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domenica 5 novembre 2023

In Emilia Romagna ancora allerta arancione: vento e piena dei fiumi

Maltempo su crinali e su vasta parte del territorio regionale


  

Si conferma l'allerta arancione per criticità idraulica, idrogeologica sui crinali della regione e su vasta parte della pianura emiliano-romagnola.

A disporla per la giornata di oggi, e in quella di domani sulla pianura modenese, sono l'Arpae e la Protezione Civile dell'Emilia-Romagna sulla scorta delle precipitazioni atmosferiche registrate in queste ore.
    Nel dettaglio, per oggi, sono attesi venti sud-occidentali di burrasca forte lungo la fascia di crinale e di burrasca moderata lungo la fascia pedecollinare del settore centrale e orientale.
    Quanto ai fiumi, viene osservato nel documento, "la piena dell' Enza si propagherà nei tratti vallivi con livelli idrometrici prossimi alla soglia 3 mentre le piene di Taro, Parma, Secchia, Panaro, Reno e Santerno transiteranno nei tratti vallivi con livelli idrometrici prossimi o superiori alla soglia 2.

La piena del Ronco si propagherà nel tratto vallivo con livelli idrometrici prossimi o superiori alla soglia 1". Nelle zone montane, invece, "saranno ancora possibili ruscellamenti, localizzati fenomeni erosivi sul reticolo minore e fenomeni franosi".
    Per domani, invece, sono previsti venti di burrasca moderata sugli Appennini centro-occidentali, in attenuazione nel corso della giornata. "La criticità idraulica arancione nel settore di pianura centro-occidentale - viene puntualizzato - è riferita alla propagazione delle piene dei fiumi Secchia e Panaro, con possibile occupazione delle aree golenali ed interessamento degli argini". Prevista una criticità idraulica gialla "sulla pianura bolognese, reggiana e parmense riferita al transito della piena del Reno e degli affluenti di destra e al tratto vallivo dell'Enza".
    Nelle zone montane, infine, saranno ancora possibili localizzati fenomeni franosi sui versanti caratterizzati da condizioni idrogeologiche particolarmente fragili. (ANSA)

 

Secondo Arpae Bologna e provincia se la caverebbero con un forte vento previsto per domani. 





sabato 5 luglio 2014

Sasso Marconi. COME GESTIRE IL POST ‘PIENA’.



Eugenio Salamone, capogruppo consiliare di Un'Altra Sasso, ha inviato un suo comunicato relativo alla questione ‘piena dei fiumi’" e ai problemi che questi fenomeni si portano dietro. Le foto scattate nei pressi di Ponte Albano mostrano  la massa di legna che spinge contro la struttura del ponte.

Pensiamo sia giunto il momento di risolvere l'annoso problema della gestione delle piene dei fiumi e della successiva sistemazione di argini, ponti ed aree interessate dalle piene, una volta per tutte.

Se la Regione non ha le risorse per far fronte alla situazione, demandi il tutto ai Comuni, ma faccia in modo che i Comuni abbiano libertà d'azione e non li vincoli ad assurde delibere che vanno nella direzione opposta a quella sperata.
I tempi biblici di decisione, una burocrazia infinita e scelte legislative sbagliate, non fanno che peggiorare le cose e trasformano un'opportunità di lavoro e di reperimento  risorse, in un rischio per tutti.
Le masse di legna che le varie piene hanno creato, spingono contro i  ponti e gli argini sono tutti da sistemare. In passato eventi come questi hanno portato al crollo di alcuni ponti (Ponte Albano, Pioppe, ecc.), ora, in un momento nel quale lo Stato fatica a reperire risorse da destinare persino ai servizi primari, non possiamo pensare, neanche per un secondo, di far fronte a una simile evenienza e dobbiamo provvedere in proprio a rimediare ai danni che l'incuria dell'uomo e l'irrompente forza della natura potrebbero provocare.
Per questo motivo, chiediamo che la Regione permetta (attraverso una delibera e non attraverso una deroga alle sue stesse delibere data a quello o a quell'altro Comune...) agli enti locali di affidare questi lavori a ditte specializzate, specificando il fatto che venga data la preferenza ad aziende del territorio.
Questa operazione, oltre a creare lavoro e a togliere ogni costo a carico del Comune (perchè le aziende del settore ammortizzerebbero la spesa sostenuta con le risorse di legna recuperate), permetterebbe di mettere finalmente in sicurezza gli argini, liberando il passaggio del fiume dai tronchi che lo ostruiscono.

Eugenio Salamone