giovedì 14 maggio 2026

Il disastro di Suviana, per i consulenti 'senza sopralluogo solo ipotesi'

 Seconda relazione preliminare per ricostruire le cause dell'incidente

 


È confermato che tutto alla centrale idroelettrica di Suviana è avvenuto in pochi secondi ed è probabile che possa essere stato un cedimento meccanico a far collassare il gruppo, forse provocato dalle sollecitazioni per le prove del collaudo alla turbina eseguite nel corso della mattinata del 9 aprile 2024.

Ma per comprendere e verificare le diverse ipotesi formulate per ricostruire le cause dell'incidente costato la vita a sette persone, è necessario il sopralluogo nell'impianto di Enel Green Power, una volta che questo sarà liberato dall'acqua.

    In sintesi è questo il contenuto della seconda relazione preliminare depositata nei giorni scorsi dai consulenti tecnici nominati dalla Procura di Bologna, nell'ambito del fascicolo per disastro colposo, omicidio colposo sul lavoro plurimo e lesioni colpose sul lavoro, con cinque indagati.
    Il lavoro dei consulenti ha ampliato e in buona parte confermato quanto già rilevato nella prima stesura, di ottobre 2024, grazie anche al contributo dei dati estratti dai dispositivi elettronici recuperati al piano -6 della centrale, a giugno 2025.
    È stato evidenziato che alcune anomalie del funzionamento possono essersi verificate nelle tre prove eseguite la mattina del disastro, prima di quella durante il quale c'è stato il cedimento. In particolare sarebbero stati rilevati valori di vibrazione definiti eccezionali nella storia del macchinario, una sollecitazione che potrebbe aver provocato il guasto. Ma non sarà possibile rispondere alle domande rimaste in sospeso, come per esempio comprendere se ci fossero già problemi ad alcuni componenti del macchinario, senza andare sul luogo dell'incidente ad esaminare il gruppo e recuperare dispositivi e apparecchiature attualmente ancora sommersi. Allo stato si possono infatti avanzare solo alcune ipotesi. Tra l'altro, i consulenti indicano di recuperare il computer di uno dei sette feriti, presumibilmente al piano -9.
    Il cronoprogramma ricevuto nelle scorse settimane dalla Procura prevede che entro l'estate il piano -7 della venga liberato dall'acqua e accessibile, a oltre due anni dai fatti. (ANSA)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Da inesperto della materia esprimo comunque le mie forti perplessità.
Dopo due anni dalla tragedia, che si debba ancora parlare di svuotare dall'acqua il piano meno sette del locale interessato dall'incidente, ha dell'incredibile. Di piani ne rimangono ancora due e, con questi ritmi, dobbiamo attendere ancora tre o quattro anni? Nessuna garanzia peraltro sulle certezze di ritrovare gli apparati da recuperare per gli indizi in buone condizioni.
Sempre da inesperto mi domando se non fosse stato più rapido svuotare tutto il bacino ed operare successivamente in sicurezza.

Anonimo ha detto...

Guardate bene, ci sono due sindaci che vanno in giro a ciarlare di energia(grizzana-marzabotto), ho già chiesto che parlino di cosa sta accadendo al Brasimone, forse è il caso che si guardi bene anche a Suviana che è collegata al Brasimone, comunque la forzata interruzione della produzione a Suviana risponde alla necessità di creare una crisi energetica, in altri tempi il diritto delle aziende e dei cittadini circa la necessità di ricevere energia, avrebbe mosso tutti gli operatori alla riparazione urgentissima e velocissima della centrale di Suviana, oggi non interessa più a nessuno dare servizi di cui si ha diritto. La decadenza dei servizi risponde ad un più ampio ragionamento legato al caos da portare in una società in guerra.