegno di barbiere a Vado. E al suo mestiere è rimasto fedele fino al 29 maggio scorso operando nel suo storico negozio a Vado in via Musolesi. Con un po di tristezza e tanti ricordi egli ha oggi abbassato la serranda per l'ultima volta 'quale barbiere di Vado'. L'età di Giorgio rende giusto il suo volersi ora riposare.

E' stato fra i fondatori nel 1981 della Pubblica Assistenza Vado e in tutti questi anni è stato un grande esempio di altruismo e umanità.

Con una breve ma significativa cerimonia, cui hanno partecipato il sindaco di Monzuno Bruno Pasquini e alcuni volontari della Pubblica Assistenza, Giorgio è stato ringraziato per tutto quello che ha fatto, sia nella sua professione, sia quale volontario della Pubblica Assistenza.

Quadri si è evidenziato per altre passioni : quella per il ciclismo e per la pesca che lo hanno visto tra gli organizzatori di gare di pesca e cicloraduni. E poi quella che testimonia il suo amore per Vado: il collezionismo di cartoline d'epoca che riportano immagini lontane nel tempo della Valle del Setta. Ha organizzato mostre e pubblicato corpose raccolte di immagini con racconti storici che rimarranno una importante testimonianza per il futuro. E' inoltre un collezionista di francobolli antichi e entrando nel suo negozio ci si stupiva per i numerosi campanelli da bici, circa 500 esemplari, che formano una raccolta unica nel suo genere.

In sintesi la vita di Giorgio Quadri si può riassumere in una esistenza tra famiglia, bottega e volontariato.

Grazie Giorgio per quello che hai donato e doni alla Pubblica Assistenza Vado.

giovedì 18 giugno 2020

Il barbiere di Vado festeggia 70 anni di fedeltà al lavoro e al suo paese

Giorgio Quadri ha cominciato a lavorare in bottega che era poco più che un bambino ed oggi, e dopo sett’anni, presta ancora servizio per i suoi amici di sempre. Una lunga storia professionale affiancata dall’impegno nel volontariato per la salute, lo sport e la cultura

Era il 24 giugno 1950, in pieno dopo guerra, quando il giovanissimo Giorgio Quadri, che aveva appena dieci anni, entrò per la prima volta nella bottega, anche se - ci tiene a sottolineare – cominciò a fare la barba ai clienti quando aveva “ormai” undici anni. Sono passati 70 anni e Giorgio è ancora lì, efficiente e preciso, a servire i suoi clienti di sempre. Non è più un barbiere, come spiega lui stesso, perché nessuno più si fa fare la barba, ma continua a tagliare e sistemare i capelli a tanti compaesani che non rinunciano a quell’appuntamento. Non è una necessità economica, la sua, visto che è in pensione da 26 anni e che per tenere aperta la bottega tra costi e ricavi va appena in pareggio, ma una autentica ragione di vita, un modo per passare il tempo.
Giorgio a Vado di Monzuno è conosciutissimo e molto popolare, e non solo per la sua attività professionale, ma perché dal secondo dopo guerra a oggi si è speso tantissimo per la sua comunità. È infatti orgogliosamente uno dei soci fondatori della Pubblica Assistenza di Vado, che fornisce servizi preziosi quali quelli del 118, il trasporto disabili, i corsi di pronto soccorso e protezione civile.
L’idea partì nel 1981: le associazioni sportive si resero conto di aver bisogno di un ambulanza che intervenisse nel caso fosse stato necessario durante una manifestazione, e con l’aiuto di un paio di carrozzieri della zona adibirono un pulmino Volkswagen. Non è un caso che Giorgio fosse tra i promotori: all’epoca era infatti impegnato con la sua società di ciclisti. Non solo: Giorgio racconta di avere avuto anche la passione per la pesca, e nella sua bottega mostra orgoglioso i premi e riconoscimenti vinti anche a livello nazionale durante le gare fatte presso il Po e i canaloni.
In effetti la bottega di Giorgio a Vado di Monzuno è un piccolo museo: conserva infatti decine di campanelli di biciclette. «Ci servivano soldi per la Pubblica Assistenza» spiega «allora recuperavamo il ferro dalle vecchie bici per ricavarne qualcosa. Si salvavano solo i campanelli che ho conservato qui». Ma il suo piccolo salone, oltre alle poltrone originali del 1953, conserva anche una delle prime macchine elettriche per il caffè, una macchina fotografica Polaroid dei primi anni settanta e tanti altri ricordi. E soprattutto due pubblicazioni di cui Giorgio è particolarmente fiero: “Il nostro Vado” e “La bottega dei ricordi”. Il primo è un libro che racconta la storia della frazione di Vado, scritto nel 2007 con il professor Renato Mazzanti, il secondo, più recente è una raccolta di alcune delle innumerevoli cartoline (nemmeno lui saprebbe dire quante ne ha collezionate) relative a Vado e dintorni nel periodo tra il primo Novecento e il secondo dopo guerra. Documenti storici eccezionali, considerando che la guerra ha profondamente colpito questa zona, radendo al suolo la maggior parte delle abitazioni.

«Con gli anni è cambiato tutto, molti clienti si sono trasferiti, tanti non ci sono più, è cambiato il modo di tagliare i capelli, una volta tutti si tagliavano i capelli corti, adesso solo gli anziani mi chiedono queste sfumature» racconta Giorgio. «Mi sento bene, non ho voglia di smettere di lavorare, ma devo farlo, ho ottant’anni, è arrivato il momento. Il lavoro per i giovani c’è, se hanno voglia, anche se purtroppo di giovani nessuno sembra abbia voglia di imparare. C’è una ragazzina qui in paese molto brava, spero che continui».

Il vicesindaco di Monzuno Ermanno Pavesi aggiunge: «Giorgio Quadri è motivo di orgoglio per il Comune di Monzuno e in generale per tutta la comunità, un autentico esempio per i giovani, sia per quanto concerne la sua professione che esercita da settant’anni, sia per quanto si è speso come volontario per il suo territorio, in tanti settori diversi: salute, sport, cultura»

 di Carmine Caputo

martedì 7 novembre 2017

Monzuno. Giorgio Quadri e la sua 'Bottega dei Ricordi'.

 
Nel programma organizzato dall'assessorato alla Cultura di Monzuno dedicato alla valorizzazione del territorio comunale è previsto un incontro per venerdì prossimo, 10 novembre, alle 20.45, nel bar Posta del capoluogo, dove si parlerà di cartoline e sarà presentato il libro “La Bottega dei ricordi”, di Giorgio Quadri ( nella foto). Il corposo volume raccoglie una parte delle cartoline che compongono la sua ricca collezione.

L'autore ha dato corpo al suo amore per il paese d'origine raccogliendo cartoline d'epoca e la sua passione lo ha portato a  disporre di una preziosa serie di immagini tale da farlo  diventare un punto di riferimento per la storia del paese. 
Il libro riporta un corposo numero di cartoline fra le più significative e rare e rappresenta un documento necessario per rivedere il paese prima del lacerante passaggio della seconda guerra mondiale.

La serata si concluderà con un piccolo rinfresco.


lunedì 19 dicembre 2016

Dalle cartoline di Quadri, la storia di Vado e Monzuno.

L'assessore alla cultura di Monzuno, Ermanno Pavesi,  ha salutato l'arrivo del libro di Giorgio Quadri, 'La Bottega dei Ricordi' definendolo “ Un bel regalo per Vado e per tutta Monzuno”. 

 

L'autore infatti riporta nel volume una selezionata  significativa raccolta di cartoline d'epoca che testimonia la Monzuno di un tempo e soprattutto la Vado anteguerra, uno dei tanti centri martoriati dall'ultimo conflitto mondiale e colpevoli di essere a ridosso della Linea Gotica e di importanti ponti . Gli Alleati infatti, nel tentativo di indebolire la resistenza tedesca rendendo difficili i rifornimenti in prima linea, bombardarono i ponti ferroviari e stradali, (poiché il ripristino richiedeva tempi lunghi), per impedire così il transito dei convogli. Il ponte di Vado, come quello di Casalecchio di Reno, il Ponte Albano di Sasso Marconi e quello della Lama di Reno, fu infatti bersagliato dai bambardieri alleati. Con i ponti andarono distrutte anche le borgate circostanti. Vado, allora centro comunale di primaria importanza, fu raso al suolo.

Le testimonianze di quello che esisteva prima della guerra sono affidate alle immagini d'epoca come le cartoline di cui Quadri è un importante collezionista.
L'assessore Pavesi ( nella foto), nella sua introduzione di presentazione, ha sottolineato come anche i messaggi scritti sulle cartoline rivestano una forte importanza storica perchè testimoniano i sentimenti e i modi di vita dei nostri antenati e il loro forte attaccamento al valore dell'amicizia.

La cartolina più datata è del 1899 ed è di Montorio, ha precisato l'autore ( nella foto) , che ha aggiunto come il suo grande fervore verso la raccolta di immagini della vallata di un tempo gli sia stata sollecitata dalla richiesta dell'indimenticato Renato Mazzanti di 12 immagini storiche con cui corredare la petizione alla Presidenza della Repubblica di assegnare a Vado la Medaglia al Valor Civile. Le immagini furono evidentemente utili e testimoniarono il peso sostenuto dai vadesi durante il conflitto poiché al comune di Monzuno fu assegnata la medaglia richiesta.
Il collezionista dei collezionisti Emilio Veggetti ( nella foto) , anch'egli monzunese, ha  rimarcato come il libro assicuri nel tempo una importante testimonianza storica che rischia di essere persa con il venire meno degli abitanti dell'epoca. 

Assuero Zampini ( nella foto) per Emil Banca, ha assicurato l'attenzione dell'istituto da lui rappresentato per tutte le iniziative finalizzate al ricordo e alla salvaguardia della tradizione e della cultura locale. 

 


 

martedì 13 dicembre 2016

Monzuno 'in cartolina', in un libro di Giorgio Quadri.


L'assessore di Monzuno, Ermanno Pavesi, informa:

Domenica prossima, 18 dicembre, alle 10, nella sala della Pubblica Assistenza di Vado, verrà presentato il libro di cartoline storiche di Giorgio Quadri.
Il libro è tratto dalla fornitissima collezione dell'autore che, con determinazione, da decenni raccoglie le testimonianze fotografice dell'intero territorio monzunese.
Finalmente sono riuscito nel mio proposito di lasciare una testimonianza concreta di quello che è stato il nostro paese,” sottolinea Quadri. “ Molto di ciò che vi era è stato portato via dalla guerra. Vado fu purtroppo completamente distrutto. Rivederlo, anche se solo in cartolina, è per me un grande piacere e mi fa piacere condividerlo con i miei concittadini”.
Per informazioni, tel. 3334579412 (Giorgio Quadri) .

domenica 17 novembre 2013

Le cartoline di Giorgio Quadri raccontano la storia di Vado.


La presentazione

Vado raccontato attraverso le cartoline ha suscitato curiosità e ricordi in quanti venerdì sera hanno partecipato all’incontro, tenutosi nei locali del Bar Stefanelli, con il collezionista Giorgio Quadri, innamorato del proprio paese e testimone di un passato non molto lontano ma distante anni luce, nelle abitudini e nel modo di vivere, dal tempo attuale.

Le cartoline che Giorgio raccoglie mostrano un paese e una comunità che dai primi anni del novecento all’ultimo dopoguerra è cambiato radicalmente nella conformazione e nel costume.

Giorgio Quadri
Dal centro che fu anche una apprezzata sede turistica per i bolognesi e una meta per i primi automobilisti del secolo scorso che cimentavano le loro eleganti vetture lungo le difficoltose, non sempre adeguatamente carrabili, strade dell’Appennino, Vado conobbe un notevole sviluppo negli anni fra le due guerre, con la costruzione della direttissima e un incremento di importanza rappresentato tra l’altro dalla costruzione della grande ‘Casa del Fascio’, progettata dall’ingegner Agostini. Poi la distruzione quasi completa patita durante l’ultimo conflitto mondiale, quando il fronte rappresentato dalla linea gotica divideva letteralmente a metà il territorio comunale di Monzuno, distruzione cui è seguita una difficile ricostruzione nel dopoguerra.

Vado fu anche sede del Comune: nel 1930 infatti la sede comunale fu trasferita da Monzuno a Vado, e la denominazione “Comune di Vado-Val di Setta” venne ufficialmente adottata nel ’34, ma nel ’46,  dopo la distruzione di Vado, venne riportata a Monzuno.
Tutte queste vicende, testimoniate nelle immagini delle cartoline, sono state raccontate e commentate nella esposizione di Giorgio Quadri che è stata introdotta da una interessante relazione di Emilio Veggetti  sulla storia della comunicazione grafica illustrata, praticamente la nascita e l’evoluzione della cartolina come supporto per messaggi e saluti.

L’incontro, molto apprezzato e ha visto la presenza anche di intere famiglie, fa parte dell’iniziativa promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune, che prevede diversi incontri nei bar e nei locali pubblici per facilitare la partecipazione e avvicinare la cittadinanza alla conoscenza della storia e della cultura locale.








Emilio Veggetti tra il vicesindaco Paolo Giari e l'assessore Ermanno Pavesi

Giorgio Quadri, appoggiato al biliardo del bar Stefanelli, racconta le cartoline.