Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post

martedì 19 giugno 2018

OPERAZIONE “CARPE DIEM”


Dal Comando provinciale Carabinieri

Bracconaggio ittico mediante l’utilizzo della corrente elettrica (elettrostorditori) e sostanze venefiche, uccisione di animali in modo cruento ed efferato, cattura di specie protette e trasporto di pesce in condizioni igieniche precarie. E’ quanto riscontrato dai Carabinieri forestali nell’ambito dell’operazione “CARPE DIEM” volta al contrasto del bracconaggio ittico ed in particolare alla tutela della carpa nel periodo riproduttivo.
 
L’intervento dei militari ha interessato, tra l’8 e il 14 giugno, le province di Ferrara, Rovigo, Padova, Venezia, Verona, Bologna e Ravenna impegnando, oltre il Reparto Operativo - Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali (SOARDA) del Raggruppamento CITES, i Gruppi Carabinieri Forestale locali supportati dai reparti territoriali dell’Arma.
 

Nelle acque interne delle provincie coinvolte infatti numerosi pescatori abusivi, provenienti per lo più da Paesi dell’Est Europa, da alcuni anni esercitano l’attività di pesca con metodi illegali e sempre più invasivi, caratterizzati da violenze e truffe da parte di affiliati ai sodalizi criminali, per la stragrande maggioranza di origine rumena (lipoveni, nativi della città di Tulcea) strutturati in organizzazione piramidale del tutto sovrapponibile ai clan camorristici. Il pescato viene trasportato in condizioni igieniche precarie e inserito nei mercati esteri - in particolare paesi dell’Est Europa - facendo assumere al fenomeno carattere transnazionale.
I deferiti alla Procura della Repubblica, undici, sono tutti cittadini europei di nazionalità rumena, mentre due sono stati i predatori di vongole di origine italiana.


Corposi i sequestri che hanno riguardato le autovetture e i furgoni utilizzati per trasportare il pesce illegalmente pescato, oltre che tutto il materiale da pesca, gli elettrostorditori e le imbarcazioni con le quali i bracconieri navigavano i canali per depredarne la fauna ittica.
In un periodo così delicato per la riproduzione, sono stati riliberati, in quanto rinvenuti ancora vivi, oltre un centinaio esemplari di Carpa carichi di uova.
I pesci rinvenuti morti sono stati conferiti all’istituto Zooprofilattico Sperimentale per l’Emilia Romagna – Sezione di Ferrara per gli accertamenti utili a risalire alla causa di morte; l’ipotesi è elettrocuzione causata da elettrostorditore (mezzo vietato nella pesca).
Complessivamente l’operazione ha portato:
  • al deferimento all’AG di 11 persone e sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro;
  • al sequestrato di oltre una tonnellata di pesce (266 carpe, 12 siluri, 4 luccio perca);
  • alla liberazione del pesce ancora vivo, circa 500 kg (147 carpe e 100 Kg di vongole);
  • al sequestro di 4 gommoni, 4 batterie, 3 retini, 4 elettrostorditori, 8 reti da pesca (per un totale di 650 ml), 1 coltello serramanico, 3 autovetture (di cui 2 furgoni).
Importante la collaborazione con la FIPSAS -  Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee - con la quale l’Arma dei Carabinieri ha recentemente sottoscritto un Protocollo d'Intesa finalizzato alla prevenzione e al contrasto dell'illegalità nella tutela dell'ambiente fluviale e lacustre e della fauna autoctona ed esotica in esso esistente.

lunedì 8 febbraio 2016

Sasso Marconi. Un pesce 'pescato' ha salvato la vita all'amico del suo pescatore.


Sarà certamente un 'caso' di cui si parlerà a lungo: il dispositivo sonoro che annuncia un pesce preso all'amo ha allertato il pescatore che ha chiesto l'aiuto dell'amico che però, stordito dal monossido di una stufetta, non ha potuto dargli una mano. Il pescatore si è così accordo del dramma in corso e ha dato l'allarme. Un lieve ritardo avrebbe portato all'irrimediabile.

E' accaduto, sabato scorso al mattino presso il 'Lago di Porziola' di San Lorenzo a Sasso Marconi. Un 37enne di Casalecchio di Reno ha chiamato il 112 dicendo di aver rinvenuto il corpo privo di sensi dell’amico 34enne, anche lui di Casalecchio di Reno, all’interno di una tenda da campeggio, riscaldata con una 'stufetta portatile', che avevano montato la sera precedente per trascorrere una parentesi di pesca.

Stando alla ricostruzione dei fatti, il dramma sarebbe stato 'evitato' da un pesce catturato all’amo della canna da pesca del 37enne, che dormiva in un’altra tenda. La preda, nel tentativo di liberarsi della presa, ha azionato un dispositivo sonoro richiamando il pescatore. Quest’ultimo si è precipitato a recuperare il pesce chiamando l’amico che non rispondeva, in quanto privo di sensi. E’ stato in quel momento che il 37enne si è accorto di quanto era successo e ha dato l’allarme. 

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno chiamato i soccorsi.
Trasportato d’urgenza dai sanitari del 118 al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, il 34enne è stato successivamente trasferito presso il Centro Iperbarico di Ravenna per le cure del caso. La prognosi è riservata.