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sabato 1 settembre 2012

Casalecchio di Reno. Tenta una truffa all’Unipol Banca ma il tentativo lo porta in carcere.


Un casertano 49enne si è presentato agli sportelli di Unipol Banca chiedendo di aprire un conto corrente ed esibendo documenti falsi. L’impiegato però se n’è accorto e ha chiamato il 112. Il malintenzionato vistosi scoperto ha fatto buon viso a cattivo gioco e non si è ne’ stupito, ne’ opposto all’arresto da parte dei Carabinieri che lo hanno portato in ‘gattabuia’ con l’accusa di tentata truffa, sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsi.

L’autore del tentativo è già noto alle forze dell’ordine per precedenti tra cui rissa, a seguito della quale fu arrestato quando aveva soltanto 20 anni, rapina, estorsione, emissione di assegni a vuoto e diversi reati relativi al gioco d’azzardo.

La vicenda si è svolta ieri mattina, venerdì 31 agosto, alle 10. Il 49enne è entrato nella filiale di Casalecchio di Reno per aprire un conto corrente bancario. L’impiegato incaricato a svolgere tale mansione ha avuto il sospetto che i documenti d’identità presentati dall’uomo potessero essere contraffatti. Con la scusa di svolgere delle verifiche anagrafiche, si è allontanato dalla sua postazione e senza farsi vedere ha telefonato al 112.

I Carabinieri, quando sono giunti, si sono avvicinati allo sportello bancario dove il pregiudicato se ne stava tranquillo, in attesa della definizione della pratica. L’uomo alla vista dei militari non ha reagito ma alla richiesta di fornire un documento d’identità ha risposto: “Quale volete, quello vero?”.

Ulteriori accertamenti eseguiti dagli investigatori dell’Arma hanno rilevato che la carta d’identità e la tessera sanitaria che l’uomo aveva presentato all’impiegato, erano intestate a un cittadino modenese. I documenti falsi sono stati sequestrati mentre l’arrestato è stato rinchiuso nelle camere di sicurezza della Stazione di Bologna Borgo Panigale in attesa di comparire di fronte all’Autorità Giudiziaria.

venerdì 9 marzo 2012

'Non è tutt’oro quello che luccica'. Sequestrata falsa gioielleria ambulante. Due truffatori denunciati dai Carabinieri.



Non era oro a 18 carati, ma vere patacche fatte in casa con cui due furbacchioni proponevano ‘affari’ alle coppie in occasione dell’otto marzo, ‘festa della donna’. A bloccare i raggiri sono stati i Carabinieri di Marzabotto e di Vergato che, ‘mangiata la foglia’ hanno smascherato e denunciato i truffatori, una coppia di rumeni, A.R., 39enne, e A.L., 35enne, entrambi con precedenti di polizia e senza fissa dimora.

Durante uno dei tanti servizi perlustrativi in una piazzola di sosta della Statale ‘Porrettana’, i militari hanno notato un uomo e una donna dediti al commercio ambulante e, per controllare la legittimità della presenza, si sono diretti verso i due ‘commercianti’, indaffarati nel proporre l’acquisto di ‘anelli in oro ’ alle persone in transito. Con l’arrivo della pattuglia i due venditori hanno iniziato a liberarsi di tutti i monili che avevano tra le mani, mentre gli aspiranti acquirenti , che avevano creduto di avere di fronte due facoltosi rappresentanti di oggetti preziosi, hanno cercato di capire cosa stesse accadendo.

Sollevato il coperchio, la pentola ha permesso di capire che i due rumeni, che avevano cercato di darsi un tono di ‘commercianti facoltosi’ presentandosi a bordo di una Mercedes E200, avevano improvvisato, approfittando della ‘Festa della Donna’, una vendita al dettaglio di anelli di colore giallo, simili all’oro, ma realizzati con varie leghe metalliche di poco valore. La gente che si avvicinava al ‘banchetto espositore’ veniva ingannata dai due imbroglioni che spacciavano per oro i loro prodotti.

Ulteriori controlli e una perquisizione personale e dell’auto hanno permesso ai Carabinieri di trovare all’interno del bagagliaio 164 anelli di colore giallo immediatamente sequestrati.


Foto e notizia del Comando Provinciale Carabinieri.