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mercoledì 18 luglio 2018

Interruzione linea Bologna-Vignola in Agosto

Marco segnala

Per lavori programmati all’infrastruttura ferroviaria È SOSPESA LA CIRCOLAZIONE DEI TRENI. Il servizio viaggiatori è effettuato con bus sostitutivi come da orario allegato.

Validità: 

da Sabato, 4 Agosto, 2018 a Sabato, 18 Agosto, 2018

File orario variazione: 

Riferimento linea: 



mercoledì 4 aprile 2018

Provvedimenti Treni Lunga Percorrenza nel Nodo di Bologna giorno 8 aprile 2018

NODO DI BOLOGNA. MODIFICHE CIRCOLAZIONE TRENI

Pittogramma della locandina

In vigore dal: 08/04/2018  al: 08/04/2018  - Tipo servizio ferroviario:  Lunga percorrenza  - Tipo causa modifica:  Disinnesco ordigno  - Regioni:  Toscana , Emilia Romagna , Marche , Calabria , Puglia , Lombardia , Abruzzo , Piemonte , Veneto , Campania , Lazio  - Impresa di trasporto:  Trenitalia , Trenord
Dalle ore 9.00 alle ore 16.00 di domenica 8 aprile 2018, la circolazione dei treni della Lunga Percorrenza nel Nodo di Bologna subirà variazioni.
Le variazioni sono necessarie per consentire le operazioni di rimozione di residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, su ordinanza della Prefettura di Bologna, rinvenuti nei pressi della stazione di Bologna C.le.
Le informazioni in dettaglio delle variazioni sono indicate nei fogli 2 e 3. In sintesi:
Il Treno EC 84 origine corsa da Verona.
I Treni IC/ICN seguono il percorso via Cintura di Bologna con una nuova numerazione. Non fermano  a Bologna C.le.
I Treni Frecciabianca e Frecciarossa da e per Taranto/Lecce/Bari/Pescara seguono il percorso via Cintura di Bologna con una nuova numerazione. Non fermano a Bologna C.le. Effettuano fermata per servizio viaggiatori a Bologna Fiere, ove saranno disponibili navette bus da e per Bologna C.le.
I BUS fermano: a Bologna Fiere nel Piazzale antistante la stazione; a Bologna C.Le nella fermata in viale Masini (ingresso Piazzale Est).
L’orario previsto per il termine delle attività potrà variare, in base all’effettivo completamento delle operazioni programmate.



sabato 17 dicembre 2016

Servizi ferroviari: la "Pendolaria 2016" di Legambiente.

Segnalato da Marco

Cresce l'alta velocità ferroviaria mentre i treni per i pendolari diminuiscono. La disparità di trattamento dei servizi è sempre più evidente. Lo riferisce Legambiente lanciando la campagna Pendolaria 2016. Si tratta di un’analisi del trasporto ferroviario pendolare in Italia che viene stilata ogni anno all'entrata in vigore dell'orario invernale.
Maglia nera del servizio di intercity e regionale va alla linea Roma-Ostia Lido, seguita dalla Circumvesuviana mentre al terzo posto si piazza la Reggio Calabria-Taranto.
Complessivamente dal 2010 a oggi, - afferma Legambiente - a seguito della riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, si possono stimare tagli nel servizio ferroviario regionale pari al 6,5% e negli intercity del 19,7%. Solo in pochissime regioni è aumentato il servizio (il caso migliore è la Provincia di Bolzano), in tutte le altre è stato ridotto o è numericamente rimasto uguale ma con tagli su alcune linee, mentre sono cresciute le tariffe. Non tutti i pendolari sono uguali quindi. Alcuni sono più sfortunati di altri. Sono innanzi tutto quelli delle grandi città, dove i numeri di chi si muove ogni giorno sono enormi, e quelli che tentano di muoversi su linee cosiddette secondarie”.
Il taglio maggiore dei servizi (-26,4%) è stato subito dalla Calabria, seguita da Basilicata (18,9%) e Campania (-15,1%). Impennata delle tariffe in Piemonte (+47,3%), Liguria (+41,24%) e Campania (+36,1%).
Sull'alta velocità l'offerta per la Roma-Milano è cresciuta del 276% dal 2007 mentre sono diminuiti i treni su intercity e regionali in 15 Regioni e sono state aumentate le tariffe in 16 Regioni.
Le dieci linee peggiori indicate da Pendolaria 2016 sono state scelte per qualità del servizio, ritardi e tagli dei treni, capienza ed età dei convogli, disponibilità di orari per i pendolari, condizione delle stazioni. Oltre alle prime tre già indicate, al quarto posto c'è la Messina-Catania-Siracusa, seguita dalla Cremona-Brescia, dalla Pescara-Roma, i collegamenti per Casale Monferrato, con la linea per Vercelli e quella per Mortara dalla Casale Monferrato chiuse a seguito del tagli decisi dalla Regione Piemonte; la tratta Bari-Martina Franca-Taranto si colloca al ottavo posto, al nono la Treviso-Portogruaro e al decimo la Genova-Acqui Terme.
Sono circa 3.300 i treni regionali e hanno un'età media di 17,2 anni (il 69% supera i 15 anni). Anche in questo caso c’è una differenziazione territoriale.
La regione con i treni 'più vecchi' è l'Abruzzo (24,1 anni) seguita da Basilicata (23,3) e Sicilia (23,2).
L'età media dei treni in generale è comunque migliorata rispetto al 2015 (era 18,6) per gli investimenti di alcune Regioni, per i nuovi contratti di servizio con Trenitalia che prevedono la sostituzione di 450 treni e, in alcuni casi, per la dismissione di quelli più vecchi (Puglia e Lombardia). Ma nei prossimi anni, afferma Legambiente, non sono previsti finanziamenti per aumentare i treni e quindi si rischiano ulteriori tagli.

Tabella di “Pendolaria 2016” con taglio servizi e aumento tariffe negli ultimi sei anni (2010-2016).
Regioni     Tot. tagli ai servizi     Tot. aumenti tariffe
--------------------------------------------------------------
Abruzzo                        -9,8%                       +25,4%
Basilicata                    -18,9%                         -
Pr. Bolzano                          -                           -
Calabria                       -26,4%                       +20%
Campania                  -15,1%                       +36,1%
Em. Romagna              -3,9%                       +19,1%
Friuli V. Giulia             -4,4%                       +14,9%
Lazio                                -                         +15%
Liguria                      -13,8%                       +41,24%
Lombardia                        -                         +30,3%
Marche                       -2,2%                         -
Molise                            -                             +9%
Piemonte                   -8,4%                       +47,3%
Puglia                        -3,6%                       +11,3%
Sardegna                    -1%                         +9%
Sicilia                       -12,1%                       +7,7%
Toscana                    -3,7%                       +24,2%
Pr. Trento                 -3,2%                         -
Umbria                       -3%                         +25%
Valle d'Aosta                    -                           -
Veneto                            -                         +15%
Abruzzo                    -9,8%                       +25,4%