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sabato 27 gennaio 2024

Sasso Marconi commemora il sassese Alfonso Canova, Giusto tra le Nazioni.

 Oggi, Giornata della Memoria, all’Istituto Ferrarini di Sasso Marconi, è stato commemorato Alfonso Canova, Giusto tra le Nazioni, con la deposizione di una corona presso  il cippo del parco di Villa Putte a Ponte Albano. 

Cittadino di Sasso Marconi, Alfonso Canova (1901-1975) è stato riconosciuto "Giusto tra le Nazioni" dallo Stato di Israele per aver salvato sei cittadini ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio.

Alfonso Canova con
la moglie Annetta 
 alla sua sinistra e Anna
de Bernardo


Alfonso Canova nasce a Praduro di Sasso Marconi il 21 Gennaio 1901, sposa Annetta Bertugli il 16 Novembre 1940 e ha una unica figlia, Lucia, che nasce il 22 settembre 1941. Negli anni della guerra abita in una villetta in affitto in via Zannoni a Bologna. Faceva il mediatore. Era un uomo “pieno di sbuzzo” (come si dice a Bologna per indicare “intraprendenza” o “creatività”). Nel 1938 apre l’agenzia immobiliare “Fata” in via Rizzoli 7, dove Anna de Bernardo lavora, dall’età di 15 anni, come segretaria. Non essendo iscritto al PNF, deve intestare questa attività alla moglie. Canova ha salvato dallo sterminio nazista sei ebrei provenienti dalla Iugoslavia: Alexander e Rosa Lang con il figlio Vladimir, Luisa Altaraz Benveniste, iugoslavi, l'ingegnere polacco Leonard Pivok, l’austriaco Loebel.

Grazie all’autobiografia di Vladimir Lang, allora diciasettenne, e la testimonianza di Anna De Bernardo, è stato possibile ricostruire le vie di fuga, la modalità di costituzione di questo gruppo e l’azione di salvataggio. Originari di Osijek in Croazia, i Lang raggiungono in tempi diversi la zona occupata dall’esercito italiano, dopo l’invasione da parte dei nazisti del loro paese. Nel febbraio del 1942 Vladimir Lang riesce ad ottenere, tramite un conoscente della madre, i documenti falsi per uscire dalla Croazia e raggiungere Lubiana.  È a Lubiana che conosce Leonard Pivok. Da qui, grazie ai documenti forniti dalle autorità italiane, raggiunge da solo in maggio l’Italia dove avrebbe vissuto nella condizione di “confinato libero”. A Bologna contatta la sig.ra ungherese Kunhegy, amica della madre, lei pure di origine ungherese, tramite la quale viene a conoscenza di Canova e della sua famiglia. La Sig.ra Kunhegy, viveva in affitto nella villa di Canova a Sasso Marconi, nella quale si stabiliscono anche Vladimir e l’amico Pivok, che nel frattempo era arrivato.

Scrive Lang: “Quando fui a Sasso Marconi seppi che Oma e Ota (il padre e la madre) erano fuggiti da Osijek – giusto in tempo prima che gli Ustascia e i tedeschi radunassero tutti gli ebrei per deportarli in un campo di concentramento. Era circa l’estate del 1942. Mia nonna, la mamma di Ota, venne quindi deportata e, come si seppe più tardi, morì nel vagone ferroviario stipato prima di arrivare a destinazione. Oma e Ota fuggirono attraverso Sarajevo verso Spalato, nel settore italiano.[…] Dopo che ci fummo stabiliti a Sasso Marconi, qualcuno ci aiutò a contattare un avvocato ebreo, Finzi, a Bologna per permettere a Oma e Ota di raggiungermi.” Era la primavera del 1943. Mario Finzi, responsabile della Delasem (Delegazione Assistenza Ebrei Migranti) a Bologna, era un giovanissimo avvocato e un valente musicista che, arrestato nel marzo 1944, viene deportato ad Auschwitz e qui muore di malattia poco dopo la liberazione del campo ad opera dell’Armata Rossa.

Sempre a Sasso Marconi fanno la conoscenza di una coppia di ebrei provenienti dalla Iugoslavia, gli Altarac e dell’ebreo austriaco Loebel, giunto in Italia dall’isola di Brioni. Scrive di quei giorni Lang: “Ci facemmo molti amici nel paese, eravamo rispettati e ci piacevano le persone intorno a noi”. La situazione cambia radicalmente dopo l’8 settembre 1943. Tutto il gruppo è nascosto da Canova in una casa di campagna in un podere denominato il “Mulinetto”, nel comune di Pianoro. Ma è chiaro ai Canova che questo nascondiglio non è sicuro. Tramite amici vengono a conoscenza della possibilità di farli espatriare in Svizzera. Partono per Milano solo i Lang e Pivoc. A Milano alloggiano in un appartamento ammobiliato in subaffitto con altre famiglie di origine ebraica che stavano aspettando il loro turno per passare in Svizzera. Il primo a passare il confine è Vlado nel marzo del 1944. Viene destinato a un campo di lavoro a Hedingen, vicino a Zurigo. Dopo una decina di giorni passano anche l’amico Pivoc e i genitori. Il trasferimento e la fuga in Svizzera sono state pagate interamente da Canova. Dalla Svizzera i Lang ritornano in Iugoslavia nel 1945 e nel 1948 si trasferiscono in Israele. Vlado si stabilisce in seguito negli Stati Uniti. Finita la guerra, Alfonso Canova è stato il primo sindaco della Liberazione, nominato dal Comitato di Liberazione il 2 maggio 1945. Il 26 dicembre 1968 è stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni. Muore a Sasso Marconi l’8 febbraio del 1975 all’età di 74 anni.

In questa storia di salvataggio Il ruolo svolto da Anna de Bernardo, una ragazza di appena 18 anni nel 1943, è molto importante: è Anna che fornisce i documenti falsi, carte d’identità e tessere annonarie, andandole a ritirare personalmente in via Barberia, dove erano sfollati gli uffici comunali. E’ la zia Laura, il cui figlio antifascista era prima emigrato in Francia e poi condannato al confino in Italia, che dà ad Anna l’indicazione della persona a cui rivolgersi in comune. È sempre Anna, che dopo l’arresto di Alfonso Canova nel dicembre 1943 con l’accusa di nascondere degli ebrei, accoglie i Lang nella sua casa in via Tolmino 38, per trasferirli poi in via della Battaglia. È ancora Anna che si adopera per aiutare un’altra famiglia di origine ebraica, la famiglia di Jehuda Albahari, detto Leone, a cui offre ospitalità nella sua casa e ai quali, in seguito, darà la stufa di casa sua, dopo essersi nascosti in una casa bombardata in via Marconi.

La scena di questo salvataggio si popola di nuovi protagonisti: Anna, la zia Laura, l’impiegata sconosciuta dell’ufficio comunale, gli amici di Milano e sicuramente anche altri, di cui non è più possibile rintracciare l’identità. Si può dire che Canova non agisce isolato, ma dentro una trama di rapporti significativi.

Ma ciò che più colpisce in questa storia non è solo l’aiuto materiale, il soccorso reciproco che, in quei tempi di pericolo continuo e di grande povertà, caratterizza la vita della maggioranza della popolazione, ma il legame che si instaura tra Canova e la moglie con i coniugi Lang (continuata dopo la fine della guerra) e l’amicizia che nasce spontanea tra questi giovani, Anna, Vlado (Vladimir) e Puba Albahari. 

martedì 22 gennaio 2019

Giornata della Memoria' a Sasso Marconi

Sasso Marconi celebra la giornata che ricorda lo sterminio e la persecuzione del popolo ebraico e dei deportati nei campi nazisti, con una serie di matinée per le scuole e una commemorazione aperta a tutti.
 
Il Comune informa:

Il programma prevede la proiezione, riservata agli studenti delle scuole del territorio (elementari, medie e Istituto Agrario "Ferrarini"), di due film che affrontano il delicato tema delle persecuzioni e delle discriminazioni razziali. Si tratta de “La vita è bella” (di e con Roberto Benigni - Drammatico, Italia 1997, 131’) e "Il sacchetto di biglie" (di Christian Duguay - Drammatico, Francia 2017, 110'), pellicole che raccontano l'Olocausto rispettivamente attraverso la vicenda di un padre e del figlioletto deportati nel campo di concentramento ("La vita è bella") e la storia vera di due fratellini ebrei in fuga dalla Parigi occupata dai nazisti (Il sacchetto di biglie").
Le proiezioni si svolgono nelle mattinate del 23 e 28 gennaio ("La vita è bella") e del 25 e 26 gennaio ("Il sacchetto di biglie") c/o il Cinema comunale e il Centro sociale di Borgonuovo.

Il calendario eventi si chiude lunedì 28 gennaio con una la cerimonia commemorativa del nostro concittadino Alfonso Canova presso il cippo situato nel parco di Villa Putte (Via Ponte Albano). Durante la II Guerra Mondiale Alfonso Canova (1901-1975) salvò sei ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio con l'aiuto della segretaria Anna De Bernardo: per questo gesto di grande solidarietà, Canova è stato riconosciuto Giusto tra le nazioni, appellativo attribuito dallo Stato di Israele a tutti coloro che, pur non essendo ebrei, non esitarono a mettere a repentaglio la propria vita per salvare anche un solo ebreo dalla Shoah. 
Partecipano alla commemorazione, in programma alle 11, Carla Mastrapasqua (Assessora Ricorrenze Istituzionali Comune di Sasso Marconi), Liliana Papandrea (ANPI Sasso Marconi) e Roberto Morgantini*, ideatore delle "Cucine popolari" di Bologna che, prima della cerimonia, terrà una conferenza/lezione per gli studenti del Ferrarini sul tema "I giusti di ieri e i giusti di oggi"

* Per il "prezioso contributo alla promozione di una società solidale e inclusiva" con l'apertura delle 'Cucine popolari' (progetto di mensa laica finalizzato a favorire l'inclusione e l'integrazione sociale dei poveri e degli emarginati), Roberto Morgantini è stato recentemente insignito dell'Onorificenza di "Commendatore al Merito della Repubblica Italiana" dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella



sabato 23 giugno 2018

In visita a Sasso Marconi sulle tracce di Alfonso Canova 'Giusto tra le Nazioni'

Dal comune di Sasso Marconi


Da sin, la famiglia Lang, Lucia Canova, il sindaco Stefano
Mazzetti, la Vice Marilena Lenzi, la Consigliere comunale Silvia Martini, la prof.ssa Antonia Grasselli e i rappresentanti di ANPI Sasso Marconi


Alexander e Rosa Lang con il figlio Vladimir, erano tre dei sei cittadini di origine ebrea che, durante la II Guerra Mondiale, il sassese Alfonso Canova salvò dalla deportazione nei campi di sterminio, offrendo loro rifugio e favorendone poi la fuga con l'aiuto della sua segretaria, Anna Di Bernardo: un gesto che gli valse il riconoscimento di "Giusto tra le Nazioni" da parte dello Stato di Israele.

Nel 1943 Alfonso Canova, a gente immobiliare di professione, contribuì a salvare sei ebrei confinati nel comune di Sasso Marconi: oltre ai Lang, l'ingegnere polacco Leonard Pivok, l'austriaco Loebl e la jugoslava Luisa Altaraz Benveniste, trovando loro un rifugio e aiutandoli poi ad espatriare in Svizzera a rischio della sua stessa vita (Canova venne anche arrestato proprio perché sospettato di nascondere cittadini ebrei). Per il suo operato, nel 1968 venne riconosciuto 'Giusto tra le Nazioni'. Canova fu anche nominato primo sindaco di Sasso Marconi del dopoguerra e fu poi Consigliere comunale.

A oltre settant'anni di distanza da quegli avvenimenti, i discendenti di  Alexander, Rosa e Vladimir - Dan e Hana Lang, che vivono negli Stati Uniti  a Saratoga (città della California) assieme ai loro figli Rachelle e Joshua - sono riusciti a mettersi in contatto con la nostra concittadina Lucia Canova, figlia di Alfonso, esprimendo il desiderio di visitare l'Italia e in particolare i luoghi dove i loro familiari, grazie al gesto di generosità e altruismo di Canova, riuscirono a trovare rifugio.

Proprio in questi giorni  Dan, Hana Lang  e i loro due figli  si trovano a Sasso Marconi, ospiti della famiglia Canova, e nella mattinata di ieri hanno visitato - grazie alla collaborazione della Fondazione Marconi e della sezione sassese di ANPI - alcuni dei principali luoghi di interesse storico e culturale della nostra città, come il Museo Marconi di Villa Griffone, il settecentesco Borgo di Colle Ameno e l' Aula della Memoria, lo spazio didattico in cui sono conservati  documenti e testimonianze sulla II Guerra Mondiale (quando Colle Ameno  fu sede di un campo di concentramento e smistamento di civili sotto il comando delle SS).

La mattinata si è chiusa con la visita al cippo commemorativo dedicato ad Alfonso Canova (nel parco di Villa Putte) e con un momento istituzionale in Municipio, dove la famiglia Lang ha incontrato il sindaco Stefano Mazzetti per un saluto. Il primo cittadino di Sasso Marconi ha sottolineato il valore dell'eroico gesto di Alfonso Canova, per poi omaggiare gli ospiti venuti dagli USA con alcune pubblicazioni di storia e cultura locale e con gadget (cappellini e felpe) messi a disposizione dalla locale associazione sportiva di baseball, il BSC Sasso Marconi. Presenti all'incontro in Municipio anche la prof.ssa Antonia Grasselli che, attraverso una ricerca storica condotta alcuni anni fa assieme ai suoi alunni (due classi  del Liceo "Fermi" di Bologna e dell'Istituto Agrario "Ferrarini" di Sasso Marconi)  ha permesso di riportare alla luce la vicenda di Alfonso Canova, rimasta sconosciuta per oltre 60 anni (Canova non ritenne infatti di divulgarla continuando a mantenere in forma privata i contatti con le persone che aveva salvato) e divenuta oggi trait d'union per riannodare i fili di una storia di grande altruismo e solidarietà umana. 








mercoledì 24 gennaio 2018

A Sasso Marconi in ricordo dello 'sterminio degli Ebrei'.


Il comune di Sasso Marconi informa:

Sasso Marconi celebra la giornata che ricorda lo sterminio e la persecuzione del popolo ebraico e dei deportati nei campi nazisti, con tre appuntamenti rivolti in particolar modo alle scuole.

Venerdì prossimo, 26 e sabato 27 gennaio, proiezione del film “La vita è bella” di Roberto Benigni, riservata agli studenti delle scuole medie e superiori del territorio
 

Toscana, fine anni ’30: Guido, estroverso ed esuberante cameriere di origine ebrea, sposa l'amata Dora. I due hanno un figlio, Giosuè, ma a seguito della guerra e delle leggi antirazziali, Guido viene deportato assieme al piccolo Giosué. La vita nel campo di concentramento è dura e spietata, ma Guido la racconta al figlio come se si trattasse di un gioco, trasformando l’orrore della deportazione in una sorta di favola.

Orari proiezioni:
- alle 9 di venerdì 26 nel Teatro comunale di Sasso Marconi
- alle 9 di sabato 27 nella Sala conferenze del Centro sociale di Borgonuovo


Sabato 27 gennaio, nell'Istituto Professionale per l’Agricoltura “B. Ferrarini”, Via Ponte Albano 43, dalle 9 alle 11, “Un esempio di impegno civile nella società odierna”: conferenza/lezione di Guido Armellini ed Elisabetta Cammelli (fondatori scuola di italiano per stranieri “By Piedi - Marina Gherardi”) per gli studenti dell’Istituto Ferrarini, classi quinte.

Alle 11, Cerimonia commemorativa del nostro concittadino Alfonso Canova presso il cippo nel parco del Ferrarini. Il sassese Alfonso Canova (1901-1975) è stato riconosciuto Giusto tra le nazioni* dallo Stato di Israele per aver salvato, con l'aiuto della segretaria Anna De Bernardi, sei ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio.
Partecipa Carla Mastrapasqua, Assessora Ricorrenze Istituzionali Comune di Sasso Marconi.
La partecipazione è libera.

* L’appellativo di “Giusto tra le nazioni” è stato assegnato a tutti coloro che, pur non essendo ebrei, durante la II Guerra Mondiale non esitarono a mettere a repentaglio la propria vita per salvare anche un solo ebreo dalla Shoah.