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venerdì 15 febbraio 2019

Biomateriali e staminali per l'artrosi

In associazione agli ultrasuoni per rigenerare la cartilagine


Da ANSA


Combinare nuovi biomateriali con cellule staminali in associazione al trattamento con ultrasuoni, pratica finora mai attuata, per rigenerare la cartilagine del ginocchio, riducendo così il dolore, e posticipare l'intervento protesico nei pazienti affetti da artrosi. È questo l'obiettivo del progetto europeo Admaiora nell'ambito del quale l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna collaborerà con l'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, capofila, e con altri sei partner europei.
    Clinici, reumatologi e ricercatori del Rizzoli valuteranno il trattamento in laboratorio e successivamente analizzeranno l'utilizzo sui pazienti delle tecnologie sviluppate. "La nostra intenzione - spiega la dottoressa Gina Lisignoli del Rizzoli, coordinatrice dello studio - è creare un gel con biomateriali innovativi e cellule staminali da tessuto adiposo, collocarlo nella zona affetta da osteoartrite e sfruttarne le proprietà per guidare la rigenerazione della cartilagine".

giovedì 22 novembre 2018

Unimore insetti fonte di biomateriali

Ai ricercatori emiliani 800mila euro di finanziamento Ue

Trasformare i rifiuti organici urbani e gli scarti della grande distribuzione in cibo per insetti e ottenere così biomateriali da poter riutilizzare per produrre mangimi, materie plastiche, energia, ma anche in ingredienti di alimenti. È il progetto di ricercatori dell'Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) che si è aggiudicato oltre 800mila euro come costola del progetto europeo 'Scalibur' (Tecnologie scalabili per il recupero dei bio-rifiuti urbani).
Coordinato dall'Istituto tecnologico di imballaggi, trasporti e logistica di Valencia, Scalibur coinvolge 21 partner distribuiti in 9 Paesi ed finanziato nell'ambito di Horizon 2020 con un budget di quasi 10 milioni di euro totali. "L'obiettivo - spiega Andrea Antonelli, coordinatore per Unimore - è recuperare e valorizzare i rifiuti organici urbani, gli scarti della grande distribuzione, i fanghi provenienti dalla depurazione delle acque dei depuratori urbani per ottenere prodotti bio-based da reimmettere nel mercato". (ANSA)