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lunedì 14 marzo 2016

Calcio: Brienza non basta, Bologna battuto a Milano

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

"Rimboccarsi le maniche e ripartire". Questo è il messaggio che deve filtrare dopo la partita di ieri, che ha visto il Bologna perdere per 2-1 a Milano contro l'Inter, squadra che, va ricordato, sta lottando per la Champions.
Partita ricca di errori e giocata su ritmi abbastanza elevati, con molti duelli a centrocampo e un secondo tempo meglio del primo, con le due squadre che hanno saputo fronteggiarsi a viso aperto, tentando maggiormente la conclusione e la percussione centrale per mettere in difficoltà la difesa avversaria.
Ma riviviamo insieme le emozioni del match di ieri. Donadoni conferma la formazione annunciata alla vigilia, con Rizzo che sostituisce l'influenzato Mounier per completare il reparto offensivo. Dopo pochi minuti di gioco è l'Inter che sfiora il gol, con Eder che prova a trovare un compagno con un potente tiro-cross che si spegne sul fondo. Nell'occasione, però, Icardi si fa male ad un ginocchio ed è costretto a lasciare il campo a Kondogbia, con la squadra di Roberto Mancini che si riposiziona in virtù dell'ingresso del giovane centrocampista francese. A 10 minuti dalla sostituzione per i padroni di casa, è ora il turno di effettuare un cambio per il Bologna, con Destro che deve lasciare il terreno di gioco dopo un fortuito pestone di Miranda. Dopo soli 15 minuti di gioco la partita perde i due bomber principi, con l'attaccante del Bologna che lascia il posto a Floccari. Il Bologna si riesce ad affacciare dalle parti di Handanovic per la prima volta con Donsah che, innescato da Giaccherini, non riesce ad inquadrare la porta, con la difesa nerazzurra che tira un sospiro di sollievo. Dopo una decina di minuti di errori nella zona nevralgica del campo e di lanci lunghi non sfruttati dalle punte, l'Inter torna a farsi sotto, con Gastaldello e Maietta bravissimi a chiudere su qualsiasi tentativo di traversone degli esterni alti della formazione di casa, trovando spesso l'intercettazione o la chiusura in calcio d'angolo. Finalmente la partita si accende e i nerazzurri iniziano a schiacciare sempre più il Bologna, impedendo al Bologna di uscire dalla sua metà campo e di costruire azioni pericolose: prima Ljalic colpisce un palo da fuori area con una conclusione pericolosa, poi Miranda non trova il gol con una deviazione di tacco su un tiro di un compagno di squadra.



Bologna nella prima frazione un po' troppo timido e velleitario nel provare a proporsi e a creare azioni da gol. L'Inter si conferma squadra in forma e dimostra di sapere tenere bene il campo, con giocatori molto tecnici e imprevedibili, soprattutto dopo l'uscita dal campo di Icardi. La seconda frazione inizia con le squadre leggermente meno chiuse e con la voglia di andare a segnare un gol che, vista il modo in cui si è giocato il primo tempo, risulterebbe vitale. La prima conclusione pericolosa arriva dopo una serie di errori e di disattenzioni tattiche, con D'Ambrosio che tenta una spettacolare rovesciata sugli sviluppi di un calcio d'angolo, senza trovare lo specchio della porta. Donadoni capisce che è giunto il momento di cambiare qualcosa e decide di togliere uno spento e impreciso Mbaye per inserire Zuniga, con il terzino colombiano alla sua seconda presenza in rossoblù. Dopo un'altra pericolosa conclusione di Ljalic, sempre concentrato, il Bologna prova a colpire in contropiede con Giaccherini che, lanciatosi dopo un calcio d'angolo a sfavore, non riesce a resistere agli attacchi dei Medel e Nagatomo, che impediscono all'esterno bolognese di provare la conclusione in porta. Ma dopo pochissimi minuti è l'Inter che trova il gol del vantaggio su calcio d'angolo, complice una dormita di Diawara (in calo fisico notevole), che oltre a dimenticarsi di Perisic, autore del gol, non sale per far scattare la trappola del fuorigioco. Gol che taglia le gambe al Bologna, sempre più in difficoltà di fronte alle cavalcate dei giocatori nerazzurri. Passano cinque minuti e c'è il raddoppio, sempre su calcio d'angolo, sempre grazie ad una difesa rossoblù distratta e che permette a D'Ambrosio di insaccare alle spalle di Mirante. A questo punto, a circa 15 minuti dalla fine, il Bologna si trova sotto di un gol, e si deve affidare a Brienza per provare a trovare un gol che riaccenderebbe la speranza, con Donsah che viene sostituito. Giaccherini prova finalmente ad accendersi e a creare pericoli per la difesa di casa, con Giak che riesce a sfondare sull'out di sinistra e ad offrire un pallone delizioso a Rizzo, apparso quest'oggi in gran forma, che si vede rimpallate tutte e due le conclusioni, con la difesa dell'Inter che si riesce a salvare. Ma, a qualche secondo dall'assegnazione del recupero, Rizzo riesce a strappare palla a Juan Jesus e involarsi tutto solo verso la porta; poi, improvvisamente, pallone in mezzo: molti tifosi già borbottano, ritenendo inutile quel passaggio. Già, borbottano, peccato che quella palla arrivi a Brienza che la spedisce in rete con un mancino potente, sfruttando una deviazione di Murillo. Bologna che, nonostante il forcing finale, non riesce nell'impresa. In molti hanno criticato Donadoni dopo la partita di ieri: pura pazzia. Come è possibile non accorgersi che non è una sconfitta contro l'Inter a segnare il campionato? Come è possibile scordarsi che il Bologna, squadra neopromossa, è attualmente nona in serie A? Bisogna solamente ragionare e riflettere sulla partita, senza piangersi addosso e senza puntare il dito verso qualcuno. Il Bologna si dovrebbe amare sempre, indipendentemente dall'esito dalla partita. Ora testa alla partita di Bergamo contro l'Atalanta, per scacciare definitivamente malumori e brutte voci e far tornare il sereno sopra Bologna.

lunedì 7 marzo 2016

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino


C'era chi, fino a qualche giornata fa, si chiedesse come mai il Bologna non riuscisse mai a pareggiare, con la squadra incapace di trovare una via di mezzo tra vittoria meritata e sconfitta bruciante.
Tutti coloro che si erano posti questa domanda sono stati ampiamente ripagati dalle ultime tre partite, con tre pareggi di fila a reti bianche che possono comunque essere visti come prestazioni positive, al di là di possibili errori della squadra o dell'arbitro.
Ma rivediamo insieme cosa è successo in questo quasi inedito derby emiliano tra il Bologna, forte di una posiziona di assoluta tranquillità in ottica salvezza, e il Carpi, sempre più immerso in una lotta che sembra possa avere esiti drammatici per i ragazzi di mister Castori.
Il Bologna si presenta in campo con una sola novità rispetto alla formazione annunciata alla vigilia, con Constant che prende il posto di Masina per questioni puramente tecnico-tattiche.
I padroni di casa partono decisamente meglio rispetto agli avversari e la prima grande occasione capita sui piedi di Diawara che, entrato in area dopo una splendida finta, non riesce a controllare al meglio il pallone che Giaccherini gli aveva fatto recapitare, favorendo l'uscita bassa del portiere. Poco dopo tocca a Taider impensierire seriamente Belec, con l'estremo difensore del Carpi chiamato a respingere in angolo la conclusione del centrocampista.
Dopo una decina di minuti arriva il primo guizzo dei biancorossi grazie ad uno degli ex di turno, Mancosu, che chiama Mirante a compiere una parata non semplicissima, con il portiere rossoblù che si salva anche grazie all'ausilio del palo.
Il Bologna fa un po' più fatica a mostrarsi pericoloso nei pressi dell'area biancorossa, così gli ospiti acquisiscono sempre più coraggio ed iniziano a premere con maggiore insistenza sull'acceleratore, con il solito Mancosu che spreca due ottime occasioni da rete. Nel finale l'ultima azione degna di nota di un primo tempo non proprio esaltante porta la firma di Giaccherini, che con un acrobatico intervento ha provato a infilare Belec, apparso comunque puntuale nell'intervento a mano aperta. Un primo tempo non esaltante, con le difese che sono state spesso protagoniste: elogi per Mbaye, decisamente uno dei migliori in campo, mentre l'attacco felsineo ha zoppicato e non poco dinanzi ad un Carpi per larghi tratti della prima frazione tutto a protezione della propria porta. Il primo tempo inizia in modo leggermente diverso per i padroni di casa con Destro che, dopo aver ubriacato mezza difesa avversaria, viene chiuso in corner proprio al momento della conclusione.



Dopo una ventina di minuti durante i quali i palloni persi sono stati tantissimi sia per una squadra che per l'altra, Giaccherini prova ad uscire dal letargo con una splendida conclusione di destro che sfiora il palo a portiere battuto; Giaccherini apparso comunque molto stanco durante tutta la durata del match, con giocate che testimoniano la poca lucidità dell'esterno offensivo in maglia numero 17.
A una decina di minuti dalla fine, dopo che Donadoni ha effettuato tutti i cambi, è Gastaldello, il capitano dei petroniani, che prova il gol d'antologia con una splendida rovesciata che sfortunatamente si infrange sulla traversa; sulla successiva ribattuta è Masina, entrato a metà secondo tempo, che prova a centrare lo specchio con un colpo di testa che Zaccardo intercetta sulla linea di porta, favorendo poi la difesa biancorossa. E, a due minuti dall'assegnazione del recupero, accade l'episodio contestatissimo da tutti i componenti del Bologna, sia quelli in campo che quelli in panchina: Taider, apparso quest'oggi davvero in forma, salta netto Cofie in piena area e viene atterrato dal centrocampista avversario; rigore netto che non viene assegnato, a dimostrazione di come il Bologna quest'anno abbia avuto parecchia sfortuna con i quintetti arbitrali. Partita che, nonostante il forcing finale dei padroni di casa, finisce in pareggio, regalando ad entrambe le compagini. Partita piena di errori che ha visto entrambi i centrocampi in debito di ossigeno e protagonisti di appoggi errati che potevano trasformarsi in contropiedi pericolosi, mal sfruttati soprattutto dagli ospiti che non sono stati in grado di impensierire, soprattutto nel secondo tempo, la difesa di casa, con Maietta insuperabile. Uniche note negative di oggi le prestazioni di Diawara, troppi i passaggi sbagliati, e Giaccherini, unico lampo di luce in un pomeriggio davvero grigio la conclusione che ha scheggiato il palo. Quello di oggi è comunque un punto che serve per allontanarsi il più possibile dalla zona calda della classifica. Sabato prossimo si va in casa di un Inter sempre più agguerrita nella lotta alla zona Champions, con la speranza che si possa fare un dispetto ai nerazzurri dell'ex Bologna Mancini.

Donnafiera'16. A Buffer il vo(l)to della Cooperazione

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Consueto appuntamento di marzo per la città di Marzabotto (BO) che quest'anno espone il suo estro femminile su due temi ed un sogno: 70 anni dal 10 marzo 1946 in cui le donne conquistarono il diritto di voto, la cooperazione al femminile motore trainante dell'economia italiana e dello spettacolo di sabato 12 marzo al Teatro Comunale di Marzabotto con Sandra Cavallini ed il coro Farthan, il sogno di AnnaMaria Degli Esposti (per i più la maestra Maga Magò) di esporre al Centro Civico di Sibano i volti delle "donne del mio Paese".



Un calendario fitto di appuntamenti che ben registra la volontà di partecipare ad una settimana che è molto più della festa infestata di mimosa: dalla fiaccolata che parte dalla zona industriale del Sassatello ai saperi d'arte, tutto è donna con i suoi sapori e la volontà di fare un "patto fra generazioni" al femminile.

Di quest'ultimo tema ne parla a Buffer una pregiata ospite: Lorella Zanardo  impegnata da qui in avanti con il Suffragette Tour. Inoltre a chiudere la manifestazione, nel pomeriggio Radio Frequenza Appennino sarà presente con l'animazione, fra storie, curiosità e voglia di risveglio primaverile. Programma completo delle singole iniziative disponibile sulla pagina facebook dell'evento

mercoledì 2 marzo 2016

Lezioni di Rock a teatro con Assante e Castaldo

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Bologna, 19/02/2016
Piove.
Bologna è avvolta da una pioggia sottile che innalza il tasso di umidità a livello "branchie", e c'è da benedire i portici che sono l'unica realtà che ci ricorda che siamo in Emilia e non nei sobborghi di Liverpool.
Che é poi la meta ideale verso la quale sta decollando la serata mia e di Sara.
Stiamo andando ad intervistare Gino Castaldo ed Ernesto Assante, che stasera ci guideranno oltremanica ripercorrendo la storia dei Beatles attraverso i 7 anni che hanno cambiato la storia del rock, nel primo incontro del ciclo "Lezioni di Rock" con il quale da qualche anno calcano i palchi italiani.
Teatro delle Celebrazioni.
Siamo in ritardo. Bologna è travolta da un colossale ritardo per colpa del calcio che ha ingessato stasera la circolazione automobilistica.
Mi sento - ci sentiamo io e Sara -  un po' cenerentole con tanta curiosità in pancia e tre domande tra i denti.
Sorridono Assante e Castaldo, e chiedono per primi “...quanto ne sapete di Beatles?”
Io un po', rispondo. Mi sono molto documentata durante gli anni sui fab4 e non vedo l'ora di sapere in quale maniera questi due colossi del giornalismo musicale ci daranno lettura di una storia che è parte della vita di tutti.



Domanda secchissima.
Lezioni di Rock che è un progetto meraviglioso che nasce nel 2005: in questi 11 anni in che maniera sono cresciute le lezioni di rock, visto che il nostro modo di fruire la musica è radicalmente cambiato?
Risponde Gino Castaldo: “Brave, bella domanda, è vero, perché nel frattempo è passata un'era... ci sarebbe bisogno di venti minuti per rispondere a questa domanda.. In primis è stato un cambiamento enorme di ordine divulgativo.
Di fatto quando abbiamo cominciato (ndr 2005) la rete non aveva l'influenza di adesso.
Ora con un click raggiungi ogni informazione, mentre 10 anni fa, il nostro lavoro di informazione era più basilare, adesso si è trasformato. Più che l'informazione vera e propria, adesso cerchiamo di fornire più che altro una chiave interpretativa dell'informazione.
Anche perché  a mio avviso, la fruizione così bulimica della musica non da la possibilità di conoscere poi quello che è il background...
Continua Ernesto Assante “Non solo. In realtà è proprio la troppa disponibilità di musica che consente a noi di fare queste lezioni, noi bene o male cerchiamo di essere di orientamento, prima lo facevamo tramite la radio, come lo fate voi, tramite la radio o tramite il giornale.“
Castaldo “La vera cosa che vorrremmo fare è generare passione”
Che è l'intento più nobile al mondo. Sono sicura che ci riuscirete.
Assante “Anche perché se la musica ha cambiato le nostre vite, è possibile che cambi anche quella degli altri..”
Ultima velocissima cosa. Queste lezioni si compongono di Beatles come il rock è nato, Rolling Stones, una lezione in quadrifonia sui Pink Floyd, U2...
ma gli anni 90 ci han fatto così schifo?
Castaldo “No anzi, figurati! A parte che gli U2 son proprio anni 90. E' solo che essendo la prima volta qui a Bologna, abbiamo voluto fare così, ma pensa che a Roma abbiamo fatto perfino i Sigur Ross... andiamo anche oltre. Se la cosa prende, fatte le basi, ci addentreremo, senza dubbio”.
Le Lezioni di Rock sono il racconto di come la cultura si sia evoluta mentre le note delle canzoni che per una vita abbiamo ascoltato, ancora risuonavano. Ed è molto bello dare una collocazione storica agli assoli di chitarra che ci danno ancora pelle d'oca al milionesimo ascolto.
Le Lezioni non sono solo nozione tra il pentagramma, sono occhiali nuovi coi quali guardare più lontano tra gli affetti musicali di una vita.
L' appuntamento con Lezioni di Rock continua questo venerdì (04/03) al Teatro delle Celebrazioni con i Rolling Stones.
04/03/2016 con I Rolling Stones
21/04/2016 con U2
13/05/2016 con Pink Floyd (in quadrifonia)
presso il Teatro Celebrazioni a Bologna.

martedì 1 marzo 2016

Basket, Fortitudo-Brescia: il dubbio di Emanuele.

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Emanuele vive a Brescia, da sempre. Il cuore, però, complice l’amore per la pallacanestro, le crescentine e qualche amicizia di vecchia data, lo ha a Bologna.
Quando può, un salto fuori dalla nebulosa Lombardia lo fa sempre volentieri, spesso proprio in direzione del capoluogo emiliano che, ne convengo, ogni stupido febbraio regala cieli espressivi come un blocchi di ghisa sorda, ma che sa pur sempre offrire brezze di tutt’altro calibro.
 Emanuele è uno a posto, e pure in gamba.
Amore folle per il suo G7 Spalding coltivato fin dai tempi della culla, vita senza sbalzi eccessivi e i soliti pensieri adolescenziali a frullargli per la testa. Per ovviare ai periodici rovesciamenti elucubrativi, il nostro eroe ricorre a passeggiate riflessive in solitaria: meglio se sulle spiagge di Porto San Giovanni, teatro della sua esotica adolescenza, che nell’operaia Rezzato. Di amici ne ha. Buoni, ma giusti. Non essendo un tipo superficiale, ha pensato fosse meglio selezionare quelli più adatti, piuttosto che accompagnarsi con discotecari che al sabato sera rimorchierebbero pure le scope del magazzino del locale. Oppure fare buon viso a cattivo gioco con i suoi acuti compagni di classe che, vista la prominente barba che da sempre gli connota il viso, ogni lunedì mattina lo accolgono appellandolo “Isis” con quello spiccato accento padano che lui tanto odia. Fuori dalla cernita rimangono anche i brillanti coetanei che lo canzonano per le sue origini partenopee, quasi la provenienza geografica fosse una colpa.



 Questo weekend una tv locale darà in differita Fortitudo, squadra del suo cuore, contro Leonessa Brescia. L’occasione non va persa. Loro (che poi dovrebbe essere un “noi”) ai nastri di partenza senza Holmes, l’Aquila priva dell’ancora icelofanato Amoroso. Presentazione delle squadre in campo che per un attimo s’arresta e flash-backa a quel 16 giugno 2010 in cui a Forlì “l’abbiamo vinta noi” anche grazie a quel numero 5 ora in casacca bresciana che, all’epoca, ci vantavamo di “avere solo noi”. Grazie Citta. Palla a due. Letture difensive casalinghe un po’ dislessiche lievitano sin dalle battute iniziali il punteggio, facendo il gioco della più lunga Leonessa. “Tanto siamo più forti e i due punti li portiamo a casa noi”, sentenziarono i suoi amichetti nel pre-partita, senza avere nemmeno troppo torto, sulla carta. In pratica, però, un Quaglia gettato nella mischia più per disperazione che per obblighi di rotazione inanella un 5-0 di contro-break scrivendo 22-23 alla prima sirena. Secondo quarto che si tramuta ben presto in un brioso 110 in movimento con qualche buco dell’ozono effe-scudato a tenere a galla gli ospiti. Nessuno s’affretta a scappare, nessuno s’adopra ad inseguire e, anzi il chiarir dell’intervallo, il tabellone segna pari 45, senza far torto a nessuno. Riemersi dal sottoscala del Paladozza e probabilmente galvanizzati dal dolce stil novo boniciolliano, i felsinei stritolano le maglie difensive e fuggono via. Tilt lombardo prolungato: alla terza campanella è 66-54. Emanuele pregusta, ma non s’illude. Anche perché si ricorda che domani alla quarta ha fisica che, nonostante abbia scelto Scienze applicate, gli fa pena. Regolare come la sveglia che ogni mattina lo caccia giù dal letto alle 7, arriva la controffensiva bresciana traghettata da Juan Fernandez. Il “Lobito” azzanna il cesto altrui da ogni dove e gli ospiti tornano a far paura. Candi (alla fine top-scorer a quota 17) è però bravo a mantenere il sangue freddo, con la faretra oltre l’arco, e ricacciarli più volte a debita distanza. Passato lo spavento, la Effe ritrova la bussola e amministra fino all’ultimo secondo di lezione. Gong sull’ 86-75. Zaino in spalla e tutti a casa. Nota per il lettore: il 110 è un popolare gioco da campetto che prevede esclusivamente il tiro da tre punti. Nota per Emanuele: se mai leggerai questo articolo, sappi che Insigne non fa gol. Piuttosto scommetti su Reina.


 FORTITUDO ETERNEDILE- LEONESSA BRESCIA 86-75 (Parz: 22-23; 45-45; 66-54; 86-75) Fortitudo Eternedile: Daniel 15, Quaglia 7, Rovatti, Candi 17, Campogrande, Montano 14, Sorrentino, Raucci 8, Carraretto 3, Flowers 16, Italiano 6. All. Boniciolli Leonessa Brescia: Passera 3, Fernandez 18, Cittadini 19, Bruttini 6, Alibegovic 9, Speronello, Bolis, Mobio, Totè, Bushati 5, Hollis 11. All. Diana

lunedì 29 febbraio 2016

Calcio: Palermo e Bologna non si fanno male, la partita termina 0-0

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Dopo il pareggio di venerdì scorso contro la capolista in molti si erano chiesti se fosse possibile puntare ad un qualcosa in più rispetto alla tranquilla salvezza che tutti si aspettavano.
E questo risultato aveva portato molti tifosi a montarsi la testa, nonostante Donadoni chiedesse prudenza, tranquillità ma soprattutto testa sulle spalle.
La partita di oggi rischiava di rovinare tutto ciò che si era fatto una decina di giorni fa, contro un Palermo in affanno e in disperato bisogno dei 3 punti.
Le due squadre hanno messo in piedi una partita non proprio divertentissima, con poche occasioni da rete ma soprattutto moltissimi errori.
Ma rivediamo insieme la sfida di mezzogiorno e mezza andata in scena al Barbera di Palermo.



 Donadoni scioglie gli ultimi dubbi poco prima del fischio iniziale, e così, a sorpresa, Floccari viene schierato titolare così come Masina, in fortissimo dubbio a causa dell'infortunio che ne ha frenato l'allenamento durante la settimana prima della partita.
La partita parte a rilento, ed è il Palermo che per primo va vicino al gol con Andelkovic che colpisce la traversa con un preciso piattone; tutto vano, visto che l'arbitro aveva fischiato il fuorigioco.
Il Bologna continua a far fatica ad uscire dalla sua metacampo, mentre il Palermo continua a premere sull'acceleratore in cerca del gol del vantaggio: prima Chochev scalda i guantoni a Mirante, poi un paio di pericolosi cross sono prontamente deviati lontano da un attento Maietta. Finalmente il Bologna, verso la metà del primo tempo, inizia a svegliarsi, e lo fa con uno dei giocatori più pericolosi, Mattia Destro, che prova a trovare la rete con un tiro a giro che Posavec devia in corner. L'ultima azione degna di nota di una soporifera prima frazione capita sui piedi di Maresca, quest'oggi decisamente in forma e in grado di prendersi sulle spalle i rosanero, con la punizione dell'esperto centrocampista che si infrange sulla parte esterna della porta.  Dopo 45 minuti a dir poco noiosi e con poche occasioni da rete, il Bologna rimette piede in campo nel secondo tempo con, almeno per i primi minuti, tutt'altro piglio: Destro dopo soltanto due minuti si presenta a tu per tu con il portiere siciliano che, quasi in modo insperato, compie una grandissima parata. Ma sono soltanto mere illusioni, con il Palermo che si mostra ben messo in campo e continua a creare grattacapi per la difesa felsinea: prima Vazquez viene murato da Mirante, che devia la conclusione in angolo, poi nuovamente l'attaccante italo-argentino trova sulla sua strada un monumentale Mirante, che salva il Bologna per ben due volte in pochi minuti. Dopo due cambi voluti da Donadoni al fine di cambiare l'inerzia della partita (Constant per Masina e Brienza per Floccari), i petroniani si iniziano finalmente ad affacciare con più insistenza nei pressi dell'area siciliana, sempre con il loro bomber che, per ben tre volte, non riesce ad inquadrare lo specchio della porta, con le conclusioni dell'attaccante ascolano che si perdono tutte sul fondo; anche Giaccherini e Donsah decidono di mettersi in proprio cercando la conclusione in porta: il tiro dell'esterno offensivo si spegne lontano dalla porta avversaria, mentre è bravo Posavec sul centrocampista ghanese, bravo a cercare il primo palo con un rasoterra preciso. Gli ultimi minuti di gioco si chiudono senza sussulti, con Brienza che in pieno recupero tenta il più classico dei gol dell'ex, senza fortuna. Uno 0-0 che accontenta entrambe le squadre per ciò che si è visto in campo, con nessuna delle due compagini che si è dimostrata più affamata nel cercare di portare a casa il risultato. Quest'oggi in pochi si sono dimostrati meritevoli di un qualcosa in più della sufficienza in pagella, con una nota negativa rappresentata, in parte, da Diawara, quest'oggi non al meglio e oscurato da Maresca in parecchie fasi del gioco. Il ragazzo ha comunque dimostrato buona visione di gioco nonostante qualche appoggio sbagliato. Mbaye come al solito sufficiente, a dimostrazione di come il ragazzo avesse qualità inespresse che piano piano stanno venendo fuori. Nonostante tutto questo è comunque un ottimo punto, ottenuto in trasferta al cospetto di una squadra che dimostra di avere capacità tecniche non indifferenti nei piedi di molti giocatori dal centrocampo in su, con la posizione in classifica che probabilmente non rispetta le reali qualità dei giocatori rosanero. Ora per il Bologna testa al Carpi, con i 3 punti che dovranno essere fondamentali al fine di aumentare sempre più il distacco dalle squadre inseguitrici, con il nono posto che potrebbe, partita dopo partita, diventare sempre più un obiettivo realmente raggiungibile.

venerdì 26 febbraio 2016

Il 25 Aprile di Monte Sole è anche musica.

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Radio Frequenza Appennino, in collaborazione con il Tavolo organizzativo del 25 aprile a Monte Sole lancia il primo "Monte Sole Free Music Contest", con in palio la possibilità di suonare sul palco principale di Monte Sole il 25 Aprile 2016!
E non solo! Per i secondi e terzi classificati in palio la possibilità di aprire il concerto di uno storico gruppo che si esibirà il 24 Aprile.

Il 25 aprile a Monte Sole si festeggia la Liberazione, in un luogo che è testimonianza di cosa ha compiuto la barbarie nazifascista. Marzabotto e Monte Sole sono la Memoria di ciò che  dobbiamo combattere e di ciò che dobbiamo difendere ogni giorno con forza.
Tutti i 25 aprile  Monte Sole si svolge una grande manifestazione, che vede la partecipazione di migliaia di persone e che è fatta di spettacoli, dibatti, concerti, visite al memoriale, laboratori... è un momento in cui ricordiamo a noi stessi che oggi c’è ancora da lottare tanto per vedere attuati i principi contenuti nella nostra Costituzione, nella  Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
È un momento in cui si dà voce alle tante lotte, battaglie e “nuove resistenze” di oggi  , nel solco della Resistenza combattuta dai nostri Partigiani.

Quest'anno vorremmo che queste voci fossero anche le vostre! Avete canzoni che parlano di diritti, o che denunciano violazioni di diritti? Avete scritto canzoni che raccontano la brutalità della guerra? Avete testi che parlano di Pace? Cantate dei Partigiani e della Resistenza? Dedicate versi a chi combatte oggi nel nostro paese o nel mondo? Mandateci il vostro brano! Lo caricheremo sul nostro sito per essere ascoltato e votato!



L'artista più votato poi sarà invitato ad esibirsi sul palco principale di Monte Sole il 25 Aprile! Ecco di seguito un piccolo regolamento per partecipare al Monte Sole Music Contest!

CHI PUO’ PARTECIPARE?
 Chiunque abbia un pezzo originale o una cover che affronta tematiche quali quelle della resistenza (vecchia e nuova), della pace, dei diritti et simili

COME PARTECIPARE? Inviando entro il 20 marzo 2016 il vostro brano in formato mp3 o video all'indirizzo info@frequenzappennino.com come allegato o utilizzando una delle decine di piattaforme di file sharing (WeTransfer, Wikisend, Youtube ecc..) Oltre al file audio/video è necessario, pena l’esclusione dal concorso, allegare una breve descrizione dell'artista/band autrice del pezzo.

GIURIA La giuria sarà composta da tutto il popolo di internet! I Brani ricevuti, saranno caricati e resi disponibili a partire dal 21 marzo su una pagina dedicata, dove potranno essere ascoltati e votati fino alle ore 18 del 3 Aprile!
A quel punto provvederemo a metterci in contatto con gli artisti che ci avranno inviato i tre brani più votati per comunicare loro la vincita od il piazzamento del contest.

PREMIO L'artista/gruppo che avrà inviato il brano risultato essere il più votato sarà invitato a suonare il 25 Aprile 2016 sul palco principale di Monte Sole davanti a migliaia di persone, mentre gli artisti/gruppi che avranno inviato la seconda e terza canzone più votata invece, apriranno il concerto che si terrà il 24 Aprile a Monte Sole!

lunedì 15 febbraio 2016

Calcio: Bologna, che rischio. Ma Destro aggiusta le cose

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

La paura e la consapevolezza che spesso le cose ci sfuggono di mano sono sensazioni che ci accompagnano sempre, figuriamoci nel mondo del calcio, dove un solo pallone può determinare l'esito di una partita.
Questo pomeriggio, ad Udine, Udinese e Bologna hanno disputato una partita assai divertente, con parecchie occasioni da gol e non solo. A spuntarla sono stati i rossoblu, che volano quindi a 33 punti staccando i friulani.
Ma non è stata una passeggiata, anzi, in alcune fasi della partita tutti i tifosi del Bologna avevano il timore che nessuno sarebbe riuscito a trafiggere Karnezis.
Il fattore Destro, che ora entra di diritto tra i pensieri di Conte per l'Europeo, non era stato considerato, e si è rivelato nuovamente determinante.



Ma andiamo con calma e ripercorriamo le azioni salienti di questa partita. Donadoni sorprende, ma non troppo, nella scelta dell'11 iniziale, con Morleo e Mbaye terzini e Maietta al fianco di Gastaldello, a protezione della porta di Da Costa.
Per il resto formazione tipo, con il centrocampo e l'attacco che non subiscono variazioni. La parte iniziale del primo tempo è a tinte rossoblu, con tantissime occasioni per i felsinei, prima su tutte quella di Donsah, con il centrocampista ghanese che, in area, non stoppa al meglio il pallone, favorendo l'intervento di Armero. Due minuti dopo Mounier, apparso quest'oggi davvero in forma, ruba palla ad Hallfredsson e tira in porta trovando la deviazione di un difensore di casa che spedisce la palla contro il palo a Karnezis battuto.. Sull'angolo seguente Mbaye, con un raffinato colpo di tacco, spedisce la palla in area, sulla quale Maietta non arriva per pochi centimetri. E l'ultima occasione del Bologna nel primo tempo capita nuovamente sui piedi, o meglio sulla testa, di Donsah che non inquadra la porta nonostante un grandissimo inserimento. Da questo momento in poi è l'Udinese che prende le redini del gioco ed inizia a macinare chilometri e a creare occasioni da rete: prima i friulani colpiscono un palo con l'aiuto di Da Costa che, deviando quel tanto che basta un colpo di testa di Thereau, si salva con quel pizzico di fortuna che sempre serve, poi sempre Thereau serve un assist di testa a Matos che, da due passi, non incoccia la sfera. Finisce qui il primo tempo caratterizzato da due fasi di gioco ben distinte, la prima ha visto il Bologna dominare mentre nella seconda l'Udinese ha preso coraggio e, grazie ad un centrocampo molto tecnico, ha iniziato a creare più di qualche grattacapo alla retroguardia petroniana. Al via la ripresa che vede i bianconeri sempre in possesso della zona nevralgica del campo, trovando di fronte a sé un Bologna apparentemente stanco e incapace di reagire. Dopo qualche cambio con l'intento di modificare l'andamento del match, come l'ingresso in campo di Mounier per i felsinei e Zapata per i friulani, è ancora Thereau che preoccupa, e non poco, i mille tifosi bolognesi accorsi in trasferta, con il tiro del francese che termina di poco a lato. Ma nel momento migliore dell'Udinese è il Bologna che passa avanti, con il solito, determinante Mattia Destro: il numero 10 entra in area, si sposta il pallone sul destro eludendo l'intervento di due difensori e, con una potente conclusione, trafigge il portiere e scaccia fantasmi, voci pesanti sul suo conto e si prende una bella rivincita nei confronti di tutti coloro che lo hanno sempre e comunque criticato.
Che bel modo di passare la festa degli innamorati, quando il tuo cuore batte sempre, o quasi, per quei due bellissimi colori che, accostati, creano una sinfonia magica, quasi ipnotica. Che bello innamorarsi del Bologna!
Nell'ultimo quarto d'ora l'Udinese va vicinissima al pareggio, cogliendo tra l'altro anche un altro legno, ma quest'oggi Da Costa non lo trafigge nessuno, nessuno riesce a battere la difesa del Bologna, nemmeno l'eterno Di Natale, entrato in campo negli ultimi minuti. Che dire di questa vittoria sofferta, sudata e, alla fine, meritatamente conquistata? Probabilmente la gioia e la felicità dipinte sul volto di qualsiasi tifoso bolognese basterebbero e, forse, sarebbero più efficaci di una lunga sfilza di termini e frasi. E se, in giorni come questo, l'amore sembra non sorriderti, ricorda che il Bologna non ti tradisce ma, anzi, ti regala molte più gioie che, combinate con sofferenza, creano una storia romantica unica. Tornando alla partita, quest'oggi si è vista la grinta e il carattere propri dei rossoblu che non dovrebbero mai mancare, anche in partite come questa. Maietta come al solito monumentale, un gladiatore che incarna perfettamente lo spirito guerriero dei ragazzi di Donadoni. Tutti ampiamente sufficienti, con menzione d'onore a Destro, attualmente uno degli attaccanti italiani più in forma, capace di risolvere una partita complicata con una singola giocata. Venerdì ci sarà la partita più attesa da tutto il mondo rossoblu con la Juventus, attualmente prima in classifica, che verrà a trovare i felsinei nella loro tana, con la speranza che ne esca con le ossa rotte e con pochi punti nel taschino. Con la consapevolezza che, con una squadra del genere, in pochi possono mettere sotto il bellissimo gioiellino di stampo "Donadoniano".  

 (Foto di Mondo Udinese)