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lunedì 14 marzo 2016

Calcio: Brienza non basta, Bologna battuto a Milano

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

"Rimboccarsi le maniche e ripartire". Questo è il messaggio che deve filtrare dopo la partita di ieri, che ha visto il Bologna perdere per 2-1 a Milano contro l'Inter, squadra che, va ricordato, sta lottando per la Champions.
Partita ricca di errori e giocata su ritmi abbastanza elevati, con molti duelli a centrocampo e un secondo tempo meglio del primo, con le due squadre che hanno saputo fronteggiarsi a viso aperto, tentando maggiormente la conclusione e la percussione centrale per mettere in difficoltà la difesa avversaria.
Ma riviviamo insieme le emozioni del match di ieri. Donadoni conferma la formazione annunciata alla vigilia, con Rizzo che sostituisce l'influenzato Mounier per completare il reparto offensivo. Dopo pochi minuti di gioco è l'Inter che sfiora il gol, con Eder che prova a trovare un compagno con un potente tiro-cross che si spegne sul fondo. Nell'occasione, però, Icardi si fa male ad un ginocchio ed è costretto a lasciare il campo a Kondogbia, con la squadra di Roberto Mancini che si riposiziona in virtù dell'ingresso del giovane centrocampista francese. A 10 minuti dalla sostituzione per i padroni di casa, è ora il turno di effettuare un cambio per il Bologna, con Destro che deve lasciare il terreno di gioco dopo un fortuito pestone di Miranda. Dopo soli 15 minuti di gioco la partita perde i due bomber principi, con l'attaccante del Bologna che lascia il posto a Floccari. Il Bologna si riesce ad affacciare dalle parti di Handanovic per la prima volta con Donsah che, innescato da Giaccherini, non riesce ad inquadrare la porta, con la difesa nerazzurra che tira un sospiro di sollievo. Dopo una decina di minuti di errori nella zona nevralgica del campo e di lanci lunghi non sfruttati dalle punte, l'Inter torna a farsi sotto, con Gastaldello e Maietta bravissimi a chiudere su qualsiasi tentativo di traversone degli esterni alti della formazione di casa, trovando spesso l'intercettazione o la chiusura in calcio d'angolo. Finalmente la partita si accende e i nerazzurri iniziano a schiacciare sempre più il Bologna, impedendo al Bologna di uscire dalla sua metà campo e di costruire azioni pericolose: prima Ljalic colpisce un palo da fuori area con una conclusione pericolosa, poi Miranda non trova il gol con una deviazione di tacco su un tiro di un compagno di squadra.



Bologna nella prima frazione un po' troppo timido e velleitario nel provare a proporsi e a creare azioni da gol. L'Inter si conferma squadra in forma e dimostra di sapere tenere bene il campo, con giocatori molto tecnici e imprevedibili, soprattutto dopo l'uscita dal campo di Icardi. La seconda frazione inizia con le squadre leggermente meno chiuse e con la voglia di andare a segnare un gol che, vista il modo in cui si è giocato il primo tempo, risulterebbe vitale. La prima conclusione pericolosa arriva dopo una serie di errori e di disattenzioni tattiche, con D'Ambrosio che tenta una spettacolare rovesciata sugli sviluppi di un calcio d'angolo, senza trovare lo specchio della porta. Donadoni capisce che è giunto il momento di cambiare qualcosa e decide di togliere uno spento e impreciso Mbaye per inserire Zuniga, con il terzino colombiano alla sua seconda presenza in rossoblù. Dopo un'altra pericolosa conclusione di Ljalic, sempre concentrato, il Bologna prova a colpire in contropiede con Giaccherini che, lanciatosi dopo un calcio d'angolo a sfavore, non riesce a resistere agli attacchi dei Medel e Nagatomo, che impediscono all'esterno bolognese di provare la conclusione in porta. Ma dopo pochissimi minuti è l'Inter che trova il gol del vantaggio su calcio d'angolo, complice una dormita di Diawara (in calo fisico notevole), che oltre a dimenticarsi di Perisic, autore del gol, non sale per far scattare la trappola del fuorigioco. Gol che taglia le gambe al Bologna, sempre più in difficoltà di fronte alle cavalcate dei giocatori nerazzurri. Passano cinque minuti e c'è il raddoppio, sempre su calcio d'angolo, sempre grazie ad una difesa rossoblù distratta e che permette a D'Ambrosio di insaccare alle spalle di Mirante. A questo punto, a circa 15 minuti dalla fine, il Bologna si trova sotto di un gol, e si deve affidare a Brienza per provare a trovare un gol che riaccenderebbe la speranza, con Donsah che viene sostituito. Giaccherini prova finalmente ad accendersi e a creare pericoli per la difesa di casa, con Giak che riesce a sfondare sull'out di sinistra e ad offrire un pallone delizioso a Rizzo, apparso quest'oggi in gran forma, che si vede rimpallate tutte e due le conclusioni, con la difesa dell'Inter che si riesce a salvare. Ma, a qualche secondo dall'assegnazione del recupero, Rizzo riesce a strappare palla a Juan Jesus e involarsi tutto solo verso la porta; poi, improvvisamente, pallone in mezzo: molti tifosi già borbottano, ritenendo inutile quel passaggio. Già, borbottano, peccato che quella palla arrivi a Brienza che la spedisce in rete con un mancino potente, sfruttando una deviazione di Murillo. Bologna che, nonostante il forcing finale, non riesce nell'impresa. In molti hanno criticato Donadoni dopo la partita di ieri: pura pazzia. Come è possibile non accorgersi che non è una sconfitta contro l'Inter a segnare il campionato? Come è possibile scordarsi che il Bologna, squadra neopromossa, è attualmente nona in serie A? Bisogna solamente ragionare e riflettere sulla partita, senza piangersi addosso e senza puntare il dito verso qualcuno. Il Bologna si dovrebbe amare sempre, indipendentemente dall'esito dalla partita. Ora testa alla partita di Bergamo contro l'Atalanta, per scacciare definitivamente malumori e brutte voci e far tornare il sereno sopra Bologna.

lunedì 7 marzo 2016

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino


C'era chi, fino a qualche giornata fa, si chiedesse come mai il Bologna non riuscisse mai a pareggiare, con la squadra incapace di trovare una via di mezzo tra vittoria meritata e sconfitta bruciante.
Tutti coloro che si erano posti questa domanda sono stati ampiamente ripagati dalle ultime tre partite, con tre pareggi di fila a reti bianche che possono comunque essere visti come prestazioni positive, al di là di possibili errori della squadra o dell'arbitro.
Ma rivediamo insieme cosa è successo in questo quasi inedito derby emiliano tra il Bologna, forte di una posiziona di assoluta tranquillità in ottica salvezza, e il Carpi, sempre più immerso in una lotta che sembra possa avere esiti drammatici per i ragazzi di mister Castori.
Il Bologna si presenta in campo con una sola novità rispetto alla formazione annunciata alla vigilia, con Constant che prende il posto di Masina per questioni puramente tecnico-tattiche.
I padroni di casa partono decisamente meglio rispetto agli avversari e la prima grande occasione capita sui piedi di Diawara che, entrato in area dopo una splendida finta, non riesce a controllare al meglio il pallone che Giaccherini gli aveva fatto recapitare, favorendo l'uscita bassa del portiere. Poco dopo tocca a Taider impensierire seriamente Belec, con l'estremo difensore del Carpi chiamato a respingere in angolo la conclusione del centrocampista.
Dopo una decina di minuti arriva il primo guizzo dei biancorossi grazie ad uno degli ex di turno, Mancosu, che chiama Mirante a compiere una parata non semplicissima, con il portiere rossoblù che si salva anche grazie all'ausilio del palo.
Il Bologna fa un po' più fatica a mostrarsi pericoloso nei pressi dell'area biancorossa, così gli ospiti acquisiscono sempre più coraggio ed iniziano a premere con maggiore insistenza sull'acceleratore, con il solito Mancosu che spreca due ottime occasioni da rete. Nel finale l'ultima azione degna di nota di un primo tempo non proprio esaltante porta la firma di Giaccherini, che con un acrobatico intervento ha provato a infilare Belec, apparso comunque puntuale nell'intervento a mano aperta. Un primo tempo non esaltante, con le difese che sono state spesso protagoniste: elogi per Mbaye, decisamente uno dei migliori in campo, mentre l'attacco felsineo ha zoppicato e non poco dinanzi ad un Carpi per larghi tratti della prima frazione tutto a protezione della propria porta. Il primo tempo inizia in modo leggermente diverso per i padroni di casa con Destro che, dopo aver ubriacato mezza difesa avversaria, viene chiuso in corner proprio al momento della conclusione.



Dopo una ventina di minuti durante i quali i palloni persi sono stati tantissimi sia per una squadra che per l'altra, Giaccherini prova ad uscire dal letargo con una splendida conclusione di destro che sfiora il palo a portiere battuto; Giaccherini apparso comunque molto stanco durante tutta la durata del match, con giocate che testimoniano la poca lucidità dell'esterno offensivo in maglia numero 17.
A una decina di minuti dalla fine, dopo che Donadoni ha effettuato tutti i cambi, è Gastaldello, il capitano dei petroniani, che prova il gol d'antologia con una splendida rovesciata che sfortunatamente si infrange sulla traversa; sulla successiva ribattuta è Masina, entrato a metà secondo tempo, che prova a centrare lo specchio con un colpo di testa che Zaccardo intercetta sulla linea di porta, favorendo poi la difesa biancorossa. E, a due minuti dall'assegnazione del recupero, accade l'episodio contestatissimo da tutti i componenti del Bologna, sia quelli in campo che quelli in panchina: Taider, apparso quest'oggi davvero in forma, salta netto Cofie in piena area e viene atterrato dal centrocampista avversario; rigore netto che non viene assegnato, a dimostrazione di come il Bologna quest'anno abbia avuto parecchia sfortuna con i quintetti arbitrali. Partita che, nonostante il forcing finale dei padroni di casa, finisce in pareggio, regalando ad entrambe le compagini. Partita piena di errori che ha visto entrambi i centrocampi in debito di ossigeno e protagonisti di appoggi errati che potevano trasformarsi in contropiedi pericolosi, mal sfruttati soprattutto dagli ospiti che non sono stati in grado di impensierire, soprattutto nel secondo tempo, la difesa di casa, con Maietta insuperabile. Uniche note negative di oggi le prestazioni di Diawara, troppi i passaggi sbagliati, e Giaccherini, unico lampo di luce in un pomeriggio davvero grigio la conclusione che ha scheggiato il palo. Quello di oggi è comunque un punto che serve per allontanarsi il più possibile dalla zona calda della classifica. Sabato prossimo si va in casa di un Inter sempre più agguerrita nella lotta alla zona Champions, con la speranza che si possa fare un dispetto ai nerazzurri dell'ex Bologna Mancini.

lunedì 15 febbraio 2016

Calcio: Bologna, che rischio. Ma Destro aggiusta le cose

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

La paura e la consapevolezza che spesso le cose ci sfuggono di mano sono sensazioni che ci accompagnano sempre, figuriamoci nel mondo del calcio, dove un solo pallone può determinare l'esito di una partita.
Questo pomeriggio, ad Udine, Udinese e Bologna hanno disputato una partita assai divertente, con parecchie occasioni da gol e non solo. A spuntarla sono stati i rossoblu, che volano quindi a 33 punti staccando i friulani.
Ma non è stata una passeggiata, anzi, in alcune fasi della partita tutti i tifosi del Bologna avevano il timore che nessuno sarebbe riuscito a trafiggere Karnezis.
Il fattore Destro, che ora entra di diritto tra i pensieri di Conte per l'Europeo, non era stato considerato, e si è rivelato nuovamente determinante.



Ma andiamo con calma e ripercorriamo le azioni salienti di questa partita. Donadoni sorprende, ma non troppo, nella scelta dell'11 iniziale, con Morleo e Mbaye terzini e Maietta al fianco di Gastaldello, a protezione della porta di Da Costa.
Per il resto formazione tipo, con il centrocampo e l'attacco che non subiscono variazioni. La parte iniziale del primo tempo è a tinte rossoblu, con tantissime occasioni per i felsinei, prima su tutte quella di Donsah, con il centrocampista ghanese che, in area, non stoppa al meglio il pallone, favorendo l'intervento di Armero. Due minuti dopo Mounier, apparso quest'oggi davvero in forma, ruba palla ad Hallfredsson e tira in porta trovando la deviazione di un difensore di casa che spedisce la palla contro il palo a Karnezis battuto.. Sull'angolo seguente Mbaye, con un raffinato colpo di tacco, spedisce la palla in area, sulla quale Maietta non arriva per pochi centimetri. E l'ultima occasione del Bologna nel primo tempo capita nuovamente sui piedi, o meglio sulla testa, di Donsah che non inquadra la porta nonostante un grandissimo inserimento. Da questo momento in poi è l'Udinese che prende le redini del gioco ed inizia a macinare chilometri e a creare occasioni da rete: prima i friulani colpiscono un palo con l'aiuto di Da Costa che, deviando quel tanto che basta un colpo di testa di Thereau, si salva con quel pizzico di fortuna che sempre serve, poi sempre Thereau serve un assist di testa a Matos che, da due passi, non incoccia la sfera. Finisce qui il primo tempo caratterizzato da due fasi di gioco ben distinte, la prima ha visto il Bologna dominare mentre nella seconda l'Udinese ha preso coraggio e, grazie ad un centrocampo molto tecnico, ha iniziato a creare più di qualche grattacapo alla retroguardia petroniana. Al via la ripresa che vede i bianconeri sempre in possesso della zona nevralgica del campo, trovando di fronte a sé un Bologna apparentemente stanco e incapace di reagire. Dopo qualche cambio con l'intento di modificare l'andamento del match, come l'ingresso in campo di Mounier per i felsinei e Zapata per i friulani, è ancora Thereau che preoccupa, e non poco, i mille tifosi bolognesi accorsi in trasferta, con il tiro del francese che termina di poco a lato. Ma nel momento migliore dell'Udinese è il Bologna che passa avanti, con il solito, determinante Mattia Destro: il numero 10 entra in area, si sposta il pallone sul destro eludendo l'intervento di due difensori e, con una potente conclusione, trafigge il portiere e scaccia fantasmi, voci pesanti sul suo conto e si prende una bella rivincita nei confronti di tutti coloro che lo hanno sempre e comunque criticato.
Che bel modo di passare la festa degli innamorati, quando il tuo cuore batte sempre, o quasi, per quei due bellissimi colori che, accostati, creano una sinfonia magica, quasi ipnotica. Che bello innamorarsi del Bologna!
Nell'ultimo quarto d'ora l'Udinese va vicinissima al pareggio, cogliendo tra l'altro anche un altro legno, ma quest'oggi Da Costa non lo trafigge nessuno, nessuno riesce a battere la difesa del Bologna, nemmeno l'eterno Di Natale, entrato in campo negli ultimi minuti. Che dire di questa vittoria sofferta, sudata e, alla fine, meritatamente conquistata? Probabilmente la gioia e la felicità dipinte sul volto di qualsiasi tifoso bolognese basterebbero e, forse, sarebbero più efficaci di una lunga sfilza di termini e frasi. E se, in giorni come questo, l'amore sembra non sorriderti, ricorda che il Bologna non ti tradisce ma, anzi, ti regala molte più gioie che, combinate con sofferenza, creano una storia romantica unica. Tornando alla partita, quest'oggi si è vista la grinta e il carattere propri dei rossoblu che non dovrebbero mai mancare, anche in partite come questa. Maietta come al solito monumentale, un gladiatore che incarna perfettamente lo spirito guerriero dei ragazzi di Donadoni. Tutti ampiamente sufficienti, con menzione d'onore a Destro, attualmente uno degli attaccanti italiani più in forma, capace di risolvere una partita complicata con una singola giocata. Venerdì ci sarà la partita più attesa da tutto il mondo rossoblu con la Juventus, attualmente prima in classifica, che verrà a trovare i felsinei nella loro tana, con la speranza che ne esca con le ossa rotte e con pochi punti nel taschino. Con la consapevolezza che, con una squadra del genere, in pochi possono mettere sotto il bellissimo gioiellino di stampo "Donadoniano".  

 (Foto di Mondo Udinese)