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venerdì 22 maggio 2020

Ancora ritrovamenti di ordigni inesplosi. Ben sei in una settimana.

Il Comando dei Carabinieri: “ Sono pericolosi. Conservano la loro potenzialità distruttiva”.

Foto dei Carabinieri di Bologna.
Passeggiata con ' incontro pericoloso' ieri pomeriggio a Zola Predosa. Un camminatore si è imbattuto in aperta campagna in  un ordigno inesploso residuato della seconda guerra mondiale. Immediato l'intervento per la messa in sicurezza e la bonifica dell'area.

Di fronte all'ennesimo pericoloso ritrovamento il comando dei Carabinieri informa e avverte:

Soltanto nell’ultima settimana, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna sono stati impegnati nella bonifica di sei ordigni bellici che furono sganciati sul territorio durante i massicci bombardamenti del secondo conflitto mondiale.
Nonostante gli anni trascorsi all’aperto e l’aria di reperti innocui, gli ordigni inesplosi sono ancora potenzialmente pericolosi.
In caso di ritrovamento, l’unica iniziativa da prendere è quella di chiamare subito i Carabinieri, telefonando subito al Numero unico di emergenza 112 e indicando la località per consentire agli uomini dell’Arma e agli artificieri dell’Esercito Italiano di intervenire in tutta sicurezza per le operazioni di disinnesco e brillamento del residuato bellico.
La foto allegata ritrae un ordigno bellico avvistato ieri pomeriggio da un cittadino che stava facendo una passeggiata nelle campagne di Zola Predosa (BO). Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri della locale Stazione.



domenica 16 novembre 2014

Sasso Marconi. Alle 10.05 l'applauso liberatorio per il 'cessato allarme'. La bomba di Viale Nuovo è solo un ricordo.



Unità di Crisi

Alle 10 e 05 il ‘cessato allarme’. La bomba d’aereo  di Viale Nuovo a  Sasso Marconi era stata resa innocua. Gli artificieri in poco più di mezz’ora sono riusciti a  disinnescarla togliendo la spoletta fuori dal pericoloso ordigno, residuato della seconda guerra mondiale.
I militari hanno potuto entrare in azione solo alle 9.30 poiché il controllo sull’effettivo abbandono del centro cittadino  da parte dei seimila sassesi residenti all’interno dell’area di sicurezza ha allungato di un’ora il tempo programmato.   
La fine dell’operazione di disinnesco è stata salutata con grande soddisfazione e un applauso da tutti i componenti dell’unità di crisi organizzata a Colle Ameno avvertiti via radio.
Punto informativo
Quindi l’ordigno ha potuto essere sistemato su un mezzo del comune di Sasso Marconi e trasferito alla cava Ventura di Lama di Setta per il brillamento.
Soddisfati dell’intervento ben riuscito anche gli artificieri che hanno modestamente commentato ‘Se la chiave funziona è una operazione di poche decine di minuti’,  mostrando la spoletta ancora inserita nel congegno per l’espulsione e la bomba ormai priva di ogni capacità offensiva. Alla domanda di quale fosse la potenzialità dell’ordigno hanno precisato: “La distruzione degli edifici nel raggio di una trentina di metri dal punto di esplosione e la morte per chi si trovava nel raggio di 300 metri se raggiunto da una scheggia. Quest’ultimo dato è anche ampliabile per determinati imprevisti”.
La mattina di Sasso Marconi si è subito presentata impegnativa e le strade di evacuazione si sono trovate intasate comunque fin dal primo mattino.  Un esercito di volontari ha comunque indirizzato l’evacuazione nel migliore dei modi. La stramaggioranza di coloro che hanno dovuto lasciare la casa lo ha fatto   con mezzi propri e ha sopperito alla mancanza del proprio bar per la colazione invadendo quelli dei paesi limitrofi. In moltissimi hanno approfittato di ciò che offriva Casalecchio per  proseguire per i centri commerciali o per soddisfare l’obbligo  della Messa  domenicale a San Luca. In definitiva il bilancio è stato più che positivo anche perché è stata una ‘prima prova’ di ‘unione dei comuni’. All’organizzazione e al controllo hanno infatti partecipato volontari e protezione civile di Casalecchio di Reno, Zola Predosa e Monte San Pietro, oltre, ovviamente a quella di Sasso Marconi. I 19 posti di blocco sono invece stati assegnati ai Carabinieri e alle Polizie municipali.
L’attesa all’Unità di Crisi è stata anche occasione per parlare delle emergenze e dei prossimi lavori: ne è uscita la notizia che è imminente l’avvio della realizzazione del ‘tubone’, la galleria sotterranea che attraverserà Casalecchio e della quale da tanti anni si parla. Metterà in collegamento diretto la nuova Porrettana con la tangenziale di Bologna. 


La bomba non fa più paura

 
La spoletta ancora nella chiave a morsa.

mercoledì 22 ottobre 2014

Sasso Marconi: bomba d'aereo inesplosa rinvenuta nel centro cittadino.


Foto di repertorio

Una bomba d’aereo, pericoloso e voluminoso  residuo bellico dell’ultima guerra mondiale, è stata ritrovata in pieno centro a Sasso Marconi. A fare il ‘brutto incontro ’ sono state le ruspe impegnate a preparare il terreno per la costruzione di una nuova casa in Viale Nuovo.
Gli operatori stavano affossando le ‘benne’ nel terreno per fare posto alla base dell’edificio, quando hanno avvistato la grossa massa metallica. Hanno immediatamente sospeso l’attività e avvertito gli organi competenti.
Sul posto sono intervenuti questa mattina gli artificieri che, dopo aver verificato che si trattava di un ordigno inesploso, hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a ricoprire l’ordigno in modo tale da non essere raggiungibile .

Ora, come da prassi, in Prefettura si dovrà decidere quando e come intervenire. La bomba infatti si trova all’interno dell’abitato in zona densamente residenziata. L’intervento per disarmare l’ordigno, trasferirlo in un luogo sicuro per farlo brillare, sarà certamente impegnativo.

giovedì 22 maggio 2014

Monzuno. Domenica 1 giugno entrano in azione gli artificieri a Vado.


Foto dal web

Verrà disinnescata domenica 1 giugno la bomba d'aereo che giace da più di 60 anni nelle vicinanze del centro abitato di Vado, rinvenuta recentemente nell'alveo del torrente Setta dopo il passaggio di una piena. A ritrovare il pesante e voluminoso ordigno, del peso di circa 3 quintali, il ‘primo pescatore’ del dopo piena, il presidente della Pubblica Assistenza di Vado,  che, dopo il lancio in corrente della lenza, si è accorto della sagoma arrugginita riportata alla luce dai movimenti delle ghiaie al passaggio dell’acqua abbondante e ha dato l’allarme. Dopo la constatazione che si trattava di un pericoloso residuato bellico, l’area è stata messa in sicurezza in attesa dell’intervento di bonifica. L’ora zero è domenica primo giugno alle 10.

Il programma della giornata del disinnesco prevede che entro le 9,45 di domenica sia evacuata l'area entro un raggio di 300 metri dalla zona del rinvenimento. Indicativamente da Via Palmieri (esclusa) sino alla sede della Pubblica Assistenza (esclusa) oltre le vie Creda e Cova.

Il Comune ha predisposto un elenco degli indirizzi da evacuare e una planimetria della zona, disponibili sul sito istituzionale e distribuiti nel centro di Vado direttamente presso le abitazioni. Dovranno essere evacuati i locali sia dai cittadini che vi risiedono che dalle eventuali attività commerciali o produttive. Sarà necessario allontanarsi sino al completamento delle operazioni di disinnesco, che inizieranno alle  10 ed avranno durata di circa un’ora e mezza salvo imprevisti.
L’area evacuata sarà  presidiata dalle forze dell'ordine e liberata immediatamente dopo il disinnesco. Nel resto del centro abitato non interessato dall'evacuazione si potranno continuare a svolgere le normali attività quotidiane.
Il Comune ha individuato, per chi avesse bisogno di un ricovero provvisorio, un punto di raccolta nella struttura comunale a fianco della piastra polivalente nel centro sportivo di Rioveggio. Dalle ore 8 fino alle 9,30 sarà inoltre disponibile una navetta che farà servizio da piazza della Libertà a Vado fino a Rioveggio.
E’ stato distribuito un questionario, disponibile anche online, per  coloro che avranno bisogno di accedere alla struttura di Rioveggio autonomamente o con i mezzi comunali. Il questionario dovrà essere compilato anche da coloro che hanno necessità di essere trasportati con ambulanza, i quali saranno ospitati nei locali messi a disposizione presso la Pubblica Assistenza.
I questionari potranno essere riconsegnati presso la Delegazione Comunale di Vado nei giorni di giovedì 22, sabato 24, lunedì 26 e martedì 27 maggio dalle ore 8,30 alle 12,30, oppure inviati all'indirizzo e-mail urp@comune.monzuno.bologna.it, o spediti per posta entro sabato 24 maggio.
 Per  chiarimenti e informazioni  è disponibile una linea telefonica dedicata al numero 0516773316


martedì 29 aprile 2014

Dal Setta a Vado riaffiora 'un triste ricordo di guerra'.



foto da web
Salto nel passato per i residenti di Vado: il primo giugno prossimo quando suonerà ‘l’allarme aereo’   la frazione dovrà essere evacuata per lasciare posto agli artificieri. I militari hanno avuto  il compito di ingabbiare, portare a distanza di sicurezza e far brillare una bomba d’aereo rinvenuta nell’alveo del fiume Setta.  
 L’ordigno, del peso di ben 5 quintali, è infatti ricomparso dopo essere stato insabbiato nel letto del torrente  per ben 70 anni.
foto da web
 A portarlo alla luce sono stati certamente i movimenti di ghiaia provocati dagli ingrossamenti della portata del torrente per le recenti e numerose cadute di pioggia. Ad accorgersi dell’anomala presenza è stato un pescatore che fra uno ‘slamamento’ e l’altro si è accorto di una corposa ‘pancia metallica’ che affiorava dalla ghiaia. Si è avvicinato è si è subito reso conto di essere di fronte a un residuato bellico. Ha informato immediatamente le autorità che hanno fatto intervenire gli artificieri d’urgenza per la messa in sicurezza e hanno provveduto a rendere inaccessibile l’ordigno.

Il fiume Setta
Questa mattina c’è stato un incontro organizzativo a Bologna per programmare l’intervento di asportazione della bomba e la data più probabile, anche se non è ancora certo che sia quella definitiva, è l’1 giugno.  Intanto l’ordigno continuerà la sua sosta di riposo tra la ghiaia del Setta.