Maggiori tutele economiche e riconoscimento formale per i
caregiver familiari. È quanto chiede il consigliere regionale Marco Mastacchi
di Rete Civica, che ha presentato un’interrogazione in Assemblea legislativa
per sollecitare la Regione ad attivare nuove misure di sostegno a favore di chi
assiste quotidianamente familiari anziani, disabili o non autosufficienti.
“Chi
si prende cura ogni giorno di un familiare svolge un lavoro prezioso e
invisibile, spesso a scapito della propria salute, della vita lavorativa e del
benessere personale. La Regione deve fare di più per riconoscerlo e
sostenerlo”, afferma Mastacchi.
Il
consigliere richiama il quadro demografico dell’Regione Emilia-Romagna,
caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un
aumento delle situazioni di disabilità e non autosufficienza. Una condizione
che comporta carichi di cura sempre più gravosi per le famiglie, aggravati
dall’aumento dei costi dei servizi assistenziali.
Secondo
Mastacchi, diverse Regioni italiane hanno già introdotto strumenti specifici
finanziati attraverso il Programma FSE+ 2021–2027, sotto forma di “buoni
servizio”: contributi flessibili e cumulabili con altri sostegni pubblici,
utilizzabili per coprire parte delle spese relative all’assistenza domiciliare,
ai servizi semiresidenziali, ai centri diurni o alla regolarizzazione del
rapporto con assistenti familiari.
“Il
modello emiliano-romagnolo di welfare integrato rappresenta un punto di forza
su cui costruire, non un motivo per restare fermi – sottolinea Mastacchi –. I
buoni servizio non sostituirebbero strumenti già esistenti, come l’assegno di
cura o il Fondo per la non autosufficienza, ma li integrerebbero, raggiungendo
anche quelle famiglie che oggi faticano ad accedere ai servizi o sostengono
costi ormai insostenibili”.
L’interrogazione
affronta anche il tema del riconoscimento formale del caregiver familiare come
soggetto portatore di diritti. Il consigliere regionale chiede infatti alla
Giunta di valutare interventi specifici orientati:
·
al
sostegno economico diretto;
·
alla
tutela del benessere psicofisico del caregiver;
·
alla
conciliazione tra attività di cura, vita personale e lavoro.
Nel
dettaglio, le richieste avanzate riguardano:
·
l’attivazione
di buoni servizio finanziati attraverso i fondi FSE+ 2021–2027 (Priorità 3,
Obiettivo specifico K);
·
il
rafforzamento delle politiche regionali per il riconoscimento del caregiver
familiare;
·
l’introduzione
di strumenti dedicati al supporto psicologico e alla conciliazione dei tempi di
vita e lavoro.
“Non
possiamo continuare a considerare i caregiver familiari una risorsa scontata del
sistema – conclude Mastacchi –. Sono persone che spesso sacrificano tutto per
assistere i propri cari e meritano tutele concrete. L’Emilia-Romagna ha gli
strumenti e le risorse per intervenire: è il momento di agire”.
1 commento:
Perché il termine "badante" non va più bene?
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