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mercoledì 3 agosto 2022

Rapina a mano armata alle poste di Casalecchio di Reno

Due rapinatori arrestati dai Carabinieri.

Foto d'archivio

 Un 30enne albanese residente a Firenze e un 46enne napoletano sono finiti in manette per aver rapinato il personale delle Poste Italiane di via Porrettana a Casalecchio di Reno. 

Alle 8 e 40 di oggi, mercoledì 3 agosto, poco dopo l’apertura degli uffici,  i due rapinatori, col volto travisato da un passamontagna e armati di cutter, sono entrati nei locali dell’azienda con l’intenzione di svuotare la cassaforte, ma non essendo stati in grado di farlo, si sono accontentati di 1.450 euro in contanti che hanno trovato nelle casse. Quindi sono fuggiti a piedi. Immediato l’allarme e i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Borgo Panigale, giunti prontamente sul posto, hanno potuto rintracciare nelle vicinanze  i due inesperti rapinatori. Li hanno arrestati e tradotti in carcere, su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna.


Link video: https://we.tl/t-lFhxxUyzxG 

venerdì 21 giugno 2019

Rapina a mano armata ai danni di alcuni ragazzini.

Minacciati con coltelli e una pistola hanno dovuto consegnare gli oggetti di valore. Uno del gruppo dei derubati era complice dei rapinatori. Siamo tornati al brigantaggio: un borghese individuava il viandante 'ben fornito' e lo indicava ai complici che, armati, lo assalivano lungo il cammino.

Rapina a amano armata martedì scorso, intorno alle 23, a Calcara, ai danni di un gruppetto di ragazzini, assaliti da tre coetanei. Le vittime sono stati derubati di catenine d'oro e orologi. Hanno consegnato i loro oggetti sotto la minaccia di coltelli e di una pistola, risultata poi essere a gas.
Il gruppo è stato assalito dai tre 'briganti' a volto coperto, spuntati improvvisamente da un cespuglio. I rapinatori si sono rivolti alle vittime con consumata violenza, intimando di consegnare gli oggetti di valore e sono fuggiti sparendo nel nulla.
L'indagine dei carabinieri hanno portato a individuare gli autori della rapina e a scoprire che i ragazzini erano stati portati 'in bocca' ai rapinatori da un loro compagno che aveva il compito di portare i derubati in un luogo prestabilito dove l'aggressione poteva essere portata a termine con efficacia e facilità. Parte della refurtiva è stata trovata nelle abitazioni dei ragazzi autori del gesto, residenti con le loro famiglie nel comune di Castelfranco Emilia.


Per i quattro balordi è così scattata una denuncia per rapina aggravata.



venerdì 24 maggio 2019

Rapina a mano armata al discount di via dell'Orologio di Sasso Marconi.

Il colpo avvenuto a orario di chiusura. Indagano i Carabinieri. Bottino da un migliaio di euro



I rapinatori hanno atteso l'ora di chiusura dell''Ecu' di Sasso Marconi e, dopo aver coperto parte del viso con sciarpe e berretti, in due sono entrati, si sono avvicinati alle casse e, mentre uno puntava una pistola contro la cassiera, l'altro ha arraffato il contenuto della cassa. Quindi si sono allontanati in tutta fretta. Probabilmente ad attenderli vi era un terzo complice alla guida di un'auto con cui si sono allontanati non lasciando tracce.

Non si sa se la pistola usata dai malviventi era vera o giocattolo. 

E' la seconda rapina a mano armata avvenuta a Sasso Marconi in poche settimane. La prima ai danni delle Poste. Si sospetta che gli autori di entrambi gli episodi delittuosi siano gli stessi.







martedì 16 gennaio 2018

Panico al supermercato per una per rapina a mano armata.

Foto dei Carabinieri di San Giorgio di Piano.

Entra armato al supermercato e costringe il personale ad aprire la cassaforte. Raggiunto lo scopo, si impossessa del contante e abbandona il luogo, intimando però di non chiedere l'intervento della forze dell'ordine, pena la 'morte'. L'immediato intervento dei Carabinieri gli 'rovina la festa'. Rintracciato è stato trasferito in carcere.

I Carabinieri di San Giovanni in Persiceto hanno arrestato un trentaseienne italiano, residente a Cento di Ferrara , per rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. E’ successo ieri pomeriggio, quando il 112 è stato informato che un soggetto, alto, magro, col volto travisato da un passamontagna, armato di pistola e col coltello infilato tra i pantaloni, aveva rapinato il supermercato Dpiù e si era dato alla fuga. La notizia è stata diramata subito alle pattuglie dell’Arma in quel momento si trovavano in zona che hanno potuto intervenire con celerità. La perfetta collaborazione con chi aveva assistito ai fatti, non ha lasciato scampo al rapinatore. I Carabinieri, infatti, dopo aver raccolto le testimonianze, hanno capito subito che dietro a quella rapina c’era la firma del trentaseienne, noto per i suoi precedenti di polizia specifici. A quel punto, è iniziata la caccia all’uomo, terminata qualche minuto dopo a Cento, dove una pattuglia dei Carabinieri ha individuato il rapinatore mentre stava camminando lungo un marciapiede, poco distante da casa. Alla vista dei militari, l'uomo ha cercato di scappare, ma non ci è riuscito ed è finito in manette. Sottoposto a una perquisizione personale, è stato trovato in possesso di 875 euro in contanti, mentre all’interno di un’auto parcheggiata nelle vicinanze e intestata alla sua convivente, i Carabinieri hanno trovato un coltello, dei capi di abbigliamento e un passamontagna nero corrispondenti alla descrizione rilasciata dai testimoni. La pistola non è stata trovata. Ecco cosa hanno detto i testimoni ai Carabinieri: “Lo stesso mi afferrava per la maglia e mi trascinava in detto ufficio poi chiudeva la porta.”; “Successivamente ci intimava di aprire la cassaforte altrimenti ci avrebbe ammazzato e di non chiamare nessuno altrimenti avremmo fatto una brutta fine.”; “…l’individuo si agitava e mi prendeva per i capelli puntandomi la pistola alla testa.” “…mi afferrava per il giaccone e mi trascinava nell’ufficio.”; “Lo stesso successivamente mi gettava a terra mi strappava la borsa…”; “Sotto la minaccia dell’arma entravo in ufficio ed il soggetto mi intimava di sdraiarmi faccia a terra, poi indossava un passamontagna e guanti, poi dopo aver spento la luce mi minacciava di aprire la cassaforte altrimenti mi avrebbe ammazzata.” Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Ferrara, il trentaseienne è stato tradotto in carcere.


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

domenica 6 aprile 2014

Sasso Marconi. Rapina a mano armata in tabaccheria.



‘Chiuso per rapina a mano armata’. Accade oggi a Sasso Marconi alla Tabaccheria del Borgo nel centro cittadino, quella di fronte alla chiesa parrocchiale.

Ieri infatti il servizio ha subito una agghiacciante rapina fortunatamente senza gravi conseguenze.  Poco prima delle 13, quindi quando l’esercizio stava per chiudere e l’incasso dell’intera mattinata era ancora in negozio, un uomo è entrato a viso scoperto, ha estratto una pistola e, puntandola verso la gestrice dietro al banco,  le ha ordinato di consegnare il denaro in cassa. Ordine che la commerciante non ha potuto fare altro che assecondare. Dopo di che l’uomo, che evidenziava una pronuncia vagamente campana, ha abbandonato la tabaccheria senza chiedere null’altro e si è allontanato frettolosamente. Probabilmente lo attendeva un complice. Sono in corso le indagini. 


lunedì 3 giugno 2013

SGOMINATA LA BANDA DEI RAPINATORI DELLA GIOIELLERIA CRISTINA: FERMATI 2 MALVIVENTI PUGLIESI




LAZZARI
‘Colpo grosso’ del Nucleo Investigativo dei Carabinieri  di Bologna che, con una attenta indagine,  hanno assicurato alla giustizia i responsabili della   rapina del 19 dicembre scorso ai danni della gioielleria ‘Cristina’ di Bologna. I due rapinatori, entrambi  originari di Brindisi, sono Carmelo LAZZARI 40enne,  e Teodoro LUPO 52enne.
A incastrare i due rapinatori anche le immagini relative alla rapina in questione riprese dal dispositivo di videosorveglianza. Queste mostrano che il primo rapinatore che fa ingresso nella gioielleria e che con la pistola minaccia la titolare Cristina OGIER, è proprio LAZZARI , ovvero anche uno degli autori della tentata rapina a mano armata del 23 marzo scorso ai danni della gioielleria ‘Pezzoli’ di via Dagnini , per la quale  sono stati arrestati anche Damiano FELLINI 32enne e Cosimo CHIONNA 32enne, tutti nati e residenti a Brindisi.

LUPO
Dal racconto dei fatti da parte della titolare della gioielleria, si ricava che alle 10 del giorno della rapina alla ‘Cristina’,  un uomo, successivamente identificato nel LAZZARI, ha suonato alla porta del negozio e ha ottenuto l’apertura. Una volta all’interno ha chiesto di visionare un braccialetto da donna. Avutolo in visione, ha  poi puntato alla negoziante una pistola e le ha  intimato di consegnargli i preziosi. Dopo circa un quarto d’ora si è presentato alla porta un altro uomo, successivamente identificato in LUPO Teodoro,  travisato con una sciarpa, il quale ha spinto la proprietaria verso il laboratorio adiacente alla sala vendite. Poi i due rapinatori hanno fatto razzia di preziosi e poco dopo si sono allontanati a piedi con il bottino. Non sapevano però che, oltre ad aver portato a termine una rapina di preziosi, erano stati i protagonisti di un cortometraggio.

 Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna