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martedì 23 dicembre 2025

“Fare piena luce sulla strage del Rapido 904”


 Andrea De Maria, deputato del Partito Democratico, scrive:


“Oggi ricordiamo le 16 vittime della strage del Rapido 904, colpite dal terrorismo politico-mafioso. Una strage nella quale si intrecciano l’azione delle organizzazioni criminali e quella del terrorismo nero, in uno dei passaggi più oscuri e drammatici della storia repubblicana. Nella vicenda del nostro Paese, l’intreccio fra mafia, eversione neofascista e servizi segreti deviati rappresenta un elemento di straordinaria gravità, che deve essere ancora pienamente indagato e approfondito, nel rispetto della verità e della giustizia”.

“Anche sulla cosiddetta ‘strage di Natale’ del Rapido 904 – prosegue De Maria – permangono interrogativi e responsabilità che attendono di essere chiariti. È un dovere delle istituzioni continuare a sostenere il lavoro della magistratura e della ricerca storica, affinché non restino zone d’ombra e venga affermata fino in fondo la responsabilità di chi ha colpito cittadini innocenti”.

“Oggi rendiamo omaggio alle vittime di quella strage e ci stringiamo ai loro familiari. La memoria non è solo un atto di commemorazione, ma un impegno civile e democratico: ricordare significa rafforzare la difesa dei valori costituzionali e contrastare ogni forma di violenza e di eversione”.

venerdì 23 dicembre 2022

Trentotto anni fa strage Rapido 904, 16 morti e 267 feriti

Ordigno esplose mentre convoglio era nella galleria Direttissima



Morirono 16 persone, fra cui tre bambini, e 267 rimasero ferite nell'attentato al treno Rapido 904, conosciuto anche come la 'strage di Natale', di cui oggi ricorre il 38/o anniversario e ricordato con un messaggio anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

    Domenica 23 dicembre 1984, alle 19:08, un ordigno nella nona carrozza del convoglio esplose con una carica radiocomandata mentre percorreva i 18 km della galleria Direttissima tra Vernio (Prato) e San Benedetto Val di Sambro (Bologna), luoghi non distanti da quelli della strage Italicus del '74 (12 morti e 48 feriti).

Il treno era partito da Napoli Centrale alle 12.55 per Milano, carico di persone in viaggio per le feste di fine anno.
    I soccorsi furono difficili, con il convoglio fermo dentro al tunnel e i collegamenti radio in tilt.
    Il boss Toto' Riina, morto nel 2017, era l'unico imputato a Firenze al processo d'appello. Per la strage ci sono state condanne passate in giudicato, fra cui quella all'ergastolo di Pippo Calò , fedelissimo di Riina. In tempi piu' recenti una rilettura di atti e indagini aveva portato la procura di Firenze a individuare Riina come presunto mandante della strage. (ANSA).

lunedì 23 dicembre 2019

Strage rapido 904, il 35/o anniversario

Bomba esplose in galleria Direttissima, 16 morti e 267 feriti
Era domenica il 23 dicembre 1984, quando alle 19:08 un ordigno nella nona carrozza del Rapido 904 esplose con una carica radiocomandata mentre percorreva i 18 km della galleria Direttissima tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino toscoemiliano, luoghi non distanti da quelli della strage Italicus del '74 (12 morti e 48 feriti). La bomba sul 904 provocò 16 morti e 267 feriti: il treno era partito da Napoli per Milano, carico di persone in viaggio per le feste di fine anno. Il boss Totò Riina, morto nel 2017, era l'unico imputato a Firenze al processo d'appello sulla strage.
    Il 35/o anniversario è stato ricordato con una commemorazione a San Benedetto, alla presenza delle autorità e dell'arcivescovo Matteo Zuppi.
    Per la strage ci sono state condanne passate in giudicato, fra cui quella all'ergastolo di Pippo Calò, fedelissimo di Riina. In tempi più recenti una rilettura di atti e indagini aveva portato la procura di Firenze a individuare Riina come presunto mandante della strage. (ANSA)