sabato 7 novembre 2026

L’Appennino al centro: politiche regionali e nazionali per il futuro delle aree interne

 

di Andrea De Maria

 deputato della Repubblica


Investire sulla montagna e sulle aree interne significa investire sul futuro dell’intero Paese. Garantire diritti, servizi e opportunità a chi vive e lavora nei territori appenninici è una priorità per costruire uno sviluppo più equilibrato, contrastare lo spopolamento e rafforzare la coesione sociale e territoriale.

Questi sono stati i temi al centro dell’iniziativa promossa dal Partito Democratico dell’Appennino bolognese, che si è svolta a Vergato. Un importante momento di confronto al quale ho partecipato insieme al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e a Maurizio Fabbri, con la conduzione di Francesca Vitali dell’Università di Verona.

Credo profondamente che il massimo livello possibile di dialogo e interazione tra istituzioni e comunità rappresenti una condizione fondamentale per rafforzare la democrazia. Le politiche pubbliche sono tanto più efficaci quanto più nascono dall’ascolto dei territori, dalla conoscenza dei loro bisogni e dalla capacità di coinvolgere cittadini, amministratori, imprese e realtà associative nella definizione delle scelte.

La nostra proposta alternativa di governo ha proprio nelle politiche per le aree interne e la montagna uno dei suoi pilastri fondamentali. Dobbiamo affermare concretamente il principio della parità dei diritti e delle opportunità, indipendentemente dal luogo in cui si vive. Questo significa garantire servizi essenziali, a partire dalla sanità, dalla scuola e dai trasporti, promuovere investimenti per il lavoro e lo sviluppo economico, sostenere il ripopolamento e assicurare una cura costante del territorio.

Significa anche mettere al centro la prevenzione del dissesto idrogeologico, la manutenzione del patrimonio ambientale e infrastrutturale e la valorizzazione delle risorse naturali e culturali. Una visione che si contrappone alle scelte dell’attuale Governo, che rischiano di penalizzare ulteriormente i territori più fragili, indebolendo le politiche di coesione e le opportunità di sviluppo.

Nel corso dell’incontro abbiamo affrontato alcune questioni decisive per il futuro dell’Appennino bolognese.

Mobilità e collegamenti. È indispensabile potenziare il Servizio Ferroviario Metropolitano, migliorando frequenza, qualità e integrazione dei collegamenti su rotaia, e intervenire con urgenza sulla viabilità stradale. Tra le criticità più rilevanti c’è quella della Rupe di Sasso Marconi, sulla quale ho assunto anche una specifica iniziativa parlamentare. La mobilità non è soltanto una questione infrastrutturale: è una condizione essenziale per garantire accessibilità ai servizi, diritto alla mobilità e possibilità di sviluppo.

Lavoro e sviluppo economico. L’Appennino dispone di importanti potenzialità, a partire dalla crescita del settore turistico e dalla ricchezza delle sue eccellenze storico-culturali, paesaggistiche e ambientali. Occorre consolidare questa crescita, sostenendo un turismo di qualità e sostenibile, capace di generare occupazione e nuove opportunità. Allo stesso tempo, dobbiamo tutelare e promuovere la presenza delle imprese meccaniche e manifatturiere, che costituiscono una componente fondamentale del tessuto produttivo e occupazionale del territorio. Tradizione industriale, innovazione, turismo e valorizzazione ambientale devono procedere insieme.

Istituzioni e autonomie locali. È necessario ripensare la riforma delle Province e rilanciare il ruolo delle Unioni dei Comuni. I territori hanno bisogno di istituzioni intermedie capaci di programmare, coordinare gli interventi e sostenere concretamente le amministrazioni locali. Oggi molti Comuni, soprattutto quelli di dimensioni più piccole, devono fare i conti con risorse finanziarie insufficienti e gravi carenze di personale. Non possiamo chiedere loro di garantire servizi e affrontare sfide sempre più complesse senza mettere a disposizione strumenti, competenze e risorse adeguati.

La sfida, dunque, è costruire una vera strategia nazionale e regionale per l’Appennino e per tutte le aree interne. Non politiche episodiche o interventi occasionali, ma una visione di lungo periodo, sostenuta da investimenti, servizi e responsabilità istituzionali condivise.

La montagna non è una periferia da assistere, ma una parte fondamentale del nostro Paese, una risorsa da valorizzare e un territorio nel quale costruire nuove opportunità di crescita.

Per questo dobbiamo mettere l’Appennino al centro delle politiche pubbliche. Perché il futuro delle aree interne riguarda il futuro di tutti.

Nessun commento: