Acquista sempre più considerazione e popolarità la mela Rosa Romana dell’Appennino, dopo che recentemente è stata riscoperta e riportata alla produzione anche con numerosi nuovi impianti.
Questo frutto, particolarmente gradevole al palato, era molto apprezzato un
tempo anche grazie alla sua capacità di mantenersi sano per diversi mesi dopo
la raccolta anche senza bisogno di stoccaggi protettivi in frigoriferi. Era
stato dimenticato a seguito dell’abbandono agricolo dell’Appennino nel
dopoguerra.
Qualche anno fa, la riscoperta di alcune piante e il ricordo dei vecchi abitanti della zona hanno portato alcuni estimatori a chiede uno studio approfondito delle proprietà e delle virtù di questa mela e un staff della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, guidata dal professor emerito Silviero Sansavini, ha accertato che la mela Rosa Romana prodotta nell’Appennino bolognese non solo è molto saporita, succosa e gradevole, ma possiede anche moltissime qualità organolettiche che la pongono ai vertici delle produzioni nazionali di mela.
Il Consorzio della Mela Rosa Romana, nato per diffondere la coltivazione e
la conoscenza di questo frutto, sta sempre più promuovendo iniziative in questo
senso e ottenendo risultati molto promettenti, tanto che molti ristoranti del
territorio stanno portandola sulle tavole dei loro locali e ideando ricette
nuove che la esaltano.
E’ di questi giorni la presentazione sul sito facebook di uno dei più noti e prestigiosi ristoranti della zona di questo frutto storico finalmente ritrovato e dell’intenzione di presentarlo fra i piatti del proprio menù.
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