Visualizzazione post con etichetta Gianni Passini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gianni Passini. Mostra tutti i post

sabato 17 settembre 2022

Gli antichi Popoli si trovano a Comeana

 


Sarà ancora il marzabottese Gianni Passini a rappresentare le città etrusca di Kainua all’incontro dei rievocatori storici che si terrà domenica prossima, 18 settembre,  a Comeana in comune di Carmignano, provincia di Prato.

Passini indosserà gli abiti e l’armatura del generale etrusco Weltur, le cui spoglie sono state ritrovate nella necropoli etrusca dei Giardini Margherita di Bologna accompagnate da un cippo sepolcrale che narrava le sue gesta alla guida della flotta etrusca nel contendere le vie del mare ai Fenici.

 

Con Gianni, due accompagnatrici, Maria Elena Landi ( l’etrusca Elinai) e Catia Polverini (Ecate), in abiti di nobili aristocratiche etrusche, che parteciperanno ai rituali e assisteranno ai duelli e ai giochi in cui di confronteranno le varie milizie storiche degli Antichi Popoli, coordinate da Stefano Perini, presidente degli Antichi Popoli e condottiero.

Passini collabora con il gruppo di rievocatori storici toscano.




mercoledì 10 agosto 2022

Gianni Passini ha portato il saluto degli Etruschi di Marzabotto al Bundan Celtic Festival.


Gianni Passini ( nella foto), al rientro da Stellata di Bondeno deve si è tenuto, dopo la parentesi pandemica, l’atteso Bundan Celtic Festival, mostra con soddisfazione le foto che lo ritraggono e testimoniano la sua partecipazione all’importante avvenimento.

La scrupolosa fedeltà dei costumi e della ricostruzione dell’ambiente dove si consumarono gli avvenimenti storici rappresentati  dai gruppi di rievocazione, hanno saputo  ricreare l’atmosfera dell’epoca in cui i fatti furono vissuti .  

Passini ha rappresentato il popolo etrusco di Kainua  indossando  l’armatura del generale etrusco Veltur (noto per le sue imprese contro Fenici e Greci alla testa degli eserciti Etruschi) ed è stato ospite dell’accampamento dei Veneti dove ha trovato altri  figuranti, tra cui Valeria Fornasa  che indossava gli abiti della principessa Tanalquae. Il comandante dei veneti era  Guido  Marchetti che ha assunto il nome di Sekene.


Il marzabottese appassionato dell’antica e prestigiosa storia etrusca del suo paese ha dovuto  recentemente con grande dispiacere accettare la fine dell’attività dei rievocatori marzabottesi, organizzati nell’associazione Methlum Kainua ( popolo di Kainua , la città etrusca di Marzabotto). Trova quindi conforto nel ricordare l’attenzione che la sua associazione ha avuto nella rivista Storici d’Italia,   che ha dedicato al ‘Popolo di Kainua’ ben due pagine. Egli comunque continua a non perdere occasione per ricordare la presenza etrusca di Marzabotto e testimoniarla con la sua partecipazione a ogni evento storico dedicato al popolo etrusco. 

 


Le foto sono di Martina Combe Idea

sabato 16 luglio 2022

Gianni Passini a Bondeno quale portabandiera della Marzabotto etrusca

  

Domenica 24 luglio,  Gianni Passini sarà a Stellata di Bondeno nel ferrarese per partecipare al Bundan Celtic Festival, che si terrà dal 22 al 25 luglio  e godere della magica atmosfera rievocativa  di quella parte del ferrarese. Protagonisti saranno coloro che indosseranno gli abiti storici dei Veneti, la popolazione che con i Celti, gli Etruschi, gli Umbri e i Liguri, caratterizzarono il periodo storico preromano dell’Italia del Nord. 

Passini ( nella foto in alto) indosserà l’armatura del generale etrusco Veltur (noto per le sue imprese contro Fenici e Greci alla testa degli eserciti Etruschi) e sarà ospite dell’accampamento dei veneti dove troverà altre due figuranti in costumi etruschi: Valeria Fornasa  che indosserà gli abiti della principessa Tanalquae e  Daniela Bertolini in quelli di Hevhanthya. Comandante dei veneti è Guido  Marchetti che ha assunto il nome di Sekene.


Passini, che ha visto recentemente con grande dispiacere la fine dell’associazione di rievocatori marzabottesi, Methlum Kainua ( popolo di Kainua , la città etrusca di Marzabotto), trova 

conforto nel ricordare l’attenzione che la sua associazione ha avuto nella rivista Storici d’Italia,   che ha dedicato al ‘Popolo di Kainua’ ben due pagine. Egli comunque continua a non perdere occasione per ricordare la presenza etrusca di Marzabotto e testimoniarla con la sua partecipazione a ogni evento storico dedicato al popolo etrusco. 

 



Passani ricorda i fotografi : “Fabrizio Carollo, Riccardo Vaccaro e Braim Louza 



domenica 4 aprile 2021

La 'Buona Pasqua' di Gianni Passini


Il marzabottese Gianni Passini augura una buona e Santa Pasqua a tutti i lettori del blog e coglie l'occasione degli scambi di buoni auspici  per ringraziare gli amministratori di Vergato che hanno dato seguito alle sollecitazioni sue e di altri in tempi molto brevi e hanno provveduto al ripristino della fontana in ghisa che caratterizza il piccola area verde e il percorso pedonale che l'attraversa alle spalle dell'ospedale.

domenica 14 febbraio 2021

L'amarcord di Gianni Passini

Gianni Passini

Quando si ripensa agli anni giovanili si ricordano con tenerezza e nostalgia solo le situazioni belle che probabilmente all'epoca facevano parte della normalità. Così quando ricordo quel giugno del '74 mi rivedo con la divisa di cameriere apprendista da sala all'Hotel Sassocardo di Porretta Terme, un hotel di gran lusso, pieno di turisti provenienti da tutta Italia, ai quali porgevamo con eleganza piatti ricercati, toglievamo le lische ai pesci in diretta, mentre il cliente verificava il nostro lavoro e spesso ci lasciava la mancia. 

Era un periodo di grande splendore per Porretta Terme, poco lontano dall'hotel c'era la piscina olimpionica frequentatissima. L'Hotel Le Terme era anche quello una magnifica struttura con nei pressi una lunga passerella che costeggiava la montagna sovrastante e il fiume che trasmetteva con il sussurrare delle sue acque una frescura rilassante e riposante. C'erano oche, anatre, cigni, germani reali e si vedevano i pesci nelle acque del fiume. I turisti affollavano la passeggiata e davano un po' di cibo agli animali. Il Salus era un altro bel hotel, gli interni ed esterni erano affrescati e davanti c'era un bel giardino, poco lontano una pista da ballo con una orchestrina invitava a provare il piacere di unirsi nelle danze. L'acqua delle terme di Porretta era testata più volte l'anno e risultava una delle migliori acque termali d'Italia. Fra gli aneddoto che mi sono rimasti impressi quello di quel giorno che andai a trovare mia zia Maria e i miei padrini. Stavo arrivando alla loro casa quando un piccione mi 'bombardò' e mi sporcò la giacca bianca da cameriere. Mi arrabbiai moltissimo imprecando contro l'animale e la mala sorte. Mia zia con molta dolcezza mi calmò dicendo che avrebbe provveduto lei a rimediare al danno e che ,come quando la si pesta, il regalo del piccioni mi avrebbe portato fortuna. E fu così. Ho infatti vissuto un indimenticabile periodo della mia vita: quanti ricordi, che bel periodo.

Gianni Passini

 

domenica 15 novembre 2020

L'amarcord di Gianni Passini e una lancia a favore di don Aldemo

Noto per il suo amore per la storia antica, passione concretizzata con la creazione di un gruppo di rievocatori storici, Methlum Kainual, e con l'aver impersonato l'antico generale etrusco Welthur, Gianni Passini ( nella foto nel giorno della Cresima) in una lettera aperta riporta con nostalgia i suoi ricordi di fanciullo e lancia un appello per ritornare alla solidarietà di gruppo.

“Quando avevo 7 anni tutti si davano una mano e un sostegno, a volte anche economico. Allora c'era la lira e ne girava poca. Spesso si usava il baratto come tra gli antichi popoli, si dice che il metodo del baratto fosse utilizzato già al tempo dei terramaricoli. Il catechismo ce lo faceva un gran bravo sacerdote, don Novello Gherardini o una catechista. Ricordo con profondo affetto don Novello poiché mi portava con il suo Galletto (Moto Guzzi) a casa delle altre famiglie per esprimere la mia opinione sul Catechismo e la nostra fede cristiana. Testimoniavo e riferivo inoltre le mie esperienze di vita quotidiana, di vita vissuta in un podere, dove mio padre Marcello e mia madre Cristina, lavoravano duramente. Mia madre preparava e cuoceva il pane e lavorava il latte per ottenere preziosi e saporiti formaggi. Allora ci si voleva più bene, le famiglie erano unite e compatte. Formavano una solida e solidale comunità e una più ampia società civile. Oggi solo pochi hanno queste abitudini e si diventa estranei in casa propria e vincono le divisioni. Don Novello, nonostante i pochi mezzi di cui disponeva, usava fare delle gran belle celebrazioni per le Cresime e le prime Comunioni, tutti insieme maschi e femmine. Diceva sempre “l'unione fa la forza”, cui si può aggiungere il motto 'tutti per uno uno per tutti'. 

Gianni con  Stefano Bernardi

Il mio padrino fu l'architetto Federico Pancaldi , arredatore e proprietario di un mobilificio e del podere che lavorava mio padre a mezzadria. Un uomo d'altri tempi, grande imprenditore, generoso ed altruista.

Alla chiesa di Amola, a Calderino, quel mattino in cui feci la Cresima, si respirava una bella atmosfera. Non dimenticherò mai la funzione di don Novello. Più che un prete sembrava un missionario. Si spendeva sempre per chi aveva poco e chiedeva a tutti solidarietà per dare una mano a chi era rimasto indietro. In lui rivedo molto don Aldemo Mercuri, attuale parroco della Pieve di Panico e di altre chiese sussidiarie. Per me è come se don Novello fosse ancora qui tra noi. Merita certamente di essere sostenuto e aiutato. Lo chiedo espressamente. Don Aldemo si fa in quattro ma non può prendere dappertutto. Come dicevano Santa Chiara d'Assisi e San Francesco “chi non dona non riceve” e i poveri hanno bisogno adesso e non domani. Spero in cuor mio che Don Aldemo per il suo grande cuore e per essere l'angelo della comunità venga fatto monsignore. E' concreto e non molla mai anche quando tutto sembra perduto. Con me l'ha fatto e sono molto orgoglioso di lui. Non abbandona il suo gregge che è in cammino, la sua visione è globale ed è anche tecnicamente molto preparato.
Il nostro è un tempo nel quale si rende sempre più impellente la necessità di fare comunità.

Un tempo, quando la solidarietà faceva parte della cultura esistenziale le popolazioni erano più forti spesso vivendo un interscambio. I luoghi in cui oggi si può formare una comunità sono le parrocchie e a queste dobbiamo guardare non solo come luogo aggregativo in cui fare comunità , ma anche come porto sicuro di incontro con il Creatore”.

 

giovedì 2 agosto 2018

Sfrattata la 'colonia felina' di via Venola.

Foto ricordo dopo la fatica
“Non è possibile. Come si può essere tanto insensibili? A che pro tanta cattiveria?” Sono le domande che si fa Gianni Passini dopo aver visto smantellato e cancellato il suo semplice e curato ricovero per gatti, i componenti della colonia felina vicina alla sua casa, Passini utilizzando un ceppo radicale di un albero crollato per la neve pesante dello scorso inverno e altri materiali di recupero ha recentemente realizzato una bella 'capanna' per gli 8 componenti della colonia di gatti, 6 adulti e due micini. I gatti avevano trovato nella costruzione un rifugio adatto alle loro esigenze e avevano iniziato a frequentarlo anche perchè era il punto d'arrivo per chi voleva portare loro del cibo. Un brutto giorno però il manufatto di Passini è 'svanito' e i gatti si sono trovati sfrattati, ma solo di pochi metri poiché continuano a stare nell'area, dove, anche se in modo meno accogliente sono sempre stati. “La colonia è censita. La presenza è quindi regolare, “ sottolinea Passini, “e prima di costruire la capanna per loro ho chiesto un sopralluogo della Polizia Municipale e il parere del veterinario. Mi sono poi comportato seguendo le indicazioni ricevute,” chiarisce ancora e non vuol neppure sentire parlare di possibile azione distruttrice di un animale selvatico. “ Chi ha smantellato il rifugio dei gatti, ha ricomposto i legnami ed ha accostato la pesante mole radicale dell'albero. Ciò che è accaduto non è quindi addebitale a un selvatico”. Passini abita in un piccolo caseggiato alla periferia di Pian di Venola, lungo la via che fiancheggia il torrente. 

Passini e uno dei suoi otto amici a quattro zampe
 

giovedì 12 aprile 2018

L'amarcord di Gianni Passini

I trofei di Passini
Riceviamo:


Ho partecipato a pasquetta alla podistica “Corri con Noi”, organizzata da Gerardo Astorino, Presidente del Comitato Podistico Bolognese, e Maria Molisani. I campi sportivi della Barca sono stati invasi da una moltitudine di atleti in maglie multicolor che facevano da sfondo alla bella location del luogo di partenza. I percorsi della camminata erano 3: uno per bambini di 3 km circa, uno di 7 km per i meno preparati non competitivo, uno top di 10 km competitivo Ho assistito alla corsa  dei 3 Km nella quale si è imposta una ragazzina che ha 'sverniciato' anche i maschi,è stata forte. Poi sono partito per il percorso intermedio di 7 km., ma per una mia svista ho corso lungo quello di 10km. Con me c’era la mia immancabile cagnolina Maya e anche il mio maestro ed allenatore per circa 20 anni,il grande Giancarlo Vecchi allenatore della società atletica“Acquadela Bologna” che mi ha dato qualche consiglio anche per il futuro perchè ho intenzione di provare ancora ad allenarmi con il giusto metodo, impegno e la solita passione. Ha partecipato anche Vito Melito, recordman e vincitore, in più edizioni, della 100 km. del Passatore,un validissimo super atleta,uno dei miei miti. Mi sono intrattenuto per un attimo prima della partenza con il capogruppo della Polisportiva Podistica Monte San Pietro, Franco Raimondi sempre tra i primi ad arrivare alla mattina presto e montare la tenda dove gli atleti si cambiano. E' un brav’uomo e da tempo lontano ormai è il capogruppo storico; poi è molto gentile con tutti ,anche con la mia Maya,che spesso gli scrocca qualche fettina di salamino. Lui prepara a fine corsa con la figliola Gloria, i vari buffet e spesso anche gli altri atleti di altri gruppi gradiscono un piccolo boccone e una bevanda che non gli viene negata: un bell’esempio da tenere in alta considerazione.
Dopo la camminata e la sosta al punto ristoro ho fatto qualche palleggio con un papà di colore e il suo figliolo che mi hanno fatto i complimenti per la mia forma ancora buona. In effetti, ai tempi d’oro ero forte non solo a correre ma anche in altri sport mi difendevo, Mi sono tornati in mente tutti i successi passati: i due trofei con inciso:”a Passini Gianni un ATLETA in ogni Sport”, le vittorie a biliardino ad un torneo a Rimini, al tiro alla fune a Castelluccio per la 'festa dei fiori', quando eravamo in 5 a tirare con mio padre, mio zio NINO e mio cugino Fabrizio e vincemmo alla grande. Sempre a Rimini vinsi il torneo a braccio di ferro in una gara interregionale. Per poco tempo giocai a calcio nella squadra amatori di Tolè e ho partecipato qualche volta a tornei di pallavolo, basket, corse campestri, salto in alto ai giochi della gioventù. Mi sono tornate in mente anche le tre minuscole medaglie d’oro guadagnate da bambino in colonia al mare: una nel calcio,una nella corsa Cross,e una nel salto in lungo. Peccato che un bambino me le rubò e, quando lo colsi con le mani nel sacco,mi colpì con un pugno, io reagii e gli ruppi il naso. Dopo mi è dispiaciuto ma le medaglie d’oro non me le ha restituite.
Comunque sono bei ricordi.

domenica 18 febbraio 2018

L'amarcord per Mariele Ventre.

Gianni Passini ricorda: 
Il 16 dicembre 1995 sorella morte bussò ad un cancello della tranquilla Via Guidicini, nel quartiere pre-periferia est di Bologna e portò in Paradiso, a coordinare i cori Angelici, Mariele Ventre, a tutti nota per essere stata artefice della nascita e maestra direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna. Coro protagonista dell'apprezzatissimo ( non solo per auditel) Zecchino d’Oro.
Mariele è sempre stata protagonista e presente nel cuore dei tanti bambini che l'hanno avuta per 'maestra'. A 23 anni dalla sua scomparsa, manca ancora ai grandi e ai bambini che in lei trovavano una guida e un punto di riferimento rassicurante; una donna straordinaria nella sua semplicità e una validissima Maestra.
Qualche anno dopo la sua scomparsa, il 22 giugno 2000, mancò il papà di Mariele, il dottor Livio Ventre, commercialista molto stimato.
Nella serata di venerdì del Festival di Sanremo i ragazzi dello Stato Sociale hanno voluto al loro fianco i bambini del piccolo coro dell’Antoniano , consapevoli del valore sociale, oltre che canoro, dell'apprezzatissima giovanissima formazione, biglietto da visita di grande effetto per Bologna.
Ciò mi ha fatto apprezzare ancor di più il fatto che il gruppo di giovani artisti bolognese sia 'arrivato' secondo a Sanremo.
Negli ultimi tempi abbiamo perso anche Cino Tortorella, il famoso Mago Zurlì, animatore e conduttore instancabile dello Zecchino d’Oro.
E' doveroso ricordare persone che hanno dato tanto al piacere dello stare insieme, dedicando la loro vita ai bambini dello Zecchino d’Oro e a tante opere destinate alla beneficenza.

mercoledì 14 giugno 2017

Un padre: una figura che non muore, un tesoro sempre presente.


L'amore e la riconoscenza per un padre, un sentimento che non muore mai, ma si solidifica e si fa struggente anno dopo anno.

Questo il pensiero che ci ha inviato Gianni Passini in occasione dell'anniversario della morte del padre Marcello:

“ Mio padre era un uomo e un papà meraviglioso. Ha dedicato tutta la sua vita al lavoro e  alla sua famiglia, per la quale ha sacrificato tutto se stesso. Era un uomo onesto, forte e coraggioso. Di fronte alle avversità della vita, ne ha avute tante, non si è mai arreso ma le ha combattute a muso duro senza mai tirarsi indietro. Mi ha trasmesso i veri valori della vita e per questo trovo doveroso ricordarlo tutti gli anni in segno di ringraziamento perché se sono questo uomo, in gran parte  lo devo ai suoi insegnamenti. Anche quest’anno il 28 maggio ho fatto celebrare una Santa Messa in sua memoria a Panico, officiata da Don Aldemo Mercuri, che ringrazio sentitamente.
Il mio papà mancò il 25 maggio 2007 e allora non partecipai al Festival Occidente di Kainua  a Marzabotto per rispetto suo. Mi limitai a fare da spettatore. Partecipai l’anno successivo. Con mio padre c’era una complicità in tutto. Ciò che facevamo insieme come andare nel bosco a cercar funghi o altre primizie, era per me un qualcosa di straordinario, Conosceva tutto quello che c’è da scoprire, aveva un rispetto per gli animali e la natura eccelso, sapeva relazionarsi con le persone in modo incredibile, tanto che parlando con lui erano rapiti dalla sua saggezza e conoscenza e ci stavano volentieri. Voglio ringraziare la scrittrice Federica  Tinti che lo intervistò per un suo libro e lo menzionò. La guerra lui l'ha vissuta e sapeva bene ciò che diceva.

Grazie Padre, il mio Amore per te rimarrà in eterno finchè avrò un alito di vita.

Ciao pa'.

Tuo figlio Gianni,”l’Etrusco”.

giovedì 21 luglio 2016

Il 'buon samaritano' è ancora una figura rara.


Mentre, poco dopo le 14.30 di oggi, percorreva la Porrettana diretto a Marzabotto, superato Paganino di Sasso Marconi è stato preso da un improvviso colpo di sonno, è uscito di strada ed è finito contro un grosso sasso sul bordo della statale che ha sfasciato la gomma destra anteriore del suo veicolo. 

Protagonista del singolare incidente, finito fortunosamente nel migliore dei modi poiché in direzione opposta provenivano altre auto e da dietro alcuni mezzi pesanti, uno straniero al rientro dal lavoro da Crespellano.
L'uomo, svegliato dall'urto dell'auto contro il masso, è riuscito ad accompagnare alla meno peggio la propria auto sulla destra ed è sceso piuttosto confuso e disorientato, ma fortunatamente illeso. 
Dietro di lui procedeva anche il marzabottese Gianni Passini che si è fermato e lo ha tranquillizzato facendogli notare che il guaio aveva interessato le sole lamiere e ha chiamato il carro attrezzi.

Passini non a mancato di far notare l'indifferenza degli altri automobilisti che sono stati testimoni dell'accaduto poiché sulla Porrettana al momento dell'incidente. “Prestare aiuto a chi è in difficoltà è un dovere civico,” ha ricordato . “ Oggi aveva bisogno costui, domani potresti esserci tu in una situazione difficile. Se tutti se ne vanno ...”.