Il giudice: “aiutò a nascondere le armi con cui il marito aveva ucciso la cugina”
I due, a giudizio del giudice, misero in atto dopo l’omicidio una "sistematica dispersione di qualsiasi oggetto potesse dimostrare il possesso di armi e munizioni". Quindi la moglie non poteva essere all’oscuro della presenza di armi e munizioni detenute dal marito illegittimamente. Bicocchi, secondo la sentenza, “non si limitava a mantenere una condotta inerte, di connivenza non punibile, semplicemente acconsentendo in modo tacito o tollerando la detenzione del marito, ma si spingeva oltre” apportando all’uomo “un contributo e un ausilio indispensabile” nel disperdere il materiale.
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