venerdì 29 maggio 2026

Aree idonee per le rinnovabili, Mastacchi: “Serve una transizione energetica equilibrata e radicata nei territori”

 

Marco Mastacchi


Si è svolta  in Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna la discussione e l’approvazione del progetto di legge n. 2235, relativo all’“Individuazione delle aree idonee e disciplina dell’installazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale”.

Nel corso del dibattito il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) ha partecipato attivamente ai lavori, presentando un emendamento all’articolo 15 e un ordine del giorno collegato al provvedimento, con l’obiettivo di promuovere una transizione energetica più equilibrata, sostenibile e attenta alle specificità territoriali.

L’emendamento proposto da Mastacchi prevedeva l’inserimento di un nuovo comma finalizzato alla realizzazione e alla riqualificazione di opere idrauliche multifunzionali – come vasche di laminazione, briglie e invasi – in particolare nelle aree collinari e montane. La proposta mirava a integrare tre funzioni strategiche: produzione di energia idroelettrica, riduzione del rischio idraulico e gestione sostenibile della risorsa idrica, senza ulteriore consumo di suolo e privilegiando la riqualificazione delle infrastrutture esistenti.

«La situazione del territorio ci impone di superare le logiche settoriali – ha dichiarato Mastacchi –. Questi interventi integrati consentono di coniugare sicurezza del territorio, sostenibilità ambientale e produzione di energia pulita, valorizzando ciò che già esiste senza nuovo consumo di suolo».

L’emendamento non è stato approvato, ma ha portato all’attenzione dell’Aula un tema che il consigliere considera strategico e destinato a incidere sulle future politiche attuative della legge.

Mastacchi ha inoltre illustrato un ordine del giorno articolato in quattro punti principali. Il primo riguardava il rafforzamento del ruolo dei Comuni e delle comunità locali nei processi decisionali, attraverso forme sostanziali – e non soltanto formali – di informazione preventiva e partecipazione pubblica, con l’obiettivo di ridurre i conflitti sociali e garantire un reale equilibrio tra transizione energetica e tutela del territorio.

Il secondo punto chiedeva una verifica preventiva della solidità economica e industriale dei soggetti proponenti già nelle fasi autorizzative, per evitare iniziative speculative prive di concrete capacità realizzative e assicurare ricadute positive e durature sui territori coinvolti.

Il terzo impegno puntava a valorizzare la qualità complessiva degli interventi, superando una logica basata esclusivamente sulla potenza installata e ponendo maggiore attenzione all’efficacia reale degli impianti e alla loro integrazione nei contesti ambientali e paesaggistici.

Infine, il quarto punto proponeva l’introduzione di incentivi regionali per favorire la rimozione dell’amianto dalle coperture edilizie con contestuale installazione di impianti fotovoltaici, in un’ottica di tutela della salute pubblica, riqualificazione del patrimonio edilizio e sviluppo delle energie rinnovabili.

Anche l’ordine del giorno non è stato approvato.

Il provvedimento, arrivato in Aula dopo un lungo e articolato percorso in commissione, ha dato vita a un confronto ampio e trasversale tra le forze politiche. Il testo finale è stato approvato con 27 voti favorevoli e 13 contrari.

Nel suo intervento in Assemblea, Mastacchi ha sottolineato la necessità di “cambiare la gerarchia delle priorità orientando con decisione gli investimenti verso l’utilizzo delle superfici già esistenti, come tetti e coperture industriali e agricole, evitando così il consumo di suolo agricolo”.

“Il mercato – ha aggiunto – tende oggi a privilegiare le installazioni a terra perché più semplici e convenienti, ma non per questo più sostenibili. Serve quindi una forte responsabilità pubblica, fondata su politiche chiare, incentivi e finanziamenti concreti che rendano davvero conveniente utilizzare le superfici già disponibili, promuovendo l’installazione di pannelli sui tetti di abitazioni e capannoni”.

“La transizione energetica – ha concluso – non è solo una questione quantitativa, ma anche di qualità ed equilibrio: senza un’adeguata guida pubblica, si rischia di creare nuove criticità mentre si cerca di risolverne altre”.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Un plauso al Consigliere Mastacchi per le sue iniziative e proposte lungimiranti. Delusione totale invece, sapere che in Consiglio Regionale tali proposte vengano cassate. Da cittadino e contribuente mi vergogno di essere rappresentato in Regione da coloro che fingono, per tornaconto personale (non vedo altre motivazioni), di non vedere che la questione energetica e di salvaguardia del territorio possono e devono viaggiare di pari passo. Debbo riconoscere che la retrocessione in atto sul piano economico ed industriale del nostro paese è causato anche dalla visione miope (oggi mi sento generoso) di questi signori che, seduti nella stanza dei bottoni, non sanno o non vogliono affrontare la questione dell'approvvigionamento energetico aggravatosi dalle guerre in Medio Oriente e non solo. Se penso, caso al limite ma esemplificativo, che sono più di due anni che non si riesce a ravviare a pieno regime la centrale di Bargi/Suviana rabbrividisco. Auguri.