lunedì 5 ottobre 2015
Vergato. Che fine ha fatto l'albero di via Bortolotti ?
domenica 22 marzo 2015
Tensione all'ombra del campanile di Monzuno. Ora manca l'ombra dei cipressi.
C’è sconcerto e forte disapprovazione fra i parrocchiani di Monzuno per ‘l’entrata in funzione delle motoseghe nell’area fra la chiesa parrocchiale e il cimitero’. In pochi muniti le micidiali attrezzature hanno raso al solo tutto l’arredo di verde che caratterizzava il sito e che dava al parcheggio della chiesa e del cimitero l’aspetto consono alla funzione cui era destinato. La notizia dello ‘scempio’ è volata di bocca in bocca fra l’incredulità di molti e la disappunto di altri. Poi un passaggio per sincerarsi della situazione ha convinto anche gli incerti. L’accaduto è stato filmato e riportato in un notiziario locale che in modo severo denuncia l’accaduto come un inaccettabile scippo per la comunità . Si parla persino di scontri in parrocchia con confronti verbali decisamente fuori dalle righe. Si parla persino della formazione di un comitato cui dare il compito di ‘andare a fondo della vicenda’ e c’è chi parla addirittura di denunce. Nel mirino il parroco che è stato ironicamente e severamente soprannominato ‘don Disbosco’ il quale aveva annunciato l’intenzione di intervenire sull’area per una riqualificazione. A chi gli ha chiesto cosa intendeva fare avrebbe risposto che era intenzionato a sostituire le piante abbattute con alberi da frutto. Insomma pare che lo logica dell’operazione sia stata quella di voler togliere il peso di un’infruttifera manutenzione a piante d’arredo e destinare lo sforzo operativo a piante fruttifere.
I parrocchiani però non la mandano giù e uno di loro poco cristianamente dipinge la situazione con un ‘Dio perdona, noi no’, mentre anche nel periodico monzunese non si fanno sconti, anzi si calca la mano. Si legge infatti:
"Nell’omelia della settimana scorsa Don Disbosco, felice e raggiante ha annunciato ai fedeli che l’area antistante la chiesa ed il cimitero sarebbe stata riqualificata. Come i peggiori politici aveva nascosto dietro a belle parole la realtà che di lì a breve sarebbe stata manifesta a tutti i Monzunesi , cioè l’abbattimento totale di tutti gli alberi".
I fedeli hanno poi raccontato che nonostante le loro vibranti proteste il sacerdote ha precisato che procederà nel suo programma. Sono avvenuti anche forti litigi che hanno portato fedeli ad urlare: “ Non metteremo più piede in questa chiesa ”. La replica serena del parroco è stata: “La chiesa si deve vedere anche da lontano e si vedrà!”
Ora si teme per l’arredo di alberi secolari della chiesa di Trasasso e c’è chi preavvisa l’intenzione di INCATENARSI agli alberi se arriveranno le motoseghe.
“Inoltre”, si legge ancora, “ al momento sappiamo che il comune dovrà parlare con il Don e verificare la situazione , ma se come da lui dichiarato ‘ andrà avanti’ , anche noi andremo avanti :
- scriveremo ai giornali
- scriveremo alla Curia
- scriveremo ai Tg , alle televisioni
- chiederemo ai nostri consiglieri comunali , regionali ed ai nostri parlamentari di “andare avanti”!
Perchè queste situazioni sono inaccettabili per una comunità che ha scelto di vivere in mezzo alla natura e considera la natura SACRA!”
La vicenda è tutt’altro che chiusa e si preannuncia ricca di sviluppi.
domenica 18 agosto 2013
God save the green.
Per informazioni www.estatedoc.it
martedì 20 settembre 2011
Bartali avrebbe detto: 'Gli è tutto da rifare'.
‘Piazza dei Martiri’ o piazza martire?
E’ l’interrogativo dei sassesi su come considerare la propria piazza. Alla immediata ‘messa in luce’ del ‘disastro’ progettuale di 12 anni fa che vedeva nei larghi rettangoli di ciottolato un impedimento alla comoda frequentazione dello spazio pubblico nel cuore del paese, si è poi aggiunta l’evidente scelta sbagliata nelle lastre di arenaria. La tipologia si dice sia particolarmente sensibile agli agenti atmosferici, quindi soggetta alle dilatazioni dovute ai cambi di temperatura e, in diverse occasioni, file di lastre sono ‘esplose’ sollevandosi in tratti anche lunghi. Uno di questi casi è evidente anche ora alla base della torre civica.
I numerosi denigratori dell’opera hanno trovato da ironizzare non poco.
Ma a rendere ancora meno accogliente la piazza quest’anno si è aggiunta la ‘forte sofferenza’ dell’arredo di verde, gli storici tigli della piazza. Da tempo hanno le foglie gialle, se non le hanno già lasciate cadere e l’impressione generale è che siano ormai ‘al capolinea’ della loro esistenza. Le piante starebbero ‘tirando gli ultimi’ come si suol dire. Uno dei tigli, sul lato di via Stazione, è già stato abbattuto e a suo ricordo rimane solamente il mozzicone del tronco che tristemente caratterizza la l’aiuola che l’ospitava.
Il tema è stato affrontato anche in consiglio comunale e Marco Veronesi, capogruppo di Sasso Libera, ha ritenuto possibile che all’origine della caduta precoce delle foglie vi siano interventi sbagliati nel recente rifacimento di via Stazione. L’ipotesi pare essere smentita dal fatto che soffrono anche i tigli sul lato di via Porrettana, lontani da via Stazione.
Il pensiero ricade quindi sul rifacimento inadeguato della piazza.
Dall’ufficio tecnico del comune si precisa che la salute delle piante è monitorata e che si sta facendo il possibile perché i tigli possano sopravvivere. “Le piante sono sofferenti, ma non morte,” precisa Luigi Ropa Degli Esposti che sta seguendo il fenomeno per il Comune. “Sarebbe un vero peccato che l’unica macchia di verde rimasta nel centro dovesse essere sostituita. Non conosciamo le cause di questo declino fisico dei tigli, ma non si può escludere che quando si è preparato il piano per la nuova piazza si siano danneggiate le piante, che non si sono più riprese”.

