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martedì 20 febbraio 2024

Ricercati gli 'amici' in Italia di Lassoued Abdessalem

 


La Digos e Ros comunicano: 

 

Personale del ROS dei Carabinieri e della DIGOS della Questura di Bologna, con il supporto del Raggruppamento Operativo Speciale di Roma e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sta procedendo all’esecuzione di un decreto di perquisizione, emesso dal Procuratore Distrettuale Dr. Giuseppe AMATO e dal P.M. Dr. Stefano DAMBRUOSO della Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Bologna, nei confronti di 18 soggetti di origine nord africana, dimoranti nelle province di Bologna, Brescia, Como, Fermo, Ferrara, Lecco, Macerata, Teramo, Palermo, Perugia, Roma, Torino, Trento e Udine. 

Le misure, che si inquadrano nell’ambito degli approfondimenti investigativi scaturiti dall’attentato perpetrato a Bruxelles, lo scorso 16 ottobre, dal cittadino tunisino LASSOUED Abdessalem, originano anche da acquisizioni provenienti dai canali di cooperazione internazionale, avviate fin da subito con la polizia belga e gli organismi di Europol, che hanno consentito di fare piena luce sui contatti mantenuti in Italia dell’autore dell’attacco terroristico, come noto rimasto nel nostro paese dal 2012 al 2016. In particolare, i destinatari dei provvedimenti, appartenenti alla cerchia relazionale virtuale del citato cittadino tunisino, risultano usuari di profili social con contenuti tipici degli ambienti dell’estremismo di matrice confessionale Gli sviluppi di tali accertamenti hanno già permesso di individuare altri stranieri nei cui confronti si è definito l’iter per l’allontanamento dal territorio nazionale con provvedimenti amministrativi di espulsione. Sono in corso di valutazione le posizioni amministrative degli stranieri oggetto di perquisizione volte a verificare la regolarità della loro permanenza sul territorio nazionale.


martedì 24 novembre 2015

Terrorismo, 4 espulsioni a Bologna. Abitavano a Casalecchio di Reno.



Da ANSA

La Digos di Bologna ha dato esecuzione ad un provvedimento di espulsione su disposizione del Ministero dell'Interno, nei confronti di quattro marocchini residenti a Casalecchio di Reno, indagati in un'inchiesta sul terrorismo islamico della Procura. Nel corso di perquisizioni era stato trovato in loro possesso materiale di carta e video, inneggiante alla jihad.
Una sorta di manuale dove si ipotizza e si illustra come fare un attentato alla sede della Banca Centrale Europea è tra il materiale, scaricato da internet e trovato nella disponibilità ai quattro marocchini. Le indagini del Pm Enrico Cieri, che ha coordinato il lavoro della Digos, è partita nel 2010, ha visto perquisizioni nel 2012 ed è stata attualizzata con controlli fino a quest'anno. Ai quattro - Abdelali Bouirki, Abdelkrim Kaimoussi, Mourad El Hachlafi e Said Razek - sono stati trovati anche vari testi scritti, canti jihadisti e file audio/video, con "ripetute ed ossessive celebrazioni del Jihad". Ci sarebbe anche un messaggio registrato in cui uno dei quattro piange, pregando e dicendo di voler essere un martire della 'guerra santa': "Allah, prendi il mio sangue".


Da Bologna Today
Terrorismo, espulsioni a Bologna. Pianti e preghiere: "Allah, prendi il mio sangue"
Il decreto di espulsione è stato firmato dal Ministro dell'Interno Angelino Alfano: "Erano indagati per associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale. Ho firmato questo decreto per motivi di sicurezza dello Stato. Si tratta infatti - spiega il ministro - di quattro soggetti che, a vario titolo, hanno aderito e si impegnavano per la diffusione dell'estremismo violento".
Il Ministro ha confermato che uno era l'informatico del gruppo, diramava on line pratiche religiose e proclami ideologici di orientamento jihadista, canti celebrativi di atti di martirio, manuali sulle tecniche di combattimento e per la realizzazione di attentati, un altro cercava sul web contenuti inneggianti all'odio verso l'Occidente e celebrativi della violenza quale strumento di affermazione dell'Islam: "Un altro - ha proseguito il ministro - manifestava la sua adesione all'ideologia più radicale concorrendo alla diffusione di contenuti funzionali alla formazione operativa degli altri sodali. E infine l'ultimo era strettamente legato al primo, l'informatico, con il quale condivideva la visione estremista dell'Islam"


Da ‘Il FattoQuotidiano.it/EmiliaRomagna’


I cittadini marocchini erano indagati per addestramento ad azioni con finalità di terrorismo. La procura aveva chiesto misure cautelari, il gip però le aveva rigettate perché il materiale era stato scaricato da internet. Nell'inchiesta anche un quinto uomo che nel frattempo è andato a combattere in Iraq
Nelle loro abitazioni erano stati trovati anche manuali che spiegavano come scatenare la guerriglia in città o come confezionare esplosivi. Per questo quattro cittadini marocchini residenti in provincia di Bologna sono stati espulsi dall’Italia. Si tratta delle prime espulsioni dopo gli attentati di Parigi.
I cittadini marocchini erano al centro di un’indagine partita da una serie di perquisizioni nel 2012. Erano tutti indagati dal pm Enrico Cieri per addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. Nelle perquisizioni era stato anche trovato del materiale inneggiante alla jihad, che aveva portato alla richiesta al gip dell’emissione di misure cautelari. Le misure erano state chieste prima dell’estate ma erano state rigettate dal giudice per le indagini preliminari Letizio Magliaro a inizio settembre in considerazione del fatto che il materiale era stato scaricato da internet, e quindi non veniva ritenuto provato che fosse finalizzato ad una azione di indottrinamento jihadista.
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Dopo il rigetto, però, dalla procura bolognese era partita la richiesta alla polizia giudiziaria, in questo caso la Digos, di individuare ogni modalità possibile per tutelare la sicurezza nel tempo più rapido. Questo perché oltre al materiale di propaganda trovato inizialmente si era poi trovato altro, come un libretto tecnico operativo per la guerriglia in città e indicazioni per la fabbricazioni di esplosivi, e questo è stato ritenuto dagli inquirenti, “un salto di qualità“. I quattro frequentavano un centro di preghiera in via Rigola. Uno dei quattro era ritenuto elemento ‘guida’ religioso.
Ottima notizia. Mi sembra un provvedimento ben fatto, che testimonia che c’è un controllo da parte della nostra intelligence. Quindi bene, una buona notizia”, commenta il sindaco di Bologna, Virginio Merola.