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giovedì 30 gennaio 2020

Philips vende Saeco: "Non è più strategica"

Riceviamo:

Lavoratori in allarme, i sindacati chiedono un incontro. L'azienda ha 280 dipendenti a Gaggio Montano
Non è un business strategico per il nostro futuro da leader delle tecnologie sanitarie”. Con queste parole ieri l’ad della multinazionale olandese Philips, Frans van Houten, ha annunciato la futura vendita del settore dei casalinghi che comprende anche la bolognese Saeco, comprata nel 2009. 

L’azienda, che ha 280 dipendenti a Gaggio Montano e produce macchine da caffè automatiche, è uno dei più grossi insediamenti produttivi dell’appennino e ha già subito in passato varie fasi di ristrutturazione e tagli. Fra tutte, quella dell’inverno 2015-2016, iniziata con la dichiarazione di 243 esuberi da parte dell’azienda, proseguita con settimane di scioperi e proteste davanti alla fabbrica di via della Torretta e finita con circa 250 uscite incentivate e la cessione di uno stabilimento, che hanno sensibilmente ridotto la produzione. Nel 2019 la Saeco ha prodotto circa 130mila macchine da caffè, un anno positivo per gli standard raggiunti dopo la riorganizzazione, anche se in passato, con 900 dipendenti, si sono superate le 200mila macchine all’anno. 

Ora Philips annuncia un nuovo cambio di strategia per l’azienda, una presenza storica per Gaggio Montano. Presentando i risultati economici del 2019 (con ricavi in crescita del 4% a 19,5 miliardi di euro e un utile da 1,2 miliardi), von Houten ha annunciato che il gruppo costituirà una società a parte per gli elettrodomestici e i casalinghi, che comprendono anche le macchine da caffè. Un settore che nel complesso ha assicurato ricavi per 2,3 miliardi nel 2019 e verrà appunto separato dal resto della multinazionale in vista di una futura vendita, un processo che dovrebbe richiedere fra i 12 e i 18 mesi. “Il business degli elettrodomestici ha contribuito in modo significativo allo sviluppo di Philips – ha detto il manager – ma non è una scelta strategica per il nostro futuro come leader delle tecnologie sanitarie, poiché scegliamo di concentrarci ulteriormente sul settore sanitario e di investire su salute dei consumatori e assistenza sanitaria professionale”.

martedì 25 ottobre 2016

Cessione Saeco vending. "Philips faccia chiarezza sul futuro produttivo dell'Appennino".

Così il monito della Regione, preoccupata per la decisione della multinazionale di cedere il ramo d'azienda, dopo l'uscita di 243 lavoratori dallo stabilimento di Gaggio




È ora che Philips "scopra le carte" e faccia chiarezza sul suo futuro produttivo sull'Appennino bolognese. Il monito arriva dalla Regione Emilia-Romagna, preoccupata per la decisione della multinazionale olandese di cedere il ramo d'azienda Saeco vending, dopo la chiusura nel febbraio scorso della lunga vertenza che ha portato all'uscita di 243 lavoratori dallo stabilimento di Gaggio. Il primo faccia a faccia è atteso per venerdì prossimo, al tavolo di monitoraggio convocato dal ministero dello Sviluppo economico.
La cessione di Saeco vending è avvenuta "in piena autonomia e lo abbiamo imparato nei tempi e nei modi con cui sono stati informati gli altri soggetti- sottolinea l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi- è un ramo d'azienda separato, lo sappiamo bene, ma necessita comunque un chiarimento sostanziale e non di facciata rispetto agli impegni presi, perchè il sacrificio fatto dai lavoratori e le ricadute sul territorio meritano risposte chiare".
Risposte che "pretenderemo al tavolo coi sindacati e il ministero- assicura Costi- noi non possiamo certo obbligare le imprese, ma è necessario scoprire tutte le carte ed essere molto chiari sulle prospettive" della Philips sull'Appennino bolognese. L'assessore così questa mattina in Assemblea legislativa all''interrogazione presentata dal capogruppo di Sel, Igor Taruffi, che sottolinea la "preoccupazione molto alta" dei lavoratori e del territorio per la cessione di Saeco vending, che occupa circa 300 persone.
n'operazione che Taruffi giudica come un "segno preoccupante di disimpegno della Philips, a fronte di un accordo che prevede nuovi investimenti" per arrivare a produrre circa 100.000 pezzi all''anno. Un piano di rilancio che pero'' "tarda ad arrivare", critica il capogruppo di Sel, rendendo la situazione "molto incerta" in un territorio che oltre alla Saeco vede anche le crisi di aziende come Demm e Stampi Group. Insomma, “una situazione che definire difficile e'' un eufemismo", attacca Taruffi.

mercoledì 6 aprile 2016

Caffitaly cresce nel paese di Saeco.

Un lettore ha mandato questo articolo di Il Sole 24 Ore accompagnato dalla domanda : “ sarà una miscela magica?" 
 GAGGIO MONTANO.
Appena 12 anni di vita e un cammino di crescita double digit che ha portato macchine e capsule da caffè prodotte a Gaggio Montano in 70 Paesi del mondo, con un fatturato 2015 salito a 141 milioni di euro, un utile netto di 5 milioni e una quota export arrivata all’80 per cento. È una storia che la dice lunga su come sia la strategia aziendale e non la location della fabbrica a determinare il successo, quella che sta scrivendo Caffitaly System, a due passi da Saeco, sull’Appennino bolognese. «Quest’anno abbiamo in previsione un crescita del 30% in volume solo in Italia e ci stiamo preparando a sbarcare in Cina, Russia, Indonesia e Stati Uniti», anticipa Leonardo Franco, il nuovo ad che da metà marzo ha preso le redini dell’azienda fondata nel 2004 dal “padre” di Saeco, Sergio Zappella.
Mentre ieri i primi 30, dei 239 dipendenti Saeco-Philips che hanno aderito al piano di esuberi volontari, firmavano le lettere di conciliazione (preferendo 75mila euro di incentivo alle incerte prospettive offerte dalla multinazionale olandese), i vertici di Caffitaly raccontavano come si fa a partire da zero, arrivare al break even in cinque anni e rubare quote di mercato al colosso Nestlé (competitor numero uno con il sistema Nespresso) non solo in Europa, ma in giro per il mondo, con 350 dipendenti al lavoro tra Gaggio e il sito di Rozzano (Milano) e un team di 25 camici bianchi dedicati all’R&D. «Siamo fanatici del prodotto e del processo e invece di investire in marketing puntiamo tutto sulla qualità, con una strategia flessibile per declinare la combinazione tecnologia -caffè ai gusti e alle abitudini di ogni singolo Paese in cui entriamo, invece di imporre modelli standard», spiega il direttore commerciale di Caffitaly, Andrea Clementini.
Insomma, la tipica ricetta della Pmi italiana di grande flessibilità ed elasticità, con il plus di un marchio che in sè racchiude i valori del made in Italy, a cavallo tra food e tech. «Abbiamo margini di crescita enormi, solo lo scorso anno abbiamo aperto 25 nuovi punti vendita in Italia, oggi siamo a 42 monobrand e 500 negozi multimarca – spiega l’ad - e per il 2016 prevediamo uno sviluppo analogo tra nuove aperture e conversione di multibrand, soprattutto al Sud, area più scoperta». All’estero è invece la capacità di proporre macchine e miscele di caffè (ma anche cappuccino e bevande solubili) che meglio rispondono ai costumi di ogni comunità la formula vincente di Caffitaly. «Con una grande laicità anche nell’approccio retail, studiato sempre assieme a partner locali», conclude Franco.

venerdì 5 febbraio 2016

SAECO DI GAGGIO MONTANO: LEGA NORD, PIU’ CHE UNA SOLUZIONE, UNA VITTORIA DI PIRRO. HA VINTO ANCORA LA PHILIPS.

Riceviamo e riportiamo:


L’obiettivo della Philips non cambia. Quella ottenuta è solo una vittoria di Pirro che alla fine dei conti non cambia il risultato. Purtroppo fino a quando non cambierà il sistema nel suo insieme, le multinazionali avranno sempre il coltello dalla parte del manico e, piaccia o non piaccia, faranno sempre quello che più fa comodo a loro”. 
Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord in Emilia-Romagna, non si sente di festeggiare per quello che alcuni definiscono l’accordo della salvezza per la Saeco di Gaggio Montano. “L’intesa – attacca Marchetti –, prevede uscite volontarie, cassa integrazione straordinaria fino a fine anno e parziale reindustrializzazione di alcuni capannoni già chiusi”. 
E alla fine dell’anno quando la cassa integrazione finirà che cosa succederà? Saremo di nuovo davanti al teatrino di una multinazionale che vuole scappare per delocalizzare all’estero? Salvare i posti di lavoro, come ha annunciato il portavoce del ministro Guidi, vuol forse dire puntare sulle dimissioni volontarie? Mi sembra proprio che non ci siamo”. 
Al contrario - attacca – bisogna usare questo anno di tempo per rilanciare l’intera valle. Altrimenti a dicembre saremo punto e a capo e, temo, non solo per la Saeco. Per questo come già annunciato, a metà febbraio, proprio a Gaggio Montano i gruppi consigliari della Lega Nord di Emilia-Romagna e Toscana si riuniranno per mettere sul tavolo tutte le proposte per salvare l’alta valle del Reno altrimenti destinata a scomparire. Tra i sorrisi di Guidi e Bonaccini, però”. 


martedì 2 febbraio 2016

Il Consiglio dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese plaude alla riapertura delle trattative tra i sindacati e Philips per la crisi SAECO.


Un applauso da parte di tutti i consiglieri dei comuni dell’Appennino bolognese ha accolto la notizia della riapertura del tavolo delle trattative tra sindacati e vertici dell’azienda Philips-Saeco in merito alla vertenza aperta ormai da novembre.

In chiusura infatti del consiglio dell'Unione una delegazione di lavoratori della Saeco ha annunciato la convocazione per oggi 2 febbraio di un tavolo di trattative presso il Mise. Trattative che minacciano di essere lunghe ma che testimoniano comunque la volontà di aprire un confronto che fino a questo momento era mancato. I lavoratori hanno voluto ringraziare i sindaci e i consiglieri per la vicinanza che le istituzioni hanno saputo mostrare in questa circostanza, sottolineando anche l’impegno del Ministero dello Sviluppo Economico che non si è dato per vinto di fronte alla iniziale risolutezza della multinazionale.

Per oltre due mesi infatti i vertici aziendali hanno precluso ogni possibilità di trattativa.
Finalmente però qualcosa sembra cambiato o almeno così tutti sperano, lavoratori e amministratori, con il Comune di Gaggio Montano guidato da Elisabetta Tanari direttamente coinvolto ma sostenuto compattamente da tutti i sindaci dell’Unione.

Siamo noi che dobbiamo ringraziarvi per il vostro impegno e la vostra tenacia” ha risposto il presidente dell’Unione dei comuni Romano Franchi ( nella foto) sottolineando la solidarietà e la compattezza che i lavoratori hanno saputo esprimere durante questi lunghi mesi, prima che un applauso liberatorio incoraggiasse tutti verso un esito che si spera favorevole.

domenica 24 gennaio 2016

SAECO - PER UNA CONCRETA SOLIDARIETA' AI LAVORATORI PATECIPA AL BOICOTTAGGIO

I Popolari per l'Italia scrivono agli emiliano-romagnoli; “Boicottiamo i prodotti Philips”.

La drammatica situazione che si profila nella vallata del Reno in conseguenza degli annunciati 243 licenziamenti alla Saeco di Gaggio Montano, oggi azienda del gruppo Philips Electronics non può lasciare indifferenti.
Difficile individuarne con precisione le cause, per quanto fra queste non possa escludersi la difficile e costosa raggiungibilità del territorio determinata dalla bocciatura della bretella di collegamento Porrettana – Autosole (a suo tempo proposta da Società Autostrade) di cui portano la responsabilità i decisori politici locali, in particolare regionali.
Una decisione improvvida e miope che ha di fatto azzerato la competitività di un intero comprensorio montano e che rende niente più che simboliche le attestazioni di solidarietà portate in questi giorni ai lavoratori licenziati. (Che fine hanno fatto a proposito le 12.000 firme a suo tempo raccolte?)
Tuttavia il fatto che i decisori politici locali abbiano mancato di creare le condizioni ottimali perché un’impresa permanga sul territorio, non giustifica la scelta della Philips di procedere a licenziamenti tanto massicci, peraltro non determinati da criticità di mercato, ma esclusivamente da volontà di delocalizzare.
 Valutato tutto ciò, 
- mossi da un intento di solidarietà il più possibile concreta nei confronti delle oltre 200 famiglie dei dipendenti,
- giudicando deprecabile l’atteggiamento spregiudicato della multinazionale Philips;
- considerato che ciascuno di noi impersona un consumatore;
chiediamo a tutti, in particolare ai residenti nell’area metropolitana bolognese, di aderire ad un’ iniziativa di boicottaggio del marchio Philips, impegnandosi con effetto immediato ad
ASTENERSI DALL’ACQUISTO DI ELETTRODOMESTICI E PRODOTTI ELETTRONICI DEL MARCHIO "PHILIPS"
fintanto che non sarà ritirato il provvedimento di licenziamento e garantito il ritorno della produzione nello stabilimento bolognese di Gaggio Montano.

sabato 23 gennaio 2016

Saeco, gli operai tornano al lavoro «Un segnale distensivo per Philips». Accolta la richiesta dell’azienda: in dieci aggiusteranno i pezzi difettosi. Restano i blocchi.

Un lettore ha inviato: 

 
Fuori dalla trincea per riportare la calma nei giorni più cupi, i rappresentanti dei lavoratori Saeco hanno detto «sì» alla richiesta dell’azienda di «rilavorare le macchine per espresso Intelia con scheda elettronica difettosa, spostandole sulla linea L0001 in Torretta 230». Si tratterebbe di trasferire alcuni prodotti finiti da un capannone a un altro, entrambi a due passi dal presidio, per mettere a posto alcuni difetti di produzione. Lo chiedono i vertici, gli operai non fanno muro. «Del resto — spiega Marino Mazzini della Fim Cisl — la produzione non è mai stata fermata ». Una decina di persone in più rientrerà perciò in fabbrica in deroga alla cassa integrazione per soddisfare la richiesta. «Nessuno ci darà nulla in cambio — spiega Stefano Stefanelli, rsu Saeco — ma il nostro vuole essere un segno distensivo unilaterale per dare una mano al tavolo del ministero che ha evidenti difficoltà».
Ennesima porta in faccia, invece, all’appello dell’azienda a far partire i quattro camion carichi di macchine da caffè pronte per la vendita. I sindacati precisano di non voler concedere, in questa fase, «nessuna apertura per quanto riguarda la consegna di prodotti finiti, vista la rigidità incomprensibile dimostrata da Philips» che ha ribadito ancora una volta di voler licenziare 243 persone. Resta da sciogliere il nodo cassa integrazione: l’accordo scade tra nove giorni e, in mancanza di un rinnovo, è dietro l’angolo il rischio che vengano aperte subito le procedure di mobilità. E contro il colosso olandese si scatenano le reazioni politiche, mentre il leader regionale della Fiom, Bruno Papignani, chiede al governo di bloccare le commesse pubbliche della multinazionale: «Atteggiamento irrispettoso verso un Paese — scrive Papignani —, visto che Philips non vende solo macchine da caffè ma fornisce ospedali e Asl con un quantitativo impressionante di commesse pubbliche, con prodotti costruiti altrove, si pone un problema relazionale».
Il segretario del Pd bolognese, Francesco Critelli, attacca: «È bene che Philips metta da parte questa arroganza ». E il governo deve mettere in chiaro alla multinazionale che così «non può tenersi lo storico marchio della fabbrica sull’Appennino ». È la strategia suggerita dall’ex segretario nazionale della Cgil e presidente della commissione Attività produttive della Camera, Guglielmo Epifani. I Cinque Stelle avanzano un’altra proposta: per il deputato bolognese Matteo Dall’Osso, al ministero «sono state fornite ampie assicurazioni circa il fatto che altre aziende italiane possano acquisire il controllo della Saeco». Per Sel «se passa il modello Philips, qualsiasi multinazionale — dice il capogruppo in Regione, Igor Taruffi — potrebbe fare lo stesso».

venerdì 22 gennaio 2016

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha colto Philips in fallo: rispetti gli impegni presi.


Marco ha colto al volo questa notizia che 'trova' una ulteriore pecca nel comportamento della Philips e l'ha inviata per la pubblicazione.
Il procedimento avviato nel giugno scorso dall’Antitrust, l' Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, coinvolge Philips Italia, Philips Consumer Relations e Philips Consumer Lifestyle, e in particolare, afferisce alla diffusione, tramite le pagine dei siti internet www.philips.it e www.philips-shop.it, di informazioni potenzialmente omissive e ingannevoli con riguardo ai diritti dei consumatori. In particolare, le "omissioni" riguardano le informazioni precontrattuali obbligatorie e al diritto di recesso ai sensi degli artt. 49 e ss. del Codice del Consumo, nonché la garanzia legale di conformità, anch'essa prevista dal Codice del Consumo agli articoli 128 e ss.

L'Autorità non ha sanzionato l'azienda, ma l'ha invitata a rendere obbligatori gli impegni proposti in merito alla trasparenza delle informazioni al consumatore.



Il procedimento in questione
Scarica il Bollettino dell'Antitrust con il Provvedimento verso la Philips

Saeco, dalla Philips nessuna apertura «I licenziamenti sono inevitabili» La multinazionale olandese conferma i 243 esuberi Inutili gli incontri e l’impegno del ministro Guidi

Un lettore ha inviato questo articolo del Corriere di Bologna


Philips non si smuove, neanche un po’, sulla vertenza Saeco. Di fronte al proposito del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi di consultare i vertici dell’azienda, l’azienda in una nota «sottolinea che il management che finora ha costantemente interloquito con il ministero ha un mandato chiaro e pieno in relazione all’esecuzione del piano che più volte e in diverse sedi è stato illustrato ed argomentato».
 
Dunque, le cose non andranno diversamente andando a bussare alla casa madre olandese. «Si tratta di un piano che, pur prevedendo conseguenze dolorose ed inevitabili- sottolinea Saeco- è incentrato su consistenti misure finalizzate a rilanciare il sito emiliano, a creare le condizioni più adeguate per realizzare importanti investimenti, ma soprattutto a garantire un futuro stabile e sostenibile ad altri 315 dipendenti». Per gli altri 243 sono confermati gli esuberi, come è stato detto ieri durante l’incontro al ministero dello Sviluppo economico. L’azienda inoltre tiene «a riconoscere il grande impegno, la grande passione e la professionalità che il ministro Federica Guidi ha dimostrato nell’approccio alla situazione di Gaggio Montano. Proprio per questo motivo tutte le proposte messe sul tavolo sono state sempre analizzate ai più alti livelli aziendali». Ma «nonostante l’impegno profuso sia da parte del ministero nella relativa elaborazione sia da parte dell’azienda nella conseguente valutazione, dette proposte non sono sostenibili e neppure compatibili con un futuro rilancio dello stabilimento».
«Philips deve aprire una trattativa vera, non può continuare a ripetere che quello è il piano. Lo abbiamo capito, ma non va bene». Il monito alla multinazionale OLANDESE proprietaria della Saeco di Gaggio Montano, dove a dicembre sono stati dichiarati 243 esuberi, è del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. «Sono d’accordo con Federica Guidi. Il Governo ha chiesto che ci sia un rappresentante della casa madre che venga a discutere di questo tema», assicura Poletti.
La nota con cui la Philips, proprietaria della Saeco, conferma i 243 esuberi nello stabilimento di Gaggio Montano e fa capire al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi che le cose non cambieranno neanche se dovesse convocare a Roma il presidente Frans Van Houten «è uno schiaffo all’impegno del ministro per modificare la situazione». Non usa mezzi termini Stefano Zoli, della Fiom-Cgil, per commentare l’ultima presa di posizione della multinazionale olandese, definita «l’ennesimo tentativo di drammatizzare la situazione».

mercoledì 20 gennaio 2016

Saeco, dipendenti bloccano l'uscita dei Tir.Presidio dei lavoratori arrivato al cinquantacinquesimo giorno.



Da ANSA

In attesa degli esiti dell'incontro al ministero dello Sviluppo Economico tra azienda, sindacati e istituzioni sulla vertenza Saeco, controllata da Philips e che vede a rischio 243 posti di lavoro, fuori dalla stabilimento di Gaggio Montano si acuisce la protesta dei lavoratori, giunti al cinquantacinquesimo giorno di presidio 24 ore su 24, che oggi, in sciopero, hanno bloccato, sedendosi a terra, l'uscita dalla struttura di camion carichi di prodotti.
    Ieri, con una nota interna, Philips aveva spiegato che da oggi avrebbe ripreso il normale andamento della attività logistiche. Bloccata dal sit-in di decine di lavoratori. "Oggi - si legge in un post sulla pagina Facebook 'La Saeco non si tocca' - l'obiettivo Philips è svuotare il magazzino, non avremo più niente da difendere. Sono 6 i camion presenti. La provocazione non ha limiti".
    A fianco dei lavoratori di Gaggio Montano, si legge sulla pagina online, anche i dipendenti della Rsu del ramo vending ed ex Rsu.
   







mercoledì 13 gennaio 2016

MARCHETTI su SAECO: “DALLA PHILIPS SCHIAFFO A 243 FAMIGLIE. INTERVENGA IL MINISTERO”.


Da Lega Nord.



Ecco ci risiamo. La Philips ha dato l’ennesimo schiaffo sul viso della nostra gente. E lo ha dato bello forte lasciando non solo il segno sulla guancia, ma anche nell’animo dei tanti lavoratori”.
Daniele Marchetti  nella foto ) , consigliere regionale della Lega Nord commenta duramente la decisione presa dalla Philips che ha attivato le procedure per dirottare le merci per la lavorazione del prodotto finito nello stabilimento romeno.
E meno male – aggiunge Marchetti -, che ci era stato assicurato che non si trattava di delocalizzazione. Ci auguriamo che martedì prossimo, nell’incontro in programma al Ministero, il governo prenda una decisione forte e decisa e che non si faccia prendere per i fondelli come durante il tavolo di crisi che si è tenuto il 2 dicembre in Viale Aldo Moro”.

E’ davanti agli occhi di tutti che la Philips sta mostrando i muscoli e sta dimostrando di fatto che se vuole può garantire tutta la produzione anche senza lo stabilimento di Gaggio Montano. Ma a questa specie di ricatti – conclude – non possiamo assolutamente sottostare. Se, infatti, è vero che queste multinazionali hanno il coltello dalla parte del manico, è altrettanto vero che non possiamo tollerare che si venga a casa nostra a fare business per poi smantellare tutto quando si decide di spostarsi laddove la manodopera costa meno e le tutele ai lavoratori sono di gran lunga inferiori”.


venerdì 11 dicembre 2015

Esuberi in Saeco: scontro al Ministero, Philips non arretra. Tenere vivo il dialogo con Philips e mettere sul piatto "tutti gli strumenti a disposizione che possano consentire il rilancio dell'azienda senza perdita di posti di lavoro". Questa la strategia del ministro Guidi. Sindacati accusano: 'Dovevano essere assunzioni, sono diventati esuberi'

Da BolognaToday

Il ministro Federica Guidi
Tenere vivo il dialogo con Philips e mettere sul piatto "tutti gli strumenti a disposizione che possano consentire il rilancio dell'azienda senza perdita di posti di lavoro". Questa la strategia del ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, per provare a fare breccia nella determinazione di Philips di tagliare 243 addetti dello stabilimento di Gaggio Montano, sull'Appennino bolognese. Guidi l'ha esposta oggi al tavolo di confronto con azienda, sindacati e istituzioni locali.
Un incontro non lungo in cui Philips ha confermato tutte le sue intenzioni anche se Guidi, riferisce una nota del ministero, aveva invitato l'azienda "a riconsiderare le conseguenze che il piano illustrato potrà avere sull'occupazione (sono stati dichiarati 243 esuberi) in un territorio già fortemente compromesso dalla crisi economica". La proprietà non arretra, ma Guidi tornerà alla carica: "Per arrivare il più rapidamente possibile a una ''buona soluzione per tutti i soggetti coinvolti'', il ministro ha richiesto un incontro urgente con Philips, azionista di controllo di Saeco". Inoltre, ha invitato le parti a "continuare il confronto rimuovendo qualsiasi pregiudiziale; ciò al fine di consentire il proseguimento della trattativa in un clima finalizzato alla ricerca rapida di un accordo". Insomma, tenere vivo il dialogo per non far cadere la situazione fino a farla sfociare in atti unilaterali.
Intanto Guidi ha appunto garantito, insieme alla Regione, "l'impegno del Governo a mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione che possano consentire il rilancio dell''azienda senza perdita di posti di lavoro".
AFFONDO SINDACATI. Dovevano essere assunzioni, invece sono diventati 243 esuberi. E' il paradosso-beffa che oggi, al tavolo al ministero dello Sviluppo economico, i delegati di Saeco hanno denunciato per provare come i licenziamenti annunciati siano "inspiegabili"; e come Philips abbia infranto i patti contenuti negli accordi del 2011 quando la multinazionale prese il timone dell'azienda di Gaggio Montano. E' stato Stefano Stefanelli, Rsu della Fim, a raccontare che a Gaggio era atteso un aumento dei volumi produttivi da 150.000 prodotti l'anno, quando ne "sarebbero bastati 50-70.000" per mettere al riparo lo stabilimento da problemi occupazionali. Ma di quei prodotti in più da fare non ne è arrivato neanche uno.

Ricapitolando: arriva Philips e assegna, mettendolo negli accordi, a Gaggio i prodotti di gamma medi-alta, ma "tre di questi prodotti nuovi si sono rivelati una promessa falsa, mai visti. Uno lo hanno fatto fare in Romania e a noi è stato assegnato un prodotto che si vende a prezzi più bassi di ciò che realizzano in Romania, quindi di gamma più bassa. E così- dice Stefanelli parlando alla ''Dire''- l'impegno preso non è stato rispettato: ci hanno lasciato prodotti più poveri e senza i volumi aggiuntivi che, se confermati, ci avrebbero portato non alla semplice sopravvivenza ma a fare assunzioni". In tutto questo poi, i lavoratori lamentano una seconda beffa: allo stabilimento di Gaggio erano stati assegnati obiettivi di qualità ed efficienza da raggiungere; obiettivi centrati, peraltro. "Sulla qualità siamo oltre il 100%, l'assenteismo è calato dal 9% al 5%, eppure è finita come sapete. Diciamo che ci siamo comportati bene e ci hanno sonoramente bocciato" preferendo la Romania, "perchè? Possiamo solo dedurre che là la marginalità è più alta", conclude l'Rsu.



ANSA titola: "Saeco, distanza tra azienda e sindacati. Società conferma esuberi. Fim-Fiom, indisponibili a ridurre posti".  
Distanza, tra azienda e sindacati, nella vertenza Saeco. Al ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del ministro Guidi, la società ha confermato, nel piano industriale, la presenza di 243 esuberi mentre Fim-Cisl e Fiom-Cgil hanno ribadito la loro indisponibilità a soluzioni che comportano la diminuzione dell'occupazione. Guidi ha auspicato un approccio alla trattativa senza pregiudiziali e ha chiesto di incontrare direttamente l'azionista Philips fin dalla prossima settimana.
   


lunedì 7 dicembre 2015

La Saeco richiama al lavoro.Da mercoledìalcuni lavoratori rientreranno in fabbrica.



Anche oggi la Saeco di Gaggio Montano resta chiusa e presidiata: non per sciopero ma per un 'ponte', già programmato. 
Da mercoledì però, novità delle ultime ore, alcuni lavoratori rientreranno in fabbrica. Philips ha infatti mandato telegrammi di richiamo che impongono il rientro a una parte di addetti dello stabilimento (il 30% circa) che non è in cig. In teoria, per il combinato disposto cassa integrazione-piano ferie, l’azienda sarebbe dovuta ripartire solo il 7 gennaio, ma ora i telegrammi di Philips cambiano le cose. 

I lavoratori che stazionano a turno davanti alla fabbrica, per evitare blitz che facciano uscire merci o macchinari, si assicureranno che passi solo chi ha il richiamo.

mercoledì 2 dicembre 2015

Saeco: Una mazzata 'disgustosa'. Ora la ' matassa' passa a Roma. Domattina diretta di Agorà tra i lavoratori.





Da ANSA Bologna

La vicenda degli esuberi alla Saeco-Philips si sposta a Roma dove sarà coinvolto il Governo. "Vista la complessità e la delicatezza della vicenda, la dimensione multinazionale della proprietà e la particolarità del territorio coinvolto nella crisi, si è deciso di allargare il confronto sul piano nazionale", ha sottolineato l'assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi. Domani il presidente della Regione Stefano Bonaccini affronterà la questione con il ministro Federica Guidi.


Presidio lavoratori in Regione
Da Bologna Today


Brutte notizie per la Saeco, la storica azienda con sede a Gaggio Montano: nell'incontro di salvaguardia convocato oggi in Regione, la Philips ha confermato la volontà di licenziare 243 lavoratori, così l'assessore alle Attività produttive Palma Costi, preso atto della distanza incolmabile tra le parti, ha rinviato tutto a un tavolo ministeriale, la cui convocazione sarà richiesta già domattina.
"È stato disgustoso", ha commentato il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani. L'azienda, rappresentata dall'amministratore delegato Nicholas Lee e dall'avvocato Saverio Schiavone, "ha iniziato ringraziando i lavoratori per il loro impegno, per poi ribadire che li licenzierà. Ci vuole tanta pazienza e bisogna lottare", conclude il segretario regionale della Fiom.
Quindi la vicenda si sposta a Roma dove sarà coinvolto il Governo. “Vista la complessità e la delicatezza della vicenda, la dimensione multinazionale della proprietà e la particolarità del territorio coinvolto nella crisi, si è deciso di allargare il confronto sul piano nazionale” ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi al termine dell’incontro del tavolo istituzionale per la Saeco Philips di Gaggio Montano. Già domani il presidente della Regione Stefano Bonaccini affronterà a Roma la questione con il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, fanno sapere da Via Aldo Moro. 
Siamo rimasti con le posizioni che avevamo prima dell'incontro” ovvero “hanno confermato che l'unica soluzione percorribile è quella di togliere 243 posti di lavoro all'azienda per renderla eccellente”, hanno dichiarato Marino Mazzini di Fim e Stefano Zoli di Fiom al margine della riunione. “Abbiamo ribadito che questo non è accettabile, non è possibile. Abbiamo anche chiesto di portarci del lavoro, qualsiasi tipo di lavoro perché siamo in grado di lavorare”.
Domani mattina alle 10 si terrà un'assemblea con i lavoratori. e il programma televisivo Agorà trasmetterà in diretta dalle 8 dal piazzale dello stabilimento. 

Grande preoccupazione da parte delle piccole imprese dell’Appennino per il futuro della Philips-Saeco è stata espressa in una nota da Cna Alto e Medio Reno insieme a Confcommercio Ascom Delegazioni Alto Reno per la salvaguardia di decine di imprese della subfornitura Philips-Saeco e per le centinaia di aziende commerciali che vivono dell’indotto Philips-Saeco: "Aziende che occupano centinaia di dipendenti e che sarebbero messe in grave difficoltà da decisioni che potrebbero vedere Philips-Saeco trasferire importanti pezzi della produzione lontano dall’Appennino bolognese.Pur rispettando le scelte dell’azienda, dicono le associazione delle piccole imprese, le associazioni non vorrebbero che venisse ignorato il ruolo strategico delle aziende artigiane e del commercio per il territorio dell’Appennino, un ruolo già reso difficile dalle crisi che hanno attraversato altre grandi imprese della zona e che un allontanamento della produzione da parte di Philips-Saeco metterebbe in ulteriore e grave difficoltà".
Questa mattina ho proposto alla capigruppo che il primo punto all’ordine del giorno della prossima Assemblea legislativa del 10 dicembre sia la vicenda Saeco-Philips”, ha scritto in una nota il capogruppo PD in regione Stefano Caliandro. “Sono ben lieto che questa proposta abbia ricevuto il sostegno trasversale di tutti i capigruppo. Penso infatti che in queste vicende l’unità tra le forze politiche sia elemento fondamentale per raggiungere l’obiettivo. Sto inoltre lavorando ad un testo per una risoluzione unitaria da sottoporre agli altri capigruppo per una condivisione di tutto il Consiglio. Occorre che tutti andiamo oltre la nostra appartenenza politica per cercare di tutelare i lavoratori e le loro famiglie messe in crisi dal licenziamento collettivo preannunciato dalla Saeco. Il nostro Consiglio e i suoi gruppi hanno il dovere di mobilitarsi con tutti gli strumenti a disposizione”.
Verificare se ricorrono le condizioni, al fine di salvaguardare il carico occupazionale, per utilizzare le misure, previste dalla normativa regionale, di contrasto alle delocalizzazioni produttive, nonché la promozione degli investimenti nel quadro delle programmazioni settoriali della Regione, tenuto conto che il marchio Saeco gode del successo sul mercato indotto anche grazie all’utilizzo del Made in Italy”. A chiederlo, in una interrogazione alla Giunta, è Giulia Gibertoni (M5s). La multinazionale Philips, si legge nel documento, “giovedì 25 novembre ha annunciato, durante un incontro nella sede di Unindustria, l’intenzione di voler ridurre la base occupazionale, dimezzandola, nello stabilimento Saeco di Gaggio Montano, nel bolognese”. Il depotenziamento dello stabilimento “non coincide con una riduzione dei numeri produttivi della multinazionale in questo settore- sottolinea la consigliera-, visto che contestualmente sarebbe stata aumentata la produzione in altri stabilimenti esteri, il cui prodotto finale riporta il marchio Saeco, avvantaggiandosi in tal modo, sul mercato internazionale, della presenza del ‘Made in Italy’, ingenerando nel consumatore finale la convinzione che dietro i suoi prodotti ci sia l’eccellenza italiana”.
"I Parlamentari bolognesi del PD esprimono la loro vicinanza ai lavoratori della Saeco e alle comunità locali interessate dalla crisidell'importante polo produttivo che vede minacciati 243 posti di lavoro, che ieri e oggi, assieme alle Istituzioni locali,  hanno espresso, in più manifestazioni, la loro grave preoccupazione", così in una nota congiunta Marilena Fabbri, Andrea De Maria, Donata Lenzi e Gianluca Benamati. "Abbiamo immediatamente allertato il Governo e riteniamo molto importante il tavolo di confronto oggi in corso in Regione, con la partecipazione della Città Metropolitana. Continueremo a seguire la vertenza come una priorità per la salvaguardia dell'occupazione in Saeco e il futuro di questa fabbrica che sono di estrema importanza per tutta la montagna bolognese e la Città Metropolitana". 


La Giunta promuova la creazione di “un unico tavolo regionale istituzionale che si occupi di un piano industriale per il rilancio dell’Appenino bolognese, operando anche per riconvertire alcuni stabilimenti produttivi, dando così corpo e sostanza al Patto per il lavoro e alla Conferenza per la montagna”.
A chiederlo, attraverso una risoluzione presentata all’Assemblea legislativa, sono Igor Taruffi (primo firmatario) e Yuri Torri, consiglieri di Sel. I dipendenti dello stabilimento Saeco Philips di Gaggio Montano, si legge nel documento, “hanno proclamato una serie di iniziative di lotta culminate in una manifestazione organizzata dai sindacati confederali Fiom CgiI e Fim CisI e dalle Rsu aziendali per chiedere alla multinazionale di ritirare i 243 licenziamenti annunciati, al corteo si sono uniti anche molti cittadini, le istituzioni della vallata, gli studenti e i commercianti”. La Regione, rimarcano i consiglieri, “ha prontamente convocato un tavolo di salvaguardia occupazionale, in accordo con il Comune di Gaggio Montano e la Città metropolitana, e al quale sono state invitate tutte le parti interessate (l’azienda, Unindustria Bologna, i sindacati di categoria) per cercare una soluzione in grado di garantire la massima tutela per i lavoratori e le maggiori garanzie produttive in una realtà estremamente significativa per il nostro territorio”. Anche il ministro dello Sviluppo economico, proseguono, “ha annunciato che il Governo convocherà a breve l’azienda a un tavolo negoziale per cercare di trovare tutte le possibili soluzioni affinché gli esuberi possano rientrare”.
Una situazione che spinge gli esponenti di Sel a lanciare l’allarme: “L’Alta e Media Valle del Reno sta registrando un lento processo di desertificazione industriale e artigianale, dalla chiusura del polo cartario di Lama di Reno e di Marzabotto che occupava più di 500 lavoratori, alla profonda preoccupazione per altre imprese del territorio come la Demm, la Dismeco e la Metal Castello, per non parlare delle decine di aziende artigiane che hanno chiuso e delle incertezze che ancora insistono sul futuro delle Terme di Porretta”.

venerdì 27 novembre 2015

SAECO DI GAGGIO MONTANO, REGIONE E GOVERNO SCONGIURINO I 243 ESUBERI.



E’ inutile girarci intorno e cercare di arrampicarsi sui vetri. La verità è una sola: la Romania batte l’Italia 243 a zero, dove 243 sono gli esuberi annunciati tra i dipendenti della Saeco di Gaggio Montano”.

Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord in Emilia Romagna invita Regione e Governo a intervenire prima che sia tropo tardi.

La multinazionale Philips che ha rilevato l'azienda nel 2009 – ricorda l’esponente del Carroccio -, ha dichiarato che per il prossimo anno gli esuberi saranno 243, circa la metà dei dipendenti. Purtroppo lo stabilimento di Gaggio Montano non tiene il passo con lo stabilimento della Romania, dove i costi per la produzione sono inferiori”.
Marchetti continua: “Il caso della Saeco di Gaggio Montano è un vero e proprio terremoto per un'area già in difficoltà come quella dell'Appennino. Per questo invito la giunta a fare tutti gli sforzi possibili per salvaguardare l'occupazione di quel territorio e a farsi portavoce presso il governo centrale di quello che sta accadendo nella nostra regione affinché i posti di lavori siano tutelati. Senza lavoro – conclude – non c’è futuro per nessuno”.