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domenica 21 settembre 2025

Gaza, il boicottaggio arriva a Casalecchio: nel mirino Carrefour e Zara

 Attivisti al Gran Reno: “Ogni acquisto decide la vita o la morte di un bambino”. Quattro in sciopero della fame per chiedere sicurezza per la Flotilla e il riconoscimento del genocidio a Gaza


Nel pomeriggio di venerdì scorso, 20 settembre, intorno alle 18, un gruppo di attivisti di Ultima Generazione ha organizzato un presidio davanti all’ingresso del centro commerciale Gran Reno. Nel mirino, secondo quanto denunciato dagli attivisti, la “complicità economica” di alcune multinazionali con il conflitto in corso a Gaza. 

L’iniziativa, riportata da Bologna Today, si è basata su un appello al boicottaggio, definito dal movimento una forma di “resistenza civile” e pressione economica. “Ogni acquisto che noi facciamo o non facciamo decide la vita e la morte di un bambino o di una famiglia – ha spiegato Lorenzo, 24 anni – decide se arriveranno aiuti umanitari oppure delle bombe”.

In parallelo alla protesta, il gruppo ha annunciato che quattro attivisti – Alina, Beatrice, Claudio e Serena – hanno intrapreso uno sciopero della fame. Le richieste avanzate sono due: garantire il ritorno in sicurezza degli italiani imbarcati sulla cosiddetta Flotilla e ottenere dal governo Meloni il riconoscimento ufficiale di quello che viene definito “genocidio a Gaza”.

Nel comunicato diffuso, Ultima Generazione sottolinea di voler sostenere “tutte le persone che sceglieranno lo sciopero della fame come forma di resistenza nonviolenta”. L’obiettivo dichiarato è duplice: “incidere sugli interessi economici che alimentano l’occupazione” e “tentare di forzare il blocco navale imposto da Israele”, dove si trovano anche attivisti italiani a bordo delle imbarcazioni.

La posizione del movimento è netta anche nei confronti degli Stati europei, accusati di non intervenire per “interessi militari ed energetici” e di lasciare ai cittadini il compito di agire. “Siamo già 53mila ad aver scelto questa forma di resistenza attiva – si legge nel comunicato –. Il boicottaggio è un atto politico concreto contro il genocidio in corso”.

Secondo gli attivisti, l’azione mira a colpire direttamente le aziende che “continuano a esportare in Israele, scegliendo il profitto invece di assumersi la responsabilità di non essere complici”.

domenica 24 gennaio 2016

SAECO - PER UNA CONCRETA SOLIDARIETA' AI LAVORATORI PATECIPA AL BOICOTTAGGIO

I Popolari per l'Italia scrivono agli emiliano-romagnoli; “Boicottiamo i prodotti Philips”.

La drammatica situazione che si profila nella vallata del Reno in conseguenza degli annunciati 243 licenziamenti alla Saeco di Gaggio Montano, oggi azienda del gruppo Philips Electronics non può lasciare indifferenti.
Difficile individuarne con precisione le cause, per quanto fra queste non possa escludersi la difficile e costosa raggiungibilità del territorio determinata dalla bocciatura della bretella di collegamento Porrettana – Autosole (a suo tempo proposta da Società Autostrade) di cui portano la responsabilità i decisori politici locali, in particolare regionali.
Una decisione improvvida e miope che ha di fatto azzerato la competitività di un intero comprensorio montano e che rende niente più che simboliche le attestazioni di solidarietà portate in questi giorni ai lavoratori licenziati. (Che fine hanno fatto a proposito le 12.000 firme a suo tempo raccolte?)
Tuttavia il fatto che i decisori politici locali abbiano mancato di creare le condizioni ottimali perché un’impresa permanga sul territorio, non giustifica la scelta della Philips di procedere a licenziamenti tanto massicci, peraltro non determinati da criticità di mercato, ma esclusivamente da volontà di delocalizzare.
 Valutato tutto ciò, 
- mossi da un intento di solidarietà il più possibile concreta nei confronti delle oltre 200 famiglie dei dipendenti,
- giudicando deprecabile l’atteggiamento spregiudicato della multinazionale Philips;
- considerato che ciascuno di noi impersona un consumatore;
chiediamo a tutti, in particolare ai residenti nell’area metropolitana bolognese, di aderire ad un’ iniziativa di boicottaggio del marchio Philips, impegnandosi con effetto immediato ad
ASTENERSI DALL’ACQUISTO DI ELETTRODOMESTICI E PRODOTTI ELETTRONICI DEL MARCHIO "PHILIPS"
fintanto che non sarà ritirato il provvedimento di licenziamento e garantito il ritorno della produzione nello stabilimento bolognese di Gaggio Montano.