domenica 16 settembre 2018

La Scola di Grizzana Morandi è artisticamente ancora più ricca

La Chiesa di San Pietro a La Scola
Il borgo medievale di La Scola, autentico gioiello del nostro Appennino, si è ulteriormente arricchito di una opera d'arte, frutto dell'estro artistico del professor Gian Paolo Roffi. Si tratta di una suggestiva Via Crucis, composta di 14 formelle e posta nell'oratorio di San Pietro, al centro del Borgo, che già custodisce una magnifica Pala seicentesca, recentemente restaurata.

Gian Paolo Roffi e Silvia Rossi
Grazie alla sensibilità e all'attivismo dell'associazione culturale Sculca, di cui Roffi fa parte, il Borgo ha ripreso vita e splendore poiché vi sono stati apportati molti interventi restaurativi che ne sottolineano la storicità e la preziosità fino a dargli quasi un alone di magia. Gian Paolo Roffi, giunto nel borgo molti anni fa, fu talmente preso dal fascino di La Scola da volervi trasferire la sua residenza estiva. 

L'anno scorso notò, assieme all'amico Pietro, la mancanza nella chiesetta di una Via Crucis, nonostante vi fossero i chiodi sulla parete che ne testimoniavano una antica presenza per cui decise di realizzarne una da donare alla bella chiesa.

Roffi e tre delle formelle
Le 14 formelle portano ciascuna vecchi caratteri tipografici in legno che alludono al mistero di quanto viene rappresentato, e un simbolo che, tramite diversi oggetti, dà una rappresentazione dei 14 momenti del percorso: rametti di ulivo nella preghiera del Getsemani ( I ); la fune della cattura ( II ); i rotoli della Torah ( con le pagine del Deuteronomio contro i falsi profeti) nel giudizio del Sinedrio ( III ); lo specchio in cui ognuno può riconoscersi nel rinnegamento di Pietro (IV ); la sferza della flagellazione romana (V); un foglio bianco che rappresenta la condanna priva di ogni motivazione ( VI ); le spine della corona (VII) espresse con un filo spinato, riferimento ai campi di concentramento; una croce trascinata sul calvario ( VIII ); la porta di Gerusalemme dove avviene l'incontro con il Cireneo (IX ); una maschera di dolore per l'incontro con la Veronica ( X ); i chiodi della crocefissione (XI ); il lino della tunica tirata a sorte con i dadi ( XII ); il volto di Gesù morente (XIII ). Nell'ultima stazione , la XIV, vi è un uovo racchiuso in una pagina indecifrabile come il corpo nel sepolcro avvolto dal mistero, ma destinato a rinascere. Questa rinascita è simboleggiata anche dalle 13 piccole uova che sovrastano ogni formella, mentre l'ultima è sormontata da una croce a forma di Tau, ultima lettera dell'alfabeto ebraico che rappresentava il compimento della parola rivelata. 

E' quindi un'opera ricca di significato e leggibile anche in chiave attuale come nei riferimenti agli specchi in cui ciascuno di noi può vedersi, perchè anche lui può sentirsi un rinnegatore, ma anche uno che soccorre chi soffre.
All'inaugurazione dell'opera, cui era presente per il Comune di Grizzana l'assessore Raffaele Nanni, la Presidente del Consiglio Regionale, Simonetta Saliera, ha sottolineato che da grande innamorata de La Scola, si è adoperata perchè le tante iniziative nate per recuperare e valorizzare il borgo potessero attuarsi, e ha ringraziato l'artista per ciò che ha fatto. Roffi ha spiegato che l'idea conduttrice dell'opera è quella della poesia visiva' che mette insieme immagine e linguaggio. Per l'installazione di questa opera è stato pubblicato anche un volumetto che riporta per ogni formella una breve spiegazione e una poesia che accompagna l'immagine.
La presidente Simonetta Saliera con Roffi
La presidente dell'associazione La Sculca, Silvia Rossi, si è detta profondamente soddisfatta di questo arricchimento artistico, ha ringraziato quanti lo hanno reso possibile: in particolare l'artista, la presidente Saliera, il Comune di Grizzana e i volontari che hanno prestato il loro lavoro. “ Questo è un anno felicissimo, per l'interessamento che abbiamo avuto dalle autorità”, ha detto. “Ciò ci inorgoglisce e ci incoraggia. Questa nuova opera ben si colloca in un contesto antico e prestigioso, in una chiesetta che è l'unica ancora consacrata nel borgo e che conserva una pala del '600 appena restaurata. Stagione quindi da incorniciare e da ricordare, anche se non è finita. Ci sarà presto la presentazione di un libro, la festa dei bambini e stiamo valutando l'avvio dei lavori per il restauro della seconda meridiana presente nel borgo, per cui disponiamo già delle risorse necessarie”

L'incontro si è concluso con la premiazione dei vincitori del Concorso Fotografico 'La mia Scola' che ha visto classificarsi primo Nicola Brini, secondo Cristian Busi e terzo Alessandro Bertocchi.

Da sin. Alessandro Bertocchi, l'assessore Nanni, Nicola Brini, Simonetta Saliera e Silvia Rossi con le foto premiate
 
Al centro la restauratrice della Pala d'Altare Carlotta Scardovi

1 commento:

Unknown ha detto...

Grazie a Francesco Fabbriani per l'attenzione con cui segue l'attività dell'Associazione Sculca nella valorizzazione del Borgo La Scola.

Gian Paolo Roffi