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lunedì 15 giugno 2026

Vergato, Evangelisti (FdI): “Garantire un accesso adeguato alla Casa della Comunità per persone fragili”

 La consigliera regionale chiede alla Regione di coinvolgere l’Ausl per risolvere le criticità segnalate dai cittadini


Garantire un accesso pienamente fruibile alla Casa della Comunità di Vergato, nel territorio della Città metropolitana di Bologna, in particolare per le persone anziane, fragili o con difficoltà motorie. È quanto chiede, con un’interrogazione, la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti.

La consigliera riferisce di aver ricevuto diverse segnalazioni da cittadini che evidenziano problemi di accessibilità alla struttura sanitaria. In particolare, secondo quanto riportato, la Casa della Comunità sarebbe raggiungibile dall’ingresso principale dell’ospedale attraverso il corridoio collegato all’ascensore numero 3. Tuttavia, la porta di accesso a tale corridoio risulterebbe attualmente chiusa, impedendo di fatto il collegamento interno verso la struttura.

Da qui la richiesta alla Regione di attivarsi nei confronti dell’Ausl competente affinché venga ripristinato e garantito un percorso interno adeguato e facilmente accessibile alla Casa della Comunità di Vergato, evitando ai cittadini l’utilizzo di percorsi esterni ritenuti disagevoli.

Nell’atto ispettivo, Evangelisti chiede inoltre quali iniziative si intendano adottare per assicurare l’accessibilità ai servizi sanitari da parte delle persone anziane, fragili o con difficoltà motorie, anche alla luce della carenza di parcheggi nell’area esterna di accesso alla struttura.

(Luca Molinari)

domenica 27 febbraio 2022

Dal primo marzo, in Regione, via alla somministrazione della quarta dose (booster) alle persone fragili

 E’ raccomandata alle persone dai 12 anni in su con marcata compromissione della risposta immunitaria per patologie, trattamenti farmacologi o trapianti di organo. In Emilia-Romagna interessati oltre 53 mila cittadini, che saranno contattati direttamente per fissare l’appuntamento



Dubbio segnala:

 

Dopo il via libera arrivato dal Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, che ha fissato per martedì prossimo, primo marzo, l’avvio della nuova fase della campagna vaccinale riservata alle persone gravemente immunodepresse, la macchina organizzativa della sanità regionale si è già messa moto per farsi trovare pronta all’appuntamento.

 “Siamo in grado di affrontare nei tempi previsti questo nuovo step della campagna vaccinale- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- grazie all’efficiente organizzazione del sistema sanitario regionale e a tutto il personale impegnato con vari ruoli nelle vaccinazioni, a cui rinnoviamo il nostro grazie”. 

A chi e come verrà somministrata la quarta dose

I destinatari della quarta dose di richiamo saranno i pazienti con fragilità, dai 12 anni in su che abbiano già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi (di cui la terza addizionale), dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dalla dose addizionale.

E’ raccomandata, come indicato dalle autorità sanitarie nazionali, ai soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria a causa di malattie, trattamenti farmacologici e trapianti di organo solido. Va fatta utilizzando uno dei vaccini a mRNA - Pfizer o Moderna – nei dosaggi autorizzati secondo l’età.

In Emilia-Romagna, secondo una prima stima, la platea dei soggetti immunodepressi ai quali è raccomandata la quarta dose addizionale è di oltre 53mila unità, su un totale di circa 900 mila a livello nazionale.

Queste persone fraqili saranno contattate direttamente tramite sms o chiamata dalle singole Usl o dalle strutture sanitarie che le hanno in carico per fissare l’appuntamento per la somministrazione della quarta dose booster.


venerdì 15 marzo 2019

A San Benedetto si sperimenta la co-progettazione tra pubblico e privato per i servizi alle persone più fragili

Nuovo servizio diurno di comunità “Sant’Andrea” a San Benedetto Val di Sambro che si caratterizzerà in particolare nei percorsi di inserimento lavorativo incentrati sulla formazione in situazione e sui laboratori socio-occupazionali e rivolti persone disabili con un discreto livello di autonomie

L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese informa:


Sarà inaugurato domani, sabato16 marzo, alle 15 il nuovo servizio di comunità “Sant’Andrea” a San Benedetto Val di Sambro, alla presenza di Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro, Marco Mastacchi, presidente del Distretto Socio Sanitario dell'Appennino bolognese e Maurizio Fabbri, presidente dell'Istituzione dei Servizi sociali, culturali ed educativi dell'Unione dell'Appennino bolognese e di Eno Quargnolo, Direttore Distretto dell’Appennino Bolognese dell’Azienda USL.
Il servizio è il risultato di un indirizzo intrapreso l’anno scorso dal Distretto socio-sanitario dell’Appennino bolognese: si è deciso cioè di investire sulla co-progettazione per offrire servizi a minori e adulti con fragilità sociale o con disabilità nell’area di a San Benedetto Val di Sambro e dintorni.
Si tratta di un percorso che vede l’amministrazione pubblica individuare le scelte di programmazione socio-sanitaria dell’ambito distrettuale e coinvolgere nella progettazione soggetti del terzo settore che poi si faranno carico di gestire effettivamente il servizio. Le associazioni e cooperative che hanno risposto al bando sono state Bologna Integrazione Cooperativa Sociale a marchio Anffas, CSAPSA – Cooperativa Sociale Onlus, Libertas Assistenza – Cooperativa Sociale, Lo Scoiattolo – Cooperativa sociale. Collaboreranno anche Passo Passo – Associazione territoriale per l’integrazione, Associazione Mondo Donna e Seges Srl.
Da una parte dunque il pubblico che verifica i requisiti dei partecipanti al bando e pone gli obiettivi generali, verificando anche la sostenibilità economica del servizio, dall’altra il privato che è coinvolto sin dalla fase di pianificazione e può mettere quindi a disposizione le sue competenze e la sua esperienza.
La struttura in questione sino a qualche tempo fa ospitava gli utenti del servizio accreditato “Il Quadrifoglio”, che però diversi anni fa a livello distrettuale si decise di trasferire a Castiglione dei Pepoli. A quel punto si è colta l’occasione per ammodernare gli immobili e avviare un nuovo servizio complesso, che accoglierà attività sociali e socio-sanitarie diurne non coinvolte nel percorso di accreditamento. In questo modo si garantirà la continuità assistenziale agli utenti già presenti e al tempo stesso si offrirà un servizio a persone disabili con un discreto livello di autonomie, per le quali si prevede un percorso di inserimento lavorativo, più incentrato sulla formazione in situazione e sui laboratori socio-occupazionali. Ogni ente del terzo settore si farà carico di un particolare servizio, secondo quanto condiviso in fase progettuale: sono previsti costi complessivi di circa 125 mila euro l’anno, di cui solo una piccola parte, meno di 5 mila euro, sarà a carico delle famiglie.