domenica 4 agosto 2019

Frana di Gardeletta , i sindaci: "Regione e Prefettura sosteneteci". Richiesto telepass e pedaggio gratuito tra Rioveggio e Sasso Marconi

Si è tenuto un vertice tra Prefettura, enti locali, Autostrade, Anas e forze dell'ordine per fare il punto sulla delicata situazione degli abitati di Gardelletta e Vado dopo la chiusura della strada provinciale 325

Più sicurezza per i cittadini di Gardelletta e Vado e supporto per intervenire prima che arrivi l'inverno: è quanto hanno chiesto i sindaci di Marzabotto e di Monzuno durante il Comitato Operativo Viabilità convocato dalla Prefettura di Bologna su richiesta della Regione Emilia-Romagna per voce dell'assessore Paola Gazzolo e dei comuni coinvolti. Obiettivo dell'incontro: affrontare il problema della viabilità comunale a Gardelletta (Comune di Marzabotto) e Vado (Comune di Monzuno) dopo la chiusura, lo scorso aprile, della strada provinciale 325, franata per un tratto di oltre 50 metri.


Dopo la chiusura della strada provinciale il traffico si è riversato su strade comunali che interessano i centri abitati di Gardelletta e Vado, dove è stato necessario attivare un semaforo perché ci sono due gallerie troppo strette per essere attraversate nei due sensi di marcia. Sono apparsi subito evidenti i rallentamenti del traffico e di disagi provocati da file chilometriche negli orari di punta. Senza contare che con l'inverno e la neve la situazione non può che peggiorare.
Autostrade dal canto suo ha considerato ragionevole la richiesta di fornire temporaneamente di telepass i residenti nella zona, consentendo loro di usufruire gratuitamente del tratto autostradale tra Rioveggio e Sasso Marconi: sarebbe una boccata d'ossigeno per la viabilità comunale. Su questo fronte la Regione scriverà al Ministero dei trasporti perché si attivi in merito.
Se per gli interventi sulla segnaletica e la sicurezza dei centri abitati è presumibile completare i lavori entro l'autunno, per il ripristino della strada provinciale ci vorrà qualche anno. I tecnici attivati dalla Città metropolitana hanno infatti ripulito il fiume dai materiali che vi erano stati riversati dopo il crollo, mentre una squadra di arrampicatori provvederà allo sfalcio delle piante e degli alberi rimasti sospesi. A quel punto sarà possibile per i progettisti elaborare un piano. Ad oggi la soluzione più plausibile sembra essere quella di un ponte che colleghi i due tratti di strada, ma le ipotesi sono diverse, dall'allargamento verso l'interno, scavando nella roccia, fino alla creazione di brevi tratti di galleria: è presto per dirlo, occorrerà analizzare la natura di terreno e pareti rocciose e la presenza di eventuali movimenti franosi prima di poter valutare.


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