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sabato 8 marzo 2014

Il fotografo LUCIANO MARCHI a TUTTE LE DONNE.



Marchi ha inviato un racconto fotografico dedicato a ‘tutte le donne’ che illustra e descrive vari aspetti dell’universo femminile


A TUTTE LE DONNE, PERCHE’ LO SANNO.

                            
L’8 Marzo arriva all’improvviso, come tutte le ricorrenze: voltiamo il calendario e lo troviamo lì, magari con quel circolino a penna per non dimenticarci di Lei. La Festa della Donna, però, qualche riflessione ce la deve far fare. Perché quel giorno, ad esempio (e qui lo sappiamo); ma soprattutto, perché solo un giorno e non sempre. 


                 
Le celebrazioni, di solito, hanno un rito a suffragio, che qui manca: se non in quella mimosa che offriamo distrattamente e con il minimo impegno.
La domanda però è: quale donna festeggiamo? L’amica? L’amante? La madre? La figlia? E poi cosa di lei: la costanza? Il coraggio? La determinazione? La presenza? 




D’improvviso si aprono tante immagini femminili, anche della stessa persona: lontane dai giochi, dalle tendenze comuni; perché sì, loro vestono alla moda, ma in superfice; essendoci in realtà tanto da scavare, oltre il vestito e la pelle, oltre lo sguardo che ci ha fatto capire.



Le donne lo sanno”: così recita una nota canzone; e noi (maschietti, in questo caso) lo abbiamo capito solo con l’età, presi come siamo sempre stati dalla competizione, dal muscolo che si tende, dall’installazione da ostentare. Chi più chi meno, tutti (sempre maschi) abbiamo aperto la coda del pavone, quando poi non abbiamo fatto di peggio. Avevamo uno scopo: quello; che però non copriva l’esistenza, quella da vivere in toto, integralmente.




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Loro lo sapevano già e ci hanno lasciato fare, comprendendo il pianto e il riso, il nervoso e l’euforia, le bugie nascoste sotto il cuscino, le cose non dette. “Quello che le donne non dicono” (altra canzone) è quanto non abbiamo permesso loro di dire, perché in realtà conoscevano tutto.




                                   
   

                                                                                                                         
E allora, la donna, l’amante o l’amica, la moglie o la figlia, la madre, la nonna, sono tutte guide inconsapevoli, che vivono con noi, ma anche al nostro fianco: se non addirittura davanti. Loro sanno generare una vita, ma anche farne parte: nel tempo e nello spazio; senza rammarico o rimpianti. E’ nel loro ruolo gestire la complessità, perché addirittura presente nell’indole che le anima. Sognano, sì; ma consapevolmente. L’immaginario per loro non è ambizione, bensì vita altrove; dove magari ricostruire.
                         
Sono belle le donne, anche di più: non solo nelle forme o nella pelle, ma pure nei gesti, nei capelli buttati all’indietro, nel modo di camminare o sorridere, in quella carezza che non ti aspetti. Meriterebbero una foto al dì, perché molte e tante in una; almeno per celebrare un giorno di festa senza rito, dedicato a coloro che le cose le sanno già.

Auguri a tutte le donne

                                                            Luciano Marchi
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martedì 2 luglio 2013

IL PIANETA DEI PICCOLI MONDI.





Corno con le stelle
Riceviamo queste magnifiche immagini da Luciano Marchi e un suo bel racconto-ricordo  sull’uso delle ‘cartoline-messaggio’. Uso superato dall’arrivo prepotente dei nuovi mezzi di comunicazione telematici
Ci fa piacere riproporle perché i giovani possano conoscere meglio la fanciullezza dei loro padri e perché in molti ricorderanno con nostalgia un bel modo di comportarsi di un tempo, quando fretta e frenesia non esistevano.

Scrivile bene, mi raccomando”.
Era la mamma a dirlo, titolare di un rito antico: la spedizione delle cartoline estive.
Lei sapeva quante ne occorrevano, perché anno per anno aggiornava un’agendina creata apposta; così si sceglievano le vedute per nome, con una dedizione assoluta.
Tu prendi quella per la nonna e le maestre”, diceva tutti gli anni;
ed io mi concentravo tra notturni e panorami, santuari e monumenti, paesaggi in bianco e nero e altri a colori.
Erano piccoli mondi, per una decisione altamente responsabile, dove il ripiego non era compendiato.
Un generico “Saluti da …” pareva riduttivo, ed era meglio privilegiare un posto visitato o anche un sentiero percorso, questo per non rifugiarsi, manifestandosi a fondo: eravamo lì e pensavamo a te.
La fase della scrittura era ancora più impegnativa: quali parole usare?
Distinti saluti?
No, troppo commerciale.
Cari saluti?
Forse.
Un abbraccio da …?
Sì, ma perché?
Così, spesso, saltavano fuori i: “Vi pensiamo sempre” o i più classici “Salutoni”, con tanti punti esclamativi in fondo.
Alla fine, il malloppo veniva spedito e ci si sentiva maggiormente felici, quasi ad aver compiuto un atto dovuto e desiderato al tempo stesso,
comunque un gesto educato di attenzione.

Girasoli
Sono passati molti anni, troppi a dire il vero; ma non ho mai perso l’abitudine delle cartoline.
Mia madre non mi suggerisce più i destinatari, ma sono convinto che l’agendina è sempre lì, aggiornata a dovere.
Col tempo ho imparato anche a volermi bene, dedicandomi (da solo) qualche cartolina da aggiungere alle fotografie scattate.
Nell’era degli SMS, delle mail e dei social, tutto sembra più vicino, raggiungibile; e forse è così.
Manca però la materia, l’atto tangibile, quel ricordo che la nonna infilava tra le due vetrine della credenza;
o anche quel mucchio d’immagini ritrovato nel cassetto, dove tanti salutano e ricordano: ancora oggi.

Sono piccoli mondi, quelli che abbiamo alimentato per anni: distrattamente, quasi senza saperlo; un pianeta di baci, abbracci,
pensieri, ricordi, del quale voglio ancora far parte.
Non c’è più la nonna, con me; ma la credenza sì.
E se qualcuno mi spedirà una cartolina, io la metterò lì: per ricordare chi mi ha pensato, dedicandomi un piccolo mondo.


Consulta la raccolta di cartoline presente nel sito www.lucianomarchi.com