giovedì 4 settembre 2014

La ‘convalescenza’ della castinicoltura sta procedendo bene. Le cure sono affidate anche ai giovani studenti.


Renzo Panzacchi

Hanno già superato il primo anno di corso in forestazione e castanicoltura  gli studenti dell’Istituto Agroambientale Luigi Noè di Loiano e si apprestano ad iniziare il secondo. Il corso, nato da una idea di Renzo Panzacchi, presidente del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino bolognese, porta i ragazzi a specializzarsi in un settore molto caro ai soci del consorzio e di vitale importanza per l’Appennino, quello appunto della castanicoltura.

Presidente, da dove è nata questa idea?

“ E’ nata da una semplice considerazione. Loiano, che ospita una sede dell’Istituto scolastico Agroambientale, è al centro di un comprensorio fortemente connotato da selve castanili che danno un prodotto di altissima qualità. In questo comprensorio si trovano i comuni di Monghidoro, Monzuno, Pianoro, Monterenzio, sasso Marconi, Monte San Pietro. L’idea guida è indicata nel titolo del progetto ‘Castanea. Non solo caldarroste’. E’ un prodotto, quello del castagneto,  ancora tutto da scoprire o almeno da riscoprire e ai ragazzi viene data questa opportunità di prospettiva di lavoro nel comparto. Il castagneto non dà solo marroni e castagne, ma anche altri prodotti come il legno da carpenteria e da costruzione, la  paleria e una biomassa con un grande valore calorico”.

La cultura è però soffocata da una nuova terribile presenza, quella della vespa cinese, cosa mi dice in proposito ?

“Come Consorzio, in collaborazione con la Regione, siamo impegnati da anni ad attivare una lotta biologica adeguata che è l’unico rimedio efficace contro la vespa. Gli esperti indicano nel 2016-17 il raggiungimento dell’equilibrio tra l’insetto dannoso e quello utile, che è il Torymus. A quel punto dovremo vedere la ripresa totale dei castagneti”.


A Loiano avete installato anche un centro di moltiplicazione del Torymus, vero ?

“E’ vero, la Regione ha accettato la proposta del Consorzio di affidare l’incarico alla scuola. L’impegno è quello di rendere la regione autosufficiente nella produzione di Torymus . La scelta  del sito di  ‘colonizzazione’è caduta su un castagneto pubblico che si trova nello condizioni ideali per questa attività: è totalmente isolato da altri castagneti essendo circondato da una abetaia  e ciò impedisce al Torymus di allontanarsi e lo costringe a riprodursi in quella area ideale. I ragazzi, tra gennaio e febbraio, vanno in castagneto, raccolgono 10.000 galle ( le sacche che contengono l’insetto), le portano a scuola dove vengono conservate fino a fine aprile quando avviene lo sfarfallamento. A quel punto le galle vengono portate in laboratorio e preparate per i successivi lanci nei castagneti”.

C’è stato un importante convegno a Lizzano in Belvedere sulla castanicoltura con la presenza di studiosi di fama nazionale,l’incontro  cosa ha portato di nuovo?

“Essenzialmente due dati importanti. Uno  negativo per l’economia nazionale è che nel 2013 l’importazione di castagne ha superato per la prima volta la produzione nazionale. E’ ciò dimostra che esiste una domanda che l’Appennino potrebbe soddisfare con notevoli benefico per i produttori. L’altro dato, positivo, è che la lotta alla vespa è arrivata a regime e nel solo periodo maggio/giugno 2014 nell’Appennino emiliano romagnolo sono stati effettuati 245 lanci di Torymus, cioè tanti quanti ne sono stati fatti nei cinque anni precedenti di lotta al terribile insetto. Nel solo Appennino  bolognese i lanci sono stati 97  e ciò è stato possibile anche grazie al contributo economico del nostro Consorzio”.

Quest’anno sarà ancora un anno di sofferenza produttiva ?

“L’andamento stagionale ha inciso negativamente su tutto il comparto agricolo, quindi anche sui castagneti. L’abbondanza di pioggia ha danneggiato l’impollinazione. Per i castagneti il tutto si traduce in una produzione meno abbondante, ci sono meno ricci, anche se sono di bella pezzatura. C’è ancora comunque da sperare in 15 – 20 giorni di sole e di buone temperature per favorire  la completa maturazione e la caduta del frutto”.

C’è qualcosa che vuole sottolineare a conclusione ?

“A dimostrazione nell’accresciuta sensibilità degli enti pubblici verso la coltura che ha valenza ambientale ed economica, tutti si sono impegnati ad emettere ordinanze che inibiscono nel periodo della raccolta l’ingresso nei castagneti coltivati a raccoglitori di funghi e a cacciatori. Anche questo è il frutto dell’attività di sensibilizzazione portata avanti dal Consorzio che trova anche in questi successi il gradimento dei soci. In caso di abuso si può chiedere l’intervento di tutte le forze pubbliche, Forestale Carabinieri, Polizia municipale e Polizia provinciale”.    

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