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venerdì 31 maggio 2024

Si teme un dissesto su via Mongardino

 

Foto d'archivio

Allarme sui social, non  verificato, su un possibile cedimento, causato dal temporale di oggi,  su via Mongardino, all'altezza di Ponte delle Lepri nelle vicinanze del Torrente Olivetta. 

La speranza è che l'allarme rientri e che la notizia sia stata motivata dal solo invito alla prudenza per chi transita in quel tratto di strada.

Di ferite la viabilità collinare ne ha già abbastanza. 

 

venerdì 29 marzo 2024

L'incredibile caso di Marzabotto: Rischia il fallimento per Pnrr


 

La cronaca riporta: 

 

Succede che, dopo quattro decreti legge volti ad efficientare finanziamento e messa a terra delle decine di migliaia di opere del Piano nazionale di ripresa e resilienza, esistono piccole cittadine come Marzabotto, tristemente nota per l’eccidio nazifascista, dove i soldi che il Pnrr assegna al Viminale da mandare al comune emiliano per un’opera da realizzare non arrivano in tempo, e allora il sindaco locale li deve anticipare, ma così facendo svuota le casse e rischia di far scattare, clamorosamente, la procedura di pre-dissesto. 

 

Il capogruppo di minoranza in Consiglio Comunale Morris Battistini ( nella foto a lato) invece non ci sta a questa spiegazione della vicenda e dà la sua versione:

"Il Ministero, come per tanti altri comuni d’Italia impegnati in questi progetti, ha erogato, proprio ieri, al Comune di Marzabotto un ulteriore anticipo, pari ad € 1.938.887,93, corrispondente al 20 % sul totale del progetto.

Tale somma – è bene sottolineare – si va ad aggiungere all’importo di euro 969.443,96 già erogato in precedenza, pari al 10 % sul totale del progetto cofinanziato con risorse PNNR - M5C212.2 – Piani Urbani Integrati – concernente la riqualificazione dell’ex cartiera Burgo”. 

E non manca di  scagliare una frecciata sulla sindaca:

La scelta propagandistica di Valentina Cuppi ( nella foto in alto) si basa proprio sul fatto che, sapendo bene che il bilancio del comune non naviga in buone acque per la sua Amministrazione, ha voluto anticipare ben di piu’ di quanto poteva per guadagnare l’onore delle cronache e scaricare le sue colpe sul Ministero dell’Interno”.

venerdì 5 aprile 2013

L'Appennino è 'tutto una frana'.



Operatori all'opera per mettere in sicurezza una parete franata in via Setta


E’ stato il ‘colpo di grazia’ per l’Appennino già sottoposto nelle ultime settimane a dure prove di resistenza a causa delle precipitazioni abbondanti oltre misura.
 La pioggia di questa notte  ha fatto franare il terreno friabile e già inzuppato mettendo in evidenza tutti gli instabilità ambientali e ha costretto i tanti pendolari che si recano giornalmente Bologna alla ricerca di un possibile ‘varco percorribile’ per raggiungere il posto di lavoro.
Difficile la situazione dei Monzunesi. Hanno trovato la provinciale bloccata da una frana in zona Selve e solo pochi minuti prima delle 8  è stato possibile organizzare il traffico a senso unico alternato.  Il pulmino delle scuole è stato costretto a un dietro front.  Poi, a rendere la mattinata ancor più pesante, il blocco in autostrada per un incidente a un camion che si è incendiato.
L'officina Donini sgombrata dalla frana e senza una parete

La frana sopra l'officina di Angelo Donini
 La statale Porrettana è risultata sovraccaricata di veicoli, poiché ai soliti si sono aggiunti quelli usciti dall’A1. Unica via percorribile per i monzunesi è risultata la fondovalle Savena, naturalmente super affollata.
A Pieve del Pino una grossa frana nelle vicinanze del monumento ai caduti di Sabbiuno ha interrotto il traffico fino ad oltre mezzogiorno. Pesantissima poi la situazione in cui si è trovata l’officina del fabbro Donini, alle Ganzole. Una pesante frana si è staccata a monte della costruzione, ha sfondato una parete dell’officina e ha invaso i depositi e il parco macchine.
Frane poi ovunque in tutto l’Appennino bolognese. Non vi è strada che non sia stata interessata da smottamenti. Alle Selve di Monzuno, in un tratto di poche centinaia di metri ne abbiamo contate cinque. 


La frana di Badolo e un gruppo di  residenti costretti a camminare nel fango
Sulla viabilità comunale di Sasso Marconi stamattina se ne sono aggiunte cinque a quelle già esistenti. Le più gravi quelle di via Castello e quella di Rasiglio. Tutti coloro che hanno macchine per il movimento terra sono all’opera e da Grizzana Morandi è arrivata una disperata richiesta di partecipazione alla rimozione delle frane, cui nessuno è più in grado di rispondere.

                                                                                             
Frana nella provinciale del Parcodei Prati di Mugnano.

Frana sulla via Degli Dei a Monzuno.

Frana sulla via del Sasso

Frana alla Selve di Monzuno

Frana sulla via Degli Dei a Monzuno.
E’ il caso di dire che chi conosce la ‘danza del sole’ è bene si dia da fare, poiché la pioggia è ormai veramente troppa.
La rete metallica ha avitato alla frana di  ingombrare la strada.



martedì 2 aprile 2013

La Limentra di Treppio 'morde le briglie'.





Vitaliano Violi, un lettore attento alle emergenze ambientali e ai danni provocati dalle attuali straordinarie precipitazioni, ha inviato una serie di immagini relative alla situazione verificatasi alla Limentra di Treppio:



Egregio Fabbriani
Guardi com’è ridotta la briglia di Lodio sul torrente Limentra di Treppio , quello a valle del bacino di Suviana. Il torrente non ci passa più sopra, ma ha scavato una galleria sotto al piede della briglia e di lì passa. Ciò è accaduto nel fine settimana scorsa.
Saluti da un suo assiduo lettore





Grazie, signor Violi, l’augurio è che presto si riesca a intervenire, prima che il danno diventi più grave o irreparabile.

domenica 16 maggio 2010

A Vado crolla una casa



Ciò che si temeva, purtroppo si è verificato. Sabato notte, intorno alle 22, a Vado, dlla collina che sovrasta le abitazioni sul lato sud della provinciale Val Di Setta si è staccato in modo netto e definitivo una ingente massa di roccia-sabbiella che scivolando a valle ha dato il colpo definitivo alla abitazione della famiglia di Mauro Paolini e a quella della la figlia Catia. Le macerie, nell’urto, hanno raggiunto e invaso anche la provinciale. Fortunatamente la casa era vuota in ossequio al decreto di sgombero emesso dal sindaco di Monzuno per cui nessuno è rimasto imprigionato nelle macerie. Era miracolosamente sgombera anche la frequentatissima fondovalle. In quel tratto di strada era presente solo una vettura, sufficientemente distante dal punto del crollo per permettere all’autista di accorgersi della presenza pericolosa sull’asfalto e fermare la vettura in un punto di assoluta sicurezza. L’allarme è stato immediato e sul posto sono giunti i tecnici e gli operatori del Comune di Monzuno con il sindaco marco Mastacchi, i carabinieri e i Vigili del Fuoco che hanno creato un cordone di sicurezza e hanno chiesto l’intervento di Hera poiché il pericolo che si presentava al momento più serio era la rottura della tubatura del gas con una pericolosa fuoriuscita. 23 famiglie degli edifici prossimi a quello del crollo sono state evacuate con urgenza. Il sindaco ha subito organizzato un punto di raccolta per gli sfollati nella ‘sala delegazione’ per affrontare le emergenze dei cittadini rimasti senza tetto. Alcune famiglie hanno trovato rifugio presso parenti, altre presso amici e i rimanenti sono stati ricoverati in albergo. Dopo l’intervento di Hera e dopo il sopralluogo dei tecnici di eri mattina, cinque delle famiglie evacuate hanno potuto fare ritorno a casa poiché la palazzina in cui abitano è stata giudicata agibile. Accertamenti sono ancora in corso per gli altri edifici a rischio. Le prime avvisaglie del movimento franoso erano state rilevate un paio di settimane fa. A dare velocità al movimento franoso sono state le forti piogge degli ultimi giorni. Sono in corso anche lavori per il ripristino della strada provinciale che interessa la zona e della fornitura di gas negli edifici vicini a quelli evacuati, mentre l'Enel ha riattivato l'alimentazione elettrica. Il responsabile della Protezione civile dell'Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, ha compiuto ieri mattina un sopralluogo nella zona, in contatto con l'assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo.

Scampato pericolo per Mauro Paolini


“Avrei potuto essere là sotto anch’io. Fortunatamente ieri pomeriggio ho deciso di starmene nella nuova casa. Una mano superiore ha guidato la mia scelta”. E’ la drammatica considerazione di Mauro Paolini, proprietario della casa crollata. Sotto una pioggia che non dà tregua, l’uomo, riparato dal suo ombrello, ringrazia la buona sorte che lo ha risparmiato da una morte certa. “Sono stato nella casa crollata fino al primo pomeriggio per smontare un armadio che volevo trasferire all’esterno. Poi la pioggia incessante, il pomeriggio freddo e la fatica mi hanno fatto desistere e sono rimasto a casa. Mai avrei pensato che il crollo era così vicino. Il movimento della massa rocciosa era in atto da mesi e gli effetti sulla costruzione si rilevavano lentamente per cui si era pensato, una volta che la discesa a valle della frana si fosse fermata, di consolidare la struttura muraria con apposite ‘chiavi’. Avevo programmato di mettere in salvo anche il vino che avevo in cantina, le galline e i conigli congelati nel freezer. Ora è tutto là sotto”, indica rabbrividendo al pensiero di ciò che avrebbe potuto essergli successo. Il geometra Gisberto Gerbi, che segue l’attività della frana per conto della proprietà, dà un suo resoconto dell’accaduto: “La pioggia caduta in questi giorni ha velocizzato il distacco del ‘naso’ della montagna”. La massa che è scivolata a valle sembra infatti un naso sporgente dalla faccia della collina. “Roccia e sabbia sono scivolate sul fondo procurando la lacerazione alla base della costruzione che è stranamente colassata all’indietro verso la montagna, invadendo con poco materiale la provinciale anche se ci si affacciava. L’arrivo della frana è stato preceduto da un innalzamento del pavimento del piano terra, in particolare del garage. Ciò significa che l’arrivo della sabbia è stato preceduto da quello di una grande massa di acqua. ”. Il tecnico poi continua. “ Il crollo era una delle eventualità rilevate durante i sopralluoghi degli esperti. Non era possibile mettere in sicurezza l’edificio con le sole forze dei privati. La quantità di materiale che sarebbe stato necessario rimuovere era tale da risultare non sostenibile”. Ora si sta cercando di valutare lo stato di tutta l’area che è stata o che potrebbe essere interessata dal movimento franoso.

Il sindaco Mastacchi e la frana di Vado


Il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi è stato fra i primi a giungere sul luogo del crollo. Ha indossato la tuta del Comune e ha partecipato a tutte le attività di controllo e di presidio per la sicurezza. Fortunatamente l’edificio collassato e quello adiacente che era altrettanto minacciato dalla frana, erano già stati sgomberati su ordine appunto del sindaco stesso che aveva provveduto con una ordinanza di sgombero. Il primo cittadino ha coordinato anche tutta l’attività per trovare una collocazione adeguata ai circa 60 sfollati dagli edifici adiacenti a quello caduto. “ Ieri mattina abbiamo sorvolato l’area con i Vigili del fuoco per farci un’idea più precisa dello stato di fatto. Ci coordineremo ora con la Protezione civile per individuare l’intervento più opportuno per giungere una soluzione”, ha precisato Mastacchi. A fare visita all’area interessata dalla frana anche il neo consigliere regionale del Pdl Galeazzo Bignami che ha annunciato una interrogazione al presidente della Regione Vasco Errani e una alla presidente della Provincia Beatrice Draghetti per sollecitare ai rispettivi enti un intervento per la messa in sicurezza e il ripristino dell’area coinvolta nella frana. “Solo l’attenzione del sindaco Mastacchi che ha imposto lo sgombero in tempo utile, ha evitato una tragedia. Gli effetti della disgrazia si sono contenuti ai danni materiali” ha detto Bignami. “Tuttavia va rimarcato che molti tratti di Vado, come abbiamo potuto verificare nel nostro sopralluogo, sono esposti a questo rischio frana. E’ quindi importante che Regione e Provincia intervengano prima che si verifichino situazioni analoghe se non peggiori”, ha concluso. La strada provinciale, chiusa dopo il crollo, è stata riaperta al traffico a senso unico alternato.

f. f.