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mercoledì 28 dicembre 2022

Il tornato il Presepe vivente a Panico

 

La Sacra Famiglia 

Era dedicato a Claudia Girolami quest’anno il presepe vivente di Panico. La suggestiva manifestazione, tradizionale ritrovo della notte di Natale,  per i parrocchiani e per i tanti estimatori che l’hanno sempre apprezzata moltissimo è stato quest’anno l’occasione per ricordare una cara amica e compaesana, recentemente scomparsa , tra le più accese sostenitrici e cofondatrice del progetto, partito 11 anni fa. Purtroppo quest'anno c'era un'altra assenza che si è fatta molto sentire: don Aldemo, che ha sempre officiato la Messa in queste occasioni,  è mancato, portato via dal Covid. 

Un suggestivo interno del complesso religioso

Anche i questa occasione, dopo due anni di sosta forzata a causa del Covid, i visitatori sono stati moltissimi e hanno percorso l’itinerario preparato dagli organizzatori attorno alla storica chiesa romanica guidati dai fuochi accesi e confortati da punti di sosta dove i figuranti offrivano specialità preparate al momento. Oltre a queste gustosità sono stati molto apprezzati i costumi, ricercati e aderenti al momento storico della Notte di Betlemme di 2000 anni fa.


Il clima mite ha anche favorito il piacere della condivisione di questa santa notte.



Una figurante 



I Re Magi











La grotta di Betlemme 








Il presepe all'interno della Chiesa





sabato 17 aprile 2021

L'ultimo saluto a don Aldemo Mercuri


Dando l'ultimo saluto ad Aldemo, preso da una morte inaspettata, ingiusta, incredibile, lo guardiamo stupiti e increduli come se fosse su una barca in mare che si allontana fino a scomparire all'orizzonte, per raggiungere un'altra riva”. Questa l'immagine che il Cardinale Zuppi ha dato ai tanti fedeli presenti alla Messa esequiale per don Aldemo Mercuri, parroco di Panico, la cui recentissima scomparsa ha lasciato un grande vuoto nelle comunità religiose da lui guidate. “e sull'altra sponda ad attenderlo ci saranno i sui cari e la sua mamma”, ha continuato il cardinale. “ Don Aldemo non ha vissuto solo per se stesso, ma per Cristo e quindi per gli altri, in particolare i poveri e i malati. Se amiamo gli altri la vita non finisce”. 


La funzione religiosa, cui hanno partecipato i sacerdoti del vicariato, è stata seguita da moltissimi fedeli che non hanno potuto essere tutti accolti all'interno della chiesa parrocchiale, non solo per le limitazioni del Covid, ma per il notevole numero. 

Il saluto dell'intera comunità marzabottese è stato portato da sindaco di Marzabotto, Valentica Cuppi ( nella foto) che, salita sul pulpito ha detto: “Don Aldemo resterà sempre con noi e troveremo sempre il modo di ricordarlo”. Molto apprezzata anche la lettera di ricordo che l'ex sindaco di Marzabotto Romano Franchi ha postato sui social.


 

Infine don Aldemo, accompagnato dall'applauso dei presenti, ha lasciato definitivamente la sua chiesa portato a spalla all'uscita per poi essere trasferito a Latina dove risiede la sua famiglia e dove troverà l'ultima dimora.

Corredo fotografico di Marina Fortuzzi

 

La lettera di Romano Franchi


Una gravissima perdita per la nostra comunità.

Don Aldemo, un uomo libero, colto, altruista, inclusivo, simpatico.

Un sacerdote che ha plasmato la sua missione ecclesiale con grande dedizione e sacrificio ai bisogni dei più deboli, di chi soffre, di chi è solo, di chi ha bisogno di aiuto, di affetto, di attenzione, di umanità, senza distinzione di ceto, credo religioso, appartenenza politica.

Un uomo con pregi, tanti, e fragilità, come tutti noi, che lo rendono ancora più umano.

Mi scorrono davanti agli occhi i tanti momenti in cui ho avuto il piacere di stare insieme, di ascoltarlo, le tante telefonate, di seguire, a volte, le sue forbite omelie.

Non vedevo l'ora di poterlo rincontrare.

Don Aldemo non solo "accoglieva" i tanti poveri di oggi, di ogni nazionalità e dava spesso loro un posto in cui dormire, un pasto caldo, una parola di conforto, ma " raccoglieva" i tanti invisibili ai più.

È stato un esempio nell'impegno contro uno dei mali peggiori, l'indifferenza.

Non si voltava dall'altra parte, anzi, anche a costo di forzare dei passaggi per lui, con qualche ragione, eccessivamente complessi ed astrusi, doveva comunque trovare il modo per aiutare la persona in difficoltà che aveva davanti.

Con grande generosità, senza risparmiarsi.

Quella generosità che, forse, lo ha portato a contrarre quel maledetto virus che ha cercato fino all'ultimo di sconfiggere.

Don Aldemo, un amico fraterno. Mi mancherà molto, ma non lo dimenticherò, come non lo dimenticheranno tutti coloro e, sono davvero tanti, che hanno avuto il privilegio di frequentarlo.

In questo triste momento, un pensiero affettuoso alle sue adorate nipotine, Elisa e Ginevra.












La veglia di venerdì sera

martedì 13 aprile 2021

Il Covid si è preso don Aldemo Mercuri, parroco di Panico a Marzabotto.

Sacerdote apprezzato per la sua grande disponibilità, le sue omelie erano una attrazione anche per fedeli fuori comune

Il notiziario della Parrocchia annuncia il decesso, avvenuto la scorsa notte,  di don Aldemo Mercuri, cui era affidata la guida della Pieve di Panico e non mancava di partecipare anche alle attività religiose di Pian di Venola, Sperticano, Marzabotto, San Silvestro, Luminasio e Medelana. A portarlo via ai suoi fedeli è stato il maledetto Covid. 

La vita di Don Adelmo si è svolta fra studio e lavoro: nato il 25 aprile 1960  a Latina, ha frequentato il Pontificio Collegio gesuita Leoniamo di Anagni. E’ stato ordinato sacerdote dal Vescovo di Latina il 10 ottobre 1988. Ha frequentato corsi di filosofia e scienze politiche alla ‘Sapienza’ di Roma. Ha svolto servizio militare, per 10 anni, come Cappellano fino al titolo di Cappellano-Capo, raggiungendo il grado di Capitano della Guardia di Finanza. 

La Parrocchia di Panico gli fu affidata dal Cardinale Biffi nell'ottobre 1998. Ha saputo affrontare i problemi, ancora esistenti e conseguenti alla guerra, come la conclusione del ripristino di parte della Chiesa, della sagrestia, delle strutture accessorie, il completamento dell'altare e del trono (recuperando schegge e pezzi originali mancanti).

Oggi la Pieve si presenta, in tutto il suo splendore originario.

Indimenticabili e molto apprezzati i notevoli servizi per la comunità che egli non mancava mai di affrontare . Erano molte le persone che per la profonda sapienza e cultura di don Aldemo, venivano ad ascoltare, anche da Bologna, i suoi sermoni domenicali. 

Non é ancora stata deciso il giorno dei funerali.   Si ipotizza venerdì o lunedì prossimi. 

 

La preghiera comunitaria
La facciata della chiesa romanica di Panico

Il sindaco Romano Franchi ha portato gli auguri della cittadinanza