Riceviamo:
“ La
bretella di collegamento Reno-Setta sarà inserita nelle linee
programmatiche 2016 - 2021 della Città Metropolitana. Il prossimo 25
gennaio si svolgerà la discussione per
poi arrivare all’approvazione nella seduta dell'8 febbraio.” Lo
ha annunciato con soddisfazione il presidente della Commissione
Affari Generali e consigliera metropolitana Marta Evangelisti, la
quale mercoledì mattina ha appositamente chiesto ed ottenuto un
incontro col Sindaco metropolitano Virginio Merola per discutere del
tema.
“E' un importantissimo punto di inizio per riportare
finalmente all’attenzione di chi governa la strategicità di
un’opera accantonata per anni,” sottolinea la presidente, che
racconta: “ Martedì il Capogruppo di Forza Italia in Regione
Galeazzo Bignami aveva difatti portato in Consiglio Regionale
la questione, chiedendo una presa di posizione da parte della
Giunta Bonaccini. L’Assessore ai Trasporti della Regione Emilia
Romagna, Raffaele Donini, ripercorrendo la storia del progetto, ha
evidenziato come ad oggi la Città Metropolitana non abbia mai di
fatto chiesto di inserire l’opera nel piano di adduzione
correlato al Passante di Mezzo, come proposto da Bignami.
E'
una infrastruttura fondamentale per il rilancio dei territori
dell’Appennino non solo dal punto di vista turistico ma anche sotto
il profilo occupazionale e attrattivo per nuovi insediamenti”
rimarca la Evangelisti. "Dal Sindaco Metropolitano è arrivata la
piena disponibilità a inserirla nelle linee di mandato, riavviando
così il confronto con tutti i soggetti coinvolti dalla realizzazione
dell’opera per valutarne la fattibilità”.
“ La bretella, oltre
a collegare le due valli, e dare uno slancio turistico al territorio,
darebbe certamente respiro all’economia montana oggi fortemente
penalizzata da una viabilità ormai datata e consentirebbe alle
numerose attività industriali di rimanere in loco e avere un
efficiente collegamento autostradale,” commentano poi Evangelisti e
Bignami. “Un progetto necessario che coinvolgerebbe numerosi Comuni
del nostro Appennino e che davvero concretizzerebbe quei progetti di
rilancio della montagna spesso annunciati ma rimasti solo sulla
carta".
