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giovedì 21 marzo 2024

Coworking, corsi e attrezzatura all’avanguardia: apre CasaLab!

Sabato 23 marzo il taglio del nastro alla Casa della Solidarietà di Casalecchio di Reno

 

L’unione informa:

 

Sabato prossimo, 23 marzo, alle 15, si appresta ad aprire ufficialmente le sue porte CasaLab, il nuovo spazio di coworking creato all’interno della Casa della Solidarietà di via del Fanciullo, 6 a Casalecchio di Reno.

CasaLab è stato pensato in particolare per le giovani generazioni che vogliono sviluppare progetti, start up e idee imprenditoriali, ma non hanno la possibilità di farlo senza un investimento iniziale considerevole o uno spazio accogliente e dotato di attrezzatura professionale.

Gli spazi sono infatti dotati di tutto il necessario per il coworking, come una connessione a banda larga, postazioni munite di docking station, monitor, stampanti 3D e multifunzione. Sono a disposizione anche attrezzature per riprese video e streaming online, tra cui una telecamera professionale 4K con relativo cavalletto, un drone per riprese aeree, uno stabilizzatore, un mixer video per le dirette, un kit green screen e un sistema completo Mac Studio per il montaggio video professionale. Oltre alle 4 postazioni dedicate al coworking ci sono anche due postazioni per lo smart working attrezzate con workstation e monitor di grandi dimensioni.

CasaLab sarà inoltre teatro di corsi di formazione specifici, nonché base di partenza per sviluppare sinergie e collaborazioni con le aziende dell’Unione e le associazioni del terzo settore, a partire da quelle che operano nella stessa Casa della Solidarietà, per l’avvio di nuove imprese e progettualità che coinvolgano la comunità.

CasaLab si rivolge prioritariamente a tutti i cittadini e le cittadine dell’Unione Reno Lavino Samoggia, con un’attenzione particolare alle persone in carico all’Emporio Solidale il Sole e al Centro per le Vittime, in caso di disponibilità gli spazi potranno essere messi a disposizione anche per chi proviene da fuori dall’Unione.

Per l’utilizzo degli spazi è prevista una piccola quota per contribuire alla manutenzione delle attrezzature e all’acquisto dei materiali di consumo.

Sul sito www.coworking-casalab.it (creato da neolaureati interessati a diventare frequentatori di CasaLab e presto online) saranno disponibili tutte le indicazioni utili, il regolamento di utilizzo e la modalità per prenotare l’accesso a CasaLab e l’utilizzo delle attrezzature.


“CasaLab, il co-working che non c’era e che oggi c’è grazie alla sinergia tra diversi soggetti che lo hanno reso possibile,” spiega il vicesindaco di Casalecchio di Reno, Massimo Masetti,  che ha seguito per l’Unione il progetto. “Si tratta di uno spazio con attrezzatura all’avanguardia per fornire opportunità in particolare ai ragazzi e alle ragazze del nostro territorio. Il luogo in cui è stato realizzato non è casuale, la Casa della Solidarietà è il cuore pulsante del volontariato casalecchiese ed offrirà stimoli e occasioni a chi frequenterà CasaLab. In più, il fatto che sia realizzato e gestito grazie alla collaborazione con associazioni del territorio come Emporio Solidale il Sole, Associazione Amici della Casa della Solidarietà e Centro per le Vittime è un ulteriore valore aggiunto. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il contributo fondamentale della Fondazione OTB main sponsor del progetto, il ringraziamento va esteso anche a Fondazione Carisbo, che ha compartecipato all’acquisto di una parte degli arredi, e al Comune di Casalecchio di Reno, proprietario dei locali, che ha co-finanziato i lavori di adeguamento eseguiti da Adopera Srl”.


“Con l’aggravarsi della situazione politico-economica internazionale, OTB Foundation, la non profit del gruppo OTB, polo di moda internazionale fondato dall’imprenditore Renzo Rosso, ha iniziato a dedicarsi al progetto degli Empori Solidali in modo sempre più concreto e incisivo, attraverso l’apertura di nuovi centri nel Veneto - regione dalla quale proveniamo - e il sostegno ad altri in tutta Italia,” aggiunge Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation. “In base alle richieste specifiche, forniamo ad esempio cibo o beni di prima necessità per garantire un supporto concreto alle famiglie in difficoltà. In particolare, la Fondazione ha selezionato questo progetto perché focalizzato sul lavoro, unico vero mezzo grazie al quale una persona raggiunge l’indipendenza, economica e non solo, per potersi reinserire nella comunità di appartenenza. Speriamo in futuro di poter fornire un ulteriore contributo all’Emporio Solidale il Sole che svolge un ruolo importantissimo su questo territorio, sostenendo oltre 500 famiglie”.

giovedì 21 gennaio 2021

La biblioteca di San Benedetto Val di Sambro è attrezzata per il coworking

Disponibili spazi per accompagnare le esigenze delle famiglie e, di conseguenza, di lavoratori e studenti.


di Daniela Farini

Sono stati inaugurati e subito utilizzati presso la biblioteca comunale di San Benedetto Val di Sambro, gli spazi di lavoro condiviso  che diventano, da oggi, un nuovo punto di riferimento per le esigenze delle famiglie del Comune, in pieno rispetto delle regole anti Covid.

Si tratta di 4 postazioni attrezzate con strumenti computerizzati che il comune mette a disposizione gratuitamente a studenti, lavoratori, docenti, ricercatori e aziende che potranno utilizzare come luoghi di  coworking, all'interno della biblioteca comunale dove è possibile di usufruire di una connessione veloce grazie alla banda larga, nonché a servizi gratuiti di wi-fi.


Il primo a cogliere questa opportunità è stato un giovane ingegnere italo-brasiliano, Lino Cesar Greghi, da poco trasferitosi nel Comune di San Benedetto Val di Sambro assieme alla propria famiglia. Il giovane lavora già da una settimana utilizzando tali spazi per sviluppare progetti per la La Scuderia italiana di Formula 1 AlphaTauri di Faenza.

Questi spazi non servono solo per poter fruire di connettività a banda larga, ma rappresentano una risposta alla necessità di studiare o lavorare in spazi dedicati al di fuori dell'ambito domestico per ovviare ai problemi tipicamente riscontrati da coloro che lavorano da casa: mancanza di spazi adeguati e difficoltà di mantenere un equilibrio soddisfacente tra vita lavorativa e vita privata. Il telelavoro e questo tipo di iniziative particolarmente brillanti possono effettivamente essere uno strumento per rilanciare l'Appennino: si può abitare in un luogo accogliente, salubre e particolarmente gradevole anche con un lavoro che ha sede molto distante.

Come osserva Alessandro Santoni, Sindaco di San Benedetto Val di Sambro «Questo progetto è una delle tante azioni inserite dentro al piano politiche familiari del Comune che trova compimento. Ma il risultato più bello non è rappresentato tanto dall'essere riusciti a realizzare le postazioni, quanto più quello di vedere che le stesse sono effettivamente utili ed utilizzate dai nostri cittadini. Ciò che mi aspetto per il futuro è che l'utilizzo di tali spazi possa diffondersi sempre più tra studenti e lavoratori, ma non solo. Uno spazio utile anche per il progetto a favore della comunità di studenti universitari fuori sede che nel nostro Comune continua a crescere. Molte aziende hanno team o professionisti che lavorano fuori sede o potrebbero avere la necessità di creare uffici satellite, progetti come questi possono andare incontro a tali nuove esigenze. Per concludere, un ambiente ideale in un Comune ideale per studiare o lavorare in autonomia. Si dimostra che i Comuni dell'Appennino, fieri delle loro peculiarità, sono comunque in grado di offrire opportunità.»