Un lettore ha inviato questo articolo del Corriere Bologna.
Una legge che impedisca alle multinazionali di fare come «sta
facendo la Philips con la Saeco» che sta portando tutto in Romania.
È quanto chiedono dalla Leopolda i dipendenti dell’azienda
Emiliana, in presidio permanente dalla fine di novembre contro il
piano di mobilità presentata dalla società. Per tutti loro ha
parlato Cinzia Nanni, operaia della Saeco da 26 anni, 9 in più del
marito. Ora entrambi rischiano il posto di lavoro. «Ringrazio il
presidente del Consiglio, il ministro e tutti voi di avermi dato la
possibilità di portare la nostra voce qui alla Leopolda. La Saeco
non si tocca», ha concluso.
POLETTI -
Sulla vicenda della Saeco di Gaggio Montano, azienda controllata da
Philips è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Giuliano
Poletti. «Faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare i
licenziamenti», ha detto il ministro. Dopo il faccia a faccia tra
azienda, istituzioni e sindacati andato in scena nei giorni scorsi al
ministero dello Sviluppo Economico in cui la società è rimasta
sulle proprie posizioni, «continueremo a litigare e a combattere -
assicura Poletti - per far capire che investire in Italia è
un’opportunità così come hanno fatto molte altre multinazionali»,
alcune proprio nel Bolognese. «È sufficiente pensare - argomenta -
alla Philip Morris e alla Lamborghini». Quanto alle delocalizzazioni
all’estero, sottolinea il ministro del Lavoro al quotidiano
bolognese, «non sono solo le multinazionali ad aver guardato ad
altri Paesi di Europa o del mondo. Anche molte aziende italiane hanno
deciso di delocalizzare. Ultimamente però stiamo notando
un’inversione di tendenza con molti che stanno decidendo di tornare
a casa».
LA CRISI -
Tornando al tema Saeco, osserva Poletti, «il Governo, come conferma
la nuova legge del lavoro, sta facendo il massimo sforzo per rendere
conveniente a qualsiasi impresa restare o investire in Italia. Poi,
ovviamente, non possiamo costringere nessuno». Ad ogni modo,
prosegue, «per
la Saeco non ci arrendiamo e andremo avanti assieme alle
organizzazioni sindacali affinché questa vertenza entri a far parte
dei successi».
Se così non fosse, conclude Poletti, «non lasceremo soli i
lavoratori che dovessero perdere il posto attuando tutti gli
strumenti a disposizione, con l’obiettivo finale di un nuovo
impiego».
