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martedì 2 giugno 2026

Dal Contrafforte Pliocenico alla Linea Gotica: escursione tra natura e storia sulle colline di Sasso Marconi

Domenica 7 giugno un trekking ad anello di 10 chilometri alla scoperta della Riserva Naturale e delle testimonianze della Seconda guerra mondiale


Il Gruppo di Studi Progetto 10 Righe informa: 

 

Una giornata all'insegna della natura, della storia e dell'escursionismo lungo uno dei percorsi più suggestivi dell'Appennino bolognese. È in programma per domenica 7 giugno 2026 l'escursione “Il Contrafforte Pliocenico e la Linea Gotica”, iniziativa promossa dal Gruppo di Studi Progetto 10 Righe, dal CSI Sasso Marconi e dal CAI Bologna - Gruppo Medio Reno, nell'ambito delle attività della Consulta Escursionismo Bologna.

L'itinerario si sviluppa ad anello con partenza e arrivo a Sasso Marconi, attraversando alcuni dei luoghi più caratteristici della Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico. Il percorso condurrà i partecipanti da Villa Quiete a Monte Mario, dove sono ancora visibili le postazioni della Linea Gotica, il sistema difensivo realizzato dall'esercito tedesco durante la Seconda guerra mondiale.

L'escursione proseguirà poi attraverso boschi e sentieri fino alla Commenda, alla Piazza e ai Prati di Mugnano, offrendo l'opportunità di immergersi in un paesaggio di grande valore ambientale e storico.

Il ritrovo è fissato alle 9.45 nel parcheggio della stazione ferroviaria di Sasso Marconi, facilmente raggiungibile anche in treno da Bologna Centrale. Il percorso presenta una lunghezza di circa 10 chilometri, con un dislivello complessivo di 346 metri e un tempo di percorrenza stimato in circa cinque ore. La difficoltà è classificata come media (E - escursionistica), adatta quindi a persone abituate a camminare su sentieri.

Il pranzo sarà al sacco e la partecipazione è limitata a 60 persone, con eventuale lista d'attesa in caso di richieste superiori ai posti disponibili. La prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata online attraverso il portale della Consulta Escursionismo Bologna.

Gli organizzatori raccomandano un abbigliamento adeguato all'attività escursionistica, con scarponcini da trekking, abiti tecnici a strati e protezioni in caso di pioggia.

L'iniziativa rappresenta un'occasione per conoscere da vicino uno degli ambienti naturali più affascinanti del territorio bolognese, unendo il piacere del cammino alla riscoperta delle tracce lasciate dalla storia lungo la dorsale del Contrafforte Pliocenico.

venerdì 21 novembre 2025

Escursione didattica sulle “Terrazze naturali del Contrafforte Pliocenico” con il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro

 



Il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro propone per domenica 23 novembre 2025 una nuova passeggiata didattica guidata da Loris Arbati, con ritrovo alle 9.30 nella piazzetta di Livergnano. L’iniziativa, intitolata “Le terrazze naturali del Contrafforte Pliocenico”, offrirà ai partecipanti l’occasione di esplorare uno dei paesaggi più suggestivi dell’Appennino bolognese, tra geologia, storia del territorio e osservazione del paesaggio.

Il percorso, di media difficoltà e lungo circa 7 chilometri, si snoderà tra le tipiche formazioni del contrafforte pliocenico, un’area caratterizzata da spettacolari terrazze naturali e affioramenti rocciosi di grande interesse scientifico. Il rientro è previsto intorno alle 16.

La giornata sarà arricchita dalla presenza di un autore che presenterà ai partecipanti la propria opera, contribuendo a collegare l’esperienza del cammino con la narrazione culturale e ambientale del territorio. È richiesto abbigliamento adeguato, calzature da trekking, acqua e pranzo al sacco.

La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione al numero 366 7062145.

L’iniziativa si colloca all’interno del programma delle Passeggiate di SSS con Loris, appuntamenti che uniscono divulgazione, natura e conoscenza del territorio montano.

giovedì 7 agosto 2025

Contrafforte Pliocenico: camminata notturna sull’Anello di Monte Mario

 



Un’esperienza suggestiva nella Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico: venerdì sera, dalle ore 20:00 alle 23:00, è in programma una camminata notturna lungo l’Anello di Monte Mario, tra pareti di arenaria scolpite nei millenni, affioramenti rocciosi modellati dal vento e dall’acqua, e paesaggi che raccontano la storia geologica dell’Appennino bolognese.

Il percorso, accessibile e non particolarmente impegnativo, si snoda tra antichi edifici, alberi secolari e boschi naturali, con splendidi affacci panoramici sulle pendici del Contrafforte, dove non è raro avvistare il volo del Falco Pellegrino. A guidare i partecipanti sarà una naturalista esperta, che svelerà curiosità e segreti della natura nel suo affascinante volto notturno.

L’escursione, pensata per un pubblico adulto, prevede un cammino effettivo di circa 2 ore e 30 minuti. Il ritrovo è fissato alle ore 20:00 presso la piazzetta di Livergnano, in Via Nazionale 254. Il rientro è previsto nello stesso punto alle ore 23:00.

Consigli utili: si raccomanda di portare acqua e una merenda, di indossare scarpe e abbigliamento da trekking e, per chi lo desidera, di utilizzare bastoncini da escursionismo.

Prenotazione obbligatoria entro domani, venerdì 8 agosto, contattando i numeri 333 2660329 o 051 6254821, oppure scrivendo a eventi@enteparchi.bo.it.

mercoledì 9 luglio 2025

Alla scoperta del Contrafforte Pliocenico al calar del sole

 Sabato 26 luglio una camminata notturna sull’Anello di Monte Rosso



Una serata tra geologia, natura e suggestioni notturne. Sabato 26 luglio, dalle ore 20:00 alle 23:00, la Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico ospita una camminata serale lungo l’Anello di Monte Rosso, alla scoperta della storia, della cultura e dell’ecologia di questo tratto unico dell’Appennino bolognese.

I colori dorati del tramonto, il canto dei rapaci notturni, il fruscio delle foglie e il fresco della sera faranno da sfondo a un’escursione dal forte impatto emozionale, in un ambiente ricco di fascino e biodiversità. Il percorso, a tratti faticoso ma mai troppo impegnativo, sarà guidato da una naturalista esperta, che con l’aiuto di strumenti tecnologici accompagnerà i partecipanti nell’esplorazione del mondo naturale notturno.

Informazioni pratiche

📍 Ritrovo: ore 20:00 presso la piazzetta di Livergnano (Via Nazionale 254)
⏰ Termine previsto: ore 23:00 nello stesso punto
🚶‍♂️ Cammino effettivo: circa 2 ore e 30 minuti

Equipaggiamento consigliato

·         Acqua e piccola merenda

·         Scarpe da trekking e abbigliamento comodo

·         Bastoncini da trekking (consigliati)

Destinatari

L’escursione è riservata agli adulti.

Prenotazione obbligatoria entro  venerdì prossimo
📞 333 2660329 – 051 6254821
📧 eventi@enteparchi.bo.it
 

martedì 9 luglio 2024

Il Contrafforte Pliocenico all’alba

Escursione didattica e culturale

 

Il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro organizza:

 

Domenica prossima, 14 luglio, alle 4 del mattino, dalla piazzetta di Livergnano, partirà la passeggiata didattica sensoriale: la magia dell'alba sul contrafforte pliocenico. 

- Percorso di media difficoltà, km 7 ca.

- Rientro ore 9.30 ca.

- Abbigliamento e calzature adeguate.

- Torcia o cellulare.

- Acqua e colazione al sacco (caffè, tè, biscotti da condividere). 

Accompagnerà la comitiva un autore che presenterà la sua opera. 

La passeggiata didattica è gratuita ma è necessaria la prenotazione al 366 7062145 ( Loris)

domenica 5 novembre 2017

Escursionismo in casa nostra.


Il CSI SASSO MARCONI organizza per sabato prossimo, 11 novembre, una passeggiata nel cuore della città di Bologna 

e il giorno successivo, domenica 12 novembre, nel Contrafforte Pliocenico, per 'indagarlo' nella veste autunnale.


domenica 13 novembre 2016

Domenica con il CSI lungo il Contrafforte Pliocenico.

da Valerio Brecci  
 
Il grande fronte roccioso del Contrafforte Pliocenico, che nasce a Sasso Marconi e corre da ovest a est cavalcando e costeggiando, Reno, Setta, Savena e Zena, offre, a chi lo percorre, una grande varietà di ambienti.
I percorsi possibili, tutti molto belli, non sono sempre facili.
Per questa uscita si è cercato un itinerario medio facile tracciato per un lungo tratto sul versante nord ma che non disdegna affioramenti rocciosi, ampi panorami  e testimonianze di antichi insediamenti.
Si andrà dai versanti della valle del Reno a quelli delle valli del Savena e del Setta, su carrarecce e sentieri dai colori autunnali.
 

Durata escursione  4 ore.
Indumenti di stagione.
Portare acqua.
Difficoltà  medio facile.
RITROVO alle 9 ( già colazionati ) nel parcheggio edicola centro Sasso Marconi.
INFO al n° 3771040871
 

domenica 22 maggio 2016

Gli inviti del CSI Sasso. FESTA DEI SENTIERI CON LA CONSULTA PER L’ESCURSIONISMO.

Il CSI informa:


In occasione della 16° Giornata Nazionale dei Sentieri e delle Aree Protette la Consulta per l’escursionismo organizza la FESTA DEI SENTIERI con trekking tra i magnifici Parchi del Contrafforte Pliocenico e di Monte Sole.
Il ritrovo al termine dei percorsi sarà al parco benessere di Pian di Venola dove sarà possibile pranzare prenotandosi entro giovedì 26 maggio al 338 3117869.
Per maggiori informazioni riguardo i trek potete consultare i percorsi nel seguente link:





martedì 8 marzo 2016

Il Cai invita a passeggiata tra fossili e arenaria, sulle spiagge dell'antico mare Pliocenico, lungo il percorso della 'Traversata delle Cinque Valli'.


Di Alessandro Ori

Domenica prossima, 13 marzo, il Club Alpino Italiano di Bologna (C.A.I.) accompagnerà gli amanti del vivere la collina bolognese a visitare il Contrafforte Pliocenico. La passeggiata fa parte del programma escursionistico 'Trekking col Treno'.

Mezzo di trasporto / Transport Treno / TrainRitrovo / Meeting place Bologna Stazione Centrale (piazzale ovest) h 8,45Partenza a piedi / Hike start time Sasso Marconi Stazione h 9,30Arrivo previsto / Expected end time Bologna Stazione Centrale h 17,49
Itinerario / Itinerary Sasso Marconi – Prati di Mugnano – Poggio Dell’Oca – Mulino Nuovo – Case Benni – Colombara – Villaggio Baldisserra – Pianoro



  • Durata / Duration: 7 h
  • KM / kms: 19
  • Difficoltà / Level: Media / Moderate
  • Dislivello / Elevation gain: + 800 - 750 mt

TITOLI DI VIAGGIO:

Biglietto FS andata da Bologna a Sasso Marconi € 2,15
Biglietto FS riorno da Pianoro a Bologna € 2,15

Info cell. : a partire da 3 giorni prima dell' escursione  331 918 4640


IL CONTRAFFORTE PLIOCENICO


Allineamento di pareti rocciose che si elevano trasversalmente alle valli dei torrenti Reno, Setta, Savena, Zena e Idice, formato da arenarie del Pliocene medio-superiore depositatesi in ambienti di spiaggia. Peculiari le strutture sedimentarie le morfologie. Il termine contrafforte si riferisce alla peculiare sequenza di pareti rocciose, mentre quello di pliocenico sta a indicare l'età geologica delle arenarie che formano questi rilievi. L'articolazione del contrafforte in rilievi separati da valli e vallecole consente l?individuazione di diversi settori di interesse.
Tra il fondovalle Reno e il fosso Raibano, si identifica il rilievo di Monte Mario, che rappresenta l'estremità nord occidentale del Contrafforte pliocenico, il cui fianco nord-occidentale presenta una alta parete verticale che si erge al di sopra di terreni argillosi a più debole acclività. Lungo la spettacolare parete è ben visibile la stratificazione suborizzontale, delle arenarie ed è possibile una loro ripartizione in tre complessi tabulari, la cui separazione è marcata da allineamenti continui della vegetazione. La stratificazione assume, verso nord, una giacitura diversa, che porta gli strati ad immergersi in direzione del fondovalle Reno con forti inclinazioni. Le rocce affioranti sono arenarie formatesi in ambienti di mare poco profondo, nei pressi della linea di costa, probabilmente a cavallo fra un ambiente di piana deltizia ed uno di fronte deltizia, come dimostra il ritrovamento di depositi canalizzati e di strutture legate all'azione del moto ondoso.
La valle del Fosso Raibano separa i rilievi di Monte Mario e Badolo, solcando profondamente le rocce plioceniche, la valle è stretta e profonda, chiusa tra due versanti piuttosto ripidi che mettono a nudo le arenarie interpretate come il riempimento della paleovalle del Setta. Le arenarie si presentano discretamente cementate, e questa loro qualità ha permesso il mantenimento delle forme scolpite dalle acque, come piccole gole, sezione dell'alveo simili a marmitte dei giganti, anse dovute al locale andamento meandrizzante del corso d'acqua. Queste ultime si riconoscono anche ad una certa altezza sulle pareti della vallecola e rappresentano paleoanse che indicano il precedente livello di scorrimento delle acque. Dove sono presenti salti d'acqua, cascatelle di dimensioni variabili (dal metro ai 7-8 metri di altezza), si assiste alla formazione di colate travertinose.
Lungo la parete della Rocca di Badolo sono presenti tre banconi di arenaria di forma tabulare, che possono essere visivamente ricollegai a quelli visibili a Monte Mario, a Monte dei Frati e a Monte Adone. Le arenarie che vi affiorano testimoniano l'innalzamento del livello marino, avvenuto verso la fine del Pliocene. Questo è documentabile grazie alla approfondita analisi delle strutture sedimentarie: negli strati più bassi, infatti, sono prevalenti strutture originate dall'azione di correnti fluviali: queste, passando agli strati superiori, tendono a scomparire lasciando il posto alle tipiche strutture legate al moto ondoso, a testimonianza di un graduale approfondimento del fondo del bacino con conseguente attenuazione e successiva scomparsa dell'influenza fluviale. La cengia che si osserva lungo la parete, corrisponde a un livello di materiale più fine nel quale sono assenti strutture sedimentarie poiché è avvenuta una intensa rielaborazione da parte di organismi che attraversavano il sedimento (bioturbazione). Le sottili linee arrossate che segnano questa cengia corrispondono a livelli di argilla in corrispondenza dei quali si è verificato un arricchimento in ossidi di ferro. Tra la cengia e la sommità della Rocca si ritrovano livelli lenticolari con "clay chips".
Tra Badolo e il fosso degli Aldani si snoda la lunga parete arenacea del Monte del Frate, nella quale è possibile identificare i tre spessi banconi di arenaria di forma tabulare, che possono essere visivamente ricollegai a quelli visibili a Monte Mario, alla Rocca di Badolo e a Monte Adone, al cui interno è presente una fitta trama di strutture sedimentarie. Tra l'arenaria sono presenti livelli di piccoli ciottoli formati da rocce di natura diversa (calcari, arenarie e anche diaspri), che testimoniano la vicinanza di queste aree alle foci fluviali plioceniche, presso le quali si depositava il detrito più grossolano. Gli agenti atmosferici hanno cesellato nella parete numerose morfosculture, rimarcando le linee a differente cementazione, cosicché la superficie degli affioramenti risulta disegnata con una sorta di bassorilievo che mette in risalto le strutture sedimentarie presenti. In corrispondenza delle zone a minore cementazione si sono create piccole cavità e sottili cenge, che hanno permesso la colonizzazione da parte di piante rupicole. L'area ospita una estesa stazione di "Stipa pennata", volgarmente detta lino delle fate, una bellissima graminacea che trova nelle pareti del contrafforte le uniche stazioni regionali. Una estesa macchia di bosco, formata da roverelle, lecci e ornielli, occupa una fascia a minore acclività posta al centro della parete, mentre le scure chiome dei lecci e le spighe argentee della stipa, accompagnati da ginepri, ginestre, elicrisio, eliantemo, geranio e lino, ne coronano il ciglio formando una associazione legata a questi assolati affioramenti arenacei.
Il Monte Adone è la massima elevazione del Contrafforte Pliocenico. Presso la cima si osservano due alti torrioni, numerosi affioramenti di interesse sedimentologico e alcune profonde fenditure di origine gravitativa che originano camini e grotte. Lungo l'imponente parete di Monte Adone si osserva una fitta trama di strutture sedimentarie, che comprende lamine piano parallele e cuneiformi (queste ultime tipiche strutture da battigia). Presso la cima di M. Adone una profonda e stretta vallecola (una sorta di piccolo canyon) interrompe la continuità della parete arenacea e al suo interno si alzano da due maestose torri arenacee che con una altezza di oltre 15 m, sono un esempio di selezione erosiva: acqua e vento hanno avuto una azione meno incisiva nelle zone dove sono presenti strati più duri (che si individuano bene sia sommità delle torri che lungo i fianchi), che hanno funzionato come un robusto cappello protettivo per la colonna di roccia sottostante. Ai piedi della parete rocciosa di Monte Adone si aprono due profonde fenditure verticali, in corrispondenza delle quali si è creata la Grotta (o Tana) delle Fate di Monte Adone. La grotta, al cui interno si avverte una forte corrente d'aria, è accessibile per un tratto di quasi 50 m, oltre il quale massi e detriti crollati dall'alto interrompono il passaggio. Si tratta infatti di una tipica "grotta tettonica", cioè una cavità che si è aperta per la presenza nella roccia di fratture e faglie, allargatesi poi sotto l'influenza della forza di gravità. Le faglie lungo cui si è formata la grotta delle Fate e il camino adiacente, sono le stesse che hanno originato la gola e i torrioni presso la cima del monte. La presenza di concrezioni alabastrine lungo le pareti testimonia la circolazione di acqua concrezionante. Le firme presenti nelle parti più interne della grotta attestano la sua frequentazione sin dal medioevo, un periodo durante il quale si alimentarono le leggende sulla cavità: favolosi tesori o apparizioni di dame eteree (in passato era nota anche come Grotta di Monte Donnico). La cavità venne verosimilmente già utilizzata in tempi preistorici come ricovero o abitazione; il rinvenimento nel 1900 sulla cima di M. Adone di molti frammenti di vasi di terracotta, di fattura grossolana e simili a quelli ritrovati presso la grotta del Farneto e a Castel de' Britti, testimoniano la frequentazione del contrafforte e la presenza di una via di transito durante L'?età del Bronzo. La grotta da' rifugio a una fauna molto ricca con coleotteri, ortotteri, crostacei e isopodi tra cui il raro Coleva cisteloides, assieme a numerosi pipistrelli. Il crinale di Monte Adone è un esemplare spartiacque tra due versanti caratterizzati da morfologie e microclimi contrastanti. Quello esposto a sud-ovest, che è parte del "contrafforte", si presenta molto ripido, a tratti roccioso, poiché è modellato lungo strati disposti a "reggipoggio", cioè con giacitura opposta a quella del pendio, assetto che, come dice il termine, è garanzia di una maggiore stabilità. La vegetazione che riveste le parti meno acclivi è legata alle condizioni calde e secche derivate dall'esposizione, con la presenza dominante di roverella a cui si accompagna il leccio. Il versante esposto a nord-est è invece a "franapoggio", cioè la sua inclinazione è conforme a quella degli strati, che possono funzionare anche come piani di scivolamento per movimenti franosi. In questo fianco è favorita la presenza di un bosco "mesofilo"", tipico dei versanti umidi e freschi. Lungo il sentiero, tra la primavera e l'inizio dell'estate si possono incontrare alcune rarità botaniche tra cui spiccano le belle fioriture della rara erba limonia o frassinella (Dictamnus album) e lunghe spighe a pochi fiori dell'orchidea Limodorum abortivum. La sottostante valle del rio Carbonaro solca le argille e i conglomerati del Pliocene inferiore, derivando il nome degli abbondanti resti di legno fossile carbonificato contenuti all'interno delle argille, che si rinvengono con facilità risalendo il greto.
Il Monte Castellazzo è il tratto di Contrafforte Pliocenico posto tra Monte Adone e la Valle del Savena, dove sarebbe esposta la sezione del fianco sinistro della paleovalle del Savena. Questa struttura è visibile nella successione di strati areancei delle pareti del Monte Castellazzo, dove è possibile seguire con lo sguardo l'andamento della stratificazione e, contemporaneamente, la linea che segna il passaggio tra le arenarie e le sottostanti argille plioceniche. Questa linea, che è maggiormente inclinata rispetto agli strati sovrastanti, rappresenterebbe la fossilizzazione del versante sinistro di una paleovalle fluviale che durante il Pliocene venne scavata nelle argille, in un periodo nel quale il livello marino si abbassò in misura rilevante (regressione). In seguito, quando il livello del mare si innalzò di nuovo e le acque annegarono rapidamente le terre che in precedenza erano emerse (trasgressione), la valle venne colmata da nuovi sedimenti marini i cui strati si appoggiarono con giaciture orizzontali sul versante della valle. La stessa geometria si può leggere lungo il versante destro della valle, negli affioramenti arenacei che risalgono verso Livergnano.
Dal greto del Savena il Contrafforte Pliocenico risale sino a Livergnano culminando nel Monte Lolla, con una parete rocciosa lineare nella quale si evidenziano i lineamenti della paleo valle del Savena. Lungo il crinale è presente una peculiare forma a muraglione e la roccia è scolpita da da una serie di forme erosive modellate dal vento, simili a funghi rocciosi.
Lungo la statale delle Futa, presso il paese di Livergnano, si osserva una parete rocciosa nella quale affiorano le arenarie del contrafforte pliocenico (Formazione di Monte Adone, membro di Monte Mario e Formazione di Monte Rumici Membro di Cà Mazza), dove si osservano interessantissime strutture sedimentarie tra cui una evidente clinostratificazione rimarcata da livelletti ciottolosi.
Il tratto del contrafforte pliocenico che da Livergnano scende al fondovalle Zena culmina del Monte Rosso, dove gli affioramenti espongono arenarie nelle quali si trovano intercalati interessanti livelli di conglomerati. Tra questi è possibile focalizzare, nella parte centrale della parete, un esempio molto chiaro di strato a epsilon, nel quale i conglomerati, a cui si alternano sottili livelli di arenaria, sono organizzati secondo linee inclinate. Questa particolare geometria indica la crescita laterale di un corpo ciottoloso avvenuto lungo la sponda concava di un meandro fluviale, nel quale ogni piena poteva determinare la crescita di una fetta di sedimento: in questo modo la sponda cresceva lateralmente formando la cosiddetta "barra di meandro". Gli strati conglomeratici che si osservano verso il ciglio della parte invece sono di aspetto massivo, cioè privi di strutture, e sono caratterizzati dalla presenza di irregolari intercalazioni di arenaria, con un assetto che cambia molto su diversi transetti verticali. Questi caratteri indicano che la sedimentazione di questi materiali è avvenuta a seguito di un trasporto in massa che ha riversato rapidamente una gran quantità di ciottoli e sabbie: questo tipo di accumulo rappresenta pertanto una piena fluviale fossile.
Tra la valle dello Zena e quella dell'Idice si eleva il Monte delle Formiche. Tra le arenarie che vi affiorano sono presenti potenti livelli conglomeratici (Cà del Monte) e strutture sedimentarie di grande interesse paleogeografico. Una frana di crollo avvenuta nel 2003 ha interessato le pendici meridionali, distruggendo la grotta dell'eremita.
Il Monte delle Formiche rappresenta il rilievo più orientale del contrafforte pliocenico e la sua forma pronunciata, su cui spicca la sagoma del santuario, segna il crinale tra l'Idice e lo Zena lungo cui corre una sterrata molto panoramica sulle due vallate e sul contrafforte tra Livergnano e Sadurano. Lungo la parete del monte sono particolarmente evidenti tre banconi separati da sottili fasce di vegetazione, che rappresentano corpi di forma tabulare formati da arenarie e conglomerati. Alla base della parete, presso la località Cà del Monte, è possibile sostare per osservare da vicino un interessante banco di conglomerati dove sono presenti tracce di rielaborazione da parte del moto ondoso; una testimonianza di come durante il Pliocene questa zona fosse vicina a foci fluviali. I ciottoli che si osservano in questo affioramento sono assai simili nella composizione a quelli che formano oggi i greti dell'Idice e dello Zena, testimoniando che le valli dei fiumi pliocenici erano incise nelle stesse formazioni geologiche che si osservano lungo le valli attuali.



giovedì 16 luglio 2015

SASSO MARCONI. Alla scoperta del Contrafforte Pliocenico.



Dal Comune di Sasso Marconi: 

Il calendario 2015 di escursioni e appuntamenti culturali alla scoperta del Contrafforte Pliocenico (la riserva naturalistica che si estende tra le valli dei fiumi Reno, Setta, Savena Zena e Idice, abbracciando i comuni di Sasso Marconi, Pianoro e Monzuno), curato e coordinato dalla Città Metropolitana di Bologna, si apre con tre eventi in programma a Sasso Marconi.

Si comincia questa sera, giovedì 16 luglio alle 19, con un ‘aperitivo floreale’ al Giardino Botanico ‘Nova Arbora’, seguito da una passeggiata ‘naturalistica’ in compagnia del fotografo e ornitologo William Vivarelli, occasione per scrutare l’ambiente naturale al calar del buio.
Ritrovo al Giardino Botanico ‘Nova Arbora’ alle  19 – Info: 051 847581

Si prosegue domenica 19 luglio con una mattinata dedicata alla lavanda: all’azienda agricola Picaflor sarà possibile partecipare alla raccolta della lavanda e saperne di più sulla coltivazione e sui molteplici utilizzi di questa profumatissima pianta. Ritrovo alle 8.30 al parcheggio dei Prati di Mugnano (l’azienda Picaflor si raggiunge con un’agevole passeggiata, ammirando le fioriture estive dei prati e del sottobosco).

Questo primo ciclo di incontri in programma a Sasso Marconi si chiude martedì 21 luglio ‘dialogando sui massimi sistemi’: si tratta di una serata dedicata all’osservazione (ad occhio nudo) del cielo stellato, in cui gli esperti dell’Osservatorio Astronomico di Bologna ‘guideranno’ guideranno lungo un percorso ‘stellare’ tra le stelle, parlando di astronomia e oggetti celesti tra miti e fondamenti storico/scientifici.
Appuntamento al Parco dei Prati di Mugnano alle 21.30 - Portare una torcia e un panno per sdraiarsi a terra.



lunedì 22 giugno 2015

Trekking per salutare l'alba e il tramonto dal Contrafforte Pliocenico.




Da Valerio Brecci
CSI Sasso Marconi.

Sabato prossimo 27 e domenica  28 giugno il CSI escursionismo propone un trekking lungo i sentieri del Contrafforte Pliocenico della prima cintura bolognese dell’Appennino: un'esperienza di immersione totale nella natura dedicata e adatta in particolare a bambini, ragazzi e famiglie.


giovedì 12 marzo 2015

Monzuno e i 'fossili del contrafforte pliocenico' di Emilio Veggetti.




L’assessorato alla Cultura del Comune di Monzuno informa:

Domani venerdì 13 marzo  alle 21, presso la saletta del Circolo Monte Adone a Brento di Monzuno,  si terrà una conferenza dal titolo ‘I FOSSILI DEL CONTRAFFORTE’, organizzata in collaborazione dal Comune di Monzuno, dal Circolo Monte Adone, dal gruppo CAI Bologna Est e dalla Coop. Se.Va.

Protagonista, il sempre molto apprezzato Emilio Veggetti.