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martedì 5 settembre 2023

A Dozza la XXIX Biennale del Muro dipinto

 

Sei gli artisti all’opera dall'11 al 17 settembre per interpretare il tema dell’edizione 2023: "L’arte in progress"

La Città metropolitana informa:

La Biennale del Muro Dipinto, nata negli anni Sessanta del secolo scorso da un'idea di Tomaso Seragnoli, ha regalato e continua a regalare a Dozza un vero e proprio museo d'arte a cielo aperto, sempre disponibile alla visita, senza orari di apertura o biglietti d’ingresso. La galleria propone, sui muri delle case dozzesi, affreschi e rilievi a perpetua testimonianza degli artisti che nel corso delle varie Biennali sono stati invitati a Dozza ad esprimere la propria arte. 

Dozza è diventata così un’antologia pittorica, una vera galleria d’arte moderna, en plein air, di singolare interesse, in quanto non solo copre un arco temporale semisecolare, ma anche perché le opere d'arte risultano strettamente e intimamente legate al luogo per il quale sono state pensate.

Saranno sei gli artisti protagonisti della XXIX Biennale del Muro Dipinto di Dozza, in programma da lunedì 11 a domenica 17 settembre per arricchire il borgo medievale romagnolo di nuovi murales, opere preziose che lo rendono quasi unico nel suo genere. Paola Babini, Roberta Pancera, Rossella Piergallini, Emeid, Emilio Fantin e Vanni Spazzoli daranno vita alle proprie opere sotto gli occhi del pubblico presente nel corso della settimana della Biennale, che come sempre avrà la fortuna di poter osservare da vicino gli artisti mentre saranno al lavoro. Tre donne e tre uomini, per una perfetta par condicio. Ognuno di loro porterà a Dozza il proprio stile e la propria visione del mondo, frutto di storie e percorsi personali differenti, per reinterpretare il tema dell’edizione 2023, “L’arte in progress”.
Perché i muri di Dozza, ormai da 60 anni, sono una mostra a cielo aperto in costante movimento mutamento

I muri

A rendere i muri di Dozza opere d’arte ci penseranno, dunque, sei artisti. La romagnola Paola Babini e il friulano Emilio Fantin lavoreranno a pochi civici di distanza, in via Edmondo De Amicis: la prima, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, ha studiato con il Maestro Umberto Folli e predilige il tema della memoria, spesso raccontato attraverso immagini liquide, rarefatte e incomplete, frammenti di vissuto che si muovono in trasparenza; il secondo, autore di diversi “strappi” in tutta Europa a partire dalla fine degli anni ‘80, con la sua arte cerca di creare spazi in cui invita a condividere l’area non geografica del sonno e del sogno attraverso pratiche di improvvisazione interiore, che riverberano nell’idea di un’estetica del non percepibile. Sempre in via De Amicis, ma addirittura gomito a gomito agendo sullo stesso muro, dipingeranno Rossella Piergallini, artista visiva che insegna Fashion design all’Accademia di Bologna la cui ricerca si caratterizza prevalentemente nella progettazione di installazioni e performance, e Vanni Spazzoli, anche lui allievo di Umberto Folli, presente sulla scena artistica dalla fine degli anni '60, che a un’iniziale formazione figurativa ha legato nel tempo una tensione puramente pittorica basata sul valore della materia e sulla pregnanza gestuale dell'immagine. Sarà interessante vedere all’opera in via XX Settembre anche la poliedrica Roberta Pancera, artista originaria di Brescia che oltre a spaziare tra diverse tecniche pittoriche sa incidere ed è sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni, così come desta curiosità il giovane street artist italo-tedesco Emeid (classe 1985), che sarà l’unico impegnato quest’anno a Toscanella e sui muri di via Piersanti Mattarella cercherà con le sue opere di far riflettere gli spettatori sui problemi del mondo di oggi. 

La XXIX Biennale del Muro Dipinto di Dozza fa parte di Bologna Estate 2023, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena. 

Info e programma
www.murodipinto.com

martedì 4 luglio 2017

A Dozza i condannati lavorano per il Comune. Su mandato del Tribunale i detenuti si dedicheranno ad aree verdi e a piccole manutenzioni.

Segnalato:


Sono partite, nel Comune bolognese di Dozza, le prime attività nell'ambito della convenzione sottoscritta nel novembre del 2014 con il Tribunale di Bologna "per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità come pena sostitutiva dei condannati per guida in stato di ebbrezza e sostanze stupefacenti". Infatti, "dopo aver dato diverse disponibilità ad accogliere i condannati su richiesta dei loro legali", una volta divenute definitive le sentenze di condanna con l'ammissione a questa pena sostitutiva, nei primi mesi del 2016 sono partiti i primi percorsi.
I condannati, si legge in una nota, si sono occupati prevalentemente di "aree verdi, cimiteri e altre piccole manutenzioni". Nel dettaglio, finora sono state avviate quattro attività, per un totale di 524 ore, di cui due già terminate in quanto i condannati hanno regolarmente svolto le ore di fissate dal giudice. In un caso, oltre alla pena sostitutiva "è stato richiesto al Comune lo svolgimento di lavoro di pubblica utilità per 'messa alla prova' per un altro genere di reati, finalizzata all'estinzione del reato stesso".
Soddisfatto il sindaco Luca Albertazzi, secondo cui "questo istituto consente di utilizzare questa 'forza lavoro' a vantaggio di tutta la collettività e secondo principi di solidarietà sociale, in modo che la pena diventi anche una forma di rieducazione". Infatti, osserva il primo cittadino, le persone che hanno svolto e stanno svolgendo i lavori di pubblica utilità "finora si sono mostrate molto disponibili, dimostrando grande impegno nelle mansioni che vengono loro affidate" (Dire)




martedì 7 febbraio 2017

A Casalecchio di Reno proiezione di DUSTUR, il documentario che racconta le speranze dei detenuti musulmani a Bologna.

Oggi, martedì 7 febbraio alle 20.30, presso la Casa per la Pace La Filanda di Casalecchio di Reno, proiezione del pluripremiato documentario Dustur di Marco Santarelli, tratto da una esperienza maturata in un corso sulla Costituzione italiana di un gruppo di detenuti musulmani nel carcere della Dozza di Bologna. Alla proiezione seguirà una discussione con i due protagonisti del documentario, il portavoce della comunità islamica di Bologna Yassine Lafram e il frate dossettiano Ignazio De Francesco.

Dustur ("Costituzione" in lingua araba) descrive in parallelo il corso per detenuti musulmani sulla Costituzione Italiana a confronto con le regole e i valori del mondo arabo, svolto dal novembre 2014, e la storia di Samad, marocchino di 25 anni, che dopo 4 anni per traffico internazionale di stupefacenti alla Dozza si è diplomato e iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, lavorando per mantenersi in un'officina meccanica presso Bologna. Il percorso formativo condotto da Frate Ignazio e teso alla stesura di una "costituzione ideale" passa in particolare per una accesa discussione sulla libertà religiosa, in cui Yassine Lafram si ritrova nel compito di mediatore tra le posizioni oltre che di traduttore, fino alla partecipazione di Samad, con la sua testimonianza di diritti e doveri, all'ultima delle 24 lezioni.
Dustur, ha partecipato alla sezione " Italiana.Doc" del Torino Film Festival 2015, aggiudicandosi i premi "Occhiali di Gandhi" e "AVANTI"; nel 2016 ha vinto tra gli altri il Premio dei Giovani al Festival internazionale del documentario "Cinéma du réel" di Parigi e il Premio "EXTR'A / Il Razzismo è una brutta storia" al 26° Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina di Milano. Dopo oltre 100 proiezioni in Italia e all'estero, nel 2017 è stato selezionato dal circuito UCCA – Unione Circoli Cinematografici ARCI per la diffusione nazionale nei circoli, ed è stato acquistato da TV2000 per la programmazione televisiva.


Yassine Lafram, nato a Casablanca e trasferitosi in Italia quasi 20 anni fa, è mediatore culturale e coordinatore della Comunità Islamica di Bologna.
Ignazio De Francesco , monaco della Piccola Famiglia dell'Annunziata, è islamologo e ha trascorso 12 anni in Medio Oriente. Dalla sua pluriennale esperienza di dialogo con i detenuti di lingua araba alla Dozza è nato nel 2015 il testo teatrale Leila della tempesta.

Ingresso libero

Per informazioni: Tel. 051.6198744 – E-mail casapacefilanda.info@gmail.com

domenica 2 marzo 2014

Monghidoro. Aggredita sul posto di lavoro dal marito tossicodipendente. L'aggressore è finito alla Dozza.




Si ‘fa’ di cocaina e poi raggiunge la moglie che lo vuole lasciare e la malmena brutalmente fino a tentare di strozzarla.
Alle 14 circa di ieri, una donna è stata aggredita sul posto di lavoro dal marito tossicodipendente. A segnalare l’accaduto al 112 sono stati i clienti di un supermercato di Monghidoro che hanno assistito alle percosse. L’aggressore, un 44enne del luogo, è stato arrestato per maltrattamenti contro familiari e lesioni personali e tradotto nel carcere di Bologna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Ai Carabinieri della locale Stazione ha riferito di aver picchiato la consorte perché non accettava il fatto che lei gli aveva preannunciato di volerlo lasciare portandosi via le figlie. La donna è stata soccorsa dalle sue colleghe e tradotta dai sanitari del 118 presso il Pronto Soccorso di Loiano ottenendo una prognosi di 5 giorni per ‘Trauma del volto, del collo e del cranio – intento stato di ansia e arrossamenti cutanei’. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto l’uomo afferrare la moglie al collo con entrambi le mani, stringendola forte e proiettandola verso uno scaffale espositivo del supermercato. Le analisi tossicologiche eseguite su un campione di sangue prelevato all’uomo hanno rilevato tracce di cocaina e benzodiazepine.   

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

domenica 25 novembre 2012

Bologna. Maxi sequestro di stupefacenti da parte dei Carabinieri. Arrestate due persone. Recuperati circa 48 kg di hashish.


L’atteggiamento nervoso e agitato e  il sudore sulla fronte sono costati la libertà a due spacciatori. I Carabinieri si sono insospettiti, hanno controllato e li hanno trovato in fallo e che fallo. Il trasferimento alla Dozza è stata l’inevitabile conseguenza.

Intorno alle 16 dell’altro giorno, in via del Giorgione, una  pattuglia dei Carabinieri stava svolgendo un servizio in abiti civili  e  ha notato due persone che armeggiavano con fare sospetto nella portiera di un’Audi A3 parcheggiata. L’atteggiamento nervoso e agitato dei due, che guardavano continuamente le persone e le autovetture in transito, ha indotto i militari a mettersi in contatto con la centrale operativa dell’Arma per chiedere l’intervento del personale in uniforme. Nel frattempo, uno dei sospetti è salito a bordo dell’Audi e l’altro si è meso alla guida di un’Alfa Romeo GT che si trovava parcheggiata a pochi metri di distanza.
Una pattuglia del Pronto Intervento, chiamata per le verifiche, li ha fermati poco più avanti per un controllo. A bordo dell’Alfa Romeo c’era NADIF Yassif, 30enne, di Portomaggiore. Alla vista dei Carabinieri, il marocchino ha cominciato a sudare e a respirare in maniera insolita. Tale atteggiamento ha indotto i militari a ispezionare il mezzo. All’interno dell’abitacolo è stato  trovato 1 pacco da 1 kg che conteneva 10 tavolette di hashish (equivalenti a 100 grammi circa cadauna), un’altra confezione da 6 tavolette (dello stesso peso e contenuto delle altre) e un ‘sasso’ di cocaina di 10 grammi. Nella tasca dei pantaloni del 30enne, sottoposto a una perquisizione personale, c’erano 950 euro in contanti. A quel punto è stata inevitabile un’ispezione approfondita dell’Alfa Romeo. All’interno del bagagliaio c’erano:
      Un involucro di plastica telata di colore bianco con  30 pacchi (circa 30 kg) di 1 kg di peso ognuno. Questi, a loro volta, contenevano altre 10 tavolette di hashish;
 Due borse di tela gialle con altri 17 pacchi (circa 17 kg), dello stesso contenuto degli altri.
Il controllo proseguiva anche a bordo dell’altra vettura, l’Audi A3 condotta da TANAGAMI Hamid, 36enne, residente a Bologna. All’interno  i Carabinieri hanno trovato 4.750 euro in contati, suddivisi in tre mazzette da diverso taglio e diversi telefoni cellulari. Altri 850 euro, sempre in contanti, li aveva nella tasca dei pantaloni il conducente.
Il materiale rinvenuto e le auto sono state sequestrate. I due sono stati portati al carcere della Dozza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.



 Dal Comando Provinciale di Bologna della Legione Carabinieri Emilia Romagna.
 


giovedì 1 dicembre 2011

Alla pulizia del parcheggio della Dozza ci pensa Legambinte con i volontari.


Legambiente sta organizzando, per sabato 10 dicembre alle 10, la pulizia del parcheggio del carcere della Dozza e invita ad aderire alla iniziativa.

“Frequentando il carcere, durante le attività sociali rivolte ai detenuti abbiamo verificato con rammarico che il parcheggio per visitatori e famigliari è invaso da rifiuti di ogni generi, persino da una ruota di bicicletta incatenata alla rete”, hanno scritto gli organizzatore dell’opera di pulizia. “In accordo con la direzione del carcere e con la partecipazione di alcuni detenuti vorremmo pulire questo luogo comune”.

E’ prevista la collaborazione di Hera che fornirà guanti, sacchetti colorati e nuovi cassonetti.

Al termine della pulizia, è previsto un rinfresco.