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giovedì 11 gennaio 2018

La CONSIGLIERA REGIONALE PICCININI (M5S) DENUNCIA: “ PER IL PRESIDENTE BONACCINI IL PIÙ CLASSICO DEI PRIVILEGI. ALTRO CHE VIAGGI IN SEAT.”

Bonaccini ha chiesto per gli autisti delle sue auto di servizio la qualifica di “agente di pubblica sicurezza” che dà diritto ad esibire i dispositivi per evitare gli imbottigliamenti nel traffico.
 
Silvia Piccinini ( nella foto)  scrive:  
 
Da agosto del 2016 le auto blu sulle quali viaggia il presidente della Regione Emilia-Romagna non sono più tenute a rispettare le norme del codice della strada, limiti di velocità e semafori rossi compresi. Nei giorni scorsi ha presentato un accesso agli atti scoprendo che da quasi due anni la Regione Emilia-Romagna ha chiesto e ottenuto per gli autisti che si mettono alla guida delle auto blu sulle quali viaggia il presidente della Giunta la classificazione di “agente di pubblica sicurezza”. Qualifica che di solito è concessa agli autisti delle alte cariche dello Stato (Presidente del Consiglio e Ministri) e dell’Unione Europea e che dà diritto a esibire la classica paletta per dirigere il traffico e lo scenografico lampeggiante blu sopra il tettuccio dell’auto, oltre a non dover osservare, così come recita l’articolo 177 del Codice della strada, “gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale. Tutto questo alla faccia dei tanto sventolati privilegi a cui Bonaccini sostiene di aver rinunciato da quando è diventato presidente della Regione. Per noi si tratta di un benefit da Prima Repubblica altro che governatore della sobrietà. Ma c’è di più: Bonaccini, infatti, ha sempre sostenuto di muoversi, anche per motivi istituzionali, con la sua auto privata. Oggi invece scopriamo che già a maggio del 2016 il suo capo di Gabinetto aveva scritto al Prefetto di Bologna per chiedere la dotazione di paletta e lampeggiante (concessa poi ad agosto) per il conducente delle vetture di servizio in uso al presidente della Giunta, quindi auto blu che evidentemente Bonaccini utilizzava con una certa regolarità. Richiesta, tra l’altro, che è stata rinnovata anche poche settimane fa, questa volta in favore di due autisti della ditta Cosepuri (che per la Regione gestisce proprio il servizio di auto blu) dato che lo storico autista in forza a Viale Aldo Moro è andato in pensione ad inizio settembre del 2017. Le domanda quindi a cui vorremmo che Bonaccini rispondesse riguarda il perché abbia fatto questa tipo di richiesta. Noi al momento possiamo solo fare delle ipotesi: il traffico sempre più caotico che c’è in Emilia-Romagna, e che la sua Giunta non ha mai realmente cercato di diminuire, non gli consente più di arrivare in tempo agli appuntamenti sparsi per la regione? Ha già rottamato la sua SEAT ripiegando sulle più confortevoli auto blu? Avrà preso qualche multa di troppo e quindi pensato di eliminare il problema alla radice chiedendo totale immunità? Tutti interrogativi a cui vorremmo che adesso il presidente della Giunta desse un’adeguata risposta, in modo smentire quello che banalmente sembra il più classico dei privilegi utilizzato dai politici di professione.


Aggiungiamo che il presidente Bonaccini sembra in perfetta sintonia con la classe politica del paese. La legislatura che si è conclusa aveva fra i compiti quello di riportare a una giustizia amministrativa lo sconcertante e ampiamente denunciato pacchetto di incomprensibili benefici a favore della casta. Il decreto che 'iniziava lo smantellamento ' è stato lasciato 'DECADERE', prima della Feste di Natale, nel silenzio generale.

martedì 14 ottobre 2014

DEFRANCESCHI: QUEL DIFFUSO VIZIETTO PER LE AUTO BLU. ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI.




Il consigliere regionale Andrea Defranceschi, ha trasmesso un comunicato dal titolo ‘ Regione:  QUEL DIFFUSO VIZIETTO PER LE AUTO BLU’, nel quale si legge:

Dopo Richetti ci riprovano: "Zero auto blu. Tranne che nelle occasioni istituzionali”, parola di Bonaccini. Motivo sufficiente per andare a controllare.

Ecco quindi, come avevo promesso, alcuni dei risultati del mio accesso agli atti alle fatture della Giunta. Prontamente accompagnato da un esposto indirizzato alla Corte dei Conti e per eventuali profili di competenza alla Procura di Bologna.

Lo sappiamo, gli slogan sono a costo zero. Così come lo è farsi accompagnare a casa, alla Festa dell’Unità o in via Rivani. Chi paga? Ma il cittadino ovviamente. C’è poi la questioncina del partito: è lecito che un assessore del Pd presenzi a un evento del Pd usando un auto blu pagata da noi contribuenti come fosse un impegno istituzionale?

Dunque. Solo nel 2013 le “spese viaggi di servizio e missioni della Giunta” (come da dicitura regionale presente sul sito stesso della Regione) ammontano a ben 944.944.71 euro, comprensivi, ça va sans dire, di vitto e alloggio per missioni, rimborso forfettario per missioni su territorio regionale, viaggi di servizio, trasporto alla sede istituzionale con riferimento all’auto propria, delle auto dell’amministrazione, delle auto a noleggio con conducente e dei treni. 1 milione di euro per viaggiare di cui la metà, 501.408,02 euro solo per il noleggio con auto e conducente. 250.709,45 euro invece sono stati spesi per utilizzare auto dell’amministrazione con autista.
 Piccolo dettaglio: sulla base della delibera di Giunta 875 del 2010 l’utilizzo delle auto Ncc (noleggio con conducente) non è permesso per coprire il tragitto casa-lavoro (o viceversa). Sono infatti previsti rimborsi sui mezzi pubblici o utilizzo auto propria. Cosa che gli assessori sembrano dimenticare con frequenza: sulle fatture è un fiorire di “casa”, “abitazione”, “domicilio”. Andata e naturalmente ritorno. E’ incredibile: non riescono a rispettare nemmeno le regole che hanno scritto loro.
Ad aggravare questa arbitrarietà a spese del contribuente, sulle fatture non c’è scritto assolutamente nulla: alcuna motivazione o spiegazione o evento che sia, che giustifichi spostamenti e rimborsi. Che fine hanno fatto i famosi “giustificativi”?

Vero è che forse non ce n’è bisogno quando ti fai venire a prendere a casa e portare in ufficio come spesso ha fatto l’assessore Lusenti: a gennaio, per esempio, su 12 fatture tutte e 12 riguardano esclusivamente il tragitto casa/Aldo Moro e viceversa per un totale di 1677,05 euro. Considerando che un abbonamento annuale al treno in prima classe per la stessa tratta costa circa 954 euro quanti treni avrebbe potuto prendere Lusenti?
Anche l’assessore Bianchi ama farsi venire a prendere comodamente a casa propria: su 9 viaggi, sebbene tutti partano da casa, 5 sono quelli solo casa/Aldo Moro
 C’è poi il capitolo Errani: il Presidente, ovviamente, viaggiava molto. Nel novembre del 2013 la procura di Bologna iniziava ad analizzare le spese per le auto blu di Vasco Errani del 2011. E nel 2013?
A gennaio sono almeno 20 i tragitti compiuti ma di questi 10 solo tra casa e Aldo Moro. Poi si sa, tutte le strade portano a Roma. E allora ecco per esempio i 1506,76 euro per andare alla Conferenza delle Regioni. Intervento più che legittimo, sia chiaro. Meno comprensibile è l’utilizzo dell’auto blu per raggiungere la capitale. Stessa cosa all’Aquila, dove è andato per un convegno della Cgil, costatoci 1.127,57 euro.
 Ed eccoci  agli spostamenti dedicati al partito: il primo febbraio l’assessore Rabboni va a Ferrara. Impegno istituzionale? Insomma: c’era un dibattito dal titolo “Il futuro dell’agricoltura secondo il Pd”. Il 20 febbraio c’è una iniziativa per Bersani, all’epoca candidato premier, dal titolo “Costruiamo insieme l’Italia giusta” a Casina. Presenti Lapo Pistelli, responsabile nazionale esteri PD e candidato (all’epoca) alla Camera dei Deputati e Simonetta Saliera. A quale titolo vi si reca? Personale? Come Assessore? Come consigliera? Fa’ niente, in ogni caso paghiamo noi.
Ancora: il 5 febbraio Errani era ad Ancona. Perché? Ma per Bersani naturalmente. Ironico titolo dell’iniziativa: “Ancona per Bersani. L’Italia giusta. Con Bersani il Pd al governo del Paese per la forza e le idee dei territori. Iniziativa pubblica prevista per martedì 5 febbraio alle ore 18 ad Ancona promossa dal Partito Democratico regionale”. Già che c’è, il Presidente ne approfitta e si fa portare a Roma per la modica cifra di 1.368, 35 euro.
A proposito: andare in via Rivani, sede del Pd, da viale Aldo Moro è lecito? Forse. Etico? Sicuramente no.
Vizietto che accomuna Teresa Marzocchi, Carlo Lusenti e tutti gli altri signori. Peri scrive in fattura direttamente “sede Pd”, Rabboni ne approfitta e da lì si fa anche portare a casa, a ottobre Errani fa un giro e a dicembre ci ritorna anche Lusenti.
E le feste dell’Unità (ora Festa del PD)? Sono impegni istituzionali? Per Rabboni, festa dell’Unità di Modena, e Bianchi, festa del PD di Modena, sicuramente sì.
Lusenti anche a febbraio viaggia comodo: 8 viaggi casa/Aldo Moro (1.295,97 euro), 7 viaggi Bianchi, 6 Saliera, 2 Melucci. Sempre Lusenti a marzo (oltre ai consueti passaggi a casa, 9 volte) fattura 3 volte con la dicitura via Rivani (una ne approfitta e si fa portare a casa direttamente)
Ad aprile Patrizio Bianchi va a “Chef e produttori, sommelier e vignaioli, cibo e cultura, si incontrano all'Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense per la seconda edizione del convegno evento organizzato dall'Associazione Chef To Chef”. Strano impegno istituzionale la degustazione, per un assessore alla Scuola.
Bianchi, fra l’altro, approfitta spesso dell’auto blu oltre che per andare a casa propria anche per passare nella sua vecchia Università, quella di Ferrara dove fino al 2010 faceva il rettore: l’11 giugno e il 2 settembre per esempio. Certo, si potrebbe obiettare, è l’assessore all’Istruzione ma perché va solo in quella di Ferrara? Sarà perché è in aspettativa?
I nostri assessori hanno sempre ammesso di viaggiare in lungo e in largo per il territorio e non esageravano affatto: quando sconfinano c’è sempre un auto blu pronta a recuperarli in aeroporto e portarli comodamente a casa. Rabboni e Saliera dal Marconi, così come Peri da Linate, Bianchi da Treviso, Errani da Fiumicino.

Il Presidente di questa Giunta, Vasco Errani, quando gli venne contestato l’uso disinvolto delle auto blu, dichiarò: “Mi è sempre stata molto chiara la differenza tra le attività politico-istituzionali del gruppo al quale appartengo e l’attività di Presidente”. Ebbene, dalle fatture non si direbbe proprio. La differenza non l’ha chiara né lui né i suoi assessori, altrimenti non avrebbero avuto il “coraggio” di andare alla campagna elettorale per Bersani facendolo passare per un impegno di governo. Ora, avrei potuto avere accesso ad altrettante fatture, se nel frattempo la legislatura non fosse caduta a causa della condanna del Presidente per falso ideologico. Quando dissi che ‘mentono sapendo di mentire’, mi querelarono. Fate voi.”

giovedì 14 novembre 2013

AUTO BLU: SE SONO STATE USATE CORRETTAMENTE, ERRANI PUBBLICHI LE RICEVUTE.



  
Andrea Defranceschi (nella foto), capogruppo del Movimento 5 Stelle in  Regione, sfida Errani a rendere pubblici gli usi che sono stati fatti delle auto blu. 

In un comunicato il consigliere scrive infatti:

Se le auto blu sono state usate correttamente, il Presidente Errani PUBBLICHI LE RICEVUTE DELLE AUTO BLU, sia quelle della Giunta che quelle del gruppo consiliare, dando il buon esempio. Ricevute sulle quali è scritto tragitto, data e soprattutto intestazione della ricevuta.
Di certo, io non assolvo nessuno. Purtroppo non abbiamo gli strumenti per giudicare se sia stato fatto un uso corretto normativamente ed eticamente delle risorse o meno. Abbiamo solo le dichiarazioni del Pd. La mancanza dei documenti forniti rende il loro operato ingiudicabile. Per questo chiedo a Errani la pubblicazione delle preziose ricevute.
Da quelle cui ho avuto accesso  sono venute fuori parecchie sorprese. Sono sicuro che il governatore non vorrà ombre sul suo operato, e che non essendoci motivi per omettere tali informazioni, non avrà problemi a mettere in pratica quel poco praticato principio della “Casa di Vetro” che ha utilizzato in campagna elettorale.