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martedì 2 maggio 2023

La plastica restituita dal mare in mostra a Sasso Marconi


Sarà inaugurata oggi, martedì 2 maggio, dalle 9.30, nelle sala comunale Renato Giorgi di Sasso Marconi, la mostra 'Archeoplastica' che raccoglie centinaia di oggetti in plastica, la maggior parte dei quali raccolti sulle spiagge perchè restituiti dal mare. 

Vi sono palloni, vasetti, vecchi fustini, flaconi, coppette gelato degli anni '70, formine per budini degli anni '60, tutti reperti collezionati dalla guida naturalistica Enzo Suma che li ha anche riuniti in un museo virtuale ( www.archeoplastica.it ) anche per sensibilizzare i cittadini sul problema dell'inquinamento da plastica. 

I reperti in mostra raccontano anche storie che riportano indietro nel tempo e fanno riflettere per giungere a un utilizzo più consapevole e responsabile della plastica. 

La mostra, che si inserisce nel programma di iniziative dei 'Marconi Days 2023' rimarrà aperta fino al 13 maggio, dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato anche la mattina dalle 9.30 alle 12.30. Domenica chiuso. 

Ingresso gratuito. 

sabato 15 febbraio 2020

Ortofrutta, catena inglese passa alle fascette per eliminare le odiose vaschette di plastica

Dubbio propone 


photo by FoodNavigator

Il supermercato britannico Iceland lancia un progetto per ridurre gli imballaggi in plastica per i prodotti freschi, in 33 negozi, per 38 linee di produzione. E lo fa provando a porre rimedio a una delle pratiche più odiose del reparto ortofrutta, l’eccessivo utilizzo di vaschette di plastica. Come riporta FoodNavigator, il processo vedrà 29 soluzioni plastic free o a plastica ridotta utilizzate per la prima volta per mele, peperoni misti, patate e carote. Il rivenditore si aspetta che l’iniziativa riduca i suoi imballaggi in plastica del 93% attraverso una gamma di prodotti freschi, con un risparmio di 7 tonnellate di plastica solo nella prima fase. Nella maggior parte dei casi, le vaschette saranno sostituite da fascette che legano i prodotti.
Richard Walker, amministratore delegato islandese spiega che: “I clienti non dovranno pagare un sovrapprezzo per i prodotti in plastica privi di plastica o ridotti poiché i prezzi rimarranno esattamente gli stessi e siamo orgogliosi di democratizzare la scelta in questo modo”.


lunedì 10 dicembre 2018

Plastica dalla CO2 dell'aria: più che utile

Progetto Lux-on. Laboratori e impianto entro 2019 nel Bolognese



Bio-on e ed Hera insieme per produrre bioplastica sfruttando la CO2 presente nell'atmosfera. La multiutility emiliana, si legge in una nota congiunta, parteciperà con una quota del 10% - ma con un'opzione a salire fino al 49,9% - a Lux-on, la nuova società fondata da Bio-on e dedicata a mettere a punto la nuova tecnologia. I laboratori ed il primo impianto del progetto Lux-on verranno costruiti entro il 2019 vicino allo stabilimento industriale di Bio-on Plants a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna.
La nuova tecnologia prevede di utilizzare anidride carbonica come 'materia prima' a costo zero in aggiunta a quelle già utilizzate da Bio-on: melassi di barbabietola e canna da zucchero, scarti di frutta e patate, fonti di carbonio in genere, glicerolo e olio di frittura esausto. (ANSA)

domenica 26 novembre 2017

Rifiuti, non solo sbagli sul calcolo della Tari, ma anche “Formule sbagliate per gli incassi dei Comuni per la differenziata della plastica”

Rifiuti, non solo Tari. Studio: “Formule sbagliate anche per gli incassi dei Comuni per la differenziata della plastica”


Secondo l'università della Campania il procedimento usato da Corepla (che paga una quota per la raccolta alle amministrazioni comunali) è pieno di falle: "E' impossibile anche contarle precisamente". E il sistema è "poco trasparente". Il consorzio nega tutto. Ma intanto alcune città potrebbero aver incassato di più e altri meno. E in proporzione i cittadini con le loro bollette

Suggerito da un lettore:

Dopo gli errori di calcolo della Tari, altri conti non tornano. Sempre nella gestione dei rifiuti e sempre con un impatto diretto sulle tasche dei cittadini. Uno studio universitario ha passato ai raggi X il metodo con cui si calcolano gli importi incassati dai Comuni per la raccolta differenziata della plastica, evidenziando più di una criticità. I contributi valgono qualcosa come 1,5 miliardi di euro in cinque anni: sono i soldi che coprono parte dei costi della raccolta, mentre il resto lo paghiamo in bolletta (ancora la Tari). Per la professoressa di Statistica dell’università della Campania Rosanna Verde, il procedimento usato dal consorzio della plastica Corepla, che in base a un accordo con l’Associazione dei Comuni paga a questi una quota per la raccolta, ha più di una falla tecnica. “È basato su analisi campionarie su un numero di rilevazioni troppo esiguo per un fenomeno a così alta variabilità” e risulta “affetto da errori, campionari e non, che si sommano gli uni agli altri, tanto che non è possibile neanche quantificarli con precisione”, spiega la docente a ilfattoquotidiano.it. La conseguenza è che “i risultati ottenuti non sono significativi dal punto di vista statistico. Alcuni Comuni potrebbero aver incassato di più, altri di meno”. E non sono gli unici limiti del sistema, più volte criticato dalla stessa Anci per “mancanza di terzietà e trasparenza nella gestione”. Temi su cui in passato l’associazione aveva sollecitato anche l’attenzione dell’Anac, che in via ufficiosa aveva confermato le criticità.


Con questo metodo ai Comuni 280 milioni all’anno
Lo studio, presentato a
Ecomondo, è stato commissionato da Assosele. È l’associazione degli impianti dove, dopo lo svuotamento dei cassonetti, i rifiuti plastici arrivano per essere suddivisi in base al tipo di materiale. E proprio qui ispettori incaricati da Corepla campionano e analizzano i rifiuti, quantificando la percentuale di imballaggi e quella di frazione estranea, con il metodo oggetto dello studio. Un lavoro cruciale capace di spostare i bilanci comunali: per ogni tonnellata di rifiuti plastici buttati dai cittadini, nelle casse dei Comuni entrano circa 300 euro, che scendono però a zero se i materiali intrusi superano il 20 per cento. Solo nel 2016 il consorzio ha gestito più di 960mila tonnellate di imballaggi dalla raccolta urbana e erogato circa 280 milioni di euro ai Comuni con questo sistema.


Formule sbagliate e campione troppo piccolo
Per la professoressa Rosanna Verde, “il
numero di rilevazioni mensili è troppo esiguo e il campione è troppo piccolo per garantire la rappresentatività statistica dei risultati”. Non è tutto: “L’uso iniziale di formule erronee ha un effetto a cascata: così, partendo da dati non ricavati in maniera corretta si genera un effetto di propagazione dell’errore anche difficile da quantificare”. Questi dati servono anche per quantificare gli imballaggi in ingresso negli impianti di selezione: Corepla raffronta la stima delle quantità entrate con quelle uscite e se ci sono differenze sanziona gli stabilimenti. E casi di rifiuti in più o in meno ci sono. “I casi di scostamento, come dimostra lo studio, derivano dai limiti tecnici del metodo di calcolo, che le società di analisi si limitano ad applicare. Il materiale infatti non si crea né si distrugge, ma non riuscendo a contabilizzare in maniera corretta gli imballaggi che entrano ed escono, è il metodo stesso a creare gli sbilanci”, spiega a ilfatto.it il presidente di Assosele Marco Ravagnani. “Non accetteremo che le cause di questi scostamenti siano attribuite a una nostra gestione scorretta”, aggiungono da un impianto pubblico messo sotto accusa.
Il sistema terzo ma non troppo
Alle criticità tecniche si aggiungono quelle
gestionali. Nell’accordo sulla raccolta differenziata sottoscritto da Anci e il sistema Conai, cui fa capo il consorzio Corepla, si fa riferimento alla “trasparenza, l’oggettività delle analisi e il contraddittorio”, insieme con “la garanzia della terzietà dei soggetti preposti allo svolgimento dei campionamenti e delle analisi”. Nella realtà le analisi vengono svolte da società scelte e pagate dallo stesso Corepla, che poi deve erogare i soldi ai Comuni in base all’esito di quegli esami. Senza nulla togliere alla professionalità di questi soggetti, delle imprese incaricate delle stime non esiste nemmeno un elenco pubblico, nonostante il loro lavoro incida direttamente sui conti dei Comuni. Aspetti discussi anche nella commissione Ambiente dell’Anci e poi oggetto di un confronto tra questa e l’Anac, nonché ipotizzati anche nella commissione parlamentare Ecomafie. “C’è un minimo di conflitto di interesse tra chi deve valutare la qualità della plastica raccolta e voi stessi?”, chiede durante un’audizione il deputato dei Cinquestelle Alberto Zolezzi al presidente di Corepla Antonello Ciotti, che risponde: “Sono cinque società terze, che cerchiamo di ruotare nel tempo e nella geografia, in modo che non si possano formare dei legami ‘chimici’ – chiamiamoli così – nel territorio”.


L’Anci: “Serve più trasparenza”
“Le analisi merceologiche che vengono affidate a delle aziende direttamente dal Conai presentano un problema, nel senso che devono essere fatte da
enti terzi”, ha denunciato alla stessa commissione Ecomafie il delegato Anci ai Rifiuti Ivan Stomeo. “È inaccettabile che un sindaco debba sottostare a un sistema che vede determinare la qualità dei propri rifiuti dallo stesso soggetto che poi gli eroga i contributi”, ha detto Stomeo a settembre intervenendo a Ischia al forum organizzato da Polieco. E partecipando alla presentazione dello studio della professoressa Verde alla fiera Ecomondo, ha aggiunto: “Il tema della terzietà delle analisi riguarda da vicino i bilanci dei nostri Comuni. La trasparenza sarà uno dei punti più importanti da affrontare nelle trattative con Conai per il nuovo accordo quadro sulla differenziata”. Il delegato Anci, in carica da marzo 2017, oggi fa molte promesse, ma un documento per risolvere il problema era previsto fin dal 2014 e in tre anni gli organi che monitorano l’accordo non sono riusciti a passare ai fatti. Per questo, rivela il presidente di Assosele Ravagnani, “ad aprile abbiamo messo in mora sia Anci che Corepla. Anci ci ha risposto dando disponibilità, mentre dal consorzio nessun riscontro. È inaccettabile che gli effetti di inerzie di altri ricadano sui nostri impianti”.
Corepla: “Chi vuole critichi pure, ma il sistema funziona”
“Non ho visto lo studio. In base a cosa il nostro metodo non è rappresentativo dal punto di vista statistico?
Tutti i metodi sono criticabili, ma noi di campionamenti ne facciamo una marea. Il nostro è previsto dall’accordo tra Anci e Conai e non mi pare che i Comuni si siano lamentati”, ribatte il presidente di Corepla Antonello Ciotti, contattato da ilfatto.it. Se il metodo messo in discussione dallo studio della professoressa Verde fosse corretto, gli squilibri tra i rifiuti che entrano e quelli che escono dai centri di selezione potrebbero addirittura far pensare non a errori statistici, ma piuttosto a gestioni illecite, con risvolti anche ambientali. Ciotti però tranquillizza: “Niente di tutto ciò, altrimenti saremo stati i primi ad avvisare le Procure. Il sistema funziona, visto che il problema è limitato solo a pochi casi. In questi impianti è successo qualcosa, stiamo ancora valutando le ragioni. Le cause sono gestionali e non riguardano il metodo di calcolo che usiamo”. E rispetto alle critiche sulla trasparenza e la terzietà, il presidente di Corepla replica: “Sono estremamente sereno, poi chi vuole criticare lo faccia. Facciamo molta attenzione alla scelta delle società, perché queste fanno le analisi per nostro conto”. Ma per Anci, probabilmente, il problema sta proprio in quest’ultimo aspetto.


Da Il FattoQuotidiano.it

domenica 27 maggio 2012

SASSO MARCONI: piatti e bicchieri monouso vanno conferiti nella plastica.


IL COMUNE DI SASSO MARCONI INFORMA: Novità nella raccolta differenziata dei rifiuti, piatti e bicchieri monouso vanno conferiti nella plastica.

Un’importante novità interessa la raccolta differenziata dei rifiuti, applicata in diversi comuni italiani, tra cui anche Sasso Marconi: dal 1 maggio, come deliberato dal Comitato di Coordinamento ANCI (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) - CONAI (il Consorzio Nazionale Imballaggi) i piatti e i bicchieri ‘usa e getta’ in plastica potranno essere inseriti nel normale circuito della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica.

Piatti e bicchieri in plastica, che finora andavano gettati nell’indifferenziato, vanno quindi conferiti nella plastica (per le utenze di Sasso Marconi: sacco giallo), assicurandosi preventivamente di non aver lasciato
residui di cibo e bevande.
La novità interessa esclusivamente i piatti e i bicchieri ma non le posate, che continuano dunque ad essere conferite nell’indifferenziato.

“Accogliamo con soddisfazione questa novità”,
ha osservato l’Assessore all’Ambiente di Sasso Marconi, Pierpaolo Lanzarini. “L’inserimento di piatti e bicchieri di plastica nel circuito della raccolta differenziata, contribuirà infatti a ridurre il quantitativo di rifiuti indifferenziati: un ulteriore, piccolo passo nella direzione ‘rifiuti zero’, cui il nostro Comune sta gradualmente cercando di avvicinarsi, attraverso il sistema di raccolta ‘porta a porta’ dei rifiuti, che sta facendo registrare percentuali tra le più alte della provincia di Bologna e tante altre iniziative volte a favorire la tutela dell’ambiente, il riutilizzo delle cose e a stimolare comportamenti virtuosi da parte dei cittadini”.